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	<title>movimenti ecologisti Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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		<title>Movimenti e politica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2023 11:08:57 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/62093/">Movimenti e politica</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Verdi, in Germania, sono al governo. Le elezioni sono andate bene e si trovano in coalizione con i liberali, nel governo guidato dal socialdemocratico Scholz. Nella stessa Germania i movimenti ecologisti protestano vivacemente e per la resistenza passiva, davanti a una miniera di carbone, la polizia ha fermato diversi attivisti, compresa Greta Thunberg, che era arrivata ad aiutarli, forte della visibilità che molti media e molti governanti le hanno tributato. La scena presenta, insomma, una protesta contro le decisioni del governo, che si traduce in: ecologisti contro Verdi. La cosa è meno strana e più interessante di quanto possa apparire.</p>
<p>Un movimento ecologista ha tutto il diritto non solo di manifestare, ma anche di occuparsi di un solo tema. Il che vale per qualsiasi altro movimento o protesta che si concentrino su un solo punto. Chi si batte per l’ambiente non è tenuto ad avere una tesi sull’umanità dei regimi carcerari e viceversa. Danno voce a una sola esigenza e non ha alcun senso chiedere loro coerenti visioni del mondo. Nella dialettica democratica si può ben essere interni al quadro istituzionale e avversi ai governanti, mentre questo esercizio è impossibile senza democrazia e Stato di diritto. Evviva la democrazia.</p>
<p>I Verdi tedeschi, del resto, come l’intero governo e l’intero mondo politico, hanno dato il via libera all’estrazione e uso del carbone non certo perché avessero cambiato idea o per promuovere un revival, ma perché non avevano altra scelta. Difatti è stato detto in maniera esplicita: lo facciamo oggi, ma smetteremo di farlo al più presto, confermando gli impegni per la decarbonizzazione. Impegni presi anche con quei movimenti ecologisti, il che riguarda anche l’Italia e l’intera Unione europea. La decisione di riutilizzare il carbone sarebbe incomprensibile, incoerente e pazzesca se non fosse che a febbraio la Russia ha invaso l’Ucraina, per cui l’Ue, con le altre democrazie occidentali, ha importo pesanti sanzioni alla Russia.</p>
<p>In Germania il secondo gasdotto è stato abbandonato e ci si appresta a non comprare più il gas russo. Ma la società e la produzione tedesca (come la nostra e tutte) hanno comunque bisogno di energia, sicché si corre verso altre fonti e si tappa un buco temporaneo anche con il carbone. La scelta compiuta è dolorosa, ma saggia. La protesta ecologista è legittima. Il problema sta tutto in un punto dove si trova la responsabilità di garantire la compatibilità. Un movimento può sottrarsi a quel dovere, sebbene correndo il rischio di restare meramente declamatorio, ma la politica non può e non deve.</p>
<p>Il che vale per chi governa, ma dovrebbe valere anche per chi si oppone. Ed è qui che cascano molti asini politici. La politica seria elabora delle idee e cerca di aggregare il consenso su quelle. La politica non seria insegue il consenso adottando le idee che lo favoriscono. A forza di<br />
praticare questo scostumato costume la politica ha preso la forma delle trasmissioni televisive: ora ci si occupa della violenza, sicché si reclamano controlli e repressione; poi c’è la pubblicità; quindi si volta pagina e ci si occupa della legittima difesa, sicché si chiede che chiunque possa avere un’arma e usarla; e se qualcuno obietta che le due cose non stanno assieme il conduttore lo mette a tacere: andiamo avanti, questo era l’argomento di prima.</p>
<p>A tale perversione se ne aggiunge un’altra: chi governa, volente o nolente, deve fare i conti con i fatti, ma chi sta all’opposizione si prende il lusso di ignorarli, sparandole grosse, purché siano “contro”. Risultato: quando vanno al governo gli tocca rimangiarsi tutto, magari negandolo nel mentre deglutiscono. I movimenti possono avere un solo tema e ignorare la compatibilità. La politica mai, altrimenti smette d’essere politica e diventa competizione fra vuoti vanesi sproloquianti. I Verdi tedeschi ci picchiano la testa, ma dovrebbe farlo chiunque abbia un briciolo di senso di responsabilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://laragione.eu/?fbclid=IwAR0VN_8dhzCb77AlNv4qJmpZh6Y3KEfxHGZu7O3Len0UnKjWUrgYon7Mwq8"><strong><em>La Ragione</em></strong></a></p>
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