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	<title>riforma Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>riforma Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>PandeNordio</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/pandenordio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jul 2023 18:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[nordio]]></category>
		<category><![CDATA[riforma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando l’irragionevolezza dilaga è segno che la politica e la comunicazione stanno confondendo le acque. L’Istituto Piepoli ha sondato l’opinione pubblica su “La riforma della giustizia”: è favorevole il 42%, che arriva al 62% fra chi vota a destra e scema al 25% fra chi vota a sinistra. Hanno sondato il caos. Che ha autori [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando l’irragionevolezza dilaga è segno che la politica e la comunicazione stanno confondendo le acque. L’Istituto Piepoli ha sondato l’opinione pubblica su “La riforma della giustizia”: è favorevole il 42%, che arriva al 62% fra chi vota a destra e scema al 25% fra chi vota a sinistra. Hanno sondato il caos. Che ha autori e finalità. La giustizia italiana è la peggiore d’Europa, ergo qualsiasi persona ragionevole dovrebbe essere favorevole a farla funzionare meglio. Ma, dall’altra parte, dire di volerla “riformare” significa poco e nulla. Quindi ci si divide secondo tradizione: guelfi e ghibellini; Montecchi e Capuleti; destra e sinistra. Poi i guelfi sono divisi fra loro, i due giovani s’innamorano e i due schieramenti sono in continuo lavorio trasformistico. Nulla di innocente.</p>
<p>Fra le cose misteriose, frutto di acque confuse, vi è il vivace dibattito sulla denegata ipotesi di cancellare un reato che nel codice non c’è mai stato, sicché è impossibile cancellarlo. La contestazione penale di “concorso esterno in associazione di stampo mafioso” nasce non da una legge ma da una lettura congiunta, da un “combinato disposto” dell’articolo 110 (concorso nel reato) e 416 bis (associazione di stampo mafioso). Entrambi nel codice penale. L’osservazione del ministro della Giustizia e già magistrato Carlo Nordio è ineccepibile e ingenua: trattasi di ossimoro, perché o sei esterno o sei concorrente. Ribatte Giancarlo Caselli: no, perché sei esterno in quanto “non punciuto” e concorrente in quanto hai aiutato la mafia. Ora, anziché volere indurre all’istituzione dell’albo dei mafiosi, adeguatamente punciuti (ma chi è sicuro che tali siano tutti?), basterebbe descrivere la condotta criminale che s’intende punire. Ovvero inserire, non cancellare. Il che può anche portare a maggiore severità della legge. Non ci ha pensato Meloni, che invita a parlare d’altro e oggi commemora Borsellino? Ma la risposta di Nordio è ingenua, perché è cascato nella trappola di parlare di un tema suggestivo ed estraneo al programma di governo e alle riforme annunciate.</p>
<p>Qui è il nocciolo: le acque si rimestano per fermare tutto. Che non è una roba de sinistra, ma reazionaria e corporativa. Facciano attenzione, gli elettori de sinistra e i loro gruppi dirigenti frastornati. Il tema vero è l’annunciata separazione delle carriere. Con il vantaggio retorico che Giovanni Falcone era a favore, non a caso reietto dalla pressoché totalità dei colleghi magistrati. Se i riformatori rinunciano a usare questi argomenti hanno già perso. Come il citato sondaggio dimostra.</p>
<p>Nordio sta commettendo un errore, perché se parte con un’anticipazione di riforma, su cose oggettivamente minori, per poi farsi trascinare in dibattiti in cui lui prova a portare dottrina e gli altri l’accusano di favorire la mafia (roba dell’altro mondo!) – talché la presidente del Consiglio lo invita a concentrarsi su altro – la sorte della riformina sarà quella del marlin che il vecchio Santiago pesca nel mare di Hemingway: prima d’arrivare in porto ci resta la lisca. Dopo di che avrà una sola strada: le dimissioni con sconfitta indignazione.</p>
<p>Onde evitare questa mesta conclusione, farà meglio a non lasciarsi distrarre e a surriscaldare la frescura autunnale presentando il disegno di legge costituzionale che contiene la separazione delle carriere, la cancellazione dell’obbligatorietà dell’azione penale e la riforma del Consiglio superiore della magistratura. Succederà un pandemonio, un PandeNordio, ma nessuno potrà suggerirgli di parlare d’altro, essendo quello che è stato annunciato in Parlamento.</p>
<p>Portando in tavola il piatto forte del pasto democratico eviterà che le divisioni siano senza sugo e sostanza – fatte soltanto di destra e sinistra – al tempo stesso indicando un sistema che va tutto nel senso della piena autonomia di chi giudica, ovvero nello schema della civiltà europea. Non è escluso vada male e che alle dimissioni si giunga ugualmente. Ma sarebbero una sfida, non una presa d’atto della cantonata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://giornale.laragione.eu/giornale/574"><strong><em>La Ragione</em></strong></a></p>
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		<title>Enigmistica regionale</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/enigmistica-regionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 May 2023 10:19:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[autonomia regionale]]></category>
		<category><![CDATA[regionalismo]]></category>
		<category><![CDATA[riforma]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="Enigmistica regionale" width="1778" height="1000" src="https://www.youtube.com/embed/rnqc4EYqaCw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Così l’Italia potrebbe attirare investimenti nelle aziende tecnologiche</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/cosi-litalia-potrebbe-attirare-investimenti-nelle-aziende-tecnologiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Tomassini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Apr 2023 16:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[finanza]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[riforma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come gli effetti della politica fiscale possono attrarre risorse ed investimenti dall’estero L’aspettativa che la situazione economica-finanziaria in Israele si deteriori e l’attesa di eventuali azioni dell’attuale governo per limitare i trasferimenti di risorse finanziarie fuori dal proprio territorio nazionale ha generato molta apprensione nella “startup nation”. Il contesto di percepita instabilità ha determinato iniziative [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Come gli effetti della politica fiscale possono attrarre risorse ed investimenti dall’estero</strong></p>
<p>L’aspettativa che la situazione economica-finanziaria in Israele si deteriori e l’attesa di eventuali azioni dell’attuale governo per limitare i trasferimenti di risorse finanziarie fuori dal proprio territorio nazionale ha generato molta apprensione nella “startup nation”. Il contesto di percepita instabilità ha determinato iniziative per ricollocare risorse finanziarie e parte delle operations in altri paesi.</p>
<p>Ne è un esempio Riskfied, azienda “tech” quotata al New York Stock Exchange con una capitalizzazione oggi non molto distante da 1 miliardo di dollari, che ha comunicato l’intenzione di trasferire 500 milioni di dollari fuori da Israele (Fonte Globes, 8 Marzo 2023), ha avviato un piano assunzioni nel dipartimento di ricerca e sviluppo a Lisbona e ha comunicato il pieno supporto ai dipendenti che hanno interesse al trasferimento in Portogallo. Certamente la percezione di instabilità internazionale, in particolare in un paese a noi vicino e importante come Israele, non giova al contesto generale, ed è auspicabile che la tensione possa risolversi nel minor tempo possibile.</p>
<p>E’ sempre più evidente, però, che la competitività di un&#8217;economia non può essere ridotta solo al PIL ma deve considerare anche la dimensione politica, sociale e culturale. La capacità di attrazione di investimenti esteri, e quindi la presenza di un ambiente caratterizzato da infrastrutture, istituzioni e politiche efficienti che incoraggino la creazione di valore sostenibile da parte delle imprese, consente l’evoluzione del sistema produttivo stesso.</p>
<p>In tale ottica, “l’attesa” riforma della politica fiscale rappresenta un elemento cardine per mantenere la competitività del nostro Paese. La riforma che ci si aspetta dovrebbe favorire la crescita delle imprese sia in termini di giro d’affari che in termini di consistenza patrimoniale, superando alcune delle principali criticità del tessuto produttivo nazionale, da tempo oramai note. In tal senso l’auspicata riduzione progressiva delle aliquote fiscali per le imprese, premiando quelle che investono e assumono a tempo indeterminato in Italia, va in questa direzione.</p>
<p>La riforma della politica fiscale, inoltre, dovrebbe auspicabilmente creare le condizioni per favorire l’ingresso di risorse e competenze da paesi esteri, fronteggiando anche la concorrenza sleale dei paradisi fiscali europei, che invece genera un flusso di risorse e di competenze inverso, ovvero dal nostro territorio nazionale verso altri paesi. Certamente, oltre al vincolo di bilancio dello Stato e dunque di sostenibilità nel tempo, gli interventi di politica fiscale focalizzati e sistemici su specifici settori produttivi o funzioni aziendali hanno mostrato nel tempo una maggiore efficacia e capacità di conseguire i risultati attesi.</p>
<p>Il settore tecnologico rappresenta uno degli elementi principali per mantenere la competitività del Paese, e la capacità di attrarre risorse e competenze qualificate da uno dei Paesi più avanzati in tale ambito, potrebbe rappresentare un’opportunità unica per generare un effetto moltiplicatore sulle competenze già presenti e la creazione di un ecosistema di innovazione attrattivo anche per altri Paesi. Lo sviluppo del settore tecnologico è quello che trasversalmente può generare una crescita in tutti i settori, generando un indotto capace di favorire un impatto sull’ammodernamento di tutto il Paese.</p>
<p>L’Italia ha da sempre un ruolo centrale, seppur faticoso, nell’area del mediterraneo e certamente può rappresentare la porta per l’integrazione europea, per un paese come Israele, con cui si condividono radici culturali e che certamente rispetto al Portogallo rappresenta un contesto economico più avanzato e dimensionalmente assai più consistente, considerato che il nostro PIL è maggiore di quello del Portogallo per circa nove volte.</p>
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		<title>Riforme, in Fondazione il confronto col Ministro Casellati. Cassese: “per cambiare la costituzione serve una assemblea eletta come dice la FLE”</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/riforme-in-fondazione-il-confronto-col-ministro-casellati-cassese-per-cambiare-la-costituzione-serve-una-assemblea-eletta-come-dice-la-fle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Cruciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Mar 2023 17:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[Assemblea per la riforma della Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[riforma]]></category>
		<category><![CDATA[Sabino Cassese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Lo strumento principe per una riforma della Costituzione è quello di istituire un’assemblea costituente, come proposto dalla Fondazione Luigi Einaudi”, è quanto ha affermato ieri il professore Sabino Cassese durante un evento organizzato dalla Fondazione Luigi Einaudi per parlare di riforme. Insieme al presidente della Fondazione Giuseppe Benedetto, all’incontro ha partecipato il ministro per le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Lo strumento principe per una riforma della Costituzione è quello di istituire un’assemblea costituente, come proposto dalla Fondazione Luigi Einaudi”, è quanto ha affermato ieri il professore Sabino Cassese durante un evento organizzato dalla Fondazione Luigi Einaudi per parlare di riforme. Insieme al presidente della Fondazione Giuseppe Benedetto, all’incontro ha partecipato il ministro per le Riforme istituzionali e la semplificazione normativa Maria Elisabetta Alberti Casellati.</p>
<p>In un&#8217;Aula Malagodi strapiena e con ospiti illustri, parlamentari e giuristi, il presidente Benedetto, nel portare i saluti istituzionali, ha sottolineato come la Fondazione Luigi Einaudi cerchi ancora una volta di anticipare i tempi prospettando al ceto politico la via maestra per la riforma delle Istituzioni: l’elezione con metodo proporzionale di un’Assemblea per la riforma della seconda parte della Costituzione.</p>
<p>“Non ho pregiudizi nei confronti di nessun metodo per arrivare a una riforma costituzionale”, ha detto il ministro Casellati, che ha poi indicato quella che, a suo avviso, è la via da seguire: “Credo che la forma migliore per intervenire sia quella prevista dall&#8217;articolo 138. La mia preferenza è imboccare l&#8217;art. 138 attraverso il metodo dell’ascolto, perché la maggioranza non ha una posizione precostituita su una forma istituzionale rispetto a un’altra”.</p>
<p>Riguardo all’ipotesi di un&#8217;elezione diretta del Capo dello Stato o del governo, il ministro ha però sottolineato: “Qualunque legge riuscissimo a fare ci sarà una norma transitoria, perché sarebbe una sgrammaticatura istituzionale pensare che l’approvazione di una legge possa portare a un’elezione immediatamente diretta e far cadere, per dire, il mandato del presidente della Repubblica o del presidente del Consiglio”. Una nuova legge che dovesse prevedere l&#8217;elezione diretta del presidente della Repubblica, ha concluso, “entrerebbe in vigore nel 2029, dopo la fine del mandato del presidente Mattarella”.</p>
<p>All’inizio dell’incontro, il Segretario generale della Fondazione Luigi Einaudi, Andrea Cangini, ha presentato il disegno di legge costituzionale, redatto dalla Fondazione e sostenuto dal professor Cassese, per dare vita ad un’Assemblea per la riforma della Costituzione.</p>
<p>“Sono passati esattamente quarant’anni da quando, con la Commissione Bozzi, il Parlamento provò per la prima volta a mettere mano a una riforma organica dello Stato. Il tentativo fallì, così come fallirono gli innumerevoli tentativi successivi. Abbiamo visto costituire ad hoc commissioni bicamerali e monocamerali, abbiamo assistito a tentativi ex articolo 138: è stato vano”, ha detto Cangini.</p>
<p>“La Fondazione Luigi Einaudi – ha sottolineato – ritiene che procedere per temi sia un errore. Serve una riforma di sistema, sottratta alle insidie delle dinamiche politiche contingenti, filtrata dalla competenza e largamente condivisa”.</p>
<p>“C’è solo un modo per conseguire lo scopo: eleggere con metodo proporzionale una snella Assemblea per la riforma della Costituzione composta da cento esperti indicati dai partiti, che passino al vaglio dei cittadini-elettori”, ha concluso Cangini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/riforme-in-fondazione-il-confronto-col-ministro-casellati-cassese-per-cambiare-la-costituzione-serve-una-assemblea-eletta-come-dice-la-fle/">Riforme, in Fondazione il confronto col Ministro Casellati. Cassese: “per cambiare la costituzione serve una assemblea eletta come dice la FLE”</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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		<title>Autonomismo senza testa</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/autonomismo-senza-testa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2023 14:26:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[autonomia regionale]]></category>
		<category><![CDATA[regionalismo differenziato]]></category>
		<category><![CDATA[riforma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/autonomismo-senza-testa/">Autonomismo senza testa</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="Davide Giacalone - Autonomismo senza testa" width="1778" height="1000" src="https://www.youtube.com/embed/9NoVHKD1mUk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/autonomismo-senza-testa/">Autonomismo senza testa</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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