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	<title>mediaset scalata Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>mediaset scalata Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>Siamo liberali, ma non fessi</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/siamo-liberali-ma-non-fessi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Forte]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Dec 2016 22:43:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[francesco forte]]></category>
		<category><![CDATA[mediaset scalata]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[:it]Spetta ai giudici stabilire se ci sono violazioni di leggi scritte; alla pubblica opinione già imbevuta di anti europeismo anche per causa di chi ci governa (vedi immigrazione senza regole) giudicare che cosa significhi questa specie di mercato[:]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/siamo-liberali-ma-non-fessi/">Siamo liberali, ma non fessi</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le operazioni del <strong>finanziere francese Bolloré</strong> con la sua scalata al 20% di Mediaset, mediante operazioni contrarie ai principi del libero mercato, ripropongono il quesito della convenienza della permanenza dell&#8217;Italia nell&#8217;Unione monetaria europea.</p>
<p>Ossia quello di una Italexit, dopo la Brexit, per ragioni diverse, ma analoghe. Il Regno Unito era scontento delle regolamentazioni europee, che urtano i suoi principi e le sue libertà tradizionali.</p>
<p><strong>Per l&#8217;Italia si pone una duplice questione di lesione dei diritti di proprietà e del risparmio sanciti dal codice civile e dalla Costituzione</strong>. Ciò mediante le regole europee sul bail in per il settore bancario e sui connessi interventi precauzionali per scongiurare le crisi bancarie e mediante l&#8217;applicazione del Trattato di Maastricht e successivi sulle grandi imprese pubbliche e private, che hanno portato alla quasi completa sparizione di grandi imprese private italiane, specie nei settori di tecnologia avanzata e nella finanza.</p>
<p><strong>Le privatizzazioni non rivolte al pubblico come quelle della signora Thatcher</strong>, ma rivolte a singoli pretendenti hanno portato alla distruzione di grandi imprese italiane di tecnologia telematica come Italtel e la incorporazione di grandi imprese farmaceutiche e di bio-tecnologia italiane in multinazionali che le hanno spolpate; la Banca nazionale del lavoro, privatizzata fuori mercato è stata assorbita da Bpn Paribas con un&#8217;operazione nel gennaio 2006 mentre la Banca d&#8217;Italia preposta alla vigilanza bancaria era senza governatore; l&#8217;acquisizione di Parmalat da parte di Lactalis avvenne con operazione di borsa corsare.</p>
<p><strong>In Francia queste operazioni potevano essere bloccate</strong> perché gli investimenti esteri che superano il 33% del capitale azionario sono soggetti ad autorizzazione e quelli in «settori sensibili» possono essere bloccati; per «settori sensibili» si intendono in Francia anche attività che sono soggette solo parzialmente all&#8217;esercizio della pubblica autorità.</p>
<p>Si tratta di norme che violano i principi del mercato di concorrenza, che nessun altro paese di economia di mercato adotta. <strong>Negli Usa e nel Regno unito gli investimenti esteri che superano un&#8217;elevata quota del capitale azionario sono soggetti a controllo, ma il divieto riguarda solo i problemi di sicurezza nazionale</strong>. Invece l&#8217;Unione europea accetta la normativa francese, che crea una situazione di disparità con i paesi che non hanno clausole di controllo di interesse nazionale o le hanno solo per la sicurezza nazionale.</p>
<p><strong>Ormai in Italia, paese liberista asimmetrico</strong>, da quando siamo entrati nella moneta unica, per una ragione o per l&#8217;altra, la distruzione non creativa di imprese private nazionali importanti prosegue a ritmo accelerato e il quesito se la moneta unica sia il paradiso o la parodia dell&#8217;economia di mercato di concorrenza si pone. La sequenza di operazioni di Bolloré-Vivendi configurano l&#8217;attuazione di un cartello europeo di integrazione verticale nel mercato delle telecomunicazioni con rete fissa e aerea, della telefonia mobile avanzata, dei servizi internet, tv e media.</p>
<p><strong>La proprietà dell&#8217;etere è dello Stato e le concessioni per i servizi delle reti via cavo o etere competono allo Stato,</strong> perché si tratta di monopoli naturali. Un cartello europeo come quello descritto, è vietato dalla normativa europea sulla concorrenza e vi sono chiare sentenze della Corte di giustizia europea sul divieto di integrazioni verticali, che creano abuso di posizione dominante.</p>
<p>Per di più, <strong>la violazione delle regole del mercato libero, c&#8217;è sin dalla prima battuta</strong>: l&#8217;accordo Vivendi-Mediaset per l&#8217;acquisto di una quota di Premium, violato da Vincent Bolloré dopo poco essere stato sottoscritto, facendo cadere Mediaset in borsa, così da facilitare l&#8217;acquisto diretto o indiretto di sue azioni, che ha permesso di acquisire &#8211; o meglio fare emergere &#8211; in pochi giorni un acquisto del 20% delle azioni dell&#8217;impresa danneggiata.</p>
<p>Spetta ai giudici stabilire se ci sono violazioni di leggi scritte; alla pubblica opinione già imbevuta di anti europeismo anche per causa di chi ci governa (vedi immigrazione senza regole) giudicare che cosa significhi questa specie di mercato.</p>
<p><strong>Francesco Forte</strong>, <em>Il Giornale</em> 16 dicembre 2016</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/siamo-liberali-ma-non-fessi/">Siamo liberali, ma non fessi</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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		<title>Scalata Mediaset, non siamo terra di conquista</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/scalata-mediaset-non-siamo-terra-di-conquista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Dec 2016 16:46:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[davide giacalone]]></category>
		<category><![CDATA[mediaset scalata]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[:it]La scalata a Mediaset è un attacco dei francesi al sistema Italia. Ma è colpa dello Stato se le nostre imprese diventano prede[:]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/scalata-mediaset-non-siamo-terra-di-conquista/">Scalata Mediaset, non siamo terra di conquista</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il nazionalismo economico è un&#8217;illusione, ma il provincialismo finanziario è un crimine</strong>. Ce l&#8217;abbiamo messa tutta per impedire la crescita di grandi gruppi italiani. Mentre altri favorivano l&#8217;espansione continentale dei loro campioni noi spezzavamo le gambe ai nostri.</p>
<p><strong>Ce l&#8217;abbiamo messa tutta nel difendere una mastodontica televisione di Stato</strong>, riducendo l&#8217;area del mercato in competizione, come nel fare della nostra multinazionale telefonica un operatore dialettale, oberato dai debiti contratti da chi l&#8217;ha prima scalata e poi depredata.</p>
<p>Abbiamo passato anni a dire vuotaggini sulla convergenza fra operatori della televisione e delle telecomunicazioni, intanto evitando accuratamente che potessero farsi accordi capaci di generare la forza per partire dall&#8217;Italia e conquistare l&#8217;Europa. Bastava non essere nani per essere visti come giganti da fermare. Bastava essere grossi per essere considerati prede da spolpare. <strong>La convergenza la sta facendo un finanziere francese, comprando Telecom e Mediaset</strong>. Se analoga operazione fosse stata fatta in Francia i protagonisti sarebbero stati fermati. Come lo furono.</p>
<blockquote><p>Il nazionalismo economico è un&#8217;illusione, ma il provincialismo finanziario è un crimine</p></blockquote>
<p>Quando una società si quota in Borsa non si limita a farsi finanziare dagli investitori, accetta anche che le proprie azioni saranno comprate e vendute fra alti e bassi. Più la società è contendibile, quindi anche scalabile, più i titoli sono appetiti. Naturalmente se funziona. Queste sono le regole del gioco, che deve essere aperto a tutti. Però ci sono anche le regole per tutelare il mercato e impedire che soggetti forti possano manipolarlo. <strong>Mediaset ha presentato un esposto</strong>, accusando Vivendi, sicché la palla passa alle autorità competenti. Il governo, per bocca del <strong>ministro Carlo Calenda</strong>, ha già fatto sapere che «il modo di procedere (di Vivendi) non è appropriato».</p>
<p><strong>Difendiamo il libero mercato</strong>, che deve essere libero anche da eventi inappropriati. Ma il grosso di questa faccenda viene ben prima e non si esaurisce nel duello borsistico. Da molti anni esiste un mercato unico europeo, ma noi <strong>continuiamo a ragionare come se le dimensioni delle nostre aziende debbano essere rionali</strong>. Così le indeboliamo, impediamo loro di crescere, le teniamo piccole con la pretesa di salvaguardare pluralismo e concorrenza, sicché poi ce le ciucciano via. Da noi anche i grandi sono piccoli, mentre i piccoli sono microscopici. Perderemo tutto, a beneficio dei cresciuti altrove, se non cambieremo andazzo.</p>
<p>Il nostro sistema bancario è in grado di esprimere soggetti capaci di crescere in un orizzonte continentale, ma noi caviamo loro il sangue per trasfonderlo in banche gestite in dialetto e fallite in diritto. <strong>Salviamo i banchieri, anziché la forza del credito</strong>, così coprendo le truffe fatte e promettendo ai truffati i soldi di altri. Il risultato è prevedibile.</p>
<p><strong>Abbiamo un mondo politico popolato da tali disadattati al mercato</strong> che chiamano «investimenti» dall&#8217;estero gli acquisti che gli altri fanno in casa nostra. Per carità, li facciano, ma spesso non sono investimenti produttivi.</p>
<p>Dovremmo eccellere e invece arranchiamo, il che capita perché non s&#8217;è voluto capire cos&#8217;è e cosa comporta la competizione globale. Gli italiani che lo hanno capito vanno alla grande. Gli altri non devono restare ostaggi di prosopopee e piccinerie vernacolari. Nella competizione globale contano anche gli Stati, se governati consapevolmente e con idee chiare su quali sono gli interessi collettivi e indisponibili.</p>
<p><strong>Davide Giacalone</strong>, <em>Il Giornale</em> 15 dicembre 2016</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/scalata-mediaset-non-siamo-terra-di-conquista/">Scalata Mediaset, non siamo terra di conquista</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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