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	<title>navalny Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>navalny Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>#laFLEalMassimo &#8211; Episodio 117: Barbero, la Russia e le lezioni cattive</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Mar 2024 11:30:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#laFLEalMassimo]]></category>
		<category><![CDATA[Attività 2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questa rubrica in apertura ricorda come sempre le innumerevoli vittime dalla vergognosa invasione perpetrata dalla Russia, i civili innocenti e i militari caduti difendendo eroicamente la libertà del popolo ucraino, ma anche gli eroi silenziosi come Alexei Navalny che, come il nostro Giacomo Matteotti si è opposto dall’interno al regime e ha pagato con la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa rubrica in apertura ricorda come sempre le innumerevoli vittime dalla vergognosa invasione perpetrata dalla Russia, i civili innocenti e i militari caduti difendendo eroicamente la libertà del popolo ucraino, ma anche gli eroi silenziosi come Alexei Navalny che, come il nostro Giacomo Matteotti si è opposto dall’interno al regime e ha pagato con la vita.</p>
<p>Oggi parlo di un video del professor Barbero che andrebbe proiettato nelle scuole. Non per la valenza didattica o per le lezioni di storia, su come è possibile abusare di notorietà e autorevolezza acquisita nel tempo per veicolare messaggi fuorvianti e politicamente orientati a sostegno di un invasore genocida.</p>
<p>Barbero parla di storia ed è uno storico famoso. Barbero dice cose vere, nel dettaglio dice che l’Italia e altri paesi hanno invaso la Russia nel corso di alcuni secoli e che la Russia non ha invaso questi paesi. In questo modo però induce l’ascoltatore a cadere in due fallacie logiche volte che possono essere strumentalizzate per sostenere le azioni di Putin</p>
<p>La prima fallacia è che la Russia sia un paese che si difende e non attacca mai. Ma si tratta di una conclusione derivante da una scelta opportunistica dei fatti riportati: l’amio Andrea Boda su Twitter ha evidenziato che “L’imperialismo russo, nel periodo dei Romanov (a cui l&#8217;aggressore seriale Putin esplicitamente s&#8217;ispira) ha avuto un&#8217;espansione territoriale di 142 km^2 al giorno, 50mila km^2 all&#8217;anno per oltre 300 anni di dinastia (1613-1917).</p>
<p>Quindi è sbagliato sostenere che la Russia si difenda soltanto, anche se prese singolarmente le affermazioni dello storico sono vere. La seconda fallacia è quella di lasciare intendere che le nazioni possano essere personalizzate, che siano come individui di cui si può osservare e giudicare la condotta per secoli. L’Italia fascista di ieri governata da qualcuno che appoggiava le leggi raziali e le campagne militari non ha nulla a che vedere con la repubblica democratica di oggi.</p>
<p>Così come l’invasione realizzata da Putin non può in nessun caso essere considerata come azione difensiva rispetto a fantomatiche espansioni della NATO.<br />
Allora insegniamo nelle scuole che anche dei personaggi autorevoli bisogna dubitare quando piegano la logica e selezionano i fatti per sostenere ideologie politiche presenti.</p>
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		<title>#laFLEalMassimo – Episodio 116: Roberto Redsox e altri eroi silenziosi</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/laflealmassimo-episodio-116-roberto-redsox-e-altri-eroi-silenziosi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Parrinello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Mar 2024 11:30:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#laFLEalMassimo]]></category>
		<category><![CDATA[Attività 2024]]></category>
		<category><![CDATA[navalny]]></category>
		<category><![CDATA[roberto redsox]]></category>
		<category><![CDATA[taxi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La scorsa settimana, in questa rubrica che parla di libertà ho tracciato un parallelo tra due Eroi silenziosi Alexei Navalny e Giacomo Matteotti, auspicando che Putin possa fare la fine di Mussolini e sperando che non ci voglia una guerra mondiale per ottenere questo risultato. In un periodo caratterizzato dal rumore mediatico e dalle distorsioni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/laflealmassimo-episodio-116-roberto-redsox-e-altri-eroi-silenziosi/">#laFLEalMassimo – Episodio 116: Roberto Redsox e altri eroi silenziosi</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="" src="https://www.youtube.com/embed/F4VbG5DjImw" width="703" height="395" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>La scorsa settimana, in questa rubrica che parla di libertà ho tracciato un parallelo tra due<br />
Eroi silenziosi Alexei Navalny e Giacomo Matteotti, auspicando che Putin possa fare la fine di Mussolini e sperando che non ci voglia una guerra mondiale per ottenere questo risultato.<br />
In un periodo caratterizzato dal rumore mediatico e dalle distorsioni generate dalla<br />
propaganda di regime è importante prendere una posizione chiara e senza ambiguità,<br />
questa rubrica si schiera dalla parte dalla parte del popolo ucraino e di tutti coloro che in<br />
Russia, si oppongo a un regime che minaccia la pace e la libertà di tutte le società aperte.<br />
Si licet magnis componere parva in questo episodio vorrei parlare di un altro eroe silenzioso,<br />
il tassista Roberto Redsox, che viene perseguitato perché ha l’ardire di affermare la verità e<br />
rispettare la legge, in circostanze surreali, che sembrano tratte da un libro di Kafka e sono<br />
indegne di una paese civile.</p>
<p>A qualcuno può sembrare esagerato parlare di eroe silenzioso e di coraggio a fronte della<br />
pubblicazione di qualche post si social, ma siamo ancora una volta al dito che indica la luna:<br />
Roberto si oppone a una prassi diffusa e incredibilmente tollerata e incoraggiata dalle<br />
istituzioni, nel farlo si mette contro un’intera categoria e uno strato di popolazione ottuso,<br />
conservatore e illiberale.</p>
<p>Ognuno di noi ha la possibilità nel quotidiano di dare un contributo proporzionato alle<br />
circostanze in cui si trova, ma la maggioranza di noi preferisce voltarsi altrove, far finta di<br />
niente, per pigrizia, indolenza, irresponsabilità. Mahatma Gandi ci invitava ad essere il<br />
cambiamento che vogliamo nel mondo e Rooberto a suo modo lo sta facendo<br />
La FLE al massimo si schiera senza ombra di dubbio dalla parte di tutte le battaglie di libertà<br />
da quelle grandi come la resistenza eroica del popolo Ucraino e dei martiri come Navalny a<br />
alle quelle piccole, ma non meno rilevanti degli eroi come Roberto Red Sox.</p>
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		<item>
		<title>#laFLEalMassimo – Episodio 115: Navalny Matteotti e i Martiri della Libertà</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/laflealmassimo-episodio-115-navalny-matteotti-e-i-martiri-della-liberta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimo Famularo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Feb 2024 11:30:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#laFLEalMassimo]]></category>
		<category><![CDATA[Attività 2024]]></category>
		<category><![CDATA[matteotti]]></category>
		<category><![CDATA[navalny]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La morte di Alexei Navalny, durante la detenzione basata su accuse risibili ci obbliga a prendere coscienza di quale sia il prezzo che si può pagare per la libertà e di quanto siamo al tempo stesso fortunati ad averla ottenuta gratuitamente dalla nascita e sciagurati nel metterla a rischio sottovalutando la pericolosità del dittatore Putin. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La morte di Alexei Navalny, durante la detenzione basata su accuse risibili ci obbliga a<br />
prendere coscienza di quale sia il prezzo che si può pagare per la libertà e di quanto siamo al<br />
tempo stesso fortunati ad averla ottenuta gratuitamente dalla nascita e sciagurati nel<br />
metterla a rischio sottovalutando la pericolosità del dittatore Putin.<br />
La storia dei libri e dei film a grande budget nel cinema si concentra su eroi valorosi e<br />
condottieri vincenti da Napoleone a Giulio cesare, persone che con le loro gesta hanno<br />
colpito inciso così nella la cultura popolare da inserire il proprio nome nel lessico comune e<br />
da incantare ancora dopo secoli o millenni l’immaginario collettivo.<br />
Eppure, l’umanità ha conosciuto anche eroi silenziosi, che non hanno mai ucciso, invaso o<br />
conquistato nessuno, ma che anzi si sono opposti ai conquistatori e ai violenti, agendo<br />
spesso inascoltati e incompresi e finendo per pagare con la vita l’incrollabile volontà di<br />
affermare la propria libertà.<br />
Personaggi come Giacomo Matteotti e Alexey Navalny, che hanno alzato la testa contro<br />
dittatori come Mussolini e Putin, mentre il resto della popolazione preferisce guardare<br />
altrove, o sottomettersi apertamente all’arbitrio dei potenti.<br />
Quanto coraggio ci vuole a rischiare di continuo la vita fino a perderla pur di sostenere le<br />
proprie idee? Io penso che sia un coraggio enorme, più grande di quello dei generali che<br />
mandano i soldati semplici a morire o dei conquistatori che storia e letteratura amano<br />
celebrare.<br />
Alexei Navalny ha resistito a minacce intimidazioni, a tentativi di corruzione, è stato<br />
avvelenato ed ha rischiato di morire eppure ha deciso volontariamente di rientrare nel<br />
paese che non è certo meritasse la sua battagli di libertà. E’ andato avanti finchè il suo corpo<br />
mortale non a ceduto agli oltraggi degli aguzzini che lo tenevano prigioniero, ma il suo<br />
esempio immortale resterà di ispirazione per le generazioni future.</p>
<p>Mi piace immaginare una nuova Russia libera, che in un futuro non troppo lontano possa<br />
dedicare piazze e viali ad Alexei Navalny, come ha fatto l’Italia con Giacomo Matteotti e<br />
voglio credere che il percorso tra l’assassinio e la caduta del dittatore possa essere più breve<br />
per il popolo russo.</p>
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		<item>
		<title>Assange non ha nulla in comune con Navalny né col giornalismo</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/assange-non-ha-nulla-in-comune-con-navalny-ne-col-giornalismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Cangini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Feb 2024 17:30:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[assange]]></category>
		<category><![CDATA[navalny]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Spiace non poter solidarizzare con un uomo solo costretto metaforicamente in catene, ma i paragoni, parlando di Julian Assange, non reggono. Non regge, per cominciare, il paragone con Alexei Navalny. Navalny si è spontaneamente consegnato alla finta giustizia di uno Stato autocratico (la Russia) per tutelare la libertà altrui, mentre Assange si sottrae alla giustizia [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Spiace non poter solidarizzare con un uomo solo costretto metaforicamente in catene, ma i paragoni, parlando di Julian Assange, non reggono. Non regge, per cominciare, il paragone con Alexei Navalny. Navalny si è spontaneamente consegnato alla finta giustizia di uno Stato autocratico (la Russia) per tutelare la libertà altrui, mentre Assange si sottrae alla giustizia di uno Stato democratico (gli Stati Uniti) per tutelare la propria, personale libertà. E non regge il paragone fatto da molti, soprattutto nel mondo grillino, con i tanti giornalisti che rischiano la prigione per aver legittimamente esercitato la libertà di stampa. Il paragone non regge per il semplice fatto che Julian Assange non è un giornalista, ma un attivista politico e non utilizza gli strumenti del mestiere di giornalista, ma quelli dell’agente di un servizio di intelligence ostile.</p>
<p>Assange non ha diffuso informazioni ricevute da una fonte compiacente, le ha sottratte illegalmente. L’accusa, infatti, è di hackeraggio. Cioè di aver aiutato l’ex militare americano Chelsea Manning a decrittare le password del Pentagono e di altre agenzie statunitensi per mettere le mani su informazioni classificate: 250mila documenti segreti la quasi totalità dei quali non svelava alcun misfatto né alcuna illegalità. È stata una colossale opera di disvelamento di fonti riservate della Cia e di dispacci diplomatici segreti che è servita (quasi) solo a mettere a repentaglio operazioni in corso e relazioni diplomatiche, oltre che la vita di un numero ragguardevole di agenti americani e, soprattutto, di loro collaboratori afghani e iracheni. Un’operazione che ha il sapore dell’offensiva spionistica. Un gusto certificato dalla successiva collaborazione tra WikiLeaks e l’hacker russo Guccifer2.0, al soldo dei servizi segreti militari del presidente Vladimir Putin. Un’operazione che, giova ricordarlo oggi, fu realizzata ai tempi della campagna per le presidenziali americane, quando a competere erano Donald Trump e Hillary Clinton. Un’operazione evidentemente volta a screditare l’antagonista del magnate americano, notoriamente sintonico con gli interessi della Russia putiniana.</p>
<p>Spiace non poter solidarizzare con un uomo solo costretto metaforicamente in catene, ma i paragoni non reggono. Julian Assange non è un martire e non è un giornalista: è un attivista politico e molto lascia credere che la sua attività sia stata se non concordata di certo incoraggiata dagli apparati russi al solo scopo di mettere in difficoltà il paese capofila del fronte liberal-democratico occidentale a cui Vladimir Putin ha dichiarato guerra: gli Stati Uniti d’America.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.huffingtonpost.it/esteri/2024/02/21/news/assange_non_centra_niente_con_navalny_ecco_perche-15190214/"><em><strong>Huffington Post</strong></em></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/assange-non-ha-nulla-in-comune-con-navalny-ne-col-giornalismo/">Assange non ha nulla in comune con Navalny né col giornalismo</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L’ipocrisia di chi manifesta per Navalny e poi consegna gli ucraini a Putin</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/lipocrisia-di-chi-manifesta-per-navalny-e-poi-consegna-gli-ucraini-a-putin/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Cangini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2024 17:30:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[navalny]]></category>
		<category><![CDATA[putiniani]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È sempre cosa buona e giusta quando tutte le forze politiche convergono senza distinzione tra maggioranza e opposizione su un punto dirimente di politica estera. È cosa buona e giusta, purché sia chiaro che di politica estera si tratta. Ma non sempre è così. Ad esempio. L’odierna manifestazione promossa dal leader di Azione Carlo Calenda in memoria [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È sempre cosa buona e giusta quando tutte le forze politiche convergono senza distinzione tra maggioranza e opposizione su un punto dirimente di politica estera. È cosa buona e giusta, purché sia chiaro che di politica estera si tratta. Ma non sempre è così.</p>
<p>Ad esempio. L’odierna manifestazione promossa dal leader di Azione Carlo Calenda in memoria del dissidente russo Alexei Navalny ha un sottinteso politico evidente (Putin è un autocrate che ammazza senza pietà chi si oppone al suo regime) e, avvenendo nel pieno di un conflitto che lambisce l’Europa, un’altrettanto evidente implicazione strategica (la guerra di aggressione della Federazione Russa all’Ucraina va fermata). Concetto, quest’ultimo, ben chiarito da Marina Litvinenko, vedova dell’ex agente del Kgb assassinato a Londra nel 2006 dai killer del Cremlino con qualche goccia di polonio radioattivo in una tazza di te. “La reazione migliore dell’Occidente alla morte di Navalny è il sostegno all’Ucraina, perché quella è anche una guerra per una nuova Russia: se Putin perde, a Mosca le cose possono cambiare”, ha detto la Litvinenko. Concetto chiaro a tutti i leader dei partiti che oggi parteciperanno alla manifestazione indetta da Carlo Calenda. A tutti tranne a due.</p>
<p>Giorni fa hanno chiesto a Matteo Salvini se la Lega parteciperà alla manifestazione. “Assolutamente sì – ha risposto il segretario – spero che il 2024 sia l’anno della chiusura delle troppe guerre in corso, tra Russia e Ucraina, tre Israele e Palestina. La guerra è sempre morte, sofferenza, sconfitta e quindi conto che l’Italia sia protagonista di pace”. Ora, delle due l’una: o Salvini non ha compreso il senso della manifestazione odierna, oppure finge di non averlo compreso. In entrambi i casi c’è un problema, e a lume di naso si tratta di un problema di coerenza.</p>
<p>Discorso simile per Giuseppe Conte. Che senso ha mandare, come annunciato oggi a Repubblica dal leader del Movimento 5 Stelle, una delegazione di partito alla manifestazione sull’omicidio di Navalny, e al tempo stesso spianare la strada dell’espansionismo militare russo negando gli armamenti necessari al popolo ucraino per difendersi? Nessun senso, evidentemente. Si tratta di una mossa furbesca volta ad allinearsi allo sconcerto dell’opinione pubblica per la morte del dissidente, senza per questo assumere impegni politici conseguenti. In una parola: un’ipocrisia.</p>
<p>È sempre cosa buona e giusta quando tutte le forze politiche convergono senza distinzione tra maggioranza e opposizione su un punto dirimente di politica estera. È cosa buona e giusta, purché sia chiaro che di politica estera si tratta. Una chiarezza che manca ad almeno due leader politici tra i tanti che oggi parteciperanno alla fiaccolata di protesta contro la satrapia putiniana.</p>
<p><a href="https://formiche.net/2024/02/navalny-fiaccolata-italia-salvini-conte/"><em><strong>Formiche.net</strong></em></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/lipocrisia-di-chi-manifesta-per-navalny-e-poi-consegna-gli-ucraini-a-putin/">L’ipocrisia di chi manifesta per Navalny e poi consegna gli ucraini a Putin</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Un uomo in marcia a testa alta verso la morte</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/un-uomo-in-marcia-a-testa-alta-verso-la-morte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Cangini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2024 17:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[navalny]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo perso la memoria, e di conseguenza smarrito il senso, di scelte come questa. Scelte che, infatti, ci affascinano e ci sconvolgono in modo particolare. Con tutta evidenza, Aleksej Navalny sapeva che sarebbe stato ucciso. E tuttavia non si è sottratto, ma ha scelto di consegnarsi al proprio destino per testimoniare con la vita un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/un-uomo-in-marcia-a-testa-alta-verso-la-morte/">Un uomo in marcia a testa alta verso la morte</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo perso la memoria, e di conseguenza smarrito il senso, di scelte come questa. Scelte che, infatti, ci affascinano e ci sconvolgono in modo particolare. Con tutta evidenza, Aleksej Navalny sapeva che sarebbe stato ucciso. E tuttavia non si è sottratto, ma ha scelto di consegnarsi al proprio destino per testimoniare con la vita un principio generale e rendere onore ad una particolare idea di sé. Del proprio stile, della propria incrollabile identità. Sacrificio, destino, principi, coerenza, identità: parole oggi dimenticate, a volte ridicolizzate e tuttavia essenziali alla dignità umana. Parole possenti, di cui ciascuno di noi riconosce istintivamente il valore e patisce naturalmente l’assenza, per poi rimanere folgorato al loro inaspettato manifestarsi.</p>
<p>È stato per questo che, in un’epoca in cui la fedeltà ideale è considerata il vezzo degli imbecilli e l’immolazione di sé il costume dei perdenti, la vicenda gloriosa e tragica di Aleksej Navalny ci ha colpiti nel profondo più dei precedenti, pur numerosi, casi di dissidenti o di giornalisti russi assassinati dai sicari di Putin. Evidentemente, il caso Navalny è diverso. E non è diverso solo perché di lui conosciamo più di altri il volto e la storia, ed entrambi ci piacciono. La vicenda di Aleksej Navalny è più choccante e potente delle altre perché choccante e potente più di ogni altra è l’immagine dell’uomo che sceglie, sceglie di non piegarsi e accetta implicitamente il proprio martirio. È la figura, classica, dell’eroe. Perché è vero che, come canta Guccini, “gli eroi sono tutti giovani e belli” e di conseguenza affascinanti, ma ancor più vero e che, come osservava Plutarco, “eroi sono solo quelli morti”. Ed è proprio il rapporto esibito con la propria morte che della vicenda di Aleksej Navalny più ci seduce. Ha scritto il poeta Emil Cioran che “di tutti gli uomini, l’eroe è colui che pensa meno alla morte. Eppure, nessuno vi aspira, sia pure inconsciamente, quanto lui. Questo paradosso definisce la sua condizione: volontà di morire senza il sentimento della morte”.</p>
<p>Nell’agosto 2020 Navalny è stato avvelenato, nel gennaio 2021 si è spontaneamente consegnato al suo avvelenatore. Un uomo in marcia a testa alta verso morte come Gesù Cristo e come Gesù Cristo consegnato di conseguenza all’immortalità.</p>
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<p><a href="https://www.huffingtonpost.it/esteri/2024/02/18/news/la_morte_gli__testimone_navalny_ovvero_quando_unidea_vale_piu_della_vita-15166505/"><em><strong>Huffington Post</strong></em></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/un-uomo-in-marcia-a-testa-alta-verso-la-morte/">Un uomo in marcia a testa alta verso la morte</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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