<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Green Deal Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
	<atom:link href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/tag/green-deal/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/tag/green-deal/</link>
	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
	<lastBuildDate>Wed, 09 Apr 2025 09:20:29 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.1</generator>

<image>
	<url>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2019/06/cropped-logo-tondo-cerchio-bianco-32x32.png</url>
	<title>Green Deal Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
	<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/tag/green-deal/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>CO2 e paradosso ambientalista: l’Italia fa bene ma rischia salasso UE da 25 miliardi</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/co2-e-paradosso-ambientalista-litalia-fa-bene-ma-rischia-salasso-ue-da-25-miliardi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Venanzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Apr 2025 07:30:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Green Deal]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.fondazioneluigieinaudi.it/?p=83367</guid>

					<description><![CDATA[<p>Secondo i dati ISPRA, le emissioni italiane di gas serra sono diminuite del 26% dal 1990. Un risultato ragguardevole, ma il legislatore europeo non sembra essere dello stesso avviso. L&#8217;Italia, infatti, ha ecceduto gli intransigenti parametri stabiliti dal Regolamento Effort Sharing dell’UE per il terzo anno consecutivo. Il rischio concreto, come stimato dal think tank [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/co2-e-paradosso-ambientalista-litalia-fa-bene-ma-rischia-salasso-ue-da-25-miliardi/">CO2 e paradosso ambientalista: l’Italia fa bene ma rischia salasso UE da 25 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo <a href="https://www.isprambiente.gov.it/it/istituto-informa/comunicati-stampa/anno-2025/emissioni-di-gas-serra-nel-2023-in-calo-del-26-rispetto-al-1990">i dati ISPRA</a>, le emissioni italiane di gas serra sono diminuite del 26% dal 1990. Un risultato ragguardevole, ma il legislatore europeo non sembra essere dello stesso avviso. L&#8217;Italia, infatti, ha ecceduto gli intransigenti parametri stabiliti dal Regolamento Effort Sharing dell’UE per il terzo anno consecutivo. Il rischio concreto, come <a href="https://quifinanza.it/green/emissioni-italia-multa-ue/900870/">stimato dal think tank ECCO</a>, è che il nostro Paese si trovi costretto a sborsare la cifra <em>monstre</em> di <strong>25 miliardi di euro</strong> per acquistare le quote di CO2 in eccesso: una somma grosso modo pari a quella di una <a href="https://www.agendadigitale.eu/documenti/legge-di-bilancio-2025-cosa-bisogna-sapere-digitale-imprese-5-0-sanita-e-fisco/#:~:text=dell'ordinaria amministrazione.-,Legge di bilancio 2025%2C le principali novità,il sostegno delle famiglie numerose.">manovra finanzia</a>.</p>
<p>La normativa, infatti, imporrebbe al nostro Paese una riduzione del 43,7% delle emissioni entro il 2030 rispetto ai valori misurati nel 2005, in settori chiave quali i trasporti, gli immobili e l’agricoltura: un obiettivo implausibile, eccessivamente ingeneroso e che mortifica gli sforzi profusi di un Paese le cui emissioni contribuiscono a malapena allo <a href="https://www.voronoiapp.com/climate/China-India-and-the-US-Account-for-52-of-Global-CO2-Emissions-197">0,9% dei livelli di CO2 globali</a>. Il tutto, in un contesto in cui le nazioni più inquinanti al mondo, Cina e India, registrano rispettivamente <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_per_emissioni_di_CO2">aumenti vertiginosi del 262% e 197%</a> delle emissioni dal 2000 a oggi.</p>
<p>A riprova dell’assoluta severità delle politiche climatiche comunitarie, faranno probabilmente compagnia all’Italia nello sforamento tutti gli altri Paesi europei, ad eccezione della Spagna. Non a caso, <a href="https://www.reuters.com/sustainability/cop/eu-considering-international-co2-credits-meet-new-climate-goal-sources-say-2025-04-07/">la Commissione starebbe valutando</a> un ritocco verso il basso dell’ancor più utopico target di riduzione delle emissioni del 90% rispetto al 1990 entro il 2040, sotto le pressioni di governi e interi segmenti dell’industria. Il solo automotive, infatti, lamenta che le multe a cui sarebbe soggetto per il mancato raggiungimento degli obiettivi assegnati al settore ammonterebbero a <a href="https://www.reuters.com/sustainability/climate-energy/eu-proposes-looser-rules-automakers-co2-emissions-targets-2025-04-01/">circa 15 miliardi</a>. Mercato, quello automobilistico, su cui già grava l’incombenza di una transizione energetica forzata, con il totale <a href="https://www.europarl.europa.eu/topics/it/article/20221019STO44572/il-divieto-di-vendita-per-le-nuove-auto-a-benzina-e-diesel-nell-ue-dal-2035#:~:text=page%3A Cambiamento climatico-,Il divieto di vendita per le nuove auto a benzina,dovranno produrre emissioni di CO2.">divieto, a partire dal 2035, di immatricolazione di veicoli a benzina e diesel</a>.</p>
<p>La procedura di Bruxelles, insomma, sarebbe un salasso immeritato, espressione di un dogmatismo climatico oltranzista, che non tiene minimamente conto di una congiuntura economica e geopolitica estremamente sfavorevole. Così, l’intransigenza del legislatore europeo perde di vista la genuina tutela dell’ambiente e delle sue risorse e mina la competitività delle nostre aziende, già messe a dura prova dai dazi di Trump e dalla concorrenza di merci, prevalentemente asiatiche, prodotte secondo normative sensibilmente meno stringenti.</p>
<p>“<a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/statement_25_964">Proteggere i nostri interessi e le nostre industrie</a>”, come dichiarato dal Presidente Von Der Leyen, è ambizione inconciliabile con politiche ideologiche e che rifuggono ogni forma di sano pragmatismo. <a href="https://it.euronews.com/my-europe/2025/01/22/tusk-lancia-un-appello-al-parlamento-europeo-per-uneuropa-armata-e-inveisce-contro-il-gree">Per dirla con il Premier polacco Donald Tusk,</a> “se andiamo in bancarotta, nessuno si preoccuperà più dell’ambiente”. Al suo appello di sospendere il <em>Green Deal</em> europeo si è <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2025/04/07/crollano-i-future-di-wall-street-trump-i-dazi-sono-una-cura-necessaria_7a135ccf-7c58-4310-a7e1-a5fca302b491.html">unita la Presidente Meloni</a>, nella speranza di fare fronte comune per ristabilire un pizzico di buon senso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/co2-e-paradosso-ambientalista-litalia-fa-bene-ma-rischia-salasso-ue-da-25-miliardi/">CO2 e paradosso ambientalista: l’Italia fa bene ma rischia salasso UE da 25 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ecov(u)oto</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/ecovuoto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jul 2023 18:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[Green Deal]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.fondazioneluigieinaudi.it/?p=74955</guid>

					<description><![CDATA[<p>Avete presente quando, specie di notte, parte l’allarme antifurto in un appartamento o in una vettura parcheggiata sotto casa? Più che a fermare i ladri, sempre che esistano e comunque non avendone i mezzi, si pensa che si dovrebbe fermare l’allarme. Temo che lo stesso effetto abbiano gli allarmi sul clima, tanto più che – [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/ecovuoto/">Ecov(u)oto</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Avete presente quando, specie di notte, parte l’allarme antifurto in un appartamento o in una vettura parcheggiata sotto casa? Più che a fermare i ladri, sempre che esistano e comunque non avendone i mezzi, si pensa che si dovrebbe fermare l’allarme. Temo che lo stesso effetto abbiano gli allarmi sul clima, tanto più che – se si pubblicano i dati che provano a dimostrare le morti in eccesso dovute al troppo caldo (61.672 in 35 Paesi europei fra il 30 maggio e il 4 settembre 2022, di cui 18.010 in Italia) – si allarma chi è già allarmato e si lasciano indifferenti gli altri, che non credono sia una realtà o non credono che sia dovuta all’attività umana e comunque non ci credono. Dai sondaggi risulta che un terzo sono gli allarmati e un terzo quelli che non ci credono, il rimanente terzo ammette di non averci capito nulla.</p>
<p>Siccome è evidente che il problema esiste e che se il termometro si sposta (più delle altre estati) verso il rosso non si tratta di una scelta politica, tanto il Parlamento europeo quanto i governi nazionali, riuniti nel Consiglio europeo, puntano a varare regole che limitino e progressivamente cancellino le emissioni che alterano il clima. Se la temperatura globale continuerà l’andamento degli ultimi decenni, sicuramente saranno dolori assai seri e progressivamente irreparabili. Ma, al tempo stesso, è un gioco politico da ragazzi cancellare dalla lavagna il problema climatico, semplicemente negando che esista o che ci si possa fare qualche cosa, lasciarci l’elenco delle misure prese e programmate e additarle come strumenti atti a impoverirci tutti. Il fatto che siano regole europee aiuta a lasciar credere che siano ‘esterne’. E quando sono regole nazionali si dice di averle subite o si fa fatica a difenderle.</p>
<p>Prima di risolvere la faccenda dando del “negazionista” fascisteggiante a chi assume questo atteggiamento, sarà bene comprendere la radice del successo che riscuote. Noi cittadini dell’Unione europea siamo il 6% della popolazione globale, produciamo il 7% delle emissioni che alterano il clima e generiamo il 25% della ricchezza annua globale. Siccome già diminuiamo come popolazione, visto che facciamo pochi figli – mentre, se cancellassimo quel 7%, resterebbe nell’atmosfera (e ne subiremmo le conseguenze) il 93% prodotto da altri – se ne deduce che è in atto un attacco al 25% della ricchezza globale prodotta. In altre parole: ce la portano via. E se si è concordi vuol dire che si è masochisti al servizio di interessi altrui. Se occulti è pure meglio, perché rende più suggestivo il racconto.</p>
<p>Francamente non credo che un uomo di 56 anni come il capo del governo olandese Mark Rutte – che ha guidato quattro governi nel corso di 13 anni, dimostrandosi immune agli attacchi scandalistici e politici – getti la spugna per la questione del ricongiungimento familiare degli immigrati. Problema mediabile e governabile. A spingerlo al ritiro è più probabile che sia la crescita impressionante del Movimento civico-contadino, che in nome degli interessi del contado e della sovranità olandese nega ogni vincolo ambientale relativo a coltivazioni e allevamenti. Il Movimento si avvia a essere il secondo partito olandese e il governo Rutte, nell’interesse dell’Olanda, aveva stretto quei vincoli. Roba simile succede in Svezia, in Finlandia e altrove, mentre le opposizioni (che nella loro radicalità sono prevalentemente di destra) cavalcano il rifiuto di ogni vincolo, come capita a Vox in Spagna, ad AfD in Germania e a Le Pen in Francia.</p>
<p>Se ne deduce che chi è di sinistra vuole salvare l’ambiente mentre chi è di destra no? Piace sostenerlo alla sinistra che non riesce a dire altro, ma è una bubbola. Intanto perché Rutte non è di sinistra, poi perché il confine non passa per via ideologica ma fattuale: chi governa non può non tenere conto della realtà, mentre chi non ha responsabilità raccoglie i voti facendo l’irresponsabile. Epperò le nostre sono democrazie, i voti non possono essere ignorati o considerati un fastidio. Quest’oggi il Parlamento europeo deve votare una direttiva ambientale e il Partito popolare europeo – che di sicuro non è di sinistra e che ne ha condiviso l’elaborazione – si spacca perché i partiti nazionali componenti sentono l’avanzare di quelle opposizioni.</p>
<p>Ciò significa che si deve cambiare filastrocca. Non si deve fare penitenza oggi per avere un mondo migliore domani, giacché consumo oggi e domani si vedrà. Si deve far capire che le scelte del Green New Deal servono anche a far crescere industria europea ecocompatibile, ovvero a mantenere quella quota di ricchezza prodotta e a innovare. Altrimenti il 25% si rattrappisce, il 6% defunge lentamente e la difesa del 7% è la cosa più fessa che si possa immaginare. La discussione delle specifiche misure, dell’equilibrio e della tempistica è ordinaria amministrazione politica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://giornale.laragione.eu/giornale/568"><em><strong>La Ragione</strong></em></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/ecovuoto/">Ecov(u)oto</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mario Monti: Quelle verità nascoste</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/mario-monti-quelle-verita-nascoste/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jul 2020 06:28:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#BuonaPagina]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione Juncker]]></category>
		<category><![CDATA[Condizionalità]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio Europero]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza federale]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[germania]]></category>
		<category><![CDATA[Green Deal]]></category>
		<category><![CDATA[Olanda]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Fund]]></category>
		<category><![CDATA[unione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Ursula von der Leyen]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.fondazioneluigieinaudi.it/?p=40745</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; #BuonaPagina &#8211; Votazione chiusa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/mario-monti-quelle-verita-nascoste/">Mario Monti: Quelle verità nascoste</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="su-button-center"><a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2020/07/monti-corriere-quelle-verita-nascoste.pdf" class="su-button su-button-style-flat su-button-wide" style="color:#ffffff;background-color:#003c71;border-color:#00305b;border-radius:5px" target="_self"><span style="color:#ffffff;padding:9px 30px;font-size:22px;line-height:33px;border-color:#4d779c;border-radius:5px;text-shadow:0px 0px 0px #ffffff"><i class="sui sui-newspaper-o" style="font-size:22px;color:#ffffff"></i> VISUALIZZA ARTICOLO</span></a></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>#BuonaPagina &#8211; Votazione chiusa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/mario-monti-quelle-verita-nascoste/">Mario Monti: Quelle verità nascoste</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
