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	<title>scuola di liberalismo Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>scuola di liberalismo Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>Il sistema politico italiano: del prof. Cassese l&#8217;ultima lezione della Scuola di Liberalismo 2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Cruciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2024 17:52:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
		<category><![CDATA[rassegna stampa scuola di liberalismo 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Sabino Cassese]]></category>
		<category><![CDATA[scuola di liberalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come Croce diceva che è impossibile non definirsi cristiani oggi è impossibile non definirsi liberali, ma al tempo stesso è impossibile non definirsi anche democratici e a favore dello Stato sociale. Siamo figli di diverse culture politiche. Si è tenuta questa sera l’ultima lezione della Scuola di Liberalismo 2024 della Fondazione Luigi Einaudi. Titolo dell’incontro: [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Come Croce diceva che è impossibile non definirsi cristiani oggi è impossibile non definirsi liberali, ma al tempo stesso è impossibile non definirsi anche democratici e a favore dello Stato sociale. Siamo figli di diverse culture politiche.</p>
<p>Si è tenuta questa sera l’ultima lezione della Scuola di Liberalismo 2024 della Fondazione Luigi Einaudi. Titolo dell’incontro: “Il sistema politico italiano”, a cura del professor Sabino Cassese. Il professore in oltre un’ora di lezione ha approfondito l’aspetto statico e quello dinamico del nostro sistema politico.</p>
<p>“L’affluenza alle urne, per lungo tempo nel nostro Paese, ha raggiunto il 93%. Dopo un quarantennio abbondante l’elettorato si è abbassato a circa il 70. Ora nelle elezioni politiche nazionali è arrivato a poco più del 60%, mentre alle regionali è arrivato a meno della metà degli aventi diritto. Dati ufficiali Eligendo”. Altri dati Istat, ha spiegato, “riguardano la partecipazione politica attiva e passiva delle persone con più di 14 anni. La prima coinvolge solo il 7% di questi soggetti, mentre la partecipazione passiva raggiunge il 70%. A tutto questo c’è da aggiungere la forte volatilità dell’elettorato. Alle ultime elezioni politiche, rispetto alle precedenti, si sono registrate delle modificazioni radicali”.</p>
<p>Oggi, ha detto Cassese, “abbiamo un sistema basato sul multipartitismo e sappiamo che oggi i partiti hanno perduto quel carattere associativo insito nell’articolo 49 della Costituzione. I partiti avevano, nella prima parte della storia repubblicana, molto più seguito. Questa riduzione della struttura dei partiti dipende dal fatto che questi non sono più ramificati nel Paese come avveniva in passato”.</p>
<p>Un altro cambiamento importante riguarda i media: giornali, radio e tv. “Questo – ha detto il professore &#8211; è un cambiamento che viene sintetizzato con due espressioni: si è passati da una comunicazione one to many a una comunicazione many to many, ovvero da una comunicazione che va, ad esempio, dal giornale ai lettori, a una comunicazione che, grazie a internet, può essere da tutti a tutti”.</p>
<p>A cambiare nel tempo è stata anche la struttura del Parlamento, che ha diminuito il numero dei suoi rappresentanti. “Un Parlamento”, ha osservato, “che spesso non realizza più i principi del bicameralismo”, ovvero l’approvazione delle leggi con una reale discussione da una Camera all’altra. ”Quello di oggi viene definito monocameralismo alternato, che si ha quando un atto normativo proposto da uno dei due rami, per la ristrettezza dei tempi, impone al secondo ramo, quello che approva in via definitiva, di ratificare senza modificare. Inoltre va detto che da tempo gli atti normativi primari, quelli aventi forza di legge, sono sostanzialmente decreti legge”.</p>
<p>Il nostro sistema politico, in 78 anni di storia repubblicana, ha avuto 68 governi. “Possiamo dividere questo lasso di tempo in due periodi: fino al 1994 e la fase successiva. Nella prima fase l’instabilità era dovuta alla perdurante presenza della Democrazia Cristiana negli esecutivi”. Una democrazia che era definita fuori dal comune per la sua caratteristica principale: l’assenza di alternanza.</p>
<p>Relativamente all’aspetto dinamico del nostro sistema politico, ovvero al funzionamento del nostro sistema politico, il professor Cassese ha enunciato come problematici: lo squilibrio tra personale politico e personale amministrativo; il passaggio da politiche di tipo ideologico e programmatico a politiche di tipo puntiformi e incrementali (oggi non vi sono più programmi, ma slogan); la carenza di culture organizzative diffuse che si riflette nel sistema politico; il rapido comporsi e scomporsi del sistema politico (alleanze variabili rapidamente).</p>
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		<title>Fondamenti di Bioetica Liberale, di Caporale la nona lezione della Scuola di Liberalismo 2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Parrinello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Apr 2024 18:07:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
		<category><![CDATA[bioetica]]></category>
		<category><![CDATA[cinzia caporale]]></category>
		<category><![CDATA[scuola di liberalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo Stato farebbe bene a regolare e non a vietare. Scienza ed etica non possono essere mai disgiunte. Il progresso dell’umanità si realizza solo quando la scienza e l’etica si integrano. Nell’Aula Malagodi della Fondazione Luigi Einaudi si è tenuta questa sera la nona lezione, “Fondamenti di bioetica liberale”, della Scuola di liberalismo 2024, a [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Lo Stato farebbe bene a regolare e non a vietare. Scienza ed etica non possono essere mai disgiunte. Il progresso dell’umanità si realizza solo quando la scienza e l’etica si integrano. Nell’Aula Malagodi della Fondazione Luigi Einaudi si è tenuta questa sera la nona lezione, “Fondamenti di bioetica liberale”, della Scuola di liberalismo 2024, a cura della professoressa Cinzia Caporale, che dirige il Centro Interdipartimentale per l’Etica e l’Integrità nella Ricerca del CNR ed è componente del Comitato Nazionale per la Bioetica (PDCM).</p>
<p style="font-weight: 400;">“Le idee si affermano se sono buone idee e, secondo me, il liberalismo ha una buona concezione del mondo, che unisce da un lato una bellezza intrinseca di tipo teorico e dall’altro un grande pragmatismo. Non si tratta dunque solo di un’idea romantica, ma anche straordinariamente pratica, per questo la democrazia liberale prenderà via via il sopravvento”. In bioetica esiste una differenza chiara tra liberale e laico, ha sottolineato, il primo “riconosce il primato morale della coscienza individuale, il laico, spesso anche se non sempre, indica lo Stato come il solo interprete della verità. Un liberale, dunque, può essere laico o riferirsi a bioetiche di ispirazione religiosa”. La professoressa, nel corso della lezione, ha approfondito anche i temi dell’intelligenza artificiale, della gestazione per altri e dell’aborto.</p>
<p style="font-weight: 400;">Quest’ultimo, ha detto, “è un classico problema bioeticamente irrisolvibile perché non si può chiedere alla donna di continuare una gravidanza che non vuole (un comportamento supererogatorio), ma d’altra parte esiste se non altro l’interesse a nascere del feto”. Dal punto di vista liberale, ha aggiunto, “non credo di aver mai pronunciato la parola ‘diritto all’aborto’ ma di aver parlato sempre di libertà della donna, certamente irrinunciabile nel mondo contemporaneo nel quale vi è un pluralismo bioetico strutturale”.</p>
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		<title>Perché c&#8217;è bisogno della Scuola di Liberalismo della Fondazione Einaudi</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/perche-ce-bisogno-della-scuola-di-liberalismo-della-fondazione-einaudi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Cangini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Feb 2024 15:52:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Einaudi]]></category>
		<category><![CDATA[liberali]]></category>
		<category><![CDATA[scuola di liberalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mai come oggi c’è bisogno di cultura liberale, mai come oggi c’è bisogno della Scuola di Liberalismo della Fondazione Luigi Einaudi. La prima lezione, sul pensiero economico di Adam Smith, sarà tenuta il 22 febbraio dal professore Lorenzo Infantino; l’ultima, sul sistema politico italiano, sarà tenuta il 6 giugno dal professore Sabino Cassese. Tra la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Mai come oggi c’è bisogno di cultura liberale, mai come oggi c’è bisogno della Scuola di Liberalismo della Fondazione Luigi Einaudi. La prima lezione, sul pensiero economico di Adam Smith, sarà tenuta il 22 febbraio dal professore Lorenzo Infantino; l’ultima, sul sistema politico italiano, sarà tenuta il 6 giugno dal professore Sabino Cassese. Tra la prima e l’ultima, altre 13 lezioni, sempre di giovedì, sempre dalle 18, sempre seguite da un libero confronto tra il relatore e gli iscritti presenti.</p>
<p>Il livello delle docenze è decisamente alto, la scelta dei singoli tempi particolarmente calzante sull’attualità. Ad esempio: Angelo Panebianco parlerà di “Liberalismo, commercio e geopolitica”, Davide Giacalone del mancato “tramonto dell’Occidente”, Andrea Margelletti della “Tenuta dei sistemi democratici rispetto alla sfida delle dittature”, Francesco Petrelli della “Concezione liberale del diritto penale”, Martina Dlabajova di “Imprese e concorrenza in Europa”, Luigi Marattin di “Concorrenza e liberalizzazioni come strumento per accrescere il benessere collettivo”…</p>
<p>Quindici lezioni il cui senso generale è, crediamo, ben riassunto nel titolo che abbiamo voluto dare quest’anno alla Scuola: “Il dubbio, la formazione, il merito”. Si può assistere in presenza, presso l’Aula Malagodi della Fondazione Luigi Einaudi in via della Conciliazione 10 a Roma, o a distanza. Crediamo sia un servizio utile. Lo è sempre stato, vista la naturale inclinazione di noi italiani ad affidarci a fedi, ideologie e capi piuttosto che a coltivare la conoscenza, a tutelare le libertà personali ed economiche, a sviluppare sia il senso di responsabilità individuale sia lo spirito critico su cui si fonda una società aperta e liberale. Lo è particolarmente in quest’epoca: un’epoca dominata dalle emozioni, dalla superficialità e da vane speranze salvifiche. Un’epoca in cui la propaganda ha subornato la Politica, rendendola di fatto impotente.</p>
<p>Per iscriversi www.fondazioneluigieinaudi.it/scuola-di-liberalismo/</p>
<p><a href="https://www.quotidiano.net/magazine/a-scuola-di-liberalismo-in-15-lezioni-16037da0"><em><strong>Quotidiano Nazionale </strong></em></a></p>
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		<item>
		<title>Al via la Scuola di Liberalismo 2021</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/al-via-la-scuola-di-liberalismo-2021/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Feb 2021 16:45:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività 2021]]></category>
		<category><![CDATA[scuola di liberalismo]]></category>
		<category><![CDATA[scuola di liberalismo 2021]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella più famosa delle sue Prediche inutili Luigi Einaudi, grande economista piemontese, Governatore della Banca di Italia e presidente della Repubblica Italiana, poneva un monito che ancora oggi si ritiene essere fondamentale per ogni singolo individuo: conoscere per deliberare. Il tema, scelto per dare avvio alla nuova edizione della Scuola di Liberalismo 2021, si pone, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/al-via-la-scuola-di-liberalismo-2021/">Al via la Scuola di Liberalismo 2021</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella più famosa delle sue <em>Prediche inutili</em> <strong>Luigi Einaudi</strong>, grande economista piemontese, Governatore della Banca di Italia e presidente della Repubblica Italiana, poneva un monito che ancora oggi si ritiene essere fondamentale per ogni singolo individuo: <em>conoscere per deliberare</em>.</p>
<p>Il tema, scelto per dare avvio alla nuova edizione della Scuola di Liberalismo 2021, si pone, più che un ammonimento, quale autentico vademecum per tutti coloro che sappiano riconoscerne il significato profondo ed attuale.</p>
<p>Maggiori informazioni (calendario lezioni, regolamento, etc), premendo sul pulsante sottostante:</p>
<div class="su-button-center"><a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/scuola-di-liberalismo/scuola-di-liberalismo-2021/" class="su-button su-button-style-flat su-button-wide" style="color:#ffffff;background-color:#003c71;border-color:#00305b;border-radius:5px" target="_self"><span style="color:#ffffff;padding:9px 30px;font-size:22px;line-height:33px;border-color:#4d779c;border-radius:5px;text-shadow:0px 0px 0px #ffffff"><i class="sui sui-hand-o-right" style="font-size:22px;color:#ffffff"></i> Scuola di Liberalismo 2021</span></a></div>
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		<item>
		<title>I grandi principi del Liberalismo tra storia e attualità</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/i-grandi-principi-del-liberalismo-tra-storia-e-attualita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2020 13:03:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dicono di Noi]]></category>
		<category><![CDATA[scuola di liberalismo]]></category>
		<category><![CDATA[scuola di liberalismo 2020 messina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sergio Di Giacomo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/i-grandi-principi-del-liberalismo-tra-storia-e-attualita/">I grandi principi del Liberalismo tra storia e attualità</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="su-button-center"><a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2020/10/20201019-digiacomo-grandi-principi-liberalismo-storia-attualita.pdf" class="su-button su-button-style-flat su-button-wide" style="color:#ffffff;background-color:#003c71;border-color:#00305b;border-radius:5px" target="_self"><span style="color:#ffffff;padding:9px 30px;font-size:22px;line-height:33px;border-color:#4d779c;border-radius:5px;text-shadow:0px 0px 0px #ffffff"><i class="sui sui-newspaper-o" style="font-size:22px;color:#ffffff"></i> VISUALIZZA ARTICOLO</span></a></div>
<p><strong>Sergio Di Giacomo</strong></p>
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		<item>
		<title>Il Prof. Infantino vi invita alla Scuola di Liberalismo</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/il-prof-infantino-vi-invita-alla-scuola-di-liberalismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2020 11:04:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rassegna video]]></category>
		<category><![CDATA[lorenzo infantino]]></category>
		<category><![CDATA[scuola di liberalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/il-prof-infantino-vi-invita-alla-scuola-di-liberalismo/">Il Prof. Infantino vi invita alla Scuola di Liberalismo</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Lezione del Senatore Enzo Palumbo alla Scuola di Liberalismo 2019 &#8211; Roma</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/lezione-del-senatore-enzo-palumbo-alla-scuola-di-liberalismo-2019-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Mar 2019 12:56:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dicono di Noi]]></category>
		<category><![CDATA[enzo palumbo]]></category>
		<category><![CDATA[scuola di liberalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giorno 21 Marzo 2019 dalle ore 15:00, presso il Centro Studi Americani a Roma, si terrà la lezione sul tema &#8220;Ma la nostra, è una Costituzione Liberale?&#8221; a cura del Senatore Enzo Palumbo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/lezione-del-senatore-enzo-palumbo-alla-scuola-di-liberalismo-2019-roma/">Lezione del Senatore Enzo Palumbo alla Scuola di Liberalismo 2019 &#8211; Roma</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Giorno 21 Marzo 2019 dalle ore 15:00, presso il Centro Studi Americani a Roma, si terrà la lezione sul tema &#8220;Ma la nostra, è una Costituzione Liberale?&#8221; a cura del Senatore Enzo Palumbo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/lezione-del-senatore-enzo-palumbo-alla-scuola-di-liberalismo-2019-roma/">Lezione del Senatore Enzo Palumbo alla Scuola di Liberalismo 2019 &#8211; Roma</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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		<item>
		<title>Siamo come le api: individui liberi o falliamo tutti</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/siamo-come-le-api-individui-liberi-o-falliamo-tutti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Corrado Ocone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jan 2018 11:57:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[liberalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;estratto dell&#8217;intervento di Corrado Ocone, con il quale il direttore scientifico della Fondazione Einaudi aprirà l&#8217;edizione della Scuola di Liberalismo 2018 di Roma (per saperne di più, vai su www.scuoladiliberalismofle.it) “Non sarebbe un’esagerazione dire che la teoria sociale comincia con – ed ha un proprio oggetto solo a causa della – scoperta che esistono strutture [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/siamo-come-le-api-individui-liberi-o-falliamo-tutti/">Siamo come le api: individui liberi o falliamo tutti</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;estratto dell&#8217;intervento di Corrado Ocone, con il quale il direttore scientifico della Fondazione Einaudi aprirà l&#8217;edizione della Scuola di Liberalismo 2018 di Roma (per saperne di più, vai su www.scuoladiliberalismofle.it)</em></p>
<p>“Non sarebbe un’esagerazione dire che la teoria sociale comincia con – ed ha un proprio oggetto solo a causa della – scoperta che esistono strutture ordinate, le quali sono il prodotto dell’azione di molti uomini, ma che non sono il risultato di una progettazione umana”. Così scrive <strong>Friedrich von</strong> <strong>Hayek</strong>, sistematizzando un concetto che aveva già enucleato in diverse sue opere precedenti, nel primo dei tre volumi (“Regole e ordine”) di <strong><em>Legge, legislazione e libertà</em></strong> (1973).</p>
<p><strong>In particolare, Hayek pensa a istituzioni come il diritto e la lingua</strong>, ove l’idea che esse siano dovute all’azione umana ma non nascano da un programma formulato dagli uomini è abbastanza pacifico. Non così nella scienza economica ove, contro quella che l’economista austriaco giudica un’evidenza, l’idea dominante è che la programmazione e la panificazione, cioè i progetti umani, possano plasmare la realtà.</p>
<p><strong>Non senza aver avvertito che il termine “ordine”</strong>, in uso almeno dai tempi di Agostino nella teoria politica, sia abbastanza equivoco, richiamando concezioni autoritarie dell’azione, Hayek parla perciò di un <strong>ordine spontaneo</strong> che caratterizza molte istituzioni umane e che si autogenera e si forma per evoluzione. L’espressione “ordine spontaneo”, aggiungo io, è comunque in sé ossimorica, generando nei fatti la spontaneità una struttura o un modello che è sempre in disequilibrio, e che cioè è un mix di ordine e disordine.</p>
<p><strong>E guai se così non fosse</strong>: la libertà umana non sopporta l’anarchia sociale ma nemmeno la “società perfetta”: una buona dose di anarchia, imperfezione e irregolarità è l’humus ideale per la nostra vita. Ma andiamo con ordine.</p>
<p><strong>Quello che qui si vuole ora affermare è che l’ordine spontaneo</strong>, che Hayek designa anche con il nome greco di <em>cosmos, distinguendolo </em>dalla taxis che è il risultato di un’azione umana volontaria, è un’idea che attraversa la modernità pur non riuscendo mai a contrastare le tendenze progettuali, razionalistiche e regolistiche in essa predominanti.</p>
<p><strong>La ritroviamo sia nel filone dell’illuminismo scettico</strong> ma fortemente pragmatico degli scozzesi soprattutto, sia, e non deve meravigliarci, nelle correnti variamente idealiste e storicistiche che hanno avuto la loro roccaforte soprattutto fra Italia e Germania nei secoli XVIII e XIX (e nei paesi anglosassoni solo nei decenni a cavallo fra i due secoli).</p>
<p><a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/01/blog.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-11524 size-full" src="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/01/blog.png" alt="" width="1200" height="300" srcset="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/01/blog.png 1200w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/01/blog-250x63.png 250w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/01/blog-400x100.png 400w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/01/blog-768x192.png 768w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/01/blog-650x163.png 650w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/01/blog-150x38.png 150w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/01/blog-800x200.png 800w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/01/blog-300x75.png 300w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/01/blog-24x6.png 24w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/01/blog-36x9.png 36w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/01/blog-48x12.png 48w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><strong>La cosiddetta “scuola scozzese del senso comune”</strong>, da Adam Ferguson ad Adam Smith passando per il grande David Hume, fu molto influenzata da un poema satirico di un olandese operante in Inghilterra, <strong>Bernard de Mandeville</strong>, che fu pubblicato per la prima volta anonimo nel 1705: <em>La</em> <em>favola delle api, ovvero: vizi privati, pubbliche virtù</em>.</p>
<p>È questo il primo libro influente in cui, attraverso una sorta di apologo in versi, viene messo in evidenza il concetto che lega la ricchezza e vitalità, soprattutto ma non solo economica, di una comunità, qui simboleggiata da un florido alveare, al libero e controllato dispiegarsi di passioni, vanità, ambizioni, legate all’interesse privato.</p>
<p><strong>Quando l’alveare decide di divenire virtuoso</strong>, mettendo al bando il lusso, l’avidità, la brama di potere, onori, glorie e ricchezze, di un colpo esso decade prima nella povertà generale e poi si sgretola. Poco più di mezzo secolo dopo, Adam Smith, nel suo capolavoro (<em>La ricchezza delle</em> <em>nazioni</em>) scriverà la sua nota considerazione che “non è certo dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio che ci spettiamo il nostro pranzo, ma dal fatto che essi hanno cura del proprio interesse”.</p>
<p><strong>È come se la società fosse guidata da una mano invisibile</strong> che tutto fa per accomodare le passioni individuali nel modo più consono alla vita della comunità. Anche se si tratta di una rottura netta con la declinazione virtuosistica e pauperistica del cristianesimo che si era affermata nel medioevo, non è difficile intravedere in questo concetto una sorta di laicizzazione dell’idea di Provvidenza.</p>
<p><strong>Un processo che in verità era iniziato già con il cattolico Giambattista Vico</strong> che, distinguendo fra un mondo tutto nostro e fatto da noi, quello sociale, dal mondo naturale, aveva limitato l’intervento di Dio nel mondo umano solo all’immissione in esso di una sorta di regola generale, la Provvidenza appunto, tesa a comporre le libere iniziative individuali secondo un fine di civilizzazione (il concetto di <strong>eterogenesi dei fini</strong>, secondo l’espressione usata nella sua <em>Etica</em>, del 1886, dallo psicologo e filosofo empirico tedesco Wilhelm Wundt, è in Vico illustrata con espressioni poetiche tipo: “sembravano traversie ed eran in fatti opportunità”) . In questo modo, Vico salvava libero arbitrio e potestà divina, ma soprattutto rendeva forse per la prima volta quasi del tutto immanente il concetto di Provvidenza.</p>
<p>Prima che Hegel riprendesse il ragionamento di Vico, era stato però <strong>Immanuel Kant</strong> a esprimere in modo compiuto il nesso che unisce la civiltà e il progresso umani al libero dispiegarsi (entro ovviamente ad un regime di regole e leggi) delle passioni egoistiche e degli interessi privati. In <strong><em>Idea di una storia universale da un punto di vista</em> <em>cosmopolitico</em></strong> (1784), anche se il tutto sembra essere inserito nel quadro di una sorta di naturalismo, emerge un provvidenzialismo non troppo diverso da quello vichiano (forse con un più accentuato teleologismo dovuto alla mentalità illuministica che comunque era propria del pensatore di Koenigsberg).</p>
<p><a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/01/blog-1.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-11526 size-full" src="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/01/blog-1.png" alt="" width="1200" height="300" srcset="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/01/blog-1.png 1200w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/01/blog-1-250x63.png 250w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/01/blog-1-400x100.png 400w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/01/blog-1-768x192.png 768w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/01/blog-1-650x163.png 650w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/01/blog-1-150x38.png 150w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/01/blog-1-800x200.png 800w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/01/blog-1-300x75.png 300w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/01/blog-1-24x6.png 24w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/01/blog-1-36x9.png 36w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/01/blog-1-48x12.png 48w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><strong>Soprattutto, in Kant emerge con nettezza</strong>, da una parte, l’elemento antropologico della questione, essendo egli dice l’uomo caratterizzato da <strong>socievole insocievolezza</strong>; dall’altra, quello liberale di esaltazione dell’antagonismo fra gli uomini. La concorrenza fra gli umani in onori, potere, ricchezze, nasce dal fatto che essi se per un aspetto non possono vivere da soli, sono esseri sociali come diceva Aristotele, dall’altro,  vivono con gli altri valutando, invidiando e cercando di emulare le loro realizzazioni (lo Heidegger “kantiano” di <em>Essere e tempo</em> parlerà della “contrapposizione commisurante” come di un “esistenziale”).</p>
<p>“Senza la condizione, in sé certo non desiderabile, della insocievolezza, da cui sorge la resistenza che ognuno nelle sue pretese egoistiche deve necessariamente incontrare, tutti i talenti – <strong>scrive Kant</strong> &#8211; rimarrebbero in eterno chiusi nei loro germi in una vita pastorale arcadica di perfetta armonia, frugalità, amore reciproco: gli uomini, buoni come le pecore che essi menano al pascolo, non darebbero alla loro esistenza un valore maggiore di quello che ha questo loro animale domestico”.</p>
<p><strong>E più avanti</strong>: “l’uomo vuole la concordia: ma la natura sa meglio di lui ciò che è buono per la sua specie: essa vuole la discordia”. L’esaltazione del conflitto, nonché la messa in scacco di ogni perfezionismo e paternalismo, è sicuramente un altro elemento forte della prospettiva liberale di Kant.</p>
<p><strong>Esso presuppone un certo modo controintituitivo di pensare</strong>. Che, d’altronde, conflitto e libertà umana siano una diade inscindibile, lo aveva già intuito <strong>Niccolò Machiavelli</strong>, allorquando nei <em>Discorsi sulla prima deca di</em> <em>Tito Livio</em> (1531) aveva individuato nella divisone, e non nell’armonia e concordia (che è l’ideale di ogni teologia politica), il motivo della libertà e della forza della Roma repubblicana.</p>
<p><strong>Controfattualità, inintenzionalità, rapporto dialettico</strong> fra gli elementi del mondo (e <em>in</em> <em>primis</em> fra “bene” e “male”), interconnessione fra gli stessi e realtà e verità come processualità: sono questi, come è noto, gli elementi portanti della concezione idealistica di <strong>Georg Wilhelm Friedrich Hegel</strong>. Il quale, nelle lezioni di <em>Filosofia della storia</em>, (pubblicate postume dagli allievi nel 1837), osserverà il comporsi continuo delle azioni umane secondo un disegno non riconducibile a un progetto cosciente parlando di “astuzia della Ragione”. Necessità e razionalità, nonché finalismo, della storia, collocano in strano modo, fra immanenza e trascendenza, la visione hegeliana. Che, comunque, ha il forte merito di porre la questione su binari di profondità forse mai più raggiunti. Certo, la trascendenza della Ragione è, per così dire, tutta immanente alla storia.</p>
<p>Ed Hegel stesso si compiaceva di aver superato, con la dialettica, la concezione dualistica e antitetica di coppie antinomiche come immanenza – trascendenza. Nonché di aver “redento il mondo dal male”.</p>
<p>Sarà soprattutto l’“hegeliano” <strong>Benedetto Croce</strong>, tuttavia, a inizio Novecento, a espungere ogni elemento di trascendenza dall’immanentismo idealistico e a laicizzare e a rendere scientifici del tutto molti dei concetti su cui si reggeva la filosofia di Hegel. In primo luogo, proprio quella di una “Provvidenza” o di un “Dio”, per così dire, operanti nella storia.</p>
<p><strong>La questione è posta con chiarezza</strong>, proprio come sarà fatto poi, in una prospettiva più empirica da Hayek (e prima ancora dal suo maestro Ludwig von Mises), sul terreno di una “teoria dell’azione umana”. Nella <em>Filosofia della</em> <em>pratica</em> (1909), Croce distingue l’azione dall’accadimento, dicendo che la prima è opera dell’uomo e la seconda di Dio.</p>
<p><strong>È una formula immaginifica</strong>, essendo quella di Croce una filosofia che non dà spazio alcuno alla trascendenza, per indicare il fatto che la storia, che è crocianamente l’unica realtà e l’oggetto esclusivo della conoscenza, pur essendo opera delle azioni individuali degli umani, realizza risultati, gli “accadimenti” appunto, che vanno oltre le intenzioni coscienti dei singoli. Per il semplice fatto che essi sono il risultato dell’interazione, e la composizione i<em>n unicum</em>, di tutte le azioni e intenzioni umane.</p>
<p><strong>Hayek aggiungerà</strong>, da una prospettiva meno speculativa, che ogni intervento vivo e intenzionale sul corpo sociale finisce per generare non solo esiti non voluti ma anche non auspicabili. Soprattutto, in economia (ove l’ordine spontaneo è da lui anche indicato con il nome greco di <strong>catallassi</strong>).</p>
<p><strong>E ciò per un principio, implicito già in Smith</strong>: nessuno possiede una conoscenza totale delle le informazioni parcellizzate e disperse fra i mille individui che compongono una società. Con un passaggio, certo non pacifico da un punto di vista teoretico, dal pensiero alla prassi (sulla linea dell’einaudiano “conoscere per deliberare”), si può perciò dire, già con lo Hayek de <em>L’abuso della ragione</em> (1952), che ogni programmazione o ingegneria sociale è di per sé lesiva della libertà umana. [spacer height=&#8221;20px&#8221;]
<p><strong>Corrado Ocone</strong>, &#8220;Il Dubbio&#8221; 10 gennaio 2018</p>
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		<title>&#8220;L&#8217;Unione europea e l’euro a 60 anni dai trattati di Roma&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 08 May 2017 14:57:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;Unione europea e l’euro a 60 anni dai trattati di Roma&#8221;, lezione conclusiva Scuola di Liberalismo FLE di Davide Giacalone</p>
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		<title>&#8220;Chi controlla i mezzi controlla anche i fini&#8221;. La lezione di Hayek raccontata dal professor Infantino</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Apr 2017 16:47:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La concorrenza, i pensatori scozzesi e la distruzione del mito del grande Legislatore, il liberalismo come capovolgimento del ruolo dello Stato. E naturalmente Hayek (guarda il filmato trasmesso in diretta sulla pagina facebook della Fondazione Einaudi). Ecco alcuni dei principali temi trattati dal professor Lorenzo Infantino in occasione della lezione dal titolo Von Hayek: la coniugazione della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La concorrenza, i pensatori scozzesi e la distruzione del mito del grande Legislatore, il liberalismo come capovolgimento del ruolo dello Stato. E naturalmente <strong>Hayek</strong> (<a href="https://www.facebook.com/fleinaudi/videos/1449179248454603/">guarda il filmato trasmesso in diretta sulla pagina facebook della Fondazione Einaudi</a>). Ecco alcuni dei principali temi trattati dal professor <strong>Lorenzo Infantino</strong> in occasione della lezione dal titolo <em>Von Hayek: la coniugazione della tradizione austriaca con quella scozzese</em>, tenutasi lo scorso 10 aprile nell’ambito della Scuola di Liberalismo.</p>
<p>Della lezione, tenuta con la consueta chiarezza, precisone e preparazione da Infantino, vi proponiamo uno dei momenti salienti dedicati proprio alla <strong>concorrenza</strong> e al <strong>ruolo del Stato</strong>.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/QwrAgM6xrpg" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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