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	<title>internet Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>internet Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>La svolta sulla banda larga è un credito di imposta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Apr 2021 17:27:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[banda larga]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Stagnaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si risparmierebbe tempo e si eviterebbero gli eventuali ricorsi. Un’idea per una vera rivoluzione &#8220;E&#8217; necessario giungere, nel più breve tempo possibile, a una soluzione idonea a consentire una rapida e completa copertura di rete”, ha detto il ministro per la transizione digitale, Vittorio Colao. &#8220;L’obiettivo di fondo degli interventi previsti è quello di garantire [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/la-svolta-sulla-banda-larga-e-un-credito-di-imposta/">La svolta sulla banda larga è un credito di imposta</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="abstract"><strong>Si risparmierebbe tempo e si eviterebbero gli eventuali ricorsi. Un’idea per una vera rivoluzione</strong></div>
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<div class="testo">&#8220;E&#8217; necessario giungere, nel più breve tempo possibile, a una soluzione idonea a consentire una rapida e completa copertura di rete”, ha detto il ministro per la transizione digitale, Vittorio Colao. &#8220;L’obiettivo di fondo degli interventi previsti è quello di garantire la massima efficienza degli investimenti nello sviluppo di tutte le infrastrutture di rete beneficiarie, nel rispetto delle regole del mercato e della promozione della concorrenza”. Un contributo importante è arrivato dall’Antitrust, che nella segnalazione sulla legge per la concorrenza ha sia bocciato l’idea della rete unica sia indicato che anche le cosiddette aree grigie dovrebbero beneficiare di un aiuto pubblico.</p>
<p>Ma qual è lo “stato dell’arte” del piano BUL per le aree bianche? A oggi è raggiunto circa il 19 per cento delle unità immobiliari previste. Il piano procede dunque a rilento, sebbene negli ultimi due anni le cose siano nettamente migliorate. Inoltre, la domanda di connettività rimane bassa: rispondendo alla deputata Enza Bruno Bossio, Infratel ha comunicato che al 15 marzo 2021 i clienti attivi erano 21.503, meno del 2 per cento dei potenziali clienti Ftth. Ciò aiuta a cogliere i limiti del modello finora perseguito.</p>
<p>Ci sono altri due dati su cui Colao e Giancarlo Giorgetti dovrebbero riflettere: mentre il numero di case da connettere è sceso da 9,5 a 8 milioni grazie agli investimenti “a mercato” degli altri operatori, Open Fiber – che avrebbe dovuto focalizzarsi proprio sulle aree bianche – ha invece raggiunto 7 milioni di abitazioni nelle aree nere. Le attivazioni sono state circa 1,1 milioni, pari al 15 per cento. Connettere capillarmente il Paese serve anche per distribuire punti di accesso per l’erogazione di servizi 5G: occorre chiedersi come migliorare l’azione pubblica disegnando meglio gli strumenti di policy, non giocando con le architetture societarie delle imprese.</p>
<p>Una prima domanda riguarda l’apparente disinteresse delle famiglie nelle aree bianche, nonostante i voucher che avrebbero dovuto abbattere ogni residua barriera. E’ un fenomeno da tenere sotto osservazione: infatti gli obiettivi europei non sono solo di copertura, ma anche relativi al livello di adesione a servizi di connettività a banda ultralarga. Analogamente, andrebbe verificato quante tra le unità immobiliari connesse siano quelle per le quali la fibra arriva in prossimità, spesso anche a 20/30 metri dall’abitazione. In questo caso a carico di chi è il costo dell’effettivo allacciamento?</p>
<p>Tale opera sembra esclusa dalle gare del Piano BUL, pertanto il costo ricade sull’operatore a cui l’utente richiede l’abbonamento. Da qui il potenziale uso distorto del voucher: come prevede anche il decreto Mise, il voucher dovrebbe garantire uno sconto sul canone di connessione a internet in banda ultralarga per almeno 12 mesi e non la copertura di altri costi. Inoltre, il collegamento fisico rappresenta una condizione abilitante dal lato dell’offerta e pertanto non dovrebbe essere “coperto” dal voucher. Questo “baco” produce il paradosso di un costo di attivazione maggiore nelle aree bianche rispetto a quelle nere o grigie: si parla di 150 euro contro 40 euro, cosa che potrebbe appunto penalizzare la sottoscrizione di abbonamenti.</p>
<p>Poi c’è la burocrazia. Il tracciato per l’allacciamento fisico, spesso, va realizzato su aree pubbliche (per esempio una strada), ma per poche decine di metri e per un intervento di qualche ora (si tratta in genere di piccolissimi scavi di 12 cm di profondità) è necessario attendere un’autorizzazione per diversi mesi. Su questo la segnalazione dell’Antitrust avrebbe potuto essere più incisiva. Il Pnrr dovrebbe individuare due misure e un metodo, lasciando perdere il volo pindarico della rete unica e il ruolo di Tim. Insieme alla copertura delle aree grigie, andrebbe inclusa la realizzazione dei “verticali” nei condomini, come suggerito da Antonio Nicita.</p>
<p>Inoltre, il metodo da adottare è quello del credito di imposta. Nel caso delle aree grigie, lo si potrebbe destinare a progetti di coinvestimento redatti ai sensi del Codice europeo delle comunicazioni e quindi approvati dall’Agcom, in modo da garantire comunque la concorrenza tra operatori e tecnologie e la non discriminazione nell’accesso alla rete. Si risparmierebbe tempo, si eviterebbero le gare e gli eventuali ricorsi, mantenendosi nel solco delle regole europee, e probabilmente raggiungendo gli obiettivi di diffusione della rete anche prima del 2026, come chiesto da Colao. Allo stesso modo un credito di imposta, che consenta di recuperare tutto il costo, potrebbe essere riconosciuto al primo operatore che interviene su un condominio su richiesta di un utente, posto che l’infrastruttura rimarrebbe di proprietà dei condomini e chiunque altro potrebbe utilizzarla per offrire i propri servizi.</p></div>
<div></div>
<div class="testo"><strong>Sergio Boccadutri e Carlo Stagnaro</strong></div>
<div class="testo">
<strong>Il Foglio, 02/04/2021 </strong></div>
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		<title>L&#8217;Italia del futuro passa dal 5G</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/litalia-del-futuro-passa-dal-5g/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2020 09:04:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[5G]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[telecomunicazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’appello per il 5G e lo sviluppo digitale, pubblicato su vari quotidiani a firma di alcune tra le più importanti istituzioni culturali, tra cui la Fondazione Luigi Einaudi. Per mesi l&#8217;Italia ha combattuto il Coronavirus con il sacrificio e l&#8217;impegno di tutti e grazie al massiccio uso delle tecnologie digitali. Nell&#8217;emergenza abbiamo usato lo smart [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/litalia-del-futuro-passa-dal-5g/">L&#8217;Italia del futuro passa dal 5G</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’appello per il 5G e lo sviluppo digitale, pubblicato su vari quotidiani a firma di alcune tra le più importanti istituzioni culturali, tra cui la Fondazione Luigi Einaudi.</strong></p>
<p>Per mesi l&#8217;Italia ha combattuto il Coronavirus con il sacrificio e l&#8217;impegno di tutti e grazie al massiccio uso delle tecnologie digitali. Nell&#8217;emergenza abbiamo usato lo smart working nelle imprese e nelle amministrazioni, la didattica a distanza nelle scuole e nelle università, l&#8217;uso delle piattaforme per restare vicini a parenti e amici, l&#8217;accesso allo streaming tv per l&#8217;intrattenimento. Le aziende di telecomunicazione hanno contribuito alla tenuta economica, culturale e sociale del Paese. Ma nello stesso tempo sono emerse le carenze strutturali della nostra rete, in termini di copertura territoriale, capillarità, ricchezza di banda, dotazione diffusa di strumenti digitali nella popolazione. Ora, nella ripartenza, è il momento di sfruttare le enormi potenzialità delle tecnologie, accelerare i tempi della ripresa e creare le basi della nuova società digitale, innanzitutto facendo una decisa scelta nella costruzione della generazione avanzata di reti wireless, chiamata 5G. Una tecnologia che consentirà la più ampia copertura dei territori, compresi i piccoli comuni, una maggiore capacità di connessione alle fonti di informazioni e dati, una connettività stabile e velocissima, l&#8217;Internet delle cose, la remotizzazione della prevenzione e cura delle cronicità, la previsione dei grandi rischi naturali, l&#8217;automazione della mobilità e delle città. Generando così impatti estremamente positivi sull&#8217;economia, sul lavoro, sull&#8217;educazione, sulla cultura e l&#8217;intrattenimento, rendendo possibile per tutti una migliore qualità dell&#8217;accesso a Internet e contribuendo alla crescita e allo sviluppo. Di fronte a questi traguardi, il Paese non può permettersi di rimanere indietro, in balia di pregiudizi immotivati, esitazioni conservatrici o inammissibili resistenze burocratiche. Chiediamo dunque al Governo, alle istituzioni e alle forze politiche di promuovere un&#8217;azione di sistema per la creazione di una rete 5G solida e performante, che acceleri la rinascita dell&#8217;Italia, anche attraverso interventi normativi che accentrino le responsabilità delle autorizzazioni, garantendo adeguati limiti emissivi e liberando le diverse amministrazioni dall&#8217;assedio di posizioni irrazionali e antiscientifiche. Il 5G è un obiettivo necessario e urgente, va realizzato rapidamente per il futuro dell&#8217;Italia.</p>
<p>Centro Economia Digitale<br />
Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni<br />
<strong>Fondazione Luigi Einaudi </strong><br />
Fondazione Magna Carta<br />
Fondazione Guglielmo Marconi<br />
Fondazione Aristide Merloni<br />
Fondazione Adriano Olivetti<br />
Fondazione Ottimisti&amp;Razionali<br />
Fondazione Prioritalia<br />
Istituto Bruno Leoni<br />
Istituto per la Competitività</p>
<p>info e adesioni: segreteria@ottimistierazionali.it</p>
<p>Pubblicato su Repubblica, Corriere della sera e Sole 24 ore</p>
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