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	<title>patrimoniale Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>patrimoniale Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>Casa e casasotto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2023 12:25:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[direttiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;Europa vuole mettere le mani sulle nostre case, ci vuole portare via le case!&#8221; &#8220;C&#8217;è una patrimoniale mascherata che stanno imponendo al cittadino inerme europeo!&#8221; Anzi no, a quello italiano. Ci si esprime ormai per continenti: l&#8217;Europa. Non è chiara l&#8217;idea che si chiami Unione Europea, che la Direttiva non ci sia ancora, che al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;Europa vuole mettere le mani sulle nostre case, ci vuole portare via le case!&#8221; &#8220;C&#8217;è una patrimoniale mascherata che stanno imponendo al cittadino inerme europeo!&#8221; Anzi no, a quello italiano. Ci si esprime ormai per continenti: l&#8217;Europa. Non è chiara l&#8217;idea che si chiami Unione Europea, che la Direttiva non ci sia ancora, che al Consiglio Europeo è passata con il consenso del Governo italiano, il Governo Meloni. La patrimoniale mascherata in Italia la paghiamo già, è quella porcheria che si chiama tasi, per cui si paga sulla spazzatura non in ragione della spazzatura, bensì in ragione dei metri quadrati. I soldi di questa tassa vanno a municipalizzate che lavorano in regime di monopolio largamente disfunzionali e inefficienti a cominciare dalla capitale, Roma, dove abito e pago uno sproposito di tasi e con la spazzatura ci faccio anche amicizia perché continuo a guardarla dalla finestra come Giulietta guardava Romeo.</p>
<p>&#8220;Ci impoveriscono, ci portano via i soldi perché vogliono imporci delle cose!&#8221; &#8220;Quando mai si è visto che qualcuno ti impone delle cose a casa tua?&#8221; Qui! Ora, ieri, sempre. Ma perché a casa si può avere un impianto elettrico qualunque? No, deve essere a norma. Se l&#8217;impianto elettrico non è a norma, per ragioni di sicurezza, la casa non si puoi mettere a reddito. Questo è ciò che è stabilito dalla legge italiana. Le caldaie devono essere a norma, è un&#8217;imposizione, con in più anche il controllo periodico che si chiama &#8220;bollino blu&#8221;.</p>
<p>Ma veniamo al dunque: la Direttiva non c&#8217;è ancora, come dicevamo, è in discussione al Parlamento Europeo e riguarda tutti gli immobili d&#8217;Europa, non solo quelli italiani. In Europa l&#8217;85% degli immobili sono stati finiti di costruire prima dell&#8217;inizio di questo secolo, che non è tantissimo che è iniziato, ma comunque sono immobili datati. Non è che quelli italiani sono più vecchi degli altri per principio, non è che abitiamo nelle case dell&#8217;Impero Romano, quelle che derivano dal Settecento e dall&#8217;Ottocento ci sono anche in Francia, in Germania, le altre si chiamano monumenti. Il 75% avrà bisogno di interventi, quindi vale per tutti. Perché la &#8220;cattivissima Europa&#8221; mi vuole portare via i mattoni? Il problema non è questo. L&#8217;Italia è il solo paese europeo in cui gli immobili non sono aumentati di valore, perché l&#8217;Italia è il paese in cui i redditi non sono aumentati, perché la produttività è stagnante, etc.</p>
<p>In Francia, siccome l&#8217;idea è quella di arrivare a neutralità nel 2050, ma anticipare al 2030 per gli immobili, a Parigi hanno deciso di farlo entro il 2025. Non sono masochisti, puntano ai soldi, e fanno bene perché investire nel risparmio energetico di un immobile significa aumentare il suo valore patrimoniale e diminuire il suo costo di gestione, quindi è un buon affare. Allora, anziché stare lì a delirare di cose che non stanno né in cielo in terra, perché non ci occupiamo di questioni più semplici? Occorrono sgravi fiscali, non spesa, non quella porcheria del 110%.  A proposito, tutti i soldi che abbiamo buttato al 110% cos&#8217;erano? Efficientamento energetico? Facciate? Bene! E questo sarebbe il paese che dice che non si deve spendere. Lo trovo ridicolo.</p>
<p>Allora non spendiamo. Le agevolazioni fiscali sono un guadagno per lo Stato perché se si agevolano i lavori in un tempo congruo (perché tanto in un anno è impossibile dato che non ci sono abbastanza imprese) con lo sgravio non si hanno costi esorbitanti, gli immobili aumentano di valore e quando sarà il momento della compravendita lo Stato incasserà di più, quindi riprenderà parte dei soldi che non aveva incassato prima. Ma che volete, bisogna essere contro l&#8217;Europa. Parentesi finale: ratificano il Mes, il che spiega tutte queste chiacchiere inutili sugli immobili. Si sono dovuti rimangiare l&#8217;opposizione al Mes.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Patrimoniale sia</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/patrimoniale-sia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Oct 2021 09:01:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[patrimoniale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>S’erge imponente il politico che vuol far la parte del difensore popolare, ma anche signorile: &#60;&#60;giù le mani dalla casa&#62;&#62;. S’è sentito dire, assai a sproposito, anche per la riforma del catasto, che, al contrario, è cosa buona e giusta per tutti i contribuenti onesti, mentre risulterebbe indigesta agli evasori. Lasciamo da parte quel che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/patrimoniale-sia/">Patrimoniale sia</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>S’erge imponente il politico che vuol far la parte del difensore popolare, ma anche signorile: &lt;&lt;giù le mani dalla casa&gt;&gt;. S’è sentito dire, assai a sproposito, anche per la riforma del catasto, che, al contrario, è cosa buona e giusta per tutti i contribuenti onesti, mentre risulterebbe indigesta agli evasori. Lasciamo da parte quel che sappiamo a memoria, ovvero che chi veramente non vuole tassare evita prima di tutto di far crescere la spesa corrente, sicché l’anzidetto ergersi è, il più delle volte, floscio adagiarsi nel dire senza capire. Lasciamo perdere. Concentriamoci su un altro punto: la patrimoniale non sarebbe affatto male, meglio ancora l’esproprio, le mani sulle case vanno messe eccome, il patrimonio immobiliare deve essere fonte di gettito. Ma non il patrimonio privato, bensì quello pubblico. Ci si farebbero dei bei soldi.</p>
<p>Il patrimonio immobiliare pubblico è enorme. Ha un valore alto, ma non solo non rende, bensì costa. Quando un patrimonio costa è giunto (da tempo) il momento di venderlo. Questo si deve fare: vendere. Usando la testa. E preveniamo subito l’obiezione di chi è così acuto da ridere già di quel che riesce a dire: nel patrimonio da dismettere non è compreso il Colosseo, non solo perché non è immobiliare, ma anche perché devono ancora essere messe le finestre.</p>
<p>I nostri centri storici sono pieni di immobili pubblici di grande prestigio e rara scomodità. Pensate, per dirne una, alle prefetture, spesso in palazzotti signorili, scomodissimi per lavorarci, impossibili per parcheggiare, aggravanti il trasporto pubblico. Palazzi che costano, anche perché inadatti all’uso (lo erano un secolo addietro). Quegli stessi immobili possono divenire residenze, centri commerciali, alberghi di primissimo livello, valorizzando il tessuto urbanistico che li circonda e facendo divenire fonte di reddito quel che oggi e causa di spesa. Gli uffici possiamo farli belli nuovi, cablati, ampio parcheggio, fermata del treno o metropolitana o bus, fuori, ben fuori dal centro storico.</p>
<p>Accanto a questi palazzi c’è l’immenso patrimonio abitativo pubblico, nel quale è già tanto se il proprietario riesce ancora ad avere un elenco degli indirizzi e degli inquilini. In molti casi non ha né l’uno né l’altro. Molti inquilini neanche si sognano di pagare, altri hanno canoni irrisori, autentico insulto al vicino di casa, che ha la sfortuna di pagare il mutuo o l’affitto a prezzi di mercato. Solo il comune di Roma deve riscuotere, e non riscuoterà, più di un miliardo di euro. Quel patrimonio non solo non rende, ma costa, perché ci sono da pagare gli uffici che lo gestiscono (si fa per dire e anche un po’ per ridere), come c’è la manutenzione, altrimenti viene giù tutto. E siccome si spende poco, si fa poca e mala manutenzione, l’effetto paradossale non è che si risparmia, ma che si perde valore patrimoniale. Vendere. Vendere tutto.</p>
<p>Tre cose devono essere fatte. La prima è mozzare le tante mani pubbliche che detengono il patrimonio. Quei diritti di proprietà si traducano in diritti di prelievo, al valore di bilancio (infinitamente più basso di quello di mercato), post vendita. Sul mercato il venditore deve essere uno solo. La seconda cosa e rendere razionali i vincoli di destinazione d’uso: se compro una caserma deserta non devo metterci per forza il mio esercito. Il patrimonio vale poco se su quello pendono venti anni di pratiche per fare un campo da tennis. Terza cosa: non vendere alla spicciolata, ma mettere il tutto in un contenitore e chiamare operatori professionale e internazionali a trattarlo, magari per lotti omogenei.</p>
<p>Il valore complessivo potrebbe essere nell’intorno dei 400 miliardi. Ma fossero anche un decimo si tradurrebbe un costo in gettito e roba morta in vita. I proventi vadano per due terzi ad abbattimento del debito e per un terzo a investimenti. Che patrimoniale sia, ma la mettano la sora Cesira e il sor Augusto sullo Stato, non il contrario.</p>
<p><strong>La Ragione</strong></p>
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