<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>sanità Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
	<atom:link href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/tag/sanita/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/tag/sanita/</link>
	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
	<lastBuildDate>Fri, 09 May 2025 14:25:58 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>

<image>
	<url>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2019/06/cropped-logo-tondo-cerchio-bianco-32x32.png</url>
	<title>sanità Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
	<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/tag/sanita/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Nuoce alla salute</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/nuoce-alla-salute/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 May 2025 12:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L’Opinione del Direttore]]></category>
		<category><![CDATA[bipolarismo]]></category>
		<category><![CDATA[regioni]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.fondazioneluigieinaudi.it/?p=83740</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/nuoce-alla-salute/">Nuoce alla salute</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe class="" title="" src="https://www.youtube.com/embed/IWDlYFJo6aI" width="853" height="480" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/nuoce-alla-salute/">Nuoce alla salute</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sanità al Tar</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/sanita-al-tar/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jan 2025 13:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L’Opinione del Direttore]]></category>
		<category><![CDATA[amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[regioni]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.fondazioneluigieinaudi.it/?p=82221</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/sanita-al-tar/">Sanità al Tar</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="914" height="514" src="https://www.youtube.com/embed/r1GqwlVEIEE" title="" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen=""></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/sanita-al-tar/">Sanità al Tar</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sanità e Realtà</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/sanita-e-realta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Apr 2024 12:30:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.fondazioneluigieinaudi.it/?p=78664</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/sanita-e-realta/">Sanità e Realtà</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="" src="https://www.youtube.com/embed/BILNnIUTRaE" width="928" height="522" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/sanita-e-realta/">Sanità e Realtà</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Soldi e sanità</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/soldi-e-sanita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jan 2024 13:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.fondazioneluigieinaudi.it/?p=77513</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/soldi-e-sanita/">Soldi e sanità</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/l7MuyP_m_3w?si=8WqHQCjVxd8jrXze" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/soldi-e-sanita/">Soldi e sanità</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>#LaFLEalMassimo – Episodio 93 – Welfare, sanità e conti da quadrare</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/laflealmassimo-episodio-93-welfare-sanita-e-conti-da-quadrare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimo Famularo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 May 2023 13:12:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#laFLEalMassimo]]></category>
		<category><![CDATA[Attività 2023]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.fondazioneluigieinaudi.it/?p=65413</guid>

					<description><![CDATA[<p>Apriamo come di consueto con la condanna dell’infame aggressione operata dalla Russia ai danni del popolo ucraino e con l’auspicio che quest’ultimo possa in tempi brevi recuperare l’integrità del proprio territorio e che i suoi cittadini possano tornare ad una vita normale. DI recente la scrittrice Murgia ha iniziato a pubblicare sui social il costo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/laflealmassimo-episodio-93-welfare-sanita-e-conti-da-quadrare/">#LaFLEalMassimo – Episodio 93 – Welfare, sanità e conti da quadrare</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" title="#laFLEalMassimo - episodio 93 - Welfare, sanità e conti da quadrare" width="1778" height="1000" src="https://www.youtube.com/embed/ePLfYljoFXY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Apriamo come di consueto con la condanna dell’infame aggressione operata dalla Russia ai danni del popolo ucraino e con l’auspicio che quest’ultimo possa in tempi brevi recuperare l’integrità del proprio territorio e che i suoi cittadini possano tornare ad una vita normale.</p>
<p>DI recente la scrittrice Murgia ha iniziato a pubblicare sui social il costo dei farmaci che assume per una grave patologia da cui è affetta e che viene in larga misura coperto dal servizio sanitario nazionale.</p>
<p>Si tratta di un’azione meritoria e anche a titolo personale devo dire di aver potuto beneficiare per alcuni familiari di cure dal costo elevato che probabilmente non mi sarei potuto permettere.</p>
<p>Mentre celebriamo questo fondamentale istituto di civiltà è importante anche ricordare la matrice culturale che lo rende possibile e sostenibile nel tempo: sono le società aperte, i regimi democratici e le economie di mercato che possono permettersi di offrire trattamenti sanitari e cure di elevata qualità ai propri cittadini a prescindere dalla capacità del singolo di sostenerne il costo.</p>
<p>È sempre bene ricordare che lo stato sociale che contribuisce a innalzare il nostro tenore di vita non è la gentile concessione di qualche politico populista, che talvolta vorrebbe attribuirsene il merito, ma il risultato finale di un processo distruzione creativa che consentito alla società di innovare ricercando il miglioramento continuo della propria condizione. Così come va ricordato che il finanziamento di questo welfare si regge sulla tassazione che grava su chi è capace di creare valore.</p>
<p>Per concludere è positivo compiacersi perché viviamo in una società dove chi è ammalato o si trova in difficoltà non viene lasciato indietro, ma ricordiamoci che questa costruzione meravigliosa si regge sulla libertà degli individui di fare impresa e lavorare per pagare il conto dello stato sociale di cui tutti beneficiamo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/laflealmassimo-episodio-93-welfare-sanita-e-conti-da-quadrare/">#LaFLEalMassimo – Episodio 93 – Welfare, sanità e conti da quadrare</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le fake news colpiscono ancora: le conseguenze di una notizia falsa in Italia</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/le-fake-news-colpiscono-ancora-le-conseguenze-di-una-notizia-falsa-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Dlabajová]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2020 21:55:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[aiuti]]></category>
		<category><![CDATA[fake news]]></category>
		<category><![CDATA[La repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[repubblica ceca]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.fondazioneluigieinaudi.it/?p=38750</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le fake news sono ovunque. Il loro unico scopo è quello di seminare il falso, raggiungendo il numero massimo di lettori, tramite la condivisione di contenuti sui social e creando un’eco tra un post e l’altro, sfruttando l’emozione degli utenti che commentando impulsivamente senza controllare le fonti dell’informazione. Purtroppo, la maggior parte di tali pubblicazioni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/le-fake-news-colpiscono-ancora-le-conseguenze-di-una-notizia-falsa-in-italia/">Le fake news colpiscono ancora: le conseguenze di una notizia falsa in Italia</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le fake news sono ovunque. Il loro unico scopo è quello di seminare il falso, raggiungendo il numero massimo di lettori, tramite la condivisione di contenuti sui social e creando un’eco tra un post e l’altro, sfruttando l’emozione degli utenti che commentando impulsivamente senza controllare le fonti dell’informazione.</p>
<p>Purtroppo, la maggior parte di tali pubblicazioni riesce nel proprio intento, che siano malcelatamente false, o semplicemente abbastanza ambigue e insidiose da indurre il lettore in errore. A volte basta un titolo. Come recentemente evidenziato da un’indagine Ipsos, l’81% dei cittadini cechi ha avuto a che fare con fake news e la maggior parte di essi ha ammesso di non essersi resa conto subito che si trattava di un’informazione errata. Ha preso la notizia per vera e l’ha condivisa. Il danno era fatto.</p>
<p>Una situazione analoga si è verificata alcuni giorni fa in Italia, quando una fake news ha provocato un’incredibile ondata di risentimento contro la Repubblica Ceca. E se la sua diffusione non fosse stata interrotta, avrebbe potuto creare un incidente diplomatico di dimensioni enormi e conseguenze gravissime.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cosa è realmente successo? Il quotidiano italiano <em>La</em><em> Repubblica</em> ha pubblicato un articolo, in cui si sosteneva che il governo ceco avesse sequestrato delle forniture di materiale medico originariamente destinate all’Italia, e che avesse arbitrariamente deciso di trattenerle e distribuirle alle autorità sanitarie ceche. L’articolo intitolato “Coronavirus, mascherine per l’Italia sequestrate dalla Repubblica Ceca” accusava i cechi di egoismo e disinteresse per il destino altrui, proprio nel bel mezzo di una pandemia e di una crisi che ha investito l’Europa intera. L’accusa si rifaceva al commento dell’analista ceco Lukáš Lev Červinka, affiliato al partito dei Pirati attualmente all’opposizione, il quale, sulla sua pagina Facebook, aveva pubblicato le immagini delle scatole contenenti la merce sequestrata, dichiarando che le autorità ceche avessero agito con l’intenzione di “confiscare” le mascherine e il materiale sanitario destinato agli ospedali italiani. Un’accusa pubblicata da Červinka senza aver svolto alcuna indagine in merito, basata sull’aver notato le bandiere italiana e cinese sulle etichette sulle scatole stesse. Non intendo fare speculazioni sul perché Andrea Tarquini di Repubblica abbia iniziato a interessarsi alla vicenda, ma una cosa è certa: sin dall’inizio l’articolo si basava su informazioni di parte spacciate come indipendenti, giacché Červinka veniva originariamente citato nell’articolo in qualità di “ricercatore”, senza menzione alcuna dell’appartenenza politica e delle possibili implicazioni della sua denuncia.</p>
<p>Questa versione stravolta dei fatti è stata rilanciata da altri media italiani e successivamente ripresa anche da alcune testate straniere. E i titoli sensazionali da clickbait hanno scatenato i leoni da tastiera sui social network, amplificando ancora una volta la diffusione del falso. Purtroppo, alcuni miei colleghi del Parlamento europeo, invece di cercare di calmare la situazione, si sono inseriti nella discussione fidandosi della veridicità dell’articolo prima di condividerlo o di pubblicare accuse, senza controllare adeguatamente le fonti né accettare spiegazioni e informazioni affidabili immediatamente condivise in via ufficiale dalle Ambasciate di entrambi i paesi.</p>
<p>Questa notizia, fondata su informazioni false, ha prodotto sin dai primi giorni più di mezzo milione di commenti su Facebook e Twitter, molti di essi generati dall’odio. Gli italiani, che già da alcune settimane erano sottoposti a enorme tensione e, tuttora, vivono in isolamento domestico, non si sono lasciati sfuggire l’occasione di sfogarsi contro un “nemico comune”, e le hanno cantate per bene a quegli egoisti dei cechi. Ingiustamente. Perché?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A metà marzo la polizia ceca ha effettivamente effettuato un sequestro di 680 mila mascherine e 28 mila respiratori in un deposito nella zona industriale di Lovosice (seguendo una pista che riconduceva a trafficanti del materiale stesso, sospettati di volere rivendere il materiale ad un prezzo maggiorato). L’indagine che ne è conseguita ha rivelato che solo una parte del materiale sequestrato (circa 100 mila mascherine) rappresentava una donazione della Croce rossa cinese di Qingtian ai cittadini cinesi residenti in Italia.</p>
<p>Il caso di per sé è complesso, ed è certo che l’indagine proseguirà per diverso tempo. Tuttavia, le autorità ceche, per mezzo del Ministro dell’Interno Jan Hamáček, hanno subito garantito a Roma che gli italiani non avrebbero perso nulla di quella donazione. Sin dall’inizio, la Repubblica ceca aveva deciso di sostituire le mascherine e il restante materiale sanitario con materiale proprio e di inviarlo in Italia. Ed è ciò che è successo. Alla fine, 110 mila mascherine sono giunte a Roma su un autobus organizzato dal Ministero degli Esteri, cui sono seguiti ulteriori aiuti: ad oggi la Repubblica ceca ha inviato in Italia 10 mila indumenti protettivi e ha inoltre inviato i modelli e le istruzioni per stampare respiratori 3D. Si sta anche discutendo di ulteriori forniture all’Italia per la lotta contro l’infezione da coronavirus e altri azioni solidali non si faranno attendere.</p>
<p>La storia, quella vera, ha avuto un lieto fine, e occorre sottolineare il ruolo magistrale giocato dalla diplomazia italiana e dalla diplomazia ceca, e in particolare dall’ambasciatrice ceca a Roma e dal console generale ceco a Milano. Solo grazie ai contatti e ai rapporti di lunga data dell’ambasciata e del consolato si è riusciti a spegnere l’incendio e a bloccare la diffusione di notizie false evitando che continuassero a provocare danni.</p>
<p>Chissà, però, quanti avranno memorizzato la versione falsa senza mai incappare in quella reale, senza ricredersi, e chissà quanta cattiveria è stata seminata da quell’articolo in quei giorni in cui ha rimbalzato sui media italiani e sui social network!</p>
<p>In questo periodo difficile, dobbiamo essere ancora più cauti davanti ai titoli, non dobbiamo credere a tutto quello che ci viene propinato senza controllare le fonti o senza informarci sul contesto. In questo momento così delicato, la diffusione di informazioni fuorvianti e l’istigazione all’odio e a sentimenti anti-europei sono l’ultima cosa di cui l’Europa e i Paesi membri hanno bisogno. Ora che siamo tutti chiusi in casa a causa del coronavirus e non ci lasciamo sfuggire nemmeno una notizia sulla pandemia, dobbiamo soppesare e ponderare ogni parola che leggiamo e sentiamo. Allo stesso modo, dobbiamo valutare bene la forza e il peso di ogni frase che scriviamo e pronunciamo. Oggi più che mai, è importante verificare le informazioni per poi elaborarle nel modo corretto, altrimenti incorreremo sempre più spesso in altri incidenti analoghi e non vogliamo di certo vivere in un mondo simile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/le-fake-news-colpiscono-ancora-le-conseguenze-di-una-notizia-falsa-in-italia/">Le fake news colpiscono ancora: le conseguenze di una notizia falsa in Italia</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La sanità privata? Più veloce (e a volte meno costosa) di quella pubblica</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/la-sanita-privata-piu-veloce-e-a-volte-meno-costosa-di-quella-pubblica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Mar 2018 11:07:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Infografiche FLE]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://35.159.32.14/?p=12125</guid>

					<description><![CDATA[<p>La sanità privata è più veloce e, spesso, anche meno costosa di quella pubblica. È quanto emerge da uno studio commissionato dalla Funzione Pubblica Cgil e condotta dal Consorzio per la Ricerca Economica. Preceduti da cinque domande sul tema a Davide Giacalone, giornalista e vicepresidente della FLE, abbiamo raccontato i dati più salienti in una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/la-sanita-privata-piu-veloce-e-a-volte-meno-costosa-di-quella-pubblica/">La sanità privata? Più veloce (e a volte meno costosa) di quella pubblica</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La sanità privata è più veloce e, spesso, anche meno costosa di quella pubblica. È quanto emerge da uno studio commissionato dalla Funzione Pubblica Cgil e condotta dal Consorzio per la Ricerca Economica. Preceduti da cinque domande sul tema a Davide Giacalone, giornalista e vicepresidente della FLE, abbiamo raccontato i dati più salienti in una infografica</em></p>
<p><strong>1) Sanità e conti pubblici: i tagli al personale e agli ospedali di questi anni sono stati inevitabili e necessari o lineari e inefficienti?</strong></p>
<p>Inevitabili, necessari, lineari e inefficienti. Purtroppo non si escludono a vicenda. La spesa va riqualificata e gli sprechi tagliati, valutando la corrispondenza fra costi e risultati. I tagli devono far bene alla salute.</p>
<p><strong>2) Sanità italiana, due modelli a confronto: meglio la mutua o il SSN subentrato dal 1978. E perché?</strong></p>
<p>Le mutue funzionavano bene e lasciarono un patrimonio, quando furono chiuse. Avevano il difetto di coprire solo i mutuati e le loro famiglie. Il SSN ha funzionato male, burocratizzato i medici e generato buchi. La riforma Bindi ha politicizzato le nomine. La regionalizzazione ha disastrato anche il SSN e generato voragini.</p>
<p><strong>3) Il Buono sanità teorizzato da Milton Friedman è una buona proposta? E IN Italia sarebbe applicabile?</strong></p>
<p>Ogni tanto qualcuno pesca idee di Friedman (come l’imposta negativa) e le lancia manco fosse un collettivista. Quelle proposte sostituiscono, non si sommano a quel che c’è. Presuppongono la chiusura del welfare state. Sicché se ne può discutere in sede teorica, ma sono lontane anni luce dalla realtà italiana e dalle intenzioni di quelli stessi che le espongono.</p>
<p><strong>4) Sanità USA buona per i ricchi e cattiva per i poveri: mito o realtà?</strong></p>
<p>La riforma Obama ricorda le mutue. Occhio a non pensare che la realtà sia immutata, altrimenti sarebbe lecito, in Italia, cercare il dottor Terzilli.</p>
<p><strong>5) Sanità cubana tra le migliori al mondo: mito o realtà?</strong></p>
<p>E durante il fascismo i treni arrivavano in orario e si dormiva con le porte aperte. Fortuna che ci si è svegliati.[spacer height=&#8221;20px&#8221;]
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/03/sanità-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-12127 size-large" src="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/03/sanità-1-650x1625.jpg" alt="" width="410" height="1024" srcset="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/03/sanità-1-650x1625.jpg 650w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/03/sanità-1-250x625.jpg 250w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/03/sanità-1-400x1000.jpg 400w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/03/sanità-1-768x1920.jpg 768w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/03/sanità-1-150x375.jpg 150w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/03/sanità-1.jpg 800w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/03/sanità-1-80x200.jpg 80w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/03/sanità-1-10x24.jpg 10w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/03/sanità-1-14x36.jpg 14w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/03/sanità-1-19x48.jpg 19w" sizes="auto, (max-width: 410px) 100vw, 410px" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/la-sanita-privata-piu-veloce-e-a-volte-meno-costosa-di-quella-pubblica/">La sanità privata? Più veloce (e a volte meno costosa) di quella pubblica</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I mali antichi delle Regioni</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/i-mali-antichi-della-regioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Aug 2016 08:23:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[liberali]]></category>
		<category><![CDATA[regioni]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[spesa pubblica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://35.159.32.14/?p=5934</guid>

					<description><![CDATA[<p>[:it]Origini lontane e vizi recenti nell'esplosione della spesa locale. L'analisi del Presidente FLE Giuseppe Benedetto sul Sole 24 Ore[:]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/i-mali-antichi-della-regioni/">I mali antichi delle Regioni</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Origini lontane e vizi recenti nell&#8217;esplosione della spesa locale. Anche dalla Corte Costituzionale giungono vincoli difficilmente superabili per l&#8217;azione di riordino. Il Presidente della FLE Giuseppe Benedetto analizza i mali antichi delle Regioni e traccia possibili scenari sul Sole 24 Ore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="su-button-center"><a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/08/Articoli-1.pdf" class="su-button su-button-style-flat su-button-wide" style="color:#ffffff;background-color:#003c71;border-color:#00305b;border-radius:5px" target="_self"><span style="color:#ffffff;padding:9px 30px;font-size:22px;line-height:33px;border-color:#4d779c;border-radius:5px;text-shadow:0px 0px 0px #ffffff"><i class="sui sui-newspaper-o" style="font-size:22px;color:#ffffff"></i> VISUALIZZA ARTICOLO</span></a></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/i-mali-antichi-della-regioni/">I mali antichi delle Regioni</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I mali antichi delle Regioni</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/i-mali-antichi-delle-regioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Benedetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Aug 2016 08:10:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[liberali]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[regioni]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[spesa pubblica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://35.159.32.14/?p=5931</guid>

					<description><![CDATA[<p>[:it]Il Presidente della FLE Giuseppe Benedetto analizza origini lontane e vizi recenti nell'esplosione della spesa locale[:]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/i-mali-antichi-delle-regioni/">I mali antichi delle Regioni</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Al di là di quanto si possa pensare e di come si debba votare nel prossimo referendum costituzionale, su un punto l’opinione dei cittadini italiani è praticamente unanime: la necessità, per lo Stato, di riappropriarsi di molte delle prerogative incautamente devolute alle <strong>regioni</strong> nella disastrosa riforma istituzionale del 2001.</p>
<p>A tutti è noto come i liberali abbiano, da sempre, con grande anticipo sul dibattito politico e culturale italiano, denunciato il rischio, puntualmente avveratosi, della moltiplicazione ingiustificata della<strong> spesa pubblica</strong>. Moltiplicazione perché – sembra incredibile ma è così &#8211; senza una vera ragione, da quarant’anni le regioni divorano decine di miliardi di euro. Ingiustificata perché, a fronte della quantità di denaro pubblico speso, i servizi, che come si suol dire, “tornano indietro”, sono financo più scarsi di quanto non fossero nel periodo antecedente a questa maldestra forma di “federalismo”.</p>
<p>Non è di certo un caso che molti degli scandali di questa seconda (e terza) repubblica abbiano trovato il loro humus non più nel cosiddetto “palazzo” ma intorno agli <strong>uffici dei consigli e delle giunte regionali</strong>, in perfetto parallelismo con l’aumento della spesa pubblica affidata alle Regioni. Dove c’è sostanza, infatti, il rischio aumenta e, attorno alle regioni e ai loro infiniti canali di spesa, di sostanza ce n’è assai. Ce ne sarebbe assai, per citare un leit-motiv di questi giorni, anche nei fondi strutturali europei che spesso le regioni non riescono a spendere nella loro interezza. Già, perché quando si tratta di spendere bene le regioni vanno in crisi e preferiscono perdere quanto gli è stato messo, generosamente, a disposizione.</p>
<p>Servono davvero, dunque, queste regioni? Pare di no. Vale la pena, a questo punto, ricordare con quanta lucidità <strong>Giovanni Malagodi</strong>, anticipando molti soloni dell’epoca, avvertiva sul rischio dell’istituzione delle regioni. “Oggi le quattro regioni a statuto speciale” diceva il leader liberale nel 1962 (!) preveggente su quanto da lì a poco sarebbe successo con le istituende regioni a statuto ordinario “spendono 135 miliardi, cioè il doppio di quello che spendevano cinque anni fa; e cinque anni fa spendevano tre volte tanto quello che splendevano all&#8217;inizio”. Ebbene, se Malagodi e quel gruppo sparuto di <strong>liberali</strong>, che si opposero fermamente alla istituzione di (quelle !) regioni, fossero stati ascoltati oggi non ci troveremmo di fronte all&#8217;incontenibile proliferare della spesa pubblica italiana.</p>
<p>Ma oltre al disavanzo quali sono i dati dei <strong>costi complessivi</strong> della macchina regionale? Ebbene, pensate che non esiste, a tutt’oggi, alcun dato ufficiale da parte dello Stato che certifichi precisamente quale sia il costo reale della macchina regionale. Questo perché molte regioni, godendo di ampia autonomia di rendicontazione, classificano la spesa della politica regionale sotto le più diverse voci di bilancio. Non solo. Ogni anno, chiunque abbia la buona volontà di analizzare i singoli capitoli di spesa, si è trovato (e, presumibilmente, si troverà) a fare “i conti” con dati incompleti o parziali poiché molte regioni usano pubblicare la propria rendicontazione &#8211; se tutto va ben &#8211; parecchi mesi dopo la chiusura del bilancio consuntivo e, come se non bastasse, altre (come ricordava qualche anno fa Roberto Perotti), non rendono addirittura disponibili i costi del personale amministrativo.</p>
<p>Al netto di quelle vere e proprie idrovore succhia-soldi che sono le partecipate, autentica giungla all’interno della quale è praticamente impossibile districarsi, lo stesso Perotti nel suo studio ripreso poi dal “Rapporto <strong>Cottarelli</strong>” sulla revisione della spesa pubblica, quantificava in 17 euro l’obolo che un italiano deve versare per il finanziamento della sola macchina &#8211; struttura amministrativa &#8211; regione.</p>
<p>Bisogna riconoscere che lo Stato, almeno dal 2011, ha tentato di limitare i costi e, ove possibile, di obbligare a ridurre la spesa. Da alcuni interventi isolati del Governo Monti e del Governo Letta fino alla proposta di revisione costituzionale del Governo Renzi abbiamo assistito, in questi ultimi tempi, ad una timida volontà, da parte dello Stato centrale, di riappropriarsi delle proprie prerogative di fronte ai labirintici sistemi regionali.</p>
<p>Va detto poi che, sovente, questo tentativo da parte dello Stato ha trovato, in assenza di una solida legittimità di intervento sotto il profilo normativo, l’ostacolo insormontabile della <strong>Corte Costituzionale</strong> che, nello scorso mese di giugno, ha dichiarato incostituzionale parte del decreto 95/2012 sui tagli alla spesa pubblica varato dal <strong>Governo Monti</strong> nel 2012, perché &#8211; si legge nella sentenza &#8211; non si prevede “alcuna forma di coinvolgimento degli enti interessati”. Gli enti interessati dalla sentenza, in questo caso, non erano le regioni bensì i comuni ma, sempre la Corte, riferendosi alla violazione dell’art. 119 della Costituzione che prevede “l&#8217;autonomia finanziaria di entrate e di spese di comuni, province, città metropolitane e regioni” pone un precedente vincolante anche per chi avesse l’ardire di utilizzare la stessa procedura anche per le Regioni. Senza un “coinvolgimento” degli enti destinatari del taglio è, quindi, secondo la Corte, praticamente impossibile apportare tagli alla loro spesa.</p>
<p>Già a marzo, in realtà, in una sentenza passata quasi del tutto inosservata, la Consulta aveva bocciato il decreto 66/2014 (del Governo Renzi) che prevedeva alcuni tagli di finanziamenti alle regioni perché la disposizione in questione non lasciava alla Regione alcun margine di sviluppo dell&#8217;analitico precetto che era stato formulato. Se per ridurre la spesa regionale possa bastare un mero coinvolgimento diretto delle istituzioni interessate &#8211; presumibilmente la <strong>Conferenza Stato-Regioni</strong> &#8211; oppure serva un vero e proprio assenso da parte delle stesse è un punto controverso che, a tutt’oggi, rimane non chiarito dalla Consulta. Quello che appare evidente dalla giurisprudenza della Corte delle Leggi è che  “il tacchino, dovrebbe anticipare il Natale”.</p>
<p>Rimane ora da capire cosa ne sarà di queste regioni nel caso in cui al referendum vincesse il si. Non possono sottacersi, in questa sede, alcuni significativi e incoraggianti passi intrapresi dalla <strong>“riforma Boschi”</strong> come la previsione dell’eliminazione della elefantiaca legislazione concorrente e la previsione espressa della “clausola di supremazia” esperibile da parte del Governo in caso di pericolo per l’unità giuridica o economica del Paese. La domanda è: basterà tutto ciò per curare il “malato” ? Probabilmente no. Se solo si pensi che le Regioni a statuto speciale restano incredibilmente escluse dalla prevista riforma costituzionale</p>
<p>Secondo la Corte dei Conti &#8211; la quale ha dovuto tener conto, ancora una volta, dei ritardi nella presentazione dei bilanci &#8211; il disavanzo regionale ammonta alla mostruosa cifra di 33 miliardi di euro, praticamente la stessa cifra stanziata per la legge di Stabilità 2016. Per capirci meglio, come ben illustrato da Gianni Trovati su <em>Il Sole 24 Ore</em> riferendosi alle regioni meno virtuose, su ogni cittadino del Lazio grava un debito di circa 1.800 euro, su uno del Piemonte di 1.600 e su uno della Sicilia di 1.200. Il tutto senza dimenticare che gran parte di questo debito è nei confronti dello Stato, il quale, per permettere alle regioni di ripianare il disavanzo pregresso, ha dovuto anticipare alle stesse ben <strong>20 miliardi</strong>. In tempi in cui l&#8217;accesso al credito per imprese e cittadini rappresenta una chimera non è un dato da trascurare.</p>
<p>Infine, le regioni, sia in caso di vittoria del “sì”, sia in caso di vittoria del “no”, manterranno comunque la legislazione esclusiva su molte materie cruciali e il cui sostentamento (e dispendio) economico non prevede affatto una diminuzione, nonostante alcuni interventi di <em>regulation</em>: la <strong>sanità</strong> &#8211; il cui costo è ormai passato ai libri di storia &#8211; è una di queste.</p>
<p>Insomma, la vera sfida che attende le istituzioni è quella anzitutto del taglio netto delle spese e poi quella di un progressivo abbassamento del disavanzo.</p>
<p>Noi<strong> liberali</strong>, ottimisti come sempre sul futuro, ma critici da cinquant&#8217;anni sul sistema delle regioni, saremo ben lieti di assistere e plaudire a quello che, in caso di successo, rappresenterebbe il miracolo italiano 2.0. della nostra storia recente, avvertendo che una reale riforma potrebbe essere la loro trasformazione in strutture di coordinamento e programmazione. Per il momento dobbiamo concludere che di queste Regioni ne possiamo fare sicuramente a meno.</p>
<p>Giuseppe Benedetto, Presidente della Fondazione Luigi Einaudi, <em>Il Sole 24 Ore</em> del 29 agosto 2016</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/i-mali-antichi-delle-regioni/">I mali antichi delle Regioni</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il partenariato pubblico-privato nel Servizio Sanitario Nazionale</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/il-partenariato-pubblico-privato-nel-servizio-sanitario-nazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Apr 2014 07:24:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
		<category><![CDATA[camera deputati]]></category>
		<category><![CDATA[convegno]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[servizio sanitario nazionale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://35.159.32.14/?p=4837</guid>

					<description><![CDATA[<p>Convegno Il partenariato pubblico-privato nel Servizio Sanitario Nazionale. La Fondazione Einaudi ha patrocinato e sostenuto, tramite l’associazione degli Amici della Fondazione, il convegno sul tema delle nuove frontiere del partenariato pubblico privato nel Servizio Sanitario Nazionale, organizzato dall’associazione dei suoi ex alunni, Laboratorio Liberale. L’obiettivo è stato quello di illustrare alle rappresentanze istituzionali e agli stakeholders [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/il-partenariato-pubblico-privato-nel-servizio-sanitario-nazionale/">Il partenariato pubblico-privato nel Servizio Sanitario Nazionale</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Convegno <em><strong>Il partenariato pubblico-privato nel Servizio Sanitario Nazionale. </strong></em>La Fondazione Einaudi ha patrocinato e sostenuto, tramite l’associazione degli Amici della Fondazione, il convegno sul tema delle nuove frontiere del partenariato pubblico privato nel Servizio Sanitario Nazionale, organizzato dall’associazione dei suoi ex alunni, Laboratorio Liberale. L’obiettivo è stato quello di illustrare alle rappresentanze istituzionali e agli stakeholders del settore le nuove buone pratiche che negli ultimi anni stanno affiorando in varie regioni d’Italia, esempi significativi e positivi per ridare fiducia nel mondo della salute alla collaborazione tra ente pubblico e impresa privata.</p>
<p><strong>Dove: </strong>Sala della Mercede &#8211; Camera dei Deputati,<strong> </strong>Roma</p>
<p><strong>Quando:</strong><span class="apple-converted-space"><b> </b>16 aprile</span> 2014</p>
<p><strong>Saluti di</strong>: Mario Lupo e Beatrice Lorenzin.<br />
<strong>Interventi di</strong>: Nerina Dirindin, Federico Gelli,  Ignazio Abrignani.<br />
<strong>Introduzione di</strong>: Nadio Delai, Elvira Cerritelli.<br />
<strong>Moderatore:</strong> Paolo Mazzanti.<br />
<strong>Interventi di:</strong> Carlo Bramezza, Luca Toti, Laura Raimondo, Giuseppe Speziale, Sara Luisa Mintrone, Gianluca Vesentini, Costanzo Jannotti Pecci.</p>
<p><em>Per visualizzare il materiale relativo al Convegno <a href="https://www.dropbox.com/sh/ifzbn55k2pri54p/-PtFE1opv4?n=209817235">clicca qui</a></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/il-partenariato-pubblico-privato-nel-servizio-sanitario-nazionale/">Il partenariato pubblico-privato nel Servizio Sanitario Nazionale</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
