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	<title>pubblica amministrazione Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>pubblica amministrazione Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>A Roma il primo seminario della Fondazione Einaudi per le alte burocrazie comunali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Parrinello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2023 16:51:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si è svolto oggi il primo di una serie di seminari realizzati dal Dipartimento digitale della Fondazione Luigi Einaudi per le alte burocrazie dei Comuni, organizzato attraverso IFEL, diretta da Pierciro Galeone. Andrea Cangini, Segretario generale della Fondazione Einaudi, ha introdotto il seminario odierno, “Intelligenza artificiale e la Pubblica amministrazione”, tenuto dall’avvocato Tommaso Mauro a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolto oggi il primo di una serie di seminari realizzati dal Dipartimento digitale della Fondazione Luigi Einaudi per le alte burocrazie dei Comuni, organizzato attraverso IFEL, diretta da Pierciro Galeone. Andrea Cangini, Segretario generale della Fondazione Einaudi, ha introdotto il seminario odierno, “Intelligenza artificiale e la Pubblica amministrazione”, tenuto dall’avvocato Tommaso Mauro a cui è seguita la testimonianza del Direttore Generale dell&#8217;Agenzia per l&#8217;Italia Digitale (AgID), Mario Nobile.</p>
<p>Il secondo seminario si svolgerà il prossimo 20 febbraio e avrà per oggetto: “Dati digitali è interoperabilità delle banche pubbliche”, mentre il terzo è in programma per il 16 aprile 2023 e tratterà di “Design dei siti web delle Pubbliche amministrazioni”. Perché questi seminari? Perché il digitale in generale, e l’intelligenza artificiale in particolare, rappresentano un formidabile strumento per migliorare i servizi al cittadino e rendere più efficienti ed efficaci le amministrazioni comunali e le pubbliche amministrazioni.</p>
<p>L’applicazione di tali tecnologie, nei Comuni, è però ancora molto limitata e decisamente molto frammentata. Nasce da questa constatazione l’esigenza di offrire un’opportunità di approfondimento attraverso esperti qualificati alle alte burocrazie comunali, cioè a coloro che si occupano di far funzionare la macchina pubblica e che, per altro, saranno chiamati a sfruttare l’opportunità del PNRR per realizzare la transizione digitale.</p>
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		<title>Sabino Cassese: Le riforme senza costi (che ancora non si fanno)</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/sabino-cassese-le-riforme-senza-costi-che-ancora-non-si-fanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2020 06:46:52 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="su-button-center"><a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2020/08/cassese-corsera-03.08.20.pdf" class="su-button su-button-style-flat su-button-wide" style="color:#ffffff;background-color:#003c71;border-color:#00305b;border-radius:5px" target="_self"><span style="color:#ffffff;padding:9px 30px;font-size:22px;line-height:33px;border-color:#4d779c;border-radius:5px;text-shadow:0px 0px 0px #ffffff"><i class="sui sui-newspaper-o" style="font-size:22px;color:#ffffff"></i> VISUALIZZA ARTICOLO</span></a></div>
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		<title>Alan Friedman: Per l&#8217;Italia chance unica</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/alan-friedman-per-litalia-chance-unica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2020 07:00:54 +0000</pubDate>
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		<title>Mauro Magatti: E&#8217; l&#8217;occasione per una svolta purché si punti sul paese reale</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/mauri-magatti-e-loccasione-per-una-svolta-purche-si-punti-sul-paese-reale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 05:52:38 +0000</pubDate>
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		<item>
		<title>Giovanni Belardelli: L&#8217;Italia sta perdendo la centralità del lavoro</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/giovanni-belardelli-litalia-sta-perdendo-la-centralita-del-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2020 06:47:01 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="su-button-center"><a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2020/06/belardelli-corriere-italia-perde-centralità-lavoro.pdf" class="su-button su-button-style-flat su-button-wide" style="color:#ffffff;background-color:#003c71;border-color:#00305b;border-radius:5px" target="_self"><span style="color:#ffffff;padding:9px 30px;font-size:22px;line-height:33px;border-color:#4d779c;border-radius:5px;text-shadow:0px 0px 0px #ffffff"><i class="sui sui-newspaper-o" style="font-size:22px;color:#ffffff"></i> VISUALIZZA ARTICOLO</span></a></div>
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		<item>
		<title>Alessandro De Nicola: Arrivano i dollari e sono guai</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/alessandro-de-nicola-arrivano-i-dollari-e-sono-guai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2020 06:16:05 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="su-button-center"><a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2020/06/denicola-larepubblica-arrivano-dollari-sono-guai.pdf" class="su-button su-button-style-flat su-button-wide" style="color:#ffffff;background-color:#003c71;border-color:#00305b;border-radius:5px" target="_self"><span style="color:#ffffff;padding:9px 30px;font-size:22px;line-height:33px;border-color:#4d779c;border-radius:5px;text-shadow:0px 0px 0px #ffffff"><i class="sui sui-newspaper-o" style="font-size:22px;color:#ffffff"></i> VISUALIZZA ARTICOLO</span></a></div>
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		<item>
		<title>50 miliardi dovuti, ora, subito</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/50-miliardi-dovuti-ora-subito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Apr 2020 17:18:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sarebbe bene far affluire credito abbondante verso le imprese, lo abbiamo detto e ridetto. La liquidità c’è, ha origine europea e il rischio grosso che si corre e di non riuscire, per incapacità interna, ad approvvigionarsi. L’atroce dubbio diventa forte quando si considera che la prima cosa da farsi è quella di cui nessuno parla: [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sarebbe bene far affluire credito abbondante verso le imprese, lo abbiamo detto e ridetto. La liquidità c’è, ha origine europea e il rischio grosso che si corre e di non riuscire, per incapacità interna, ad approvvigionarsi. L’atroce dubbio diventa forte quando si considera che la prima cosa da farsi è quella di cui nessuno parla: cominciare a dare i soldi che sono dovuti.<br />
Più di 50 miliardi, dati della Banca d’Italia, sono dovuti dalla Pubblica Amministrazione a fornitori privati. Più di 50 miliardi per lavori già effettuati, merce già consegnata, fatture già approvate. Eppure più di 50 miliardi che continuano a non essere dati. Tanto che, per questo, da ultimo il 28 gennaio 2020, l’Italia è stata (giustamente) condannata innanzi alla Corte di giustizia europea.<br />
I pagamenti raggiungono ritardi di 354 giorni in Calabria, 369 in Sicilia, 415 in Campania e 573 in Piemonte. Quei soldi, oggi, che non sarebbero né prestiti né aiuti, ma regolare pagamento fin qui ritardato, sarebbero linfa vitale e aiuterebbero quei fornitori a non chiudere. E si tenga presente che la spesa regionale è per l’80% spesa sanitaria.<br />
È vero che si dice il prossimo decreto conterrà una fluidificazione su questo fronte, ma non basta affatto che venga meno la procedura di accertamento fiscale, è necessario, e sufficiente, che si predisponga garanzia in modo che le banche possano anticipare quei soldi. Garanzia che va sul sicuro, perché lo Stato è un pessimo pagatore, per i tempi, ma affidabile, circa il buon fine.<br />
Nel 2012, quando ci fu il terremoto in Emilia Romagna, la Asl di Salerno, allora commissariata e affidata alla responsabilità del colonnello Maurizio Bortoletti, prese tutte le fatture provenienti da quelle zone e pagò in contanti, sull’unghia. E fece di più: per i contratti già eseguiti, ma non ancora fatturati, sollecitò la fattura, in modo da pagare immediatamente. L’operazione non costò al contribuente (e alle casse dell’Asl) un solo centesimo in più, ma fu provvidenziale per chi era stato distrutto dal terremoto e doveva rimettersi in piedi.<br />
Davvero singolare che nell’Italia in cui uno rende obbligatoria la mascherina, l’altro afferma che tanto non la mette e nessuno si occupa di farle effettivamente avere ai cittadini, si cancellino così in fretta i buoni esempi. Forse perché dimostrano l’insipienza dei tanti che parlano e non sanno fare.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Fuori mercato: premiato soltanto chi è vicino al potere</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/fuori-mercato-premiato-soltanto-chi-e-vicino-al-potere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2017 10:24:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[davide giacalone]]></category>
		<category><![CDATA[pubblica amministrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella pubblica amministrazione c&#8217;è gente che lavora, con cuore e testa, ma c&#8217;è anche gente che punta a non fare nulla. Se possibile anche a non metterci piede. C&#8217;è qualità e c&#8217;è sciatteria, il risultato medio è sconfortante. Guardando gli incrementi di stipendio, dal 2005 al 2015, si colgono due direttrici, che sono altrettanti scivoli [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella <strong>pubblica amministrazione</strong> c&#8217;è gente che lavora, con cuore e testa, ma c&#8217;è anche gente che punta a non fare nulla. Se possibile anche a non metterci piede. C&#8217;è qualità e c&#8217;è sciatteria, il risultato medio è sconfortante.</p>
<p>Guardando gli incrementi di stipendio, dal 2005 al 2015, si colgono due direttrici, che sono altrettanti scivoli verso il precipizio: <strong>il comparto ha dinamiche che ignorano il mercato</strong> e i soldi vengono distribuiti evitando sia la valutazione che il premio alla qualità.</p>
<p>In questi giorni, per l&#8217;ennesima volta, ci siamo tolti il cappello innanzi a chi non s&#8217;è fermato ad alimentare le polemiche e ha salvato vite umane. Nell&#8217;epoca in cui l&#8217;ultimo fesso punta a diventare famoso, quei lavoratori sono anche missionari e, riconoscibili per la divisa e senza egolatria, fanno miracoli.</p>
<p><strong>Ma c&#8217;è anche un maleficio</strong>: sono retribuiti poco e il loro stipendio non cresce. Invece, e sono dati della Ragioneria dello Stato, in dieci anni la retribuzione media, per chi lavora alla presidenza del Consiglio, è cresciuta del 45%. Per i diplomatici del 37%. I magistrati guadagnano il 28,4% in più. Il 22,3 chi si è dato alla carriera prefettizia. I corpi di polizia si fermano al 18,6%.</p>
<p><strong>Scorrendo l&#8217;elenco si delineano le due direttrici</strong>.</p>
<p>In quel decennio il costo della vita è cresciuto in modo paragonabile a queste percentuali? Neanche per idea. E ci si ricordi che i contratti del pubblico impiego furono bloccati nel 2009, mentre, nel giugno del 2015, la Corte costituzionale lo ha ritenuto illegittimo.</p>
<p>Occhio a quel che può accadere, sicché si tenga conto di due cose: <strong>a)</strong> nel periodo precedente al blocco le retribuzioni pubbliche erano cresciute assai più di quelle private; <strong>b)</strong> rinnovare un contratto mica deve per forza significare aumentare gli stipendi, potendosi anche inserire valutazioni e premi ai più bravi (nonché penalizzazione per incapaci e lavativi). <strong>Colpisce, invece, la totale impermeabilità al mercato e alla concorrenza</strong>, talché si sa solo spendere di più, aumentando la spesa corrente e togliendo risorse ai necessari investimenti pubblici.</p>
<p><strong>Una concorrenza c&#8217;è, ma interna al mondo pubblico</strong>. Guardando i dati se ne coglie il succo: chi è più vicino a chi governa (a Palazzo Chigi, nelle regioni e così via) ottiene di più. Ai pompieri non è neanche riconosciuto che il loro sia un lavoro usurante, mentre usurante è di sicuro avere al fianco collaboratori insoddisfatti e portatori delle rivendicazioni. Così chi sta in ufficio ottiene più di chi spala.</p>
<p><strong>Detesto le generalizzazioni</strong>: ci sono funzionari ministeriali di altissima preparazione e grande dedizione. Ma questa, appunto, è la seconda direttrice: mica si premiano quelli, si spende di più e basta. Anche nella scuola ci sono insegnanti eccellenti e coscienziosi, come ce ne sono d&#8217;incoscienti in altalena fra il congedo e la malattia, senza farsi mancare gli ignoranti. Abbiamo visto come (non) ha funzionato il premio al merito.</p>
<p><strong>Da questa roba si esce solo con capi che comandano e rispondono dei risultati. Se premiano l&#8217;amichetto dopo un anno saltano loro</strong>. Se ne esce, partendo dal ministro e arrivando all&#8217;ultimo impiegato, accompagnando il potere alla responsabilità, la retribuzione al risultato. Liberandosi dalle rendite sindacali.</p>
<p>La procedura deve servire a standardizzare le modalità operative, non a generare l&#8217;irresponsabilità singola, propiziando quella collettiva. Quando i soldi non accompagnano queste trasformazioni sono buttati. E sono soldi dei contribuenti.</p>
<p><strong>Davide Giacalone</strong>, <em>Il Giornale</em> 24 gennaio 2017</p>
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		<title>La riforma della dirigenza rischia di essere anche peggio del Metodo Rai</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/la-riforma-della-dirigenza-rischia-di-essere-anche-peggio-del-metodo-rai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Veronica De Romanis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Aug 2016 09:11:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[dirigenti pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[pubblica amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Rai]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[:it]Veronica De Romanis, sul Foglio, commenta il testo sulla riforma dirigenti pubblici[:]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei decreti attuativi più importanti della riforma della pubblica amministrazione è senza dubbio quello sulla <strong>dirigenza pubblica</strong>. Si tratta di un testo molto atteso perché mira a cambiare radicalmente le regole e i meccanismi di selezione dei dirigenti nel settore pubblico. E, pertanto, rappresenta un pezzo importante di quella che il governo ha definito “la madre di tutte le riforme” dal momento che, secondo le valutazioni ufficiali, dovrebbe far crescere il prodotto interno lordo di quasi un punto percentuale nel prossimo quinquennio: un impatto assai rilevante in un periodo in cui la crescita economica fatica a decollare.</p>
<p>La bozza che circola in queste ore è destinata a far discutere perché rischia di applicare alla dirigenza pubblica un metodo &#8211; se possibile &#8211; ancor peggiore rispetto a quello utilizzato in <strong>Rai</strong>, tanto per fare un esempio recente: ad un elevato grado di politicizzazione delle nomine si aggiungerebbe, infatti, la totale deresponsabilizzazione di chi le fa. Vediamo in dettaglio perché.</p>
<p>La riforma prevede essenzialmente tre grandi novità: l’introduzione del ruolo unico dei dirigenti (e, quindi, niente più distinzione tra prima e seconda fascia), l’istituzione di una Commissione di esperti scelti dalla politica con il compito di valutare e assegnare gli incarichi (della durata di quattro anni, prorogabili solo per altri due) e, infine, per chi non ha ottenuto un incarico, la decurtazione dello stipendio (la parte accessoria) e l’eventuale licenziamento (dopo 6 anni) se non accetta la retrocessione a funzionario. Le suddette modifiche sollevano diverse perplessità perché privano l’impianto attuale di un sistema di valutazioni corrette, di incentivi adeguati e, infine, di sanzioni appropriate. Andiamo per ordine.</p>
<p>Le valutazioni. I componenti della Commissione svolgeranno un ruolo di primaria importanza perché dovranno elaborare la rosa di dirigenti a cui proporre il rinnovo dell’incarico. C’è da chiedersi, pertanto, quale sia la loro effettiva capacità di misurare l’operato dei dipendenti pubblici in assenza di una conoscenza “sul campo” come, invece, potrebbe avere chi è interno all’amministrazione. E, soprattutto quale sia il grado di indipendenza dalla politica che li ha selezionati (con quali criteri?).</p>
<p>Gli incentivi. Con il nuovo meccanismo di attribuzione degli incarichi, il rischio di un rafforzamento del legame tra la politica e la pubblica amministrazione è concreto. I dirigenti in attesa del rinnovo avranno, infatti, come primo obiettivo quello di cercare il plauso della Commissione piuttosto che dei loro diretti superiori. Anche perché, la mancanza di un incarico protratta nel tempo prevede la riduzione dello stipendio e la retrocessione a funzionario, che altro non significa che lavorare “alla pari” con chi si è precedentemente “diretto” in qualità di dirigente (difficile, tra l’altro, immaginare che un simile meccanismo possa incrementare l’efficienza della macchina pubblica). Ciò potrebbe creare un disincentivo a svolgere il proprio lavoro in modo imparziale. Pertanto, il risultato ultimo potrebbe essere quello di una maggiore politicizzazione della pubblica amministrazione, con la consueta spartizione delle nomine, esattamente come avviene in Rai.</p>
<p>Con il <strong>“Metodo Rai”</strong>, tuttavia, vi è una sostanziale differenza e qui si arriva al terzo punto, quello delle sanzioni. Il decreto non prevede nessuno tipo di sanzioni nel caso di errori di valutazione da parte della Commissione. In Rai, la responsabilità delle nomine è in capo al Direttore Generale e al consiglio di amministrazione: se sbagliano, è colpa loro (almeno sulla carta, dovrebbe funzionare in questo modo). Nel caso della riforma della dirigenza, invece, i membri della Commissione non rischiano nulla: non sono sanzionabili perché non sono chiare le responsabilità.</p>
<p>Peraltro, la deresponsabilizzazione dei valutatori viene accentuata dalla mancanza di un sistema di remunerazione. Il testo (per ora provvisorio) prevede, infatti, che i componenti della Commissione eseguano il loro compito in modo gratuito.</p>
<p>Attribuire un ruolo di rilievo all’interno della pubblica amministrazione senza erogare un corrispettivo economico è diventata una prassi a cui l’esecutivo fa spesso ricorso. Basti pensare che in seguito alla riforma costituzionale, i consiglieri regionali e comunali non saranno pagati per il lavoro svolto in qualità di senatori. Ciò può, forse, essere giustificato dal tentativo di rincorre le sirene populiste. In questo modo, però, si rischia di avvalorare il detto inglese “<em>if you pay peanuts, then you get monkeys</em>”.</p>
<p>Veronica De Romanis, Il Foglio dell&#8217;11 agosto 2016</p>
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