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	<title>Sanremo Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>Sanremo Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>L&#8217;evento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Feb 2023 16:38:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ora è finito. Dalla minoritaria posizione di chi non ne ha seguito una sola serata (tutte nottate, per la precisione), dall’ancor più ristretta cerchia di quanti non ne hanno detto una parola, in corso d’opera, porto il mio omaggio al significativo evento. Noi non seguaci del Festival siamo indicati come spocchiosi elitari. Non ho nulla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/levento/">L&#8217;evento</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ora è finito. Dalla minoritaria posizione di chi non ne ha seguito una sola serata (tutte nottate, per la precisione), dall’ancor più ristretta cerchia di quanti non ne hanno detto una parola, in corso d’opera, porto il mio omaggio al significativo evento. Noi non seguaci del Festival siamo indicati come spocchiosi elitari. Non ho nulla contro le élite, ma ho l’impressione che siano gli entusiasti a sottovalutare, nel bene e nel male, almeno tre aspetti.</p>
<p>1. È uno dei pochi eventi del secolo scorso che porta nel presente l’antico modello comunicativo. Un trionfo del broadcasting: una cosa avviene in un punto, da quello viene trasmesso in tutti gli altri, e anche chi non lo segue è al corrente di quel che accade, perché diventa argomento di generale comunicazione e conversazione. Nel mondo digitale il pubblico si frammenta, ciascuno guarda o ascolta quello che gli pare, destrutturando le basi del discorso comune. Il Festival s’impone come evento e ribalta i rapporti di forza, mettendo il digitale al servizio dell’unicità. Quanti si ostinano a sfuggire verranno comunque raggiunti dall’eco di quel che colà accade.</p>
<p>Si può essere felici o costernati che ciò accada per un concorso canoro, ma è irrilevante. Quel che conta è che si tratta di un esempio, raro, di argomento comune sul quale si possono avere opinioni opposte. Le democrazie funzionavano così e hanno cominciato a funzionare meno da quando ciascuno non ha solo la propria opinione, ma anche la propria realtà. E se il vecchio modello offriva troppo potere agli ideatori del discorso comune, quello della frammentazione offre troppi spazi ai mestatori della sua demolizione.</p>
<p>2. Il Festival ha successo perché ci sono le canzoni, ma ci tiene a non essere un Festival delle canzoni. Non ho misuratoti particolari, ma credo che la gran parte del pubblico segua le canzoni, mentre la pressoché totalità del discorso di contorno è su altro. E il resto, anno dopo anno, da tanti e tanti anni, è sapientemente costruito per far parlare chi non sa cantare. Non c’è Festival senza polemica del Festival. E qui diventa lo specchio di quel che l’intellettualità poco pensata suppone sia la sensibilità degli italiani. Destra e sinistra va sempre bene, in un Paese fazioso, ma il sesso è una miniera inesauribile. Perché sia sfruttato appieno si deve essere rompitori di tabù, che se non ci sono più tocca inventarseli. Tabù, che ridere: &lt;&lt;Che bella pansé che tieni/ che bella pansé che hai/ me la dai?&#8230;&gt;&gt;. Nino Taranto, 1953. Poi Renato Carosone. Oggi sarebbero lapidati.</p>
<p>Gli scandalizzati odierni, da mostrare in scena, non sono il pastore sardo e la casalinga di Voghera, di arbasiniana memoria, ma le tatuate beghine del politicamente corretto, pronte a tremar d’indignazione libertaria se solo t’azzardi a dire che una slinguazzata organizzata e solo una gran cafonata,  sicché a quel punto le beghine del conformismo che s’immagina anticonformista tuonano: omofobia. Oh beghine care, la fobia, ovvero la paura, è un problema serio, ma non è che l’ossessività sia da meno. L’idea che un complimento spinto sia violenza, se intersessuale, mentre una lingua in bocca sia passione, se omo, pareggia le beghine odierne a quelle del &lt;&lt;non lo fo per piacer mio, ma&#8230;&gt;&gt;.</p>
<p>In quanto alla destra e alla sinistra, disse già tutto Giorgio Gaber nel monologo su chi era comunista, del 1991: c’è chi era comunista perché lo spettacolo lo richiedeva, c’è chi era comunista perché prima era fascista. I coraggiosi portatori delle idee scontate.</p>
<p>3. Tuona la destra: fuori la sinistra dalla Rai. Calmatevi. L’avete lottizzata a turno. Fu già di destra, conservando la sinistra, e fu già di sinistra, conservando la destra. Ora rilottizzerete, ma non provateci nemmeno a far credere che sia una svolta. Ascoltate Amadeus, che se ne intende: gli ascolti chiudono il discorso. Verissimo, ma quale? Quello del servizio pubblico, perché quando s’usa quel metro quella che vi spartite è una televisione commerciale, posseduta dallo Stato e finanziata da contribuenti che non vorrebbero contribuire.</p>
<p>Andate pure avanti così, ma amerei non lo faceste a mie spese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://laragione.eu/tutti-i-numeri/martedi-14-febbraio-2023/"><em><strong>La Ragione</strong></em></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/levento/">L&#8217;evento</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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		<title>#laFLEalMassimo – Episodio 82 &#8211; Sanremo Zelensky Pizza e Mandolino</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/laflealmassimo-episodio-82-sanremo-zelensky-pizza-e-mandolino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimo Famularo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2023 14:56:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#laFLEalMassimo]]></category>
		<category><![CDATA[Attività 2023]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Famularo]]></category>
		<category><![CDATA[Metsola]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[Volodymyr Zelens'kyj]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre agli occhi del mondo l’invasione dell’Ucraina appare come una evidente tragedia i media italici sono invasi dalla farsa legata all’intervento a Sanremo del presidente Zelensky prima promesso e poi sostituito dalla lettura di un messaggio a cura del bravo presentatore. La fugace parentesi della presidenza Draghi ci aveva illuso per qualche momento che l’Italia potesse [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/laflealmassimo-episodio-82-sanremo-zelensky-pizza-e-mandolino/">#laFLEalMassimo – Episodio 82 &#8211; Sanremo Zelensky Pizza e Mandolino</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre agli occhi del mondo l’invasione dell’Ucraina appare come una evidente tragedia i media italici sono invasi dalla farsa legata all’intervento a Sanremo del presidente Zelensky prima promesso e poi sostituito dalla lettura di un messaggio a cura del bravo presentatore.</p>
<p>La fugace parentesi della presidenza Draghi ci aveva illuso per qualche momento che l’Italia potesse posizionarsi tra le società aperte e le democrazie libere, quelle capaci di gestire i rigurgiti interni di intolleranza, la fascinazione dei miserabili verso il totalitarismo e non ultimo il criminale sostegno di pochi alla sanguinaria espansione di Putin.</p>
<p>Ma l’episodio di Sanremo ci riporta alla realtà dove il nostro paese , da Lampedusa a Bolzano, rimane il paese della pizza e del mandolino, che non mescola la serietà delle canzonette con gli spettri lontani di una guerra che rimane sullo sfondo della televisione per chi la guarda ancora.</p>
<p>Poco altro da dire e da commentare se non la traduzione di qualche passaggio del discorso di Roberta Metsola: “Siamo qui oggi, in questa occasione storica, per dare il benvenuto al Parlamento europeo al Presidente dell&#8217;Ucraina, Volodymyr Zelenskyy. È passato quasi un anno dalla brutale e illegale invasione dell&#8217;Ucraina sovrana da parte della Russia.</p>
<p>In tutto questo tempo, signor Presidente, la sua leadership ha ispirato il suo popolo e ha ispirato ogni angolo del mondo. Quando il mondo pensa all&#8217;Ucraina, pensa a eroi che lottano contro le avversità, a Davide che batte Golia. Nonostante le bombe che cadono ogni giorno, il suo grano continua a nutrire il mondo. Quando un terremoto devastante ha colpito la Turchia e la Siria, vi siete alzati e avete inviato soccorritori, attrezzature e competenze. Questa è vera solidarietà.</p>
<p>Capiamo che non state combattendo solo per i vostri valori, ma anche per i nostri. Per quegli ideali che ci legano come sorelle e fratelli. Che ci rendono tutti europei. Perché l&#8217;Ucraina è Europa e il futuro della vostra nazione è nell&#8217;Unione Europea. E voglio ripetere la promessa che vi ho fatto quando ci siamo incontrati a Kiev lo scorso aprile: vi copriamo le spalle. Eravamo con voi allora, siamo con voi ora, saremo con voi fino a quando sarà necessario.</p>
<p>La libertà prevarrà. La pace regnerà. Voi vincerete.”</p>
<p>Slava Ukraini</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe title="#laFLEalMassimo – Episodio 82 – Sanremo Zelensky Pizza e Mandolino" width="1778" height="1000" src="https://www.youtube.com/embed/3mL2DXd9a2Q?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/laflealmassimo-episodio-82-sanremo-zelensky-pizza-e-mandolino/">#laFLEalMassimo – Episodio 82 &#8211; Sanremo Zelensky Pizza e Mandolino</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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