<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>lagarde Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
	<atom:link href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/tag/lagarde/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/tag/lagarde/</link>
	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
	<lastBuildDate>Wed, 18 Mar 2020 13:35:40 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.3</generator>

<image>
	<url>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2019/06/cropped-logo-tondo-cerchio-bianco-32x32.png</url>
	<title>lagarde Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
	<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/tag/lagarde/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Decretando recessione</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/decretando-recessione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2020 13:31:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[#banche]]></category>
		<category><![CDATA[draghi]]></category>
		<category><![CDATA[federal reserve]]></category>
		<category><![CDATA[lagarde]]></category>
		<category><![CDATA[tassi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.fondazioneluigieinaudi.it/?p=36417</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Federal Reserve taglia notevolmente i tassi, allineandosi alla Banca centrale europea, e promette iniezioni di liquidità per reggere l’apertura di Borsa. Che invece scende. Vedremo poi, ma la prima risposta è in linea con le altre Borse, in giro per il Mondo. La ragione c’è: si va verso la recessione. Anche le asimmetrie temporali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/decretando-recessione/">Decretando recessione</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Federal Reserve taglia notevolmente i tassi, allineandosi alla Banca centrale europea, e promette iniezioni di liquidità per reggere l’apertura di Borsa. Che invece scende. Vedremo poi, ma la prima risposta è in linea con le altre Borse, in giro per il Mondo. La ragione c’è: si va verso la recessione. Anche le asimmetrie temporali nei contagi spingono in quella direzione: prima rallenta la produzione da una parte, poi, quando prova a riprendersi, rallenta dall’altra assieme ai consumi di quegli stessi prodotti. A questo ci si deve preparare, il che indica la necessità di spesa pubblica. Ma meglio intendersi.<br />
Non discuto le misure specifiche adottate dal governo italiano. Non è questo il momento. Comunque ragionevoli. Ma vorrei non si dimentichi che in quello stesso decreto è contenuta l’autorizzazione a emettere debito per l’eguale ammontare della spesa prevista: 25 miliardi. È necessario, prima di tutto in quel che serve alla sanità, ma il fatto che lo sia non significa non abbia un costo. Che oggi è basso, perché siamo in area protetta da moneta e banca centrale comuni. Quando s’affaccia una recessione il debito cresce, per contrastarla. Quando passa deve scendere. In Italia non lo abbiamo fatto, così consegnandoci al debito più alto e la crescita più bassa. Una maledizione, che oggi diventa velenosa, con il sismografo dello spread che lo segnala. Vedo che taluno spera di ovviare piagnucolando e facendo la vittima, ma è puerile.<br />
Tassi bassi e liquidità aggiuntiva decisa (3mila miliardi, da sommare ai 150 destinati all’acquisto di titoli) servono. Ma non bastano. C’è l’emergenza che giustifica la spesa e la crescita del debito, però ci sarà il dopo e una ripresa da attivare con investimenti pubblici. Sarebbe la stagione ideale, anche presso le opinioni pubbliche, per far nascere un debito europeo per investimenti europei. Non dimentichiamo che la nostra condotta del  passato è un ostacolo esattamente al pari delle chiusure (giustamente) rimproverate ad altri, Germania in testa.<br />
Da qui si riparte, senza insipidi appelli al volemose bene. Semmai: famose del bene. Il tempo della clausura sia quello della riscrittura delle nostre regole interne, finiamola con le scuse (il ministro della funzione pubblica che attribuisce la non digitalizzazione dei servizi pubblici alla mancanza di larga banda non sa di che parla: il commercio on line fiorisce ovunque, i certificati no).<br />
Rispetto all’era Draghi c’è stato un ribaltamento: la perizia tecnica e la lungimiranza portarono la Bce a sopperire alle deficienze della politica; ora è stata la politica, la Commissione europea, a dovere rimediare all’ottusa imperizia dei nuovi vertici Bce. Un guaio? Quello immediato sì, ma per il resto un bene.<br />
Questa difficile stagione serva a lasciarsi alle spalle quel che ci bloccava, che se si cerca di salvarlo e proiettarlo nel futuro, finanziando la non produzione a debito, è segno che neanche nell’emergenza riesce a emergere la serietà. Voglio essere sicuro del contrario.</p>
<p>Pubblicato da <a href="https://formiche.net/">Formiche</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/decretando-recessione/">Decretando recessione</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;errore e il rilancio</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/lerrore-e-il-rilancio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2020 15:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
		<category><![CDATA[draghi]]></category>
		<category><![CDATA[lagarde]]></category>
		<category><![CDATA[spread]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.fondazioneluigieinaudi.it/?p=36326</guid>

					<description><![CDATA[<p>È stato combinato un guaio. Vedo anche una corsa a ingrandirlo laddove, invece, si dovrebbe usarlo per trarne un vantaggio. Questo è l’interesse nazionale. La Banca centrale europea pratica un tasso dello 0.25%, praticamente negativo. Ridurlo porterebbe fuori dalla politica monetaria e in campo filosofico. Le banche che prendano denaro dalla Bce e che lo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/lerrore-e-il-rilancio/">L&#8217;errore e il rilancio</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È stato combinato un guaio. Vedo anche una corsa a ingrandirlo laddove, invece, si dovrebbe usarlo per trarne un vantaggio. Questo è l’interesse nazionale.<br />
La Banca centrale europea pratica un tasso dello 0.25%, praticamente negativo.<br />
Ridurlo porterebbe fuori dalla politica monetaria e in campo filosofico. Le banche che prendano denaro dalla Bce e che lo lascino colà in deposito pagano per questo servizio, anziché guadagnarci, il che serve a indurle a farlo circolare tramite i clienti. Queste le due colonne erette da Mario Draghi, cui se ne aggiungono altre, come l’acquisto di titoli, in modo da sostenere direttamente sia il sistema produttivo che i debiti degli Stati membri.<br />
Ieri è stato annunciato un aumento di 120 miliardi per questa attività e per l’anno in corso.<br />
Va bene. È la opportuna continuità (ieri si sono distinte voci critiche verso il nuovo presidente, perché avrebbe tradito il vecchio, salvo che quelle voci criticarono il predecessore per tutto il corso del suo ottimo mandato). Più di questo è difficile fare, con gli strumenti fiscali. Come Draghi ha ripetuto un milione di volte: il resto spetta ai governi nazionali e alle politiche fiscali.<br />
Tutto bene? No, perché a una domanda il nuovo presidente della Bce, Christine Lagarde, ha risposto: “non siamo qui per chiudere gli spread, ci sono altri strumenti e altri attori per gestire quelle questioni”. Sbagliato? No, giusto. È così. Solo che peggio non si poteva dire, perché una cosa è affermare: faremo tutto il possibile, scordatevi di speculare contro l’euro perché vi rompiamo le ossa e, però, tocca ai governi nazionali fare il resto per far scendere i differenziali (spread) e favorire la crescita; altra liquidare la faccenda con parole che sembrano smentire l’essenziale premessa dell’altra modalità espressiva. Da qui il caos di ieri. Intendiamoci, però. Le Borse cono crollate ovunque, sicché la motivazione è multipla. Il necessario fondo salva Stati non è effettivamente competenza della Bce. Come neanche il rispetto o la modifica del patto di stabilità. Il grosso danno fatto da Lagarde è dunque un altro: la parola della Bce era fin qui stata sufficiente, perché quella parola era un fatto, lei è riuscita, al primo colpo, a smontare questa conquista del 2012. Notevole.<br />
Se l’Italia si mette a dire “ha danneggiato noi” è come dire: certo che siamo sull’orlo della bancarotta, ma non si doveva dirlo. Ed è vero che non si deve dirlo, ma non che siamo alla bancarotta. Quindi meglio: non si danneggi l’euro. Anche perché se lo si danneggia e si rompono gli argini costruiti in bancarotta ci andiamo sul serio e, a quel punto, a dirlo saranno tutti.<br />
Ergo non si vede “approfittare” del maldestro scivolone per sfondare qualsiasi deficit, continuando stoltamente a far credere che sia un problema europeo, laddove è solo e soltanto ulteriore debito nostro, ma, semmai, usandolo per riprendere il discorso più serio: quello dei fondi europei raccolti mediante l’emissione di debito europeo. Fin qui, con governi di diverso colore, l’Italia ha fatto di tutto per allontanare quel che avremmo interesse ad avvicinare. Ora si usi la disgrazia dei contagi e la disgraziata risposta per cambiare musica.</p>
<p>Pubblicato da Formiche</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/lerrore-e-il-rilancio/">L&#8217;errore e il rilancio</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
