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	<title>italicum Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>italicum Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<item>
		<title>Sul referendum si gioca d&#8217;azzardo (con i nostri soldi)</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/sul-referendum-si-gioca-dazzardo-con-i-nostri-soldi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Sep 2016 13:42:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[italicum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[:it]Per Davide Giacalone è dannoso tirare in ballo democrazia ed economia: non collasseranno se la riforma non passa[:]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/sul-referendum-si-gioca-dazzardo-con-i-nostri-soldi/">Sul referendum si gioca d&#8217;azzardo (con i nostri soldi)</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Fermiamo l&#8217;incoscienza. Il <strong>referendum</strong> è stato impostato nel peggiore dei modi, le esagerazioni portano male. Arriverà il giorno dopo e chi avrà sostenuto che sono minacciate la stabilità e l&#8217;economia, come chi avrà raccontato che è in forse la democrazia, avrà pesanti responsabilità, comunque vada a finire. Sono false entrambe le cose. Quirinale e Corte costituzionale s&#8217;attrezzano a parare il colpo.</p>
<p>Dal 2000 a oggi siamo cresciuti <strong>18 punti in meno dell&#8217;Eurozona</strong>, il che esclude responsabilità da scaricare fuori dai confini. Sono tutte interne. Dal 2007 al 2014 abbiamo perso 8 punti più degli altri. Ovvio che i posti di lavoro languano quanto il Pil. I soli tagli alla spesa li dobbiamo alla Banca centrale europea, incapaci di praticarli all&#8217;interno. Reclamiamo deficit e lasciamo crescere il debito, come se fossero soluzioni e invece sono il male. Lo spread distanzia sempre più quello spagnolo, come nei peggiori momenti. Questi sono i pericoli che gravano sul mondo produttivo e sui pagatori di tasse, non la sorte del Cnel o i labirinti legislativi. Far credere che questi dati saranno visti con maggiore severità se gli italiani (come spero) voteranno «No» è da incoscienti. Significa chiamarsi i guai.</p>
<p>Se la riforma dovesse passare non collasserebbe la democrazia, ma si popolerebbe di nuove mezze tacche nominate. Più di oggi? Incredibile, ma possibile. Aumenterà il già patologico trasformismo e s&#8217;intensificheranno le transumanze parlamentari. La riforma è un <strong>guazzabuglio dilettantesco</strong>, ma il precipizio s&#8217;alloca fuori da quella, nel sistema elettorale: diventeremmo la sola democrazia al mondo in cui, per legge, deve per forza esistere una maggioranza assoluta monocolore; il solo posto in cui al ballottaggio non vanno i singoli da eleggere, ma le greggi da pascolare. Qui entrano in gioco le date e gli abitanti del Colle.</p>
<p>Ancora oggi (roba da matti) non sappiamo quando si voterà, ma il presidente del Consiglio annunciò che lo si sarebbe fatto il 2 ottobre. Successivamente la Corte costituzionale fissò al 4 l&#8217;udienza sulla legge elettorale. Quindi dopo il referendum. Per tre ragioni: <strong>a)</strong> con la Costituzione vigente quel sistema elettorale è non solo incostituzionale, ma improponibile, visto che serve per una Camera e ce ne sono due; <strong>b)</strong> perché solo dopo il referendum si saprà se quel sottoprodotto in latinorum potrà mai essere applicato; <strong>c)</strong> per non lasciare un inquietante vuoto nel caso in cui vincano i «No».</p>
<p>Dal Quirinale stopparono Renzi: si voterà solo dopo che la legge di stabilità sarà approvata da almeno un ramo del Parlamento. Traduzione: se cadi il giorno dopo dobbiamo potere fare un decreto legge. Siccome l&#8217;<strong>Italicum</strong> è l&#8217;insuperabile pietra dello scandalo, se la Corte avesse mantenuto l&#8217;udienza del 4 si sarebbe trovata a risolvere non un problema giuridico, ma politico: Renzi sa che la legge va cambiata, ma preferisce non essere lui ad ammetterlo. Marameo: hanno, ragionevolmente, posticipato l&#8217;udienza.</p>
<p>Dice Renzi: se volete cambiare l&#8217;Italicum fatelo, basta che vi troviate una maggioranza. No, perché la maggioranza non c&#8217;era nemmeno per approvarlo, fu il governo a forzare, mettendo la fiducia (sul sistema elettorale! orrore!). Quindi inutile che faccia il vago: tocca alla <strong>maggioranza</strong>, a lui, rimediare. Tanto più che incardinare una riforma è il solo modo per rinviare ulteriormente il giudizio costituzionale. Pensare di metterci una toppa, raccontando in giro che se gli italiani non vanno a votare «Sì» scoppierà il caos e l&#8217;instabilità, diventeremo deboli e saremo assaliti dalla speculazione, è temerario. Roba da giocatori d&#8217;azzardo, ma con i soldi degli altri.</p>
<p><strong>Davide Giacalone</strong>, <em>Il Giornale</em> del 21 settembre 2016</p>
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		<item>
		<title>Italicum (ud. Consulta 4 ott. 2016): qui la memoria dei ricorrenti</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/italicum-qui-le-memorie-dei-ricorrenti-e-dellavvocatura-dello-stato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Sep 2016 11:20:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività 2016]]></category>
		<category><![CDATA[avvocatura dello stato]]></category>
		<category><![CDATA[consulta]]></category>
		<category><![CDATA[corte costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[italicum]]></category>
		<category><![CDATA[legge elettorale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[:it]Disponibili sul sito FLE la memoria illustrativa delle ragioni dei ricorrenti.[:]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/italicum-qui-le-memorie-dei-ricorrenti-e-dellavvocatura-dello-stato/">Italicum (ud. Consulta 4 ott. 2016): qui la memoria dei ricorrenti</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da questa mattina sul sito della Fondazione Einaudi <strong>sono presenti la memoria illustrativa delle ragioni dei ricorrenti</strong>, depositate ieri in Corte Costituzionale nel giudizio incidentale di legittimità sulle questioni sollevate dal Tribunale di Messina e Torino sulla nuova legge elettorale.</p>
<p>Il documento dei ricorrenti, muovendo da alcune considerazioni preliminari, in tema di censurabilità delle leggi elettorali, di sovranità popolare, di diritto di voto, delle sue caratteristiche e dei suoi effetti (pagg. 4-12)</p>
<ul>
<li>afferma, in via generale, l’<strong>esistenza delle condizioni dell’azione</strong>, in tema di interesse ad agire dei ricorrenti e ammissibilità e rilevanza delle q. l. c. all’esame (pagg. 12-28);</li>
<li><strong>illustra le sei questioni di legittimità costituzionale</strong>, valutate come non manifestamente infondate dal giudice remittente (pagg. 28-100), e in particolare: C.1: rappresentanza territoriale (pagg. 28-37),; C.2: rappresentanza democratica (pagg. 38-67); C.3: capilista e pluricandidature (pagg. 67-83); C.4: soglie d’accesso al Senato a Costituzione ancora vigente (pagg. 83-86); C.5: applicabilità dell’italicum a Costituzione ancora vigente per il Senato (pagg. 87-100);</li>
<li><strong>prospetta un’istanza di autorimessione per il primo motivo di ricorso in tema di incostituzionalità dell’iter legislativo della L. 52.2015</strong>, non recepita dal Tribunale (pag. 100-135);</li>
<li>conclude, da ultimo, con una <strong>finale riflessione sulla mutazione ontologica della forma di Stato</strong> attraverso l’uso improprio di una legge ordinaria (v. pagg. 135-152).</li>
</ul>
<p><a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/09/MEMORIA-PALUMBO-BOZZI-MAGAUDDA-CORTE-COSTITUZIONALE-RICORSO-MESSINA-DEPOSITATA-13.09.2016-1.pdf">Qui la memoria dei ricorrenti</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/italicum-qui-le-memorie-dei-ricorrenti-e-dellavvocatura-dello-stato/">Italicum (ud. Consulta 4 ott. 2016): qui la memoria dei ricorrenti</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Collegi piccoli, rappresentanza vera</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/collegi-piccoli-rappresentanza-vera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Benedetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jul 2016 15:13:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[bersanellum]]></category>
		<category><![CDATA[Einaudi]]></category>
		<category><![CDATA[italicum]]></category>
		<category><![CDATA[legge elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[porcellum]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[:it]Il Presidente Giuseppe Benedetto scrive sul Foglio del 21 luglio a proposito della legge elettorale[:]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/collegi-piccoli-rappresentanza-vera/">Collegi piccoli, rappresentanza vera</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se l’Italicum vedrà mai la luce sulle schede elettorali è, senza dubbio, l’interrogativo più forte del dibattito politico di questi giorni. Il confronto, piuttosto acceso, all’interno del Partito Democratico, ha partorito in queste ore una interessante proposta di correzione della vigente legge elettorale.</p>
<p>Eliminazione del ballottaggio e conseguente turno unico in collegi uninominali, piccolo premio di maggioranza, un ancor più modesto riconoscimento alla prima minoranza e un diritto di tribuna (23 seggi proporzionalmente ripartiti) per le forze politiche minori, sono le principali caratteristiche della nuova proposta, subito ribattezzata sartorianamente <strong>“Bersanellum”</strong>. Tale bozza prevede un meccanismo che richiama sostanzialmente il vecchio <strong>“Mattarellum”</strong>, legge elettorale che, pur tra i suoi difetti, ha garantito un buon grado di governabilità durante la sua vigenza dal 1994 al 2005 e che prevedeva un 75% di parlamentari eletti con maggioritario puro e un 25% di residuo proporzionale che di fatto rappresentava, grazie al complesso meccanismo dello scorporo, un vero e proprio salvacondotto per i piccoli partiti.</p>
<p>La novità più clamorosa è tuttavia la riscoperta, da parte della sinistra-dem, di una predilezione per i piccoli collegi; una sorta di conversione, chissà quanto consapevole, ai principi e alle idee in materia di <strong>Luigi Einaudi</strong>. Rispetto alla previsione dei grandi collegi e dei 6-7 parlamentari eletti una volta in vigore l’Italicum, il sistema dei piccoli collegi restituirebbe all’elettore la possibilità di instaurare un rapporto fiduciario, ma anche di controllo, nei confronti del “suo” parlamentare di riferimento. Non è quello dei piccoli collegi, ovviamente, un sistema perfetto. Ma chi rifiuta la bontà di questo sistema, ponendo all’attenzione del legislatore e degli studiosi di sistemi elettorali il rischio del clientelismo, ignora, o finge di ignorare, che tale patologia non è di certo esente negli altri sistemi, anzi ne risulta aggravata.</p>
<p>In un periodo come questo di forte crisi della democrazia rappresentativa le forze politiche sono di fronte alla complessa sfida di una legittimazione e di un consenso elettorale che va sempre più assottigliandosi. La ricetta perfetta, evidentemente, non esiste: mutuando <strong>Ainis</strong> potremmo dire che ogni testo va calato in un dato contesto.<br />
Va detto che la proposta dalla sinistra-dem imbocca una strada sostanzialmente condivisibile e di buon senso, tanto rivedibile quanto migliorabile, ma che immagina un sistema senz’altro più omogeneo e armonico proprio grazie alla previsione di un piccolo collegio, sgombro da liste chilometriche.</p>
<p>Nel 1946 <strong>Luigi Einaudi</strong> spiegava come tra i detrattori del piccolo collegio vi era chi sosteneva che “troppa piccola gente sarebbe stata eletta solo perché conosciuta nella cerchia del suo collegio”. Invece, a suo avviso, era proprio preferibile il collegio piccolo, “che manda un uomo invece di una macchina, un organizzatore operaio, un contadino, un sacerdote, un proprietario, un professionista scelto per la stima che si ha di lui”. Rileggendo questi passi è fin troppo implicita la constatazione di come, oggi, con i collegi vasti, veramente nessuno, neanche i più attenti, sappiano indicare chi siano i parlamentari eletti nei propri collegi. Inutile dire come lo stesso risultato si riproporrebbe con quelli previsti dall’Italicum. Di fronte, poi, alla netta bocciatura da parte della Corte Costituzionale del defunto <strong>“Porcellum”</strong> gli elettori, con il vigente sistema elettorale, sarebbero chiamati a ratificare in gran parte dei nomi decisi, ancora una volta, nelle segreterie di partito. Un rischio che, di certo, bisogna evitare.</p>
<p>Con la recente proposta della sinistra-dem gli italiani potrebbero riscoprire la possibilità di eleggere la gran parte dei propri parlamentari senza ricorrere alla preferenza (unica) e togliendo finalmente un pretesto a quell’antipolitica militante che conquista sempre più consensi sfruttando abilmente proprio quei meccanismi elettorali che pubblicamente critica ma che, nelle urne, gli consegna un potere mai visto. Non è certo un mistero, ormai, di come sistemi elettorali come il “Porcellum”, nati per dare più potere alla politica, abbiano invece sortito l’effetto di esaltare il più improvvido populismo.</p>
<p>È per questo che salutiamo con soddisfazione questa improvvisa, quanto inaspettata, riscoperta dei principi einaudiani ed è per questo che la <strong>Fondazione Einaudi</strong>, come accaduto in questi mesi, alimenterà e stimolerà la politica ad autoriformarsi proprio seguendo i principi liberali, mai come stavolta utili per non lasciarsi travolgere dai populismi prorompenti.</p>
<p>Pubblicato da <em>Il Foglio </em>del 21 luglio 2016</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/collegi-piccoli-rappresentanza-vera/">Collegi piccoli, rappresentanza vera</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Che senso ha cambiare una legge per paura che vinca il tuo avversario?</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/english-bersanellum-lopinione-del-presidente-benedetto-a-il-foglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jul 2016 13:46:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dicono di Noi]]></category>
		<category><![CDATA[bersanellum]]></category>
		<category><![CDATA[italicum]]></category>
		<category><![CDATA[legge elettorale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[:it]Il Foglio del 21 luglio 2016 ospita un pezzo del Presidente Benedetto sulla legge elettorale[:]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/english-bersanellum-lopinione-del-presidente-benedetto-a-il-foglio/">Che senso ha cambiare una legge per paura che vinca il tuo avversario?</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Legge elettorale e possibilità di riforma: il Presidente Benedetto, rifacendosi alla predilezione di Luigi Einaudi per i piccoli collegi, analizza su <em>Il Foglio</em> la proposta della revisione dell&#8217;Italicum proposta dalla sinistra-dem.</p>
<p><a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/collegi-piccoli-rappresentanza-vera/">Leggi l&#8217;articolo</a></p>
<p><a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/07/2016072133731248-1.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-4820 size-medium" src="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/07/2016072133731248-1-400x564.png" alt="2016072133731248" width="213" height="300" srcset="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/07/2016072133731248-1-400x564.png 400w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/07/2016072133731248-1-250x352.png 250w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/07/2016072133731248-1-768x1082.png 768w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/07/2016072133731248-1-650x916.png 650w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/07/2016072133731248-1-150x211.png 150w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/07/2016072133731248-1-800x1127.png 800w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/07/2016072133731248-1-1200x1691.png 1200w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/07/2016072133731248-1-17x24.png 17w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/07/2016072133731248-1-26x36.png 26w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/07/2016072133731248-1-34x48.png 34w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/07/2016072133731248-1.png 1245w" sizes="(max-width: 213px) 100vw, 213px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/english-bersanellum-lopinione-del-presidente-benedetto-a-il-foglio/">Che senso ha cambiare una legge per paura che vinca il tuo avversario?</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Italicum e le sue radici</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/litalicum-e-le-sue-radici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Mar 2016 10:39:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
		<category><![CDATA[Fulco Lanchester]]></category>
		<category><![CDATA[italicum]]></category>
		<category><![CDATA[scuola di liberalismo 2016]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[:it]Lezione di Fulco Lanchester del 31 marzo 2016[:]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/litalicum-e-le-sue-radici/">L&#8217;Italicum e le sue radici</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span id="sommario_cut">Lezione di Fulco Lanchester nell&#8217;ambito della Scuola di Liberalismo 2016 &#8211; CIII edizione (31 marzo 2016)</p>
<p>Sono intervenuti:<strong> Saro Freni</strong> (coordinatore della Scuola di Liberalismo di Roma), <strong>Fulco Lanchester</strong> (professore), Marco Marianello (avvocato).</p>
<p>Sono stati discussi i seguenti argomenti: Acerbo, Berlusconi, Boschi, Calderoli, Camera, Censura, Centro, Cnel,</span><span id="sommario_all" class="sommario-inline"> Corte Costituzionale, Costituente, Costituzione, Crisi, Dc, De Gasperi, De Gaulle, Democrazia, Destra, Economia, Elezioni, Enti Locali, Europa, Fiducia, Germania, Governo, Gran Bretagna, Huntington, Informazione, Istituzioni, Italia, Legge, Legge Elettorale, Liberalismo, Mattarella, Monarchici, Monti, Movimento 5 Stelle, Msi, Nitti, Pannella, Partiti, Partito Democratico, Pci, Politica, Preferenza, Premio Di Maggioranza, Prodi, Proporzionale, Psi, Radio Radicale, Referendum, Regioni, Renzi, Riforme, Sartori, Senato, Sinistra, Staderini, Stato, Storia, Territorio, Uninominale.</span></p>
<p><a href="https://www.radioradicale.it/scheda/470947/scuola-di-liberalismo-2016-litalicum-e-le-sue-radici-lezione-di-fulco-lanchester">La registrazione video di Radio Radicale</a></p>
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