<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>partito democratico Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
	<atom:link href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/tag/partito-democratico/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/tag/partito-democratico/</link>
	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
	<lastBuildDate>Thu, 01 Jun 2023 08:23:11 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2019/06/cropped-logo-tondo-cerchio-bianco-32x32.png</url>
	<title>partito democratico Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
	<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/tag/partito-democratico/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>L&#8217;inganno</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/linganno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 May 2023 18:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[partito democratico]]></category>
		<category><![CDATA[Schlein]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.fondazioneluigieinaudi.it/?p=65746</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ingannare gli altri non è commendevole, ingannare sé stessi è autodistruttivo. Al Partito democratico non è mancato il tempo per far metabolizzare la svolta, mancano le idee che possano far credere abbia una qualche sostanza. Se si prendono le parole della destra, datate di appena due o tre anni, si trovano posizioni che sono all’opposto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/linganno/">L&#8217;inganno</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ingannare gli altri non è commendevole, ingannare sé stessi è autodistruttivo. Al Partito democratico non è mancato il tempo per far metabolizzare la svolta, mancano le idee che possano far credere abbia una qualche sostanza.</p>
<p>Se si prendono le parole della destra, datate di appena due o tre anni, si trovano posizioni che sono all’opposto di quel che stanno facendo: il rifiuto dell’Unione europea, qualche picco con il proposito di uscire dall’euro, la convinzione che serva un blocco navale per fermare gli emigranti, l’opposizione netta alla (s)vendita di Ita, la contrarietà alle sanzioni verso la Russia. Ci trovate di tutto. Fiaccato lo slancio di Forza Italia, sono stati la Lega e Fratelli d’Italia a contendersi la guida della baracca, sparandola sempre più grossa. Poi Meloni ha visto il traguardo, ha capito di star correndo troppo velocemente perché qualcuno potesse fermarla e ha cominciato a tirare il freno. I non moderati di Forza Italia e gli scalmanati della Lega reclamavano lo sfondamento di bilancio, mentre la futura vincitrice si sentiva già (giustamente) responsabile del dopo e diceva: «No». La sinistra ha in mente di fare la stessa cosa? S’accomodi. Che serva a vincere sono affari loro, mentre la sicurezza che non serva all’Italia è affare di tutti.</p>
<p>La gara demagogica fra Pd e Cinque stelle non avrà un vincitore interno a una coalizione vincente, ma due sconfitti associati nel perdere. La destra ha ingannato i propri tifosi con la demagogia, ma i 5S – su quel terreno – sono campioni ineguagliabili. Se il Pd pensa di concedersi la propria stagione delle balle non inganna gli altri: inganna sé stesso, perché ne morirebbe.</p>
<p>Nelle nostre democrazie il tema della vita politica è reso evidente votazione dopo votazione: se va a votare la metà degli aventi diritto ciò non mette in dubbio la legittimità degli eletti, ma la loro solidità. Enrico Berlinguer predicava essere pericoloso proporsi di governare con il 50% + 1 dei voti, perché il Paese si sarebbe spaccato. Da molti anni si governa con assai meno. Prendere il 50% dei voti quando vota il 50% degli elettori significa avere il consenso del 25% dei cittadini. Risultato legittimo, ma assai poco solido e che il prossimo demagogo ribalterà.</p>
<p>Non si può continuare all’infinito a raccontare la povertà in ricchezza. Il nostro è un mondo ricco, con un welfare generoso, destinato alla bancarotta per denatalità. O si mettono in campo idee diverse sullo Stato sociale o si ha il coraggio di spiegare non ai ricchi (facile) ma ai poveri che servono più immigrati (quindi più legge e ordine) oppure si parla a vuoto. Con la denatalità e la globalizzazione la leva per il successo è l’istruzione qualificata, che la sinistra dovrebbe reclamare quale strumento di giustizia sociale. Sono lì a piagnucolare su presunti precari e troppo dura meritocrazia. Ma dove la vedono? Reclamare “i diritti” non significa un accidenti. I bambini nati e altrove registrati non possono che essere registrati anche da noi, allo stesso modo. Sfidare la destra sul terreno del rispetto delle tutele per i minori è cosa saggia. Accompagnarla con una gnagnera elencante tutte le possibili policromie delle preferenze sessuali serve soltanto a perdere credibilità, mentre dimenticare di ricordare la condanna per quella forma di schiavitù riproduttiva che è la surrogata serve a far escludere il consenso di chi s’informa e ragiona. Più che politicamente corretto è politicamente inetto e segnala una precisa scelta classista: sono dalla parte dei privilegiati che possono occuparsi del quasi niente e poi non votano, mentre i voti “popolari e degli operai” vanno alla destra.</p>
<p>Alle europee la destra potrebbe essere determinante in Ue. A quel punto che fanno a sinistra? Prendono i manifesti leghisti e li copiano o ragionano sull’errore d’avere perso l’aggancio occidentale nel momento decisivo della sfida della dittatura russa alle liberal-democrazie?</p>
<p>Per ingannare si deve essere lesti. Per ingannarsi è bastevole essersi spersi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://Ingannare gli altri non è commendevole, ingannare sé stessi è autodistruttivo. Al Partito democratico non è mancato il tempo per far metabolizzare la svolta, mancano le idee che possano far credere abbia una qualche sostanza. Se si prendono le parole della destra, datate di appena due o tre anni, si trovano posizioni che sono all’opposto di quel che stanno facendo: il rifiuto dell’Unione europea, qualche picco con il proposito di uscire dall’euro, la convinzione che serva un blocco navale per fermare gli emigranti, l’opposizione netta alla (s)vendita di Ita, la contrarietà alle sanzioni verso la Russia. Ci trovate di tutto. Fiaccato lo slancio di Forza Italia, sono stati la Lega e Fratelli d’Italia a contendersi la guida della baracca, sparandola sempre più grossa. Poi Meloni ha visto il traguardo, ha capito di star correndo troppo velocemente perché qualcuno potesse fermarla e ha cominciato a tirare il freno. I non moderati di Forza Italia e gli scalmanati della Lega reclamavano lo sfondamento di bilancio, mentre la futura vincitrice si sentiva già (giustamente) responsabile del dopo e diceva: «No». La sinistra ha in mente di fare la stessa cosa? S’accomodi. Che serva a vincere sono affari loro, mentre la sicurezza che non serva all’Italia è affare di tutti. La gara demagogica fra Pd e Cinque stelle non avrà un vincitore interno a una coalizione vincente, ma due sconfitti associati nel perdere. La destra ha ingannato i propri tifosi con la demagogia, ma i 5S – su quel terreno – sono campioni ineguagliabili. Se il Pd pensa di concedersi la propria stagione delle balle non inganna gli altri: inganna sé stesso, perché ne morirebbe. Nelle nostre democrazie il tema della vita politica è reso evidente votazione dopo votazione: se va a votare la metà degli aventi diritto ciò non mette in dubbio la legittimità degli eletti, ma la loro solidità. Enrico Berlinguer predicava essere pericoloso proporsi di governare con il 50% + 1 dei voti, perché il Paese si sarebbe spaccato. Da molti anni si governa con assai meno. Prendere il 50% dei voti quando vota il 50% degli elettori significa avere il consenso del 25% dei cittadini. Risultato legittimo, ma assai poco solido e che il prossimo demagogo ribalterà. Non si può continuare all’infinito a raccontare la povertà in ricchezza. Il nostro è un mondo ricco, con un welfare generoso, destinato alla bancarotta per denatalità. O si mettono in campo idee diverse sullo Stato sociale o si ha il coraggio di spiegare non ai ricchi (facile) ma ai poveri che servono più immigrati (quindi più legge e ordine) oppure si parla a vuoto. Con la denatalità e la globalizzazione la leva per il successo è l’istruzione qualificata, che la sinistra dovrebbe reclamare quale strumento di giustizia sociale. Sono lì a piagnucolare su presunti precari e troppo dura meritocrazia. Ma dove la vedono? Reclamare “i diritti” non significa un accidenti. I bambini nati e altrove registrati non possono che essere registrati anche da noi, allo stesso modo. Sfidare la destra sul terreno del rispetto delle tutele per i minori è cosa saggia. Accompagnarla con una gnagnera elencante tutte le possibili policromie delle preferenze sessuali serve soltanto a perdere credibilità, mentre dimenticare di ricordare la condanna per quella forma di schiavitù riproduttiva che è la surrogata serve a far escludere il consenso di chi s’informa e ragiona. Più che politicamente corretto è politicamente inetto e segnala una precisa scelta classista: sono dalla parte dei privilegiati che possono occuparsi del quasi niente e poi non votano, mentre i voti “popolari e degli operai” vanno alla destra. Alle europee la destra potrebbe essere determinante in Ue. A quel punto che fanno a sinistra? Prendono i manifesti leghisti e li copiano o ragionano sull’errore d’avere perso l’aggancio occidentale nel momento decisivo della sfida della dittatura russa alle liberal-democrazie? Per ingannare si deve essere lesti. Per ingannarsi è bastevole essersi spersi."><strong><em>La Ragione</em></strong></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/linganno/">L&#8217;inganno</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il PD perde perché s&#8217;è perso</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/il-pd-perde-perche-se-perso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2020 13:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[davide giacalone]]></category>
		<category><![CDATA[partito democratico]]></category>
		<category><![CDATA[pd]]></category>
		<category><![CDATA[referendum 2020]]></category>
		<category><![CDATA[referendum 2020 articolo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.fondazioneluigieinaudi.it/?p=41721</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’idea di subordinare una riforma costituzionale (taglio del numero dei parlamentari) a una legge ordinaria (elettorale) è in sé illogica. L’idea di ottenere la seconda entro la data del referendum confermativo era puerile e perdente, come dimostratosi. Supporre di rimediare con una legge d’iniziativa popolare, la cui raccolta di firme è lanciata da chi dispone [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/il-pd-perde-perche-se-perso/">Il PD perde perché s&#8217;è perso</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">L’idea di subordinare una riforma costituzionale (taglio del numero dei</span><br />
<span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">parlamentari) a una legge ordinaria (elettorale) è in sé illogica. L’idea di ottenere la</span><br />
<span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">seconda entro la data del referendum confermativo era puerile e perdente, come</span><br />
<span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">dimostratosi. Supporre di rimediare con una legge d’iniziativa popolare, la cui raccolta di</span><br />
<span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">firme è lanciata da chi dispone di parlamentari, sicché, volendo, potrebbe presentarla</span><br />
<span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">anche domani, meglio ieri, è talmente ridicola da condurre alla domanda: perché il Partito</span><br />
<span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">democratico s’è messo nella condizione d’essere perdente quale che sarà il risultato</span><br />
<span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">referendario? Risposta: perché ha perso la bussola ed è incapace d’iniziativa politica.</span><br />
<span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Perde perché s’è perso.</span></p>
<p><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">La responsabilità, in questa legislatura, di governi che ruotano attorno alla forza</span><br />
<span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">meno governativa esistente, ovvero il Movimento 5 stelle, non è certo del Pd. È degli</span><br />
<span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">elettori, che pensando di punire le forze politiche esistenti hanno punito sé stessi e l’Italia.</span><br />
<span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Avere fatto cadere il primo governo della legislatura, contrassegnato da un folle</span><br />
<span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">antieuropeismo, è un “merito” della Lega, convinta di potere fare banco. Avere reso</span><br />
<span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">possibile un governo di segno diverso è un merito del Pd. Un merito che ha un prezzo, ma</span><br />
<span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">anche le sue conseguenze positive, a cominciare dal fatto che l’Italia si ritrova a essere il</span><br />
<span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Paese più finanziato dall’Ue. Si può discutere se sarebbe stato meglio andare a votare,</span><br />
<span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">assistere al trionfo leghista e da lì ricostruire. Difficile credere, però, che, senza questo</span><br />
<span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">tempo intermedio, sarebbe stata possibile la mutazione di Forza Italia. In ogni caso: le</span><br />
<span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">cose sono andate così. Da quel momento, però, il Pd s’è congedato dalla politica.</span><br />
<span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Una volta raccolte le firme per il referendum (raccolta promossa dalla Fondazione</span><br />
<span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Einaudi) ci si doveva preparare. La legge elettorale era la linea difensiva? Debole, ma</span><br />
<span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">almeno esistente. Che aspettavano a volere l’immediata apertura dell’iter parlamentare?</span><br />
<span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Sono rimasti inermi, nel vuoto.</span></p>
<p><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Il guaio (serio) del Pd è che la gran parte di quanti lo compongono gioca una</span><br />
<span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">partita interna al Pd. Sul serio credono che sia una via d’uscita far fuori Zingaretti dalla</span><br />
<span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">segreteria? Tanto miserrima divenne la (non) visione delle cose? Ieri, con quella direzione,</span><br />
<span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">il Pd ha sancito la propria dissoluzione politica. Il resto è mera tattica. Se il Sì trionferà</span><br />
<span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">sarà il trionfo dei 5 stelle; se vincerà di misura sarà la vittoria dei 5 stelle e la sconfitta del</span><br />
<span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Pd (con assieme Lega e Fratelli d’Italia); se vincerà il No sarà la sconfitta di tutti costoro.</span><br />
<span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Non c’è una sola ipotesi in cui il Pd risulti vincente.</span><br />
<span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Anche per questo il 20 settembre è un’occasione irripetibile, per chiudere una</span><br />
<span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">lunga e asfissiante stagione di demagogia senza idee. Per non fare favoritismi: che siano</span><br />
<span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">tutti sconfitti. La mattina dopo ci si accorgerà che, a destra come a sinistra, c’è bisogno</span><br />
<span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">non di qualche altro furbacchione fesso che dice il contrario di quel che pensa, ma di</span><br />
<span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">qualcuno che pensi e sia in grado di dirlo.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Pubblicato da <a href="https://formiche.net/2020/09/pd-zingaretti-referendum/">Formiche</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/il-pd-perde-perche-se-perso/">Il PD perde perché s&#8217;è perso</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
