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	<title>informazione Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>informazione Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>La disinformazione russa è un problema, ma la qualità dell’informazione sui social è un problema maggiore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Cangini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Dec 2024 15:02:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[fake news]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato, due giornali animati da un populismo uguale e contrario come il Fatto quotidiano e la Verità hanno “sparato” in prima pagina un allarmato giudizio sull’annullamento del primo turno delle elezioni presidenziali rumene inquinate dalla Russia attraverso TikTok. Giudizio categorico, in serata fatto proprio anche dalla Lega: quando “il popolo“ sceglie un candidato sgradito all’establishment [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato, due giornali animati da un populismo uguale e contrario come il Fatto quotidiano e la Verità hanno “sparato” in prima pagina un allarmato giudizio sull’annullamento del primo turno delle elezioni presidenziali rumene inquinate dalla Russia attraverso TikTok. Giudizio categorico, in serata fatto proprio anche dalla Lega: quando “il popolo“ sceglie un candidato sgradito all’establishment europeista ed atlantista (il filoputiniano Calin Georgescu) una manina élitista (la Corte costituzionale rumena) cancella il risultato delle elezioni. Insomma, fanno strame dei principi democratici sovvertendo la volontà popolare. Interpretazione legittima, fors’anche fondata, ma parziale.</p>
<p>Come nel celebre apologo del dito e della luna, si tende a concentrare l’attenzione sul primo, trascurando di conseguenza la seconda. La luna, nell’era dei social network, è il rapporto tra l’informazione e la democrazia.</p>
<p>Facciamo un passo indietro.</p>
<p>La libertà dell’informazione, le responsabilità di chi ne ha l’onere e il pluralismo sono da sempre capisaldi del pensiero liberale, nella convinzione che soprattutto da questi fattori dipenda la qualità di un sistema democratico. La libera stampa, osservò Benedetto Croce, “tiene l’ufficio che nelle piccole città antiche avevano tenuto le agorà”. Trasmette, cioè, conoscenze e anima il dibattito. Un “ufficio” essenziale, basato sulla consapevolezza che, come osservò il sociologo statunitense Walter Lippman nel lontano 1922, di per sé l’opinione pubblica non esiste: è il risultato della rappresentazione che i mezzi di comunicazione danno della realtà. Rappresentazioni distorte generano opinioni distorte.</p>
<p>È per questo che in tutte le democrazie liberali del mondo l’informazione è stata ed è regolamentata da norme antitrust, carte deontologiche, articoli del codice civile e persino di quello penale. Un direttore di giornale, ad esempio, è civilmente e penalmente responsabile di tutto ciò che viene scritto sulla propria testata. Una responsabilità esorbitante, non essendo realistico che possa controllare ogni articolo di ogni pagina locale e nazionale del giornale che dirige. Ma una responsabilità giusta. Giusta in via di principio.</p>
<p>Si dà, però, il caso che il mondo dell’informazione sia stato letteralmente sovvertito dalla rivoluzione digitale. Oggi, la metà degli elettori si informa, e di conseguenza si forma un’opinione, esclusivamente sui social network. E i social network non sono (ancora?) soggetti alle regole cui sono assoggettati i media tradizionali. L’informazione, dunque, può essere legittimamente concentrata nelle mani di pochi e nessuno è concretamente responsabile di nulla. Per i padroni dei social, quello che conta è creare traffico, perché dal volume del traffico e dalle interazioni che sono in grado di provocare dipende il loro business. Il problema è che a funzionare sui social, e dunque a determinare il traffico più consistente, sono la logica oppositiva, le banalizzazioni e le balle. Per capirci, una ricerca del Mit di Boston ha dimostrato che su Twitter le notizie false si diffondono sei volte più velocemente delle notizie vere.</p>
<p>Come ha ben documentato il libro “La democrazia migliore” scritto dal professore Gianluca Sgueo sulla base di una ricerca realizzata dalla Fondazione Luigi Einaudi, la tecnologia digitale sta letteralmente “trasformando” il potere. E assieme al potere sta trasformando la democrazia. Una trasformazione che potrebbe rivelarsi sia positiva sia negativa, ma che in ogni caso necessita di regole.</p>
<p>Il punto, dunque, non è tanto quello che accade in Romania, ma quello che accade nel mondo. Il punto non è tanto l’opera di disinformazione messa in atto dalla Russia di Putin né l’annullamento straordinario dei risultati elettorali in Romania, quanto la dinamica ordinaria dei social network e l’anarchia che ancora caratterizza il loro rapporto con le società. Il punto non è il dito, il punto è la luna.</p>
<p><a href="https://www.huffingtonpost.it/cultura/2024/12/08/news/non_solo_romania_come_sopravvive_la_democrazia_al_tempo_dei_social-17936051/"><em><strong>Huffington Post</strong></em></a></p>
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		<title>#laFLEalMassimo – Episodio 65: Informazione: che non vinca il peggiore</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/laflealmassimo-episodio-65-informazione-che-non-vinca-il-peggiore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimo Famularo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 May 2022 16:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#laFLEalMassimo]]></category>
		<category><![CDATA[Attività 2022]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’articolo a firma Fulvio Giuliani ci si interroga su come sia possibile che il 40% degli italiani, dato rilevato da un sondaggio commissionato dal Corriere della Sera, sia “Equidistante” tra Russia e Ucraina nel conflitto in corso. In modo abbastanza condivisibile l’articolo dichiara che accomunare aggressore ed aggredito equivale a “sposare le tesi della propaganda [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’articolo a firma Fulvio Giuliani ci si interroga su come sia possibile che il 40% degli italiani, dato rilevato da un sondaggio commissionato dal Corriere della Sera, sia “Equidistante” tra Russia e Ucraina nel conflitto in corso. In modo abbastanza condivisibile l’articolo dichiara che accomunare aggressore ed aggredito equivale a “sposare le tesi della propaganda che da anni cerca di minare alle fondamenta il nostro mondo e i nostri valori” ed è il prodotto di “anni d’avvelenamento del dibattito pubblico in Italia.”</p>
<p>Come non essere d’accordo?</p>
<p>Un&#8217;informazione incompleta, scorretta, di parte limita l’esercizio della libertà individuale, perché alimenta la diffusione di credenze infondate e ci espone al rischio di venire manipolati da chi propone delle rappresentazioni distorte e false della realtà per portare avanti interessi di parte.</p>
<p>Non è facile mantenere l’equilibrio perché occorre contemperare l’esigenza di pluralismo, di rappresentazione di diversi punti di vista, ma al tempo stesso occorre anche filtrare gli abusi deliberati, che cercano di nascondere dietro complessità costruite ad arte e dietro narrazioni sfumate e fuorvianti il tentativo deliberato di distorcere la verità.</p>
<p>Purtroppo non esiste l’informazione perfetta e neanche l’obiettività assoluta, la realtà del nostro tempo è spesso articolata e qualsiasi tentativo di descriverla finisce necessariamente per essere influenzato da questo o quel punto di vista.</p>
<p>Eppure, esistono dei requisiti minimi che devono essere garantiti e in mancanza dei quali la nostra libertà viene messa in pericolo. Non è possibile diffondere dichiarazioni palesemente false come opinioni rispettabili, non è accettabile che rappresentazioni distorte, concepite per sostenere un certo tipo di propaganda, vengano mescolate a posizioni indipendenti generando un pericoloso rumore comunicativo.</p>
<p>Senza un’informazione corretta non possiamo esercitare la nostra libertà e, se l’informazione perfetta non esiste possiamo almeno pretendere che la palese disinformazione: se non possiamo essere certi che vinca il messaggio migliore, possiamo almeno evitare che prevalga il peggiore.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/e_myrnMq5w4" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<item>
		<title>#laFLEalMassimo – Episodio 64: &#8220;Cambiate canale!&#8221;</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/laflealmassimo-episodio-64-cambiate-canale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimo Famularo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 May 2022 16:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#laFLEalMassimo]]></category>
		<category><![CDATA[Attività 2022]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[televisione]]></category>
		<category><![CDATA[ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuovo episodio della FLE al Massimo oggi ci concentriamo su un invito semplice ed essenziale, che è anche un monito contro una deriva moralmente deprecabile e socialmente pericolosa: “Cambiate canale!”. Utilizzo questa formula sintetica, che richiama la televisione come simbolo dell’influenza che i mezzi di comunicazione di massa possono avere sull’opinione pubblica e sul consenso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nuovo episodio della FLE al Massimo oggi ci concentriamo su un invito semplice ed essenziale, che è anche un monito contro una deriva moralmente deprecabile e socialmente pericolosa: “Cambiate canale!”.</p>
<p>Utilizzo questa formula sintetica, che richiama la televisione come simbolo dell’influenza che i mezzi di comunicazione di massa possono avere sull’opinione pubblica e sul consenso comune, influenza che oggi si esprime anche e soprattutto attraverso i social network e internet, per invocare la necessità di rifiuto nei confronti di determinati messaggi ai quali siamo esposti in questo triste periodo.</p>
<p>Cambiate canale, quando parlano sedicenti pacifisti che, mentre a parole ripudiano la guerra, nei fatti danno man forte alla propaganda e, in ultima analisi, alle aggressioni genocide dell’invasore russo.</p>
<p>Cambiate canale di fronte alla retorica stucchevole di chi mente, affermando che sia possibile ottenere la pace senza combattere la guerra contro chi calpesta i diritti umani ed è disposto a fermarsi solo di fronte all’annientamento del nemico o alla sconfitta sul campo; contro chi mente sapendo di mentire e racconta che si possa parlare o negoziare con chi bombarda i civili inermi e li giustizia con le braccia legate dietro la schiena.</p>
<p>Cambiate canale contro chi seppellisce deliberatamente sotto parole vuote come “complessità” la verità atroce e sconveniente: di fronte alla ferocia cieca dell’invasore russo le alternative sono resistere con le armi per difendere la propria vita oppure soccombere e lasciarsi sterminare, <em class="">tertium non datur</em>; contro chi calpesta la logica, la giustizia e qualsiasi senso di umanità vaneggiando di ragioni dell’aggressore che sono non meno fondate di quelle addotte nella celebra favola lupus et agnus.</p>
<p>Cambiate canale contro chi vorrebbe tracciare i confini degli stati nazionali a tavolino secondo i rapporti di forza calpestando e ignorando le aspirazioni e il desiderio di libertà delle popolazioni interessate, contro chi confonde la ricerca di protezione da parte di un’alleanza difensiva di stati con l’“espansionismo statunitense” dando prova di non avere alcuna considerazione per la libertà individuale e i diritti umani dei popoli coinvolte.</p>
<p>Contro le oscene e disumane mistificazioni diffuse sui media italiani da parte della FLE al Massimo l’invito è di cambiare canale.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe class="" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/vo3gPyLUzpc" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Presunzione d’innocenza e diritto all’informazione: un conflitto insanabile?</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/presunzione-innocenza-diritto-informazione-conflitto-insanabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Mar 2022 16:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività 2022]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Saluti introduttivi: Giuseppe Benedetto, Presidente della Fondazione Luigi Einaudi Ha coordinato: Paolo Ezechia Reale, Segretario Generale del Siracusa International Institute Sono intervenuti: Raffaele Lo Russo, Segretario Generale Federazione Nazionale Stampa Italiana; Giovanni Salvi, Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione; Francesco Paolo Sisto, Sottosegretario alla Giustizia &#160; Accredito partecipanti su fleinaudi.eventbrite.it, fino ad esaurimento posti. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Saluti introduttivi:</p>
<p><strong>Giuseppe Benedetto</strong>, Presidente della Fondazione Luigi Einaudi</p>
<p>Ha coordinato:</p>
<p><strong>Paolo Ezechia Reale</strong>, Segretario Generale del Siracusa International Institute</p>
<p>Sono intervenuti:</p>
<p><strong>Raffaele Lo Russo</strong>, Segretario Generale Federazione Nazionale Stampa Italiana;</p>
<p><strong>Giovanni Salvi</strong>, Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione;</p>
<p><strong>Francesco Paolo Sisto</strong>, Sottosegretario alla Giustizia</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Accredito partecipanti su <a href="https://www.eventbrite.it/e/biglietti-presunzione-dinnocenza-e-diritto-allinformazione-un-conflitto-insanabile-301308179877">fleinaudi.eventbrite.it</a>, fino ad esaurimento posti.</strong></p>
<p><strong>Accesso subordinato all&#8217;esibizione di green pass valido.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/presunzione-innocenza-diritto-informazione-conflitto-insanabile/">Presunzione d’innocenza e diritto all’informazione: un conflitto insanabile?</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Solo il lettore può controllare l&#8217;informazione</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/solo-il-lettore-puo-controllare-linformazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2017 14:37:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[nicola porro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[:it]I tribunali del popolo sulle bufale della carta stampata sono una bufala. Il rischio è che non lo siano, una bufala, i tribunali che controllino la "verità" sul web[:]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/solo-il-lettore-puo-controllare-linformazione/">Solo il lettore può controllare l&#8217;informazione</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I tribunali del popolo sulle bufale della carta stampata sono una bufala. Il rischio è che non lo siano, una bufala, i tribunali che controllino la «verità» sul web. Ma andiamo per ordine.</p>
<p>Meno di una settimana fa il <strong>presidente dell&#8217;antitrust, Giovanni Pitruzzella</strong>, certamente in buona fede, ha rilasciato un&#8217;intervista al <em>Financial Times</em>. L&#8217;autorevole uomo pubblico ha suggerito la creazione di un network di agenzie indipendenti, coordinate da Bruxelles e modellate sul sistema antitrust, che dovrebbero rilevare le bufale della rete, imporne la rimozione e sanzionare chi le ha messe in giro. <strong>Dopo qualche giorno Beppe Grillo</strong> ha fatto la sua sparata sui tribunali del popolo, alla Pol Pot, sulle menzogne scritte dai media tradizionali: giornali e televisioni. E apriti cielo. Tutti a sparare, giustamente, contro il comico pentastellato.</p>
<p>Ma se ci fermiamo un momento ci renderemmo conto non tanto delle ragioni di Grillo quanto del fatto che una proposta più educata, più «professionale», più di establishment, e dunque più pericolosa sia stata fatta solo pochi giorni prima dell&#8217;uscita di Grillo senza che nessuno se ne scandalizzasse.</p>
<p><strong>Vi sembra normale che si possa pensare a un&#8217;Authority europea che giudichi la verità di ciò che si scrive sulla rete?</strong> È un incubo che neanche Gibson (quello di Neuromante) poteva immaginare nei suoi libri. Non vi scandalizzate. E ragioniamo insieme.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Nel vasto mondo del web ci sono diversi piani.</strong> Semplifichiamo. Il primo è quello dei signor nessuno. È la chiacchiera da bar, il luogo del pettegolezzo, anche della falsità, della Bocca di Rosa. Il pettegolezzo cittadino è diventato digitale. In genere ciò che avviene in questo piano (per quanto grave) non filtra nella massa. Un social network come Facebook, è come un&#8217;edicola con trenta milioni di clienti. Ma non tutti comprano la stessa rivista. La non verità su questo piano è roba deprecabile, ma circoscritta.</p>
<p>C&#8217;è un secondo piano. Quello più virale, fatto di snodi e personalità che riescono a infrangere l&#8217;anonimato. Spesso ci riescono grazie alla loro capacità di épater les bourgeois. I nuovi poeti decadenti non sbalordiscono per l&#8217;assenzio, ma per la capacità di inoculare virus sconcertanti e falsi nella rete: i vaccini causano l&#8217;autismo e cosette del genere.</p>
<p>Cosa dovrebbero fare queste nuove Casematte di Pitruzzella a tutela della verità? <strong>Chi decide cosa sia vero o falso?</strong> Fino a quale interstizio della rete si arriva? Perché una bufala al bar è tollerata e una in rete non lo è? A che tipo di diffusione parte la sua pericolosità? Chi nomina i sacerdoti della verità? Chi li controlla? Fino a che punto si possono spingere? Pitruzzella, ci dica: è una bufala l&#8217;esistenza di Dio? Riguardo alle vergini e compagnia cantando per certi musulmani è lecito parlarne? Come la mettiamo con l&#8217;oroscopo? La Rai ha cancellato un programma di un famoso astrologo per dare spazio all&#8217;attentato a Istanbul e il pubblico si è inferocito. Possiamo scrivere dunque sulla nostra pagina che a causa di una vergine mal messa e di una bilancia in bilico, gennaio sarà un casino per l&#8217;amore, ma ottimo per i soldi? I nostri commissari del web, sanzioneranno gli astrologi a febbraio se dovessero riuscire a verificare di non avere fatto una lira, nonostante vergine e bilancia ben posizionate? [spacer height=&#8221;20px&#8221;]
<p><a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/01/peppe-grillo-e-linformazione.jpeg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-8037 size-medium" src="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/01/peppe-grillo-e-linformazione-400x191.jpeg" alt="peppe-grillo-e-linformazione" width="300" height="143" srcset="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/01/peppe-grillo-e-linformazione-400x191.jpeg 400w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/01/peppe-grillo-e-linformazione-250x119.jpeg 250w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/01/peppe-grillo-e-linformazione-768x367.jpeg 768w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/01/peppe-grillo-e-linformazione-650x310.jpeg 650w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/01/peppe-grillo-e-linformazione-150x72.jpeg 150w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/01/peppe-grillo-e-linformazione-800x382.jpeg 800w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/01/peppe-grillo-e-linformazione-24x11.jpeg 24w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/01/peppe-grillo-e-linformazione-36x17.jpeg 36w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/01/peppe-grillo-e-linformazione-48x23.jpeg 48w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/01/peppe-grillo-e-linformazione.jpeg 882w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p><strong>Non ci prendiamo per i fondelli.</strong> Stampa e media in generale non sono sottoposti a controlli di qualità, esattamente perché non si può rispondere alle domande fatte sopra. Eppure qualcuno pensa che si possa fare per la rete.</p>
<p>A questo primo ragionamento, per così dire logico, se ne deve poi associare un secondo di tipo pragmatico.</p>
<p><strong>Una volta che si dovesse predisporre un&#8217;agenzia contro le bufale della rete, l&#8217;A.Bu.Re, inizierebbero a esserci dei guai per noi cronisti tradizionali</strong>. Soltanto negli ultimi mesi abbiamo messo in galera un&#8217;infermiera, ovviamente killer come da titoli, che non lo era affatto. La povera donna con foto, indirizzo e inseguimenti pare sia stata una vittima di una «bufala giudiziaria».</p>
<p>Qualcuno potrà obiettare che si tratta di una bufala indotta da un autorevole burocrate (un magistrato) e che la stampa c&#8217;entra poco. Ma con lo stesso criterio possiamo dire che la relazione tra vaccini e autismo è nata da quella che si riteneva un&#8217;autorevole ricerca scientifica e per di più pubblicata da Science (bibbia della ricerca) e che fu poi smentita anni dopo. Un po&#8217; come avviene per i gradi di giudizio di cui il secondo smentisce il primo. Un retropensiero sull&#8217;infermiera innocente ce l&#8217;avreste, in ospedale, come taluni continuano ad averlo sui vaccini.</p>
<p><strong>E dunque potremmo fare una lista infinita di bufale giudiziarie smerciate dai media tradizionali</strong>. A proposito di vaccini, vi ricordate la ricercatrice (Ilaria Capua) che avrebbe secondo l&#8217;autorevole settimanale fatto traffico addirittura di virus, e il medesimo autorevole settimanale ci aveva spacciato un&#8217;intercettazione telefonica sul presidente della Regione Siciliana, che pare non sia mai esistita.</p>
<p>Forza, cari amici della stampa, non prendiamoci per i fondelli. <strong>Il controllo della rete è insopportabile come sarebbe quello dei media tradizionali.</strong> L&#8217;unico controllo è di colui il quale fa la sua scelta, recandosi all&#8217;edicola, spingendo il tasto del telecomando, o cliccando la pagina digitale che più gli piace.</p>
<p>La prima cosa di cui si dovrebbe occupare l&#8217;A.Bu.Re è questa bufala della post-verità. Una copertina calda inventata dal «giornalismo unico» che ha capito di avere perso il monopolio mondiale delle cavolate. Un tempo se una stupidaggine la ripetevano New York Times, Cnn e Repubblica (nomi a caso, metteteci quelli che preferite) diventava vera. Oggi non è più così.</p>
<p>Ps. La calunnia è un venticello / un&#8217;auretta assai gentile / che insensibile, sottile, / leggermente, dolcemente / incomincia a sussurrar. Piano piano, terra terra, /sottovoce, sibilando, / va scorrendo, va ronzando; / nelle orecchie della gente / s&#8217;introduce destramente / e le teste ed i cervelli / fa stordire e fa gonfiar.</p>
<p>Dubitiamo che <strong>Rossini</strong> sapesse come postare su Facebook o twittare come un troll. [spacer height=&#8221;20px&#8221;]
<p><strong>Nicola Porro</strong>, <em>5 gennaio</em> 2017</p>
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