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	<title>salva stati Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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		<title>Salvastati e salvatori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Nov 2019 19:09:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Fondo Salvastati è interesse di tutti, e italiano in particolare, che esista. Il tradimento sarebbe farlo saltare. Fossimo noi a metterci di traverso sarebbe come il caso di un condominio che discute se affrontare la spesa per un defibrillatore e a opporsi siano i cardiopatici. La partita seria si gioca non sul volerlo o [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/salvastati-e-salvatori/">Salvastati e salvatori</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Fondo Salvastati è interesse di tutti, e italiano in particolare, che esista. Il tradimento sarebbe farlo saltare. Fossimo noi a metterci di traverso sarebbe come il caso di un condominio che discute se affrontare la spesa per un defibrillatore e a opporsi siano i cardiopatici. La partita seria si gioca non sul volerlo o negarlo, ma su come farlo funzionare.</p>
<p>Il Salvastati (il nome corretto è: Meccanismo europeo di stabilità, Mes, Esm l’acronimo inglese) conviene a tutti perché la sua sola esistenza allontana gli avvoltoi dalle piaghe dei bilanci pubblici. Disincentiva a scommettere sui collassi. La sua nascita servì, assieme ad altro, a rendere possibile la svolta monetaria della Banca centrale europea e a far scendere in picchiata il costo del debito pubblico, facendoci risparmiare una montagna di quattrini e guadagnare tempo prezioso, che purtroppo è stato sprecato. La sua istituzione, nel 2012, fu cosa tanto giusta e utile che il Senato lo approvò con soli 21 voti contrari e 15 astenuti, che alla Camera furono 59 e 36. Maggioranze larghissime. Il fondo è alimentato con contributi di tutti i Paese dell’Euroarea, secondo la classica proporzione relativa al prodotto interno lordo. Immediatamente prima un meccanismo simile fu applicato a Irlanda e Portogallo, che fecero richiesta d’aiuti, con risultati ottimi.</p>
<p>Tutto bene? Occhio alle saponette in corridoio. La politica espansiva della Bce ha consentito di mettere titoli del debito pubblico di Paesi Uem nei bilanci considerandoli tutti a uguale rischio, ovvero nessuno. Il mercato, però, si regola secondo altri criteri e il nostro debito è considerato il più rischioso (a parte quello greco, che pure siamo riusciti a “superare” per qualche ora), quindi il più caro. Se le regole europee sui fallimenti bancari separavano (giustamente) il rischio bancario da quello sovrano, vale a dire che se una banca salta non paga il contribuente, la politica Bce ha indotto e consentito alle banche di acquistare molti titoli del debito, il che, però, rischia un rigurgito in senso opposto: il rischio sovrano diviene bancario. I tedeschi, che hanno il sistema bancario forse peggio messo d’Europa, hanno più volte indicato questo punto chiedendo perché mai avrebbero dovuto contribuire a un fondo per garantire clienti e banche italiane che sono piene di debito pubblico e hanno troppi crediti dubbi. Le risposte sono: a. perché avete firmato un impegno e <em>pacta sunt servanda </em>; b. perché aiutando i greci si aiutò anche chi aveva prestato loro i soldi, banche tedesche in primis. Peccato che i governi italiani non abbiano avuto lucidità e autorevolezza per far valere questi punti, preferendo piatire una inutilissima e autolesionista “elasticità”, con la quale, alla fine, si dava ragione proprio alle tesi tedesche.</p>
<p>Che c’entra con il Salvastati? Molto, perché se uno Stato che chiede aiuto vede ristrutturare preventivamente il proprio debito, colpendo chi vi ha investito, per noi, nel malaugurato e speriamo non realistico caso ci si trovasse in quelle condizioni, significherebbe vedere affondare le banche.</p>
<p>Chiedo perdono per la semplificazione, che già a qualcuno sembrerà troppo complicata, ma serve a dire che è demenziale il dibattito se sia tradimento dell’Italia firmare accordi che, in realtà, furono ratificati sette anni addietro, mentre sarebbe utile concentrarsi sul merito: 1. il Mes è un bene; 2. l’apertura tedesca sul fondo interbancario europeo è un bene; 3. il nostro debito pubblico è un male; 4. va ridotto e non allargato, ma non usato come arma per immobilizzare il sistema finanziario di uno dei Paesi membri; 5. per far uscire l’area più ricca del mondo da questa palta occorre federalizzare una parte del debito, il che, naturalmente e giustamente, comporta ulteriore (non minore) cessione di sovranità, in modo da conservarla e renderla credibile. Alternative? Liberi tutti e ciascuno se la veda da sé. Per noi sarebbe una tragedia, per tutti una sconfitta. Una partita, insomma, in cui serve temperanza e competenza, non vociante supponenza da presunti salvatori, altrimenti te li saluto, gli interessi dell’Italia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/salvastati-e-salvatori/">Salvastati e salvatori</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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