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	<title>governo italiano Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>governo italiano Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>Varata</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/varata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2022 11:54:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
		<category><![CDATA[governo italiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Terminati i tripudi elettorali, superato il passaggio al Colle, esauriti i voti parlamentari preliminari, la nave governativa è varata, si smonta l’imbandieramento e si passa ai fatti. Dire di volere essere giudicati da quelli è una cosa, produrli un’altra. Se si sostiene di volere rispettare il diritto dei profughi ad essere accolti, al tempo stesso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/varata/">Varata</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Terminati i tripudi elettorali, superato il passaggio al Colle, esauriti i voti parlamentari preliminari, la nave governativa è varata, si smonta l’imbandieramento e si passa ai fatti. Dire di volere essere giudicati da quelli è una cosa, produrli un’altra.</p>
<p>Se si sostiene di volere rispettare il diritto dei profughi ad essere accolti, al tempo stesso impedendo gli ingressi illegittimi, posto che il sistema produttivo ha fame di lavoratori, ci si deve dotare degli strumenti per distinguere e decidere. Ricordando che per l’immigrazione “normale” è necessario si facciano decreti-flussi adeguati.</p>
<p>Meloni ha indicato la formula migliore: centri di raccolta e identificazione prima della partenza. Sarebbe meglio se in aree extraterritoriali, che alcune di quelle zone sono teatro di guerre. Sarebbe meglio ancora se a cura dell’Unione europea. Ma se, fin qui, non si è riusciti a fermare i trafficanti alla partenza non è per ragioni oscure, ma perché difficile. Servono accordi con i Paesi coinvolti. Già solo in Libia significa parlare più con le tribù che con i governi. Roba da politica estera, non da prefetto.</p>
<p>Se si afferma che il gas dall’Adriatico va preso, si rientra nel campo dell’ovvio. Vista la condizione. Ma non è che l’ovvio non sia stato fatto perché si volesse far da spalla agli speculatori, bensì perché chi oggi lo propone (Meloni compresa) era contrario. Con tanto di aizzamento della deprecata (ora) “Italia del No a tutto”. Bene, ma il fatto non è dirlo, è assegnare concessioni e avviare i lavori.</p>
<p>A volere la rete pubblica di telecomunicazione Meloni non è la prima. Ci provò anche Renzi e prima di lui altri. Risultato: soldi buttati. A questo giro sarebbero incassati dagli attuali proprietari. Passare ai fatti significa:</p>
<ol style="list-style-type: lower-alpha;">
<li>stabilire le regole del gioco;</li>
<li>chiarire se le reti in concorrenza rimangono o devono essere unificate e come;</li>
<li>indicare i criteri di valutazione, giusto per non pagarle come se fossero preziose, laddove talune sono scassate;</li>
<li>informare il mercato su cosa succede se un proprietario non intende vendere o negoziare.</li>
</ol>
<p>Dal discorso presidenziale è stata espulsa la flat tax, preferendo l’italiano: tassa piatta. Ma quelle delle campagne elettorali non erano flat e quella del discorso non è piatta. Sono aliquote nuove e aggiuntive, riferite a circostanze particolari. Il sistema fiscale si complica anziché semplificarsi.</p>
<p>In quanto alla “tregua” fiscale, pur avendo una coloritura più tenue della “pace” da altri proposta, si dovranno definire i termini di quella roba che, in italiano, si chiama: condono. Che è sempre una pernacchia fatta agli onesti e puntuali, che si sopporta se accompagnata da innovazioni sistemiche, mentre resta sberleffo se attuata per far cassa e scassare la credibilità statale.</p>
<p>Evviva la fine dell’epidemia di bonus. Mancava solo il bonus per chi propone bonus. Ma per organizzare l’assistenza a chi è veramente povero e non un travestito da povero, serve un sistema fiscale credibile. I dati dell’Irpef non fanno scopa con la realtà. E per aiutare chi cerca lavoro si deve sapere chi ha intenzione di lavorare, il che comporta l’eliminazione dei grotteschi navigator, il superamento dei centri dell’impiego e la collaborazione con le reti private.</p>
<p>In vista della modifica del patto di stabilità, in Ue, è bene chiarire che se si vuole (come vorremmo) più debito comune non si possono chiedere meno vincoli di bilancio. Se si vogliono più risultati, più strumenti, più fondi e più integrazione, quella roba porta con sé più vincoli. Che chi non escludeva di uscire dall’euro ora sia favorevole a maggiore collaborazione e integrazione è cosa bellissima, ma servono i fatti.</p>
<p>È confortante sapere che talune delle cose che si lasciarono intendere ieri non si ha intenzione di farle oggi, ma è necessario poterci credere anche domani. La nave è varata, sta in mare, il capitano ne ha il piglio, la ciurma è variopinta. Ma va fornito qualche elemento in più che non l’emozione di una reminiscenza felliniana.</p>
<p><em><strong><a href="https://laragione.eu/tutti-i-numeri/giovedi-27-ottobre-2022/">La Ragione</a></strong></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/varata/">Varata</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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		<title>Investitura</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/sapprossima-linvestitura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Oct 2022 15:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[centrodestra]]></category>
		<category><![CDATA[governo italiano]]></category>
		<category><![CDATA[mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>S&#8217;approssima l’investitura S&#8217;approssima l’investitura. Una volta ricevuto il mandato presidenziale i tempi si faranno veloci. Vedremo presto la composizione del nuovo governo, sapremo quale via l’onorevole Meloni avrà deciso d’imboccare. Una cosa la sappiamo già: Silvio Berlusconi andò per indebolire ed è stato demolito. L’ha anche favorita: la destra non ha una buona tradizione europeista [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">S&#8217;approssima l’investitura</h3>
<p>S&#8217;approssima l’investitura. Una volta ricevuto il mandato presidenziale i tempi si faranno veloci. Vedremo presto la composizione del nuovo governo, sapremo quale via l’onorevole Meloni avrà deciso d’imboccare. Una cosa la sappiamo già: Silvio Berlusconi andò per indebolire ed è stato demolito.</p>
<p>L’ha anche favorita: la destra non ha una buona tradizione europeista e anche nell’atlantismo vedeva l’opposto del nazionalismo, sicché poteva anche starci che taluno si proponesse di fare da garante della nostra collocazione internazionale, ma – a parte che l’aggressione russa all’Ucraina, complice la netta posizione polacca, aveva indotto la destra a plaudire l’europeismo atlantista del governo Draghi – le sparate di Berlusconi hanno reso possibili queste parole di Meloni: «L’Italia è a pieno titolo, e a testa alta, parte dell’Europa e dell’Alleanza atlantica».</p>
<p>Semmai è Meloni che potrà garantire per Berlusconi, che le ha fatto un gran favore. Molti sono sinceramente convinti che Meloni abbia ricevuto dagli elettori il mandato a governare e che sia stata premiata per la sua coerenza. Le cose stanno in modo diverso, il che è rilevante per provare a intravedere il futuro, non per rimestare il passato. La coalizione di destra ha incassato la maggioranza relativa dei voti e quella assoluta degli eletti.</p>
<p>Secondo le cose che essi stessi dissero (chi prenderà più vo-ti sarà il capo), il mandato a governare lo ha ricevuto una coalizione nella quale Meloni ha avuto il mandato a guidarla. Purtroppo, però, la coalizione era falsa, era un cartello elettorale e questo crea e creerà problemi. La coerenza è certificata dall’essere stata costantemente all’opposizione, per tutta la scorsa legislatura, mentre in passato non solo è stata in partiti che si candidarono in coalizioni (altrettanto false) che poi provvidero a distruggere, ma fu anche ministro.</p>
<p>E se anche restiamo alla sola scorsa legislatura, non è confutabile che sia stata costantemente alleata con chi si trovava al governo: prima alleata della Lega, stando all’opposizione con Forza Italia, poi alleata di Lega e Forza Italia, stando all’opposizione degli altri due. Variopinta, come coerenza. Le alleanze, si dice, sono solo il frutto di questo (anche del precedente e di quello prima ancora, tutte furbate mal riuscite) sistema elettorale.</p>
<p>Vero, ma allora coerenza vorrebbe che lo si cambiasse. In fretta, che non si sa mai e visto che già esponenti di Fratelli d’Italia hanno evocato possibili elezioni anticipate. La storia d’Italia e le origini della destra, in era repubblicana, inducono a chiedere di fare i conti con il passato fascista. Son conti seri, ma anche in questo caso le parole di Meloni sono state nette il 16 ottobre, ricorrenza del rastrellamento degli ebrei romani (1943).</p>
<p>Una volta al governo i conti andranno fatti con il passato assai più recente, con l’antieuropeismo mascherato da comunitarismo di nazionalismi, con la demonizzazione dei mercati, con il dileggio dei vincoli di bilancio e degli impegni sottoscritti dall’Italia. Meloni ha già iniziato questo cammino, ma le parole attendono i fatti. E non sarà facile.</p>
<p>Questa, comunque, è la sfida che farà la differenza fra una fiammata (in tutti i sensi) demagogica – con il solito premio a chi critica e si oppone – e una diversa pagina della nostra storia democratica. Pagina che sarà aperta ove Meloni si dimostri in grado di interpretare il ruolo della destra di governo in un Paese che ovviamente resta democratico, ma non meno fermamente nell’Unione europea (si chiama così) e nella comunità atlantica.</p>
<p>Per riuscirci dovrà scegliere se prediligere l’essere federatrice delle destre, come fece Berlusconi, o iniziatrice di una nuova stagione, che dismesse le dighe ideologiche non ha timori nell’affrontare le diversità programmatiche e ideali. Prosaicamente si tratta di vedere se cercherà i voti di maggioranza nell’ombra parlamentare o proverà a rivolgersi alla maggioranza degli italiani in piena luce. La scalata è compiuta, inizia la salita.</p>
<p><a href="https://laragione.eu/pdfviewer/21-ottobre-2022/"><em><strong>La Ragione</strong></em></a></p>
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