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	<title>salvataggio banche Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>salvataggio banche Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>L&#8217;abbaglio bancario</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/labbaglio-bancario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jul 2017 08:36:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[banche italiane]]></category>
		<category><![CDATA[salvataggio banche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Davide Giacalone, dai microfoni di RTL, interviene sul decreto banche e sull&#8217;opportunità di ripianare i debiti delle banche con i soldi del contribuente. Guarda (e ascolta) l&#8217;intervento</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/labbaglio-bancario/">L&#8217;abbaglio bancario</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Davide Giacalone, dai microfoni di RTL, interviene sul decreto banche e sull&#8217;opportunità di ripianare i debiti delle banche con i soldi del contribuente.</p>
<p><a href="http://www.rtl.it/redazione/l-opinione-di-davide-giacalone/banche-l-abbaglio-antilesionista/">Guarda (e ascolta) l&#8217;intervento</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/labbaglio-bancario/">L&#8217;abbaglio bancario</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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		<title>Il conto della banca</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/il-conto-della-banca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2016 13:37:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[#banche]]></category>
		<category><![CDATA[#Mps]]></category>
		<category><![CDATA[Deutsche Bank]]></category>
		<category><![CDATA[risparmiatori]]></category>
		<category><![CDATA[salvataggio banche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[:it]Salvare le banche che gestiscono male i risparmi e i soldi dei risparmiatori è impossibile. Per Giacalone il mercato (nella sua imperfezione) rimane la soluzione migliore[:]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/il-conto-della-banca/">Il conto della banca</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La sicurezza dei depositi bancari non è una graziosa cortesia fatta ai clienti, ma la condizione affinché l’intero sistema bancario non fallisca. Supporre di metterla sul conto dei primi significa avere già fatto bancarotta culturale e morale. I <strong>depositi bancari</strong> sono garantiti fino a 100 mila euro. I clienti non corrono alcun rischio. Era così prima della normativa europea ed è così anche dopo. Ma dove si prendono i soldi, nel caso una banca fallisca? Posto che il cliente dovrà comunque sostenere il danno di attenderli, li si prende da un fondo nazionale interbancario di garanzia.</p>
<p>Dal 2024 sarà pienamente operativo un fondo europeo, il recalcitrare dei tedeschi è inammissibile, ma non privo di fondamento (è un tema diverso, ci torneremo). Quei fondi sono essenziali al sistema bancario nel suo complesso, perché se non esistesse la certezza di avere indietro i propri soldi si provvederebbe a ritirarli subito, con il che <strong>l’intero sistema crollerebbe</strong>. Le banche accantonano una parte dei soldi per pagare questa assicurazione sulla loro vita. Se, per farlo, prendono soldi dai conti dei clienti è segno che siamo già in area mala-vita.</p>
<p>Ragionamento analogo vale per i fondi necessari a finanziare il salvataggio di altre banche: si scuciono quei soldi non per benevolenza, ma perché non si alimenti l’insicurezza e il panico. C’è un problema, però: se con i soldi dei sani si tengono in vita i tracollati si indeboliscono i primi senza resuscitare i secondi. È un punto decisivo: il sistema bancario europeo consente di puntare ad avere banche di dimensione continentale, sicché si deve decidere se il sangue buono deve far crescere protagonisti europei o deve essere trasfuso in soggetti vernacolari.</p>
<p>La sicurezza del depositante, quindi dei cittadini, è un bene collettivo. La sopravvivenza di chi ha fallito o non ha dimensioni di mercato, invece, è un lusso anticompetitivo. Nell’osservare i problemi di grandi istituti, come <strong>Deutsche Bank</strong>, si dovrebbe pensare a come sottrarre loro clienti, ampliando le proprie zone d’attività, non dedurne che si possa fermarsi a raccogliere i cocci di quanti hanno rotto il salvadanaio altrui.</p>
<p>Le banche sono aziende: esistono se guadagnano. La legge mette in sicurezza i clienti (non gli azionisti, non chi presta loro denaro) affinché un manipolo d’incapaci o di lestofanti non demolisca l’intero mercato. Ma ciò comporta che gli incapaci siano buttati fuori e i lestofanti in galera. La salvezza del mercato, quindi dei <strong>risparmiatori</strong>, non solo non coincide, ma è nemica della salvezza di costoro. Se si cerca di tenersi in equilibrio prendendo troppi soldi ai propri clienti, mettendo sul loro conto gli errori della banca, quelli devono essere informati e potere andare via.</p>
<p>Il mercato non esiste solo quando si deve spiegare che i tassi sono molto bassi, esiste anche quando il tartassato si stufa e alza i tacchi. Io per primo, e per lungo tempo, ho scelto le banche di cui servirmi basandomi sulla vicinanza a casa o all’ufficio. In un mercato più aperto, quindi più bello (perfetto mai),<strong> scelgo la banca più lontana</strong> dal fallimento e dal mio strangolamento. Tanto più che allo sportello non si va più e si fa quasi tutto per via digitale. Questo sano egoismo, che con il cuore dedico ai quattrini guadagnati, è il solo sentimento che possa far sperare di avere banche italiane capaci d’essere grandi banche europee. Di ciò occorrerebbe occuparsi, non di salvare la razza dei falsi banchieri.</p>
<p><strong>Davide Giacalone</strong>, <em>Il Giornale</em> 29 settembre 2016</p>
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