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	<title>recensione eutanasia della democrazia Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>recensione eutanasia della democrazia Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>L’Eutanasia della Democazia &#8211; Recensione di Lorenzo Infantino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Nov 2021 11:14:47 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[recensione eutanasia della democrazia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo suo agile volume, che l’editore Rubbettino giustamente colloca nella collana “Problemi aperti”, Giuseppe Benedetto, Presidente della Fondazione Luigi Einaudi di Roma, si sofferma sull’alterazione del rapporto fra i poteri dello Stato, seguita a quella stagione a cui, con un coefficiente molto elevato di superficialità, è stato dato il nome di “mani pulite” e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/leutanasia-della-democazia-recensione-di-lorenzo-infantino/">L’Eutanasia della Democazia &#8211; Recensione di Lorenzo Infantino</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo suo agile volume, che l’editore Rubbettino giustamente colloca nella collana “Problemi aperti”, Giuseppe Benedetto, Presidente della Fondazione Luigi Einaudi di Roma, si sofferma sull’alterazione del rapporto fra i poteri dello Stato, seguita a quella stagione a cui, con un coefficiente molto elevato di superficialità, è stato dato il nome di “mani pulite” e che ha portato all’abolizione dell’autorizzazione a procedere per i membri del Parlamento.</p>
<p>Nella prefazione al volume, Sabino Cassese scrive che “valutare comparativamente il regime delle garanzie per i parlamentari consente di comprenderne il ruolo in tutte le democrazie moderne”; aggiunge che il “merito” del libro sta nel riportare all’attenzione dell’opinione pubblica un tema importante per il futuro della nostra democrazia”; e non esita ad affermare che “l’immunità fa parte dell’equilibrio dei poteri”.</p>
<p>Il libro di Benedetto ci spinge a riflettere; e ci pone in guardia contro il male più grave contro cui la democrazia parlamentare deve lottare, costituito da quello che Max Weber chiamava “sfruttamento sentimentale delle masse”. È un fenomeno noto fin dall’antichità e che ha sempre prodotto frutti venefici. Le democrazie rappresentative sono una realtà complessa, a cui dobbiamo la nostra libertà individuale di scelta. Se non comprendiamo ciò, rincorriamo pericolosissime chimere e rendiamo un cattivo servigio a noi stessi. L’insistenza di Montesquieu sulla necessità di tenere distinti i poteri dello Stato è direttamente legata alla consapevolezza degli esiti, altamente negativi, generati dalla rottura o dall’alterazione dell’equilibrio. Il saggio di Benedetto si pone quindi come un varco attraverso cui entrare nel vasto territorio degli assetti istituzionali.</p>
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		<title>L’Eutanasia della Democazia &#8211; Recensione di Renato Loiero</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/leutanasia-della-democazia-recensione-di-renato-loiero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Nov 2021 11:14:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[recensione eutanasia della democrazia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tema delle immunità parlamentari costituisce da sempre un nervo scoperto nella dinamica degli equilibri tra i poteri dello Stato oggetto di vivace dibattito negli ultimi tre decenni di storia repubblicana. Nella temperie italica più recente, il dibattito è stato influenzato dalla sua, talvolta inopportuna, contestualizzazione in un diffuso mainstream di antiparlamentarismo che indulge però [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il tema delle immunità parlamentari costituisce da sempre un nervo scoperto nella dinamica degli equilibri tra i poteri dello Stato oggetto di vivace dibattito negli ultimi tre decenni di storia repubblicana.</p>
<p>Nella temperie italica più recente, il dibattito è stato influenzato dalla sua, talvolta inopportuna, contestualizzazione in un diffuso mainstream di antiparlamentarismo che indulge però a sottovalutare le dinamiche di tali rapporti a favore di una disintermediazione che postula una complicata &#8220;simbiosi&#8221; identitaria tra rappresentante e rappresentato accantonando talvolta le profonde ragioni esistenziali dell&#8217;istituto.</p>
<p>Il volume si caratterizza per almeno due importanti contributi al dibattito. In primis, esso offre una precisa ricostruzione della genesi dell&#8217;istituto nel dibattito della Costituente, essenziale come è ovvio per comprendere a fondo la ratio dell&#8217;istituto.</p>
<p>In secondo luogo, esso opera una inedita e quanto mai opportuna, in subiecta materia, comparazione delle soluzioni adottate da alcuni Stati membri dell’Unione Europea oltre che dagli USA in tema di immunità procedurali in ambito penale. Non esiste infatti neanche in questo ambito un modello comune europeo, pur prevedendo quasi tutti gli Stati membri norme costituzionali che prevedono forme più o meno estese di protezione. Da quella comparazione efficacemente schematizzata emerge appunto un panorama di Paesi che limitano l’inviolabilità alla protezione della sfera delle libertà personali del parlamentare, consentendo però che le sue condotte siano oggetto di atti investigativi (Italia, Francia) mentre altri, invece, estendono la copertura anche alla semplice sottoposizione alle indagini (Germania, Spagna).</p>
<p>Dobbiamo dunque essere grati agli autori per averci donato un contributo prezioso, innovativo e stimolante, anche grazie ai passaggi di descrizione della &#8220;fisionomia&#8221; dei lavori parlamentari.</p>
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		<title>L’Eutanasia della Democazia &#8211; Recensione di Andrea Consonni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Nov 2021 11:13:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[recensione eutanasia della democrazia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“La riforma dell&#8217;art. 68 ha reso i deputati e i senatori succubi della connivenza tra Procure e macchina dei media: il noto circuito mediatico giudiziario. Da un lato, non vi è più alcuna cintura protettiva che garantisca l&#8217;esercizio della funzione più importante per la vita della cittadinanza e, dall&#8217;altro, continua a primeggiare l&#8217;idea di una [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“La riforma dell&#8217;art. 68 ha reso i deputati e i senatori succubi della connivenza tra Procure e macchina dei media: il noto circuito mediatico giudiziario. Da un lato, non vi è più alcuna cintura protettiva che garantisca l&#8217;esercizio della funzione più importante per la vita della cittadinanza e, dall&#8217;altro, continua a primeggiare l&#8217;idea di una fiducia cieca nella neutralità del magistrato. L&#8217;errore commesso è figlio della deriva culturale di cui si è più volte fatta menzione: per punire una classe dirigente rea di condotte inadeguate si è in realtà umiliato il ruolo stesso del rappresentante politico, i cui giudizi di valore sono spesso rimessi al giudice. I partiti, formazioni sociali centrali secondo l&#8217;architettura costituzionale, sono divenuti per l&#8217;opinione pubblica centri di potere autoreferenziali, dannosi per gli interessi dei cittadini. Mortati, Calamandrei, Einaudi e gli altri Padri della Repubblica vollero attribuire all&#8217;elettore la valutazione insindacabile dell&#8217;operato del politico. È, purtroppo, evidente la discrasia tra ciò che doveva essere e ciò che è stato.” (pp. 96-97)</p>
<p>Ne ho scritto spesso di come vissi con profonda insofferenza l&#8217;epoca di Mani Pulite. Avevo solo 13-14-15 anni ma non gradivo quello che stava accadendo nel Paese. Non mi piacevano i lanci di monetine, i cappi sventolati in Parlamento, il clima giacobino e forcaiolo, le manette, le incarcerazioni, i servizi scandalistici, le dirette fuori dai tribunali. Piansi per i suicidi. Piansi nel vedere mio nonno, piccolo albergatore, partigiano, sentirsi dare del ladro solo perché non gradiva quel clima (è un ricordo molto intimo che mi spezza il cuore). Certo che allora erano necessari dei cambiamenti, erano crollati il Muro e il blocco sovietico, ma non certo con quelle forme e coi suoi disgustosi risultati. Da allora sono passati quasi trent&#8217;anni ma l&#8217;insofferenza per quei giorni, quei ghigni non mi ha mai lasciato e fra i lasciti peggiori di quella stagione infame c&#8217;é per me, ma so che in tantissimi l&#8217;approvano pure oggi e anzi si augurano misure ancora peggiori, rivoluzionarie, al servizio del “popolo”, l&#8217;abolizione dell&#8217;autorizzazione a procedere per i membri del Parlamento, all&#8217;interno della riforma costituzionale dell&#8217;articolo 68 della Costituzione.</p>
<p>So bene di far parte di una ristretta minoranza che spesso viene sbeffeggiata e considerata elitaria, snob, amica dei ladri, dei mafiosi, di quelli che vivono nei Palazzi ma non smetto giorno di ritrovarmi nelle visioni politiche di Marco Pannella e in queste sue parole: “Il nostro compito, per non essere antipopolari, è di essere semmai impopolari in alcuni momenti. Viva la Costituzione repubblicana! Viva l&#8217;articolo 68! Viva il Parlamento che sarà difenderlo!”</p>
<p>In questi giorni ho letto e riletto in alcuni punti il bellissimo saggi di Giuseppe Benedetto, avvocato e presidente della Fondazione Luigi Einaudi, “L&#8217;eutanasia della democrazia. Il colpo di mani pulite” (Rubbettino, prefazione di Sabino Cassese) che ripercorre con grande chiarezza e senza mai annoiare tutte le tappe, i dibatti, gli scontri che portarono alla nascita dell&#8217;articolo 68 della Costituzione e alla sua successiva modifica, avvenuta nel 1993 sotto la spinta delle piazze forcaiole e grazie anche alla debolezza/complicità della classe politica, che ha comportato gravissime frattute all&#8217;interno dell&#8217;ordine democratico i cui effetti sono visibili fin da oggi, quando anche solo una notifica di reato, un&#8217;inchiesta giornalistica, una prima pagina diventano già una richiesta di dimissioni.</p>
<p>Il saggio di Giuseppe Benedetto è un&#8217;opera molto interessante e soprattutto utile nell&#8217;offrire spunti di riflessione e confronto perché amplia lo spettro di indagine al resto delle Costituzioni dei Paesi occidentali (personalmente sogno di avere un ordinamento di stampo anglosassone), al funzionamento delle guarentigie parlamentari ma anche sugli equilibri fra i poteri legislativi, esecutivo e giudiziario. Certo che non si potrà tornare al passato, come fa bene notare Sabino Cassese, ma il ritorno a forme di garanzie per i parlamentari e il ripristino di un equilibrio fra i poteri (come non pensare alla tanto osteggiata riforma della Giustizia con la separazione dei poteri&#8230; sto male se penso solo a quanto accadde al tentativo di riforma del ministro Biondi) è qualcosa di assolutamente necessario per uscire da una situazione, evidente ormai, di ricatto, stallo e veti continui da una parte della magistratura e di gran parte dell&#8217;informazione.</p>
<p>Un saggio questo che è un atto d&#8217;accusa sferzante a quanto accaduto in questi ultimi trent&#8217;anni, compreso lo scellerato taglio dei parlamentari, all&#8217;incapacità cronica italiana di attuare riforme costituzionali (e non)<br />
che siano strutturali, armoniche e con una visione del futuro e che non rispondano ai veti di corporazioni intoccabili, all&#8217;urla di movimenti politici che vivono di click o di ridicoli slogan come “uno vale uno” o della caciara di talk show televisivi e giornali che sono diventati ormai aule di tribunale e casse di risonanza dei peggiori istinti popolari.</p>
<p>“L&#8217;eutanasia della democrazia” è un atto d&#8217;amore fuori dagli schemi e non allineato alla vulgata attuale, che sarà probabilmente poco ascoltato e magari anche sbeffeggiato ma che faccio completamente mio, rivolto alla Costituzione, al Parlamento, al ruolo tanto vituperato dei Parlamentari e a quella parola, sventolata da una parte e dall&#8217;altra spesso solo per meri ritorni personali, chiamata Garantismo.</p>
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		<title>L’Eutanasia della Democazia &#8211; Recensioni di Giancristiano Desiderio</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/leutanasia-della-democazia-recensione-di-giancristiano-desiderio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Nov 2021 11:12:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[recensione eutanasia della democrazia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>1 &#8211; Recensione Per il liberale Montesquieu i deputati sono rappresentanti del popolo. Per il giacobino Rousseau i deputati devono essere commissari del popolo. Tra le due diverse concezioni della democrazia c’è di mezzo non solo il mare ma anche il sale della vita: la libertà. Il “rappresentante” di Montesquieu è libero, risponde alla sua [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/leutanasia-della-democazia-recensione-di-giancristiano-desiderio/">L’Eutanasia della Democazia &#8211; Recensioni di Giancristiano Desiderio</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>1 &#8211; Recensione</h2>
<p>Per il liberale Montesquieu i deputati sono rappresentanti del popolo. Per il giacobino Rousseau i deputati devono essere commissari del popolo. Tra le due diverse concezioni della democrazia c’è di mezzo non solo il mare ma anche il sale della vita: la libertà. Il “rappresentante” di Montesquieu è libero, risponde alla sua coscienza, ai suoi errori e al giudizio del voto popolare. Il “commissario” di Rousseau non è libero, risponde alla “volontà generale” e se vi si sottrae subito diventa “traditore del popolo”. Le due diverse concezioni dei rapporti tra istituzioni e cittadini mettono capo a due diverse democrazie: nel caso di Montesquieu alla democrazia liberale o rappresentativa, nel caso di Rousseau alla democrazia popolare o populista. La democrazia italiana a quale delle due appartiene?</p>
<p>Per rispondere alla domanda è utilissima la lettura del libro di Giuseppe Benedetto: L’eutanasia della democrazia. Il colpo di mani pulite (Rubbettino). Il presidente della Fondazione Luigi Einaudi ricostruisce la storia di quella che Giorgio Bocca definì enfaticamente “rivoluzione italiana” e si sofferma in particolare sulla riforma costituzionale dell’articolo 68 con cui fu abolita l’autorizzazione a procedere per i membri del Parlamento. Con la soppressione dell’istituto di garanzia dell’immunità dei parlamentari si passò dai rappresentanti di Montesquieu ai commissari di Rousseau e la democrazia liberale – l’unica democrazia possibile – si suicidò per la seconda volta nella storia d’Italia.<br />
&nbsp;</p>
<h2>2 &#8211; Recensione su &#8220;La Ragione&#8221;, 12 ottobre 2021</h2>
<p><a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2021/11/eutanasia-della-democrazia-laragione-desiderio-12102021.jpeg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-53122" src="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2021/11/eutanasia-della-democrazia-laragione-desiderio-12102021.jpeg" alt="" width="1024" height="614" srcset="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2021/11/eutanasia-della-democrazia-laragione-desiderio-12102021.jpeg 1024w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2021/11/eutanasia-della-democrazia-laragione-desiderio-12102021-400x240.jpeg 400w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2021/11/eutanasia-della-democrazia-laragione-desiderio-12102021-650x390.jpeg 650w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2021/11/eutanasia-della-democrazia-laragione-desiderio-12102021-250x150.jpeg 250w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2021/11/eutanasia-della-democrazia-laragione-desiderio-12102021-768x461.jpeg 768w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2021/11/eutanasia-della-democrazia-laragione-desiderio-12102021-150x90.jpeg 150w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2021/11/eutanasia-della-democrazia-laragione-desiderio-12102021-800x480.jpeg 800w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><br />
&nbsp;</p>
<h2>3 &#8211; Recensione su &#8220;La Ragione&#8221;, 5 novembre 2021</h2>
<p><a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2021/11/eutanasia-della-democrazia-laragione-desiderio-05112021.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-53124" src="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2021/11/eutanasia-della-democrazia-laragione-desiderio-05112021.jpg" alt="" width="745" height="671" srcset="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2021/11/eutanasia-della-democrazia-laragione-desiderio-05112021.jpg 745w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2021/11/eutanasia-della-democrazia-laragione-desiderio-05112021-400x360.jpg 400w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2021/11/eutanasia-della-democrazia-laragione-desiderio-05112021-650x585.jpg 650w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2021/11/eutanasia-della-democrazia-laragione-desiderio-05112021-250x225.jpg 250w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2021/11/eutanasia-della-democrazia-laragione-desiderio-05112021-150x135.jpg 150w" sizes="(max-width: 745px) 100vw, 745px" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/leutanasia-della-democazia-recensione-di-giancristiano-desiderio/">L’Eutanasia della Democazia &#8211; Recensioni di Giancristiano Desiderio</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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