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	<title>immighrati Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>immighrati Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>Siete proprio sicuri che le i migranti salveranno le nostre pensioni?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Forte]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jul 2017 15:37:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[immighrati]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tito Boeri presidente dell&#8217;Inps dice abbiamo bisogno di nuovi immigrati perché ci pagano la spesa sociale e fanno lavori che gli italiani non fanno. Sostenere che perciò bisogna accogliere gli enormi flussi migratori attuali è assurdo. Gli immigrati che pagano la sicurezza sociale sono quelli che lavorano, non gli irregolari, i clandestini e i disoccupati [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/siete-proprio-sicuri-che-le-i-migranti-salveranno-le-nostre-pensioni/">Siete proprio sicuri che le i migranti salveranno le nostre pensioni?</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tito Boeri presidente dell&#8217;Inps dice abbiamo bisogno di nuovi immigrati</strong> perché ci pagano la spesa sociale e fanno lavori che gli italiani non fanno.</p>
<p>Sostenere che perciò bisogna accogliere gli enormi flussi migratori attuali è assurdo.</p>
<p><strong>Gli immigrati che pagano la sicurezza sociale sono quelli che lavorano</strong>, non gli irregolari, i clandestini e i disoccupati e i profughi, con diritto all&#8217;assistenza. Oramai i pronto soccorso sono intasati di immigrati senza tessera sanitaria; la disoccupazione supera l&#8217;11 per cento, è più grave fra i giovani e al Sud.</p>
<p><strong>Se si liberalizzasse il mercato del lavoro</strong> e si ponesse un limite all&#8217;immigrazione condizionandola alle offerte di lavoro e alla capienza urbanistica, la spesa pubblica sarebbe minore, i giovani ora disoccupati pagherebbero nuovi contributi sociali, avremmo meno poveri, una vita migliore per tutti, immigrati compresi.</p>
<p><strong>Boeri invece vuole il taglio retroattivo</strong> delle pensioni degli italiani residenti all&#8217;estero che hanno lavorato in Italia o all&#8217;estero e hanno pagato i contributi.</p>
<p><strong>Anche una riforma per il futuro</strong>, contro questi concittadini è aberrante perché non si può obbligare un pensionato Inps a stare in Italia anziché in un paese con tasse più basse e minor costo.</p>
<p><strong>Ma applicare questi tagli al passato implica la violazione di diritti acquisiti</strong>. Le proposte di riforme pensionistiche retroattive sommandosi alla mala gestione delle crisi bancarie dei governi Pd, ante Gentiloni, e alle loro tasse patrimoniali generano due effetti negativi.</p>
<p><strong>Molti italiani non credono più che avranno la pensione che la legge promette</strong>. E quelli che hanno capitali all&#8217;estero non aderiscono alla voluntary disclosure.</p>
<p><strong>La gente non crede più che i politici Pd rispettino le regole dello stato di diritto</strong>. Nel loro Dna ci sono dirigismo e razionalismo perfettista assieme alla pretesa d&#8217;esser quelli che conoscono il vero e il giusto. E lo vogliono imporre anche quando per mancanza di cognizioni storiche e giuridiche fanno la battaglia per lo ius soli adottato dagli inglesi per colonizzare l&#8217;America, che ora servirebbe agli afroasiatici per colonizzare noi.</p>
<p><strong>Boeri segue lo «ius boeriano»</strong> che in parte ha basi astrattamente contributive in parte basi di equità da lui pensate giuste. Le pensioni per gli italiani all&#8217;estero dovrebbero esser depurate dalla «spesa impropria» a favore di chi ha lavorato meno di dieci anni e beneficia dell&#8217;integrazione al minimo e di chi ha diritto alla quattordicesima.</p>
<p><strong>L&#8217;integrazione al minimo per lui è una misura impropria</strong>. Ciò benché sia ispirata al principio mutualistico di suddivisione del rischio fra tutti coloro che pagano i contributi. La retribuzione e la pensione annua possono essere date in 12 o 13 o 14 mensilità, essendo solo un modo diverso di rateizzarle, come gli acquisti a rate differite.</p>
<p><strong>Secondo Boeri si tratterebbe di rendite pensionistiche inique</strong> quando vanno a un italiano residente all&#8217;estero anche perché fanno risparmiare allo stato estero prestazioni assistenziali equivalenti.</p>
<p><strong>È una tesi pericolosa</strong>: gli italiani che risiedono in Italia possono ben pensare: ora tocca a loro, poi toccherà a noi. Proprio come per le pensioni «di lusso» di categorie che svolgono attività aleatorie che comportano rischi umani e la perdita di altre opportunità, come gli uffici pubblici e quelli politici e di pubblica difesa. Esse non possono obbedire al mero criterio socio-contributivo boeriano. E se lo si vuol adottare, non lo si può fare in modo retroattivo.</p>
<p><strong>L&#8217;Inps, secondo i rilievi della Corte dei Conti</strong> ha bisogno di una riforma del suo management e di un miglioramento della gestione dei crediti deteriorati per medicare le ferite ai suoi bilanci.</p>
<p>Per chi gestisce l&#8217;Inps o vi sovrintende vale la massima <strong>«medice cura te ipsum»</strong>: medico cura te stesso, invece che suggerire cure improprie per gli altri. [spacer height=&#8221;20px&#8221;]
<p><strong>Francesco Forte</strong>, <em>Il Giornale</em> 21 luglio 2017</p>
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