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	<title>scuola di liberalismo 2020 Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>scuola di liberalismo 2020 Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>La Scuola di Liberalismo: tra storia, filosofia e attualità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Feb 2021 16:47:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ha riscosso successo la Scuola di Liberalismo 2020, promossa dalla Fondazione Einaudi e coordinata da Pippo Rao, instancabile &#8220;anima&#8221; storica del movimento liberale messinese. Tra gli interventi ricordiamo quello di Enzo Palumbo, già senatore del PLI e uomo di legge sempre in prima linea nelle battaglie istituzionali. Il tema di fondo, la rappresentanza nei sistemi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha riscosso successo la Scuola di Liberalismo 2020, promossa dalla Fondazione Einaudi e coordinata da Pippo Rao, instancabile &#8220;anima&#8221; storica del movimento liberale messinese. Tra gli interventi ricordiamo quello di Enzo Palumbo, già senatore del PLI e uomo di legge sempre in prima linea nelle battaglie istituzionali. Il tema di fondo, la rappresentanza nei sistemi democratici e il ruolo delle leggi elettorali. Ha introdotto la lezione Pippo Rao. Dopo aver richiamato l&#8217;attenzione sulla &#8220;Gionata internazionale per i diritti delle persone con disabilità&#8221;, tema assolutamente &#8220;liberale&#8221;, ha ricordato le figure di Arturo Diaconale e V.Giscard d&#8217;Estaing, due grandi liberali scomparsi in questi giorni. Ha poi sottolineato come la riduzione dei parlamentari non rafforzerà il ruolo del Parlamento ma aumenterà il distacco tra rappresentanza e territorio, segnando un momento di regressione per la democrazia rappresentativa. Siamo di fronte a un modello di possibile democrazia eterodiretta. “Tocca ai liberali, ai socialisti ed ai cattolici&#8221;, ha concluso Rao, &#8220;organizzarsi per arrestare questo pericoloso, rapido declivio dell&#8217;Italia&#8221;.</p>
<p>Secondo Palumbo, che ha effettuato un ricco excursus storico sul tema, è fondamentale un sistema elettorale che consenta di rispecchiare effettivamente la volontà dei cittadini, traducendola in seggi da attribuire attraverso elezioni in cui ciascun voto sia “personale ed eguale, libero e segreto&#8221; come stabilisce l&#8217;art. 48 della nostra Costituzione. Sotto questo profilo, la lezione ha evidenziato come, a partire dal 2005, con due leggi elettorali (“porcellm&#8221; e “italicum”) dichiarate incostituzionali, e pure con quella attuale (il &#8220;rosatellum&#8221;) ancora sub iudice in numerose corti italiane, si sia pervicacemente compiuto un vero e proprio &#8220;furto di democrazia&#8221; rappresentativa, favorendo in ogni modo chi è già all&#8217;interno del sistema in danno delle nuove offerte politiche, e comunque impedendo ai cittadini di eleggere liberamente i loro rappresentanti. La situazione si aggraverà ulteriormente se verranno portate avanti alcune altre riforme istituzionali che sono già all&#8217;esame e che finirebbero per delegittimare definitivamente il Parlamento. Basti pensare &#8211; ha concluso Palumbo &#8211; al caso in cui venisse introdotto un qualche vincolo di mandato per i parlamentari e venisse approvato il &#8220;referendum contrappositivo&#8221; tra leggi già votate dalle Camere e proposte d&#8217;iniziativa popolare.</p>
<p>Altre lezioni da segnalare, quella tenuta dall&#8217;Avv. Antonio Pileggi, già Provveditore agli Studi e Direttore generale dell&#8217;INVAISI, Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione, nonché componente del Comitato Scientifico della Fondazione Einaudi. Al centro della conferenza, &#8220;Il Liberalismo come organizzazione: i partiti”. Infine, la prof.ssa Annamaria Anselmo, ordinaria di storia della Filosofia dell&#8217;Università di Messina, ha scelto una via del pensiero particolarmente originale, quella tracciata da Edgar Morin, il grande sociologo francese teorico della complessità e della transdisciplinarietà, un pensatore che, a un certo punto della sua intensa attività intellettuale, ha voluto mettere in discussione le proprie convinzioni teoriche e politiche, eredi del razionalismo cartesiano e del socialismo marxiano. Nel 1959, dopo un&#8217;appassionata militanza comunista, Morin ha infatti messo in discussione le sue certezze ideali e ideologiche davanti alle distorsioni del regime stalinista e alle persecuzioni messe in atto dal regime sovietico, che vennero denunciate da Krusciov, mettendo in crisi molti intellettuali europei.</p>
<p><strong>Moleskine</strong></p>
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