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	<title>giustiiza Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>giustiiza Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>Cosa aspettarsi dal nuovo Ministro della Giustizia?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jun 2018 16:19:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli per la lettura]]></category>
		<category><![CDATA[giustiiza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un&#8217;intervista del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede è oggetto di riflessione da parte delll&#8217;avvocato Nicola Galati In un’intervista rilasciata a Giovanni Bianconi, comparsa sul Corriere della Sera del 28 giugno, il Guardasigilli Bonafede ha sintetizzato il suo programma di riforma della Giustizia. Le proposte rispecchiano il contenuto del contratto di Governo tra Lega e M5S e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un&#8217;intervista del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede è oggetto di riflessione da parte delll&#8217;avvocato Nicola Galati</em></p>
<p>In un’intervista rilasciata a Giovanni Bianconi, comparsa sul Corriere della Sera del 28 giugno, <strong>il Guardasigilli Bonafede</strong> ha sintetizzato il suo programma di riforma della Giustizia. Le proposte rispecchiano il contenuto del contratto di Governo tra Lega e M5S e non possono certo entusiasmare un liberale. Condivisibile, ma non certo prioritaria, è la promessa di una legge che vieti ai magistrati entrati in politica di tornare a vestire la toga.</p>
<p>Sono altri gli argomenti che destano perplessità.</p>
<p><strong>In primis il tema della lotta alla corruzione</strong>, da sempre caro ai pentastellati. Quali le proposte in materia? Due classici del M5S: agenti sotto copertura e DASPO per i corruttori. Da notare come sia stata espressamente abbandonata l’idea, sbandierata in campagna elettorale, di introdurre<strong> agenti provocatori</strong> per testare l’incorruttibilità dei dipendenti pubblici. Ci si è resi finalmente conto, forse, che tale figura è incompatibile con i principi del nostro ordinamento (come sancito da diverse pronunce della Corte di Cassazione e della Corte europea dei diritti dell’uomo). Restano le problematiche tecniche circa le modalità di infiltrazione di un agente sotto copertura in una pubblica amministrazione, sul punto il ministro glissa.</p>
<p>Inoltre, non manca il proposito di <strong>aumentare le pene per i reati contro la pubblica amministrazione</strong>. Alla corretta osservazione dell’intervistatore che ha fatto notare come tali pene siano state già innalzate, il ministro ha risposto che forse non sono aumentate abbastanza! Risposta che lascia perplessi quanto la proposta stessa. L’aumento delle pene non ha effetto deterrente, come dimostrato dalla stessa realtà empirica. Anziché prenderne atto, il ministro insiste nel percorre una strada non innovativa e fallimentare. E se non si otterranno risultati che si farà, si aumenteranno le pene all’infinito? Il ministro dimentica, forse, l’esistenza del principio della proporzionalità della pena alla gravità del reato.</p>
<p><strong>Positivo è lo stop alla riforma Orlando delle intercettazioni</strong>, ampiamente criticata da tutti gli addetti ai lavori in quanto inutile e controproducente. Si attende però con curiosità la proposta di riforma dell’attuale ministro che ha affermato di aver già chiesto pareri a ventisei procuratori distrettuali, peccato non abbia chiesto anche il parere degli avvocati.</p>
<p><strong>Preoccupa, invece, lo stop alla riforma dell’ordinamento penitenziario</strong>. Nessuna sorpresa, già in campagna elettorale Lega e M5S avevano manifestato la loro contrarietà alla riforma che il governo precedente ha colpevolmente rinviato. Il motivo è il solito mantra della “certezza della pena” che sarebbe minato dalla riforma che prevede di incentivare l’accesso alle misure alternative alla detenzione.</p>
<p><strong>L’equivoco di fondo in cui cade anche il ministro</strong> è quello di considerare la pena carceraria quale unica forma di pena. Anche le misure alternative sono delle pene che favoriscono però il reinserimento del condannato e diminuiscono la probabilità di recidiva.</p>
<p>Un inizio non molto promettente all’insegna di una visione della Giustizia illiberale, giustizialista e carcerocentrica. Restiamo in attesa di essere smentiti dai fatti.</p>
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		<title>&#8220;Ecco i 4 problemi della giustizia italiana&#8230;&#8221;</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/ecco-i-4-problemi-della-giustizia-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jan 2018 12:23:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli per la lettura]]></category>
		<category><![CDATA[giustiiza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sabino Cassese sul rapporto fra giustizia ed economia. I casi Finmeccanica, Consip, Ilva e Tap. Il giudice emerito della Corte costituzionale terrà La Lectio Magistralis conclusiva della Scuola di Liberalismo (per saperne di più, clicca qui) Può l’imminente campagna elettorale prescindere dalle inefficienze (e ingiustizie) strutturali della giustizia italiana? Il caso Finmeccanica, che ha visto assolti dopo un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/ecco-i-4-problemi-della-giustizia-italiana/">&#8220;Ecco i 4 problemi della giustizia italiana&#8230;&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sabino Cassese sul rapporto fra giustizia ed economia. I casi Finmeccanica, Consip, Ilva e Tap. Il giudice emerito della Corte costituzionale terrà La Lectio Magistralis conclusiva della Scuola di Liberalismo (<a href="http://www.scuoladiliberalismofle.it/programma/">per saperne di più, clicca qui</a>)</em></p>
<p>Può l’imminente campagna elettorale prescindere dalle inefficienze (e ingiustizie) strutturali della giustizia italiana? Il caso <strong style="font-style: inherit;">Finmeccanica</strong>, che ha visto assolti dopo un calvario di sei anni gli ex manager <strong style="font-style: inherit;">Giuseppe Orsi</strong> e <strong style="font-style: inherit;">Bruno Spagnolini</strong>, dovrebbe bastare come risposta. Giustizia è stata fatta, si fa per dire, ma restano cicatrici non indifferenti (per cui nessuno pagherà): ad esempio il danno alla persona, quello alla reputazione di una delle più grandi aziende del Paese, due carriere compromesse e una commessa da 770 milioni di dollari persa. Il copione non è nuovo: la lista delle maxi-inchieste finite nel nulla, precedute da un tappeto di titoli al vetriolo, si fa di anno in anno più lunga. <strong style="font-style: inherit;">Sabino Cassese</strong>, giudice emerito della Corte Costituzionale e professore emerito della Scuola Normale Superiore di Pisa, preferirebbe invece che la giustizia rimanesse fuori dallo show della corsa alle urne. Intervistato da <em style="font-weight: inherit;">Formiche.net</em>, ci confida però di avere in mente un’idea ben chiara delle falle del sistema giudiziario. Ecco la sua ricetta per risanarle:</p>
<p><strong style="font-style: inherit;">Professor Cassese, il processo Finmeccanica è un caso isolato, o l’ennesima prova di una patologia del nostro sistema giudiziario?</strong></p>
<p>Non è un caso isolato. La giustizia italiana presenta quattro problemi. <strong>Primo</strong>: procure che avanzano accuse in maniera non meditata, se dobbiamo giudicare dalle risultanze processuali. <strong>Secondo</strong>: tempi degli organi giudicanti, quindi non delle procure, ma dei giudici, che, soprattutto in casi come questi, dovrebbero raggiungere conclusioni molto più rapidamente. <strong>Terzo</strong>: opinione pubblica e media, che attribuiscono ad ogni iniziativa giudiziaria un peso e un valore superiori a quello che ha (considerano l’accusa come un giudizio). <strong>Quarto</strong>: dirigenza politica e parlamento fanno conseguire effetti dall’accusa, invece che dal giudizio. Detto questo, mentre non ci si può non preoccupare dei danni e delle ingiustizie commesse, ci si deve rallegrare che giustizia sia stata fatta, sia pure tanto tardi.</p>
<p><strong style="font-style: inherit;">In poche parole, ci si è scordati della presunzione di innocenza.</strong></p>
<p>Quel che conta è il giudizio, non l’inizio della procedura a carico di qualcuno. In uno Stato di diritto va ascoltato il giudice, non l’accusa che inizia la procedura. In questo caso, oltre ai danni materiali, è stata offesa la dignità di persone, un valore tutelato dalla Costituzione.</p>
<p><strong style="font-style: inherit;">C’è anche una responsabilità di una parte del sistema mediatico, che da vita ai processi di piazza con un avviso di garanzia.</strong></p>
<p>Bisogna considerare l’insieme dei problemi: procure, giudici, giornalisti, opinione pubblica, politica. Ci sono, in particolare, i tempi. In qualche caso, le procure hanno rallentato o non sollecitato l’attività giudiziaria, aggravando il danno, perchè, intanto, per anni vi sono state persone sotto accusa senza processo.</p>
<p><strong style="font-style: inherit;">Un caso che ha occupato per mesi l’agone politico è quello dell’inchiesta Consip. Anche lì c’è stata una certa commistione fra sistema giudiziario e giornalistico.</strong></p>
<p>Vi sono interazioni che vanno al di là della libertà di informazione. Un pò di self-restraint da parte dei giornali e dei media sarebbe necessario.</p>
<p><strong style="font-style: inherit;">Nel caso Finmeccanica, dicevamo, c’era in gioco un’importante commessa per il sistema Paese. Lo stesso vale per l’Ilva di Taranto, dove un ricorso al Tar ha rischiato di vanificare l’investimento di Arcelor Mittal. Si può tracciare una linea dell’azione giudiziaria sulle scelte di merito della pubblica amministrazione?</strong></p>
<p>Non mi esprimo su singoli casi, che non conosco. Non penso che si possa tracciare una linea di confine in astratto. Occorre evitare clamore mediatico intorno a inchieste che non sono ancora giudizi e che finiscono per mettere in luce procure, talora sollecitando ambizioni personali, con successive gratificazioni politiche e passaggi dalla giustizia alla politica. I casi recenti sono tanto numerosi e clamorosi che non c’è bisogno di fare esempi. Inoltre, spesso le procure dimenticano che ad agire sono stati uffici statali dotati della necessaria competenza.</p>
<p><strong style="font-style: inherit;">Ad esempio, in materia di tutela ambientale.</strong></p>
<p>Ci sono strutture idonee a valutare materie come questa: ad esempio, il ministero dell’Ambiente. C’è un atteggiamento che il corpo giudiziario dovrebbe rispettare nel suo insieme, che gli americani chiamano “deference”, che non vuol dire deferenza, ma rispetto dell’opinione degli esperti.</p>
<p><strong style="font-style: inherit;">A proposito di ambiente, Massimo D’Alema ha chiesto alla procura di Lecce il “sequestro preventivo” del cantiere e la sospensione dei lavori per il gasdotto Tap.</strong></p>
<p>Un passo coerente con l’affidamento della leadership dei movimenti di sinistra a un procuratore. Naturalmente, ci si potrebbe chiedere se le grandi decisioni collettive debbano essere nelle mani di Parlamento e governo o in quelle della giustizia.</p>
<p><strong style="font-style: inherit;">Come funziona, nel suo complesso, la giustizia italiana?</strong></p>
<p>La maggior parte delle procure italiane funziona bene. Dove sono necessarie correzioni, dovrebbe intervenire il Consiglio superiore della magistratura, che dovrebbe stare più attento ad alcuni comportamenti che eccedono la normale diligenza. C’è, poi, la questione tanto discussa dei tempi dei giudizi.</p>
<p><strong style="font-style: inherit;">Cosa pensa della riforma della giustizia del governo Renzi?</strong></p>
<p>È un passo nella giusta direzione, ma bisogna fare di più. Perché questo avvenga deve essere coinvolto l’ordine giudiziario. Le riforme non si possono imporre. D’altro canto, è necessario un atteggiamento meno difensivo, o corporativo, dell’ordine giudiziario. I tempi della giustizia italiana provocano una fuga dalla giustizia.</p>
<p><strong style="font-style: inherit;">Sulla separazione delle carriere si può fare di più?</strong></p>
<p>Non si tratta di separazione delle carriere, ma dei poteri. L’ordine giudiziario è configurato dalla Costituzione come potere separato, tant’è vero che si può stabilire per legge il divieto di iscrizione ai partiti. C’è da auspicare che alle prossime elezioni le forze politiche non mettano in lista magistrati o procuratori.</p>
<p><strong style="font-style: inherit;">Giusto riformare il sistema delle intercettazioni?</strong></p>
<p>Su questo punto c’è un consenso quasi unanime. Le intercettazioni sono state spesso considerate come una forma di controllo popolare sulla vita delle persone.</p>
<p><strong style="font-style: inherit;">Secondo lei la giustizia deve ricoprire una parte importante dei programmi politici nella prossima campagna elettorale?</strong></p>
<p>Auspico che nella campagna elettorale si discuta di politica, non di giustizia. Questo tema va affrontato nelle sedi opportune, il Consiglio superiore della magistratura, il parlamento, eventualmente commissioni parlamentari di inchiesta conoscitiva. La giustizia è un tema che discende dalla Costituzione, non può essere oggetto di dibattito popolare, né tantomeno essere trascinata nella polemica pre-elettorale.</p>
<p><strong style="font-style: inherit;">Quali sono i prerequisiti per un sistema di giustizia ben funzionante?</strong></p>
<p>Pochi. Innanzitutto la tutela dello Stato di diritto. Poi processi che si concludano entro un anno, evitando di sottoporre qualsiasi questione alla Corte di Cassazione. Non parliamo di un’opera immane, è relativamente semplice.[spacer height=&#8221;20px&#8221;]
<p>Francesco Bechis, <a href="http://formiche.net/2018/01/13/cassese/">Formiche</a></p>
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		<title>Il 26 ottobre c&#8217;è il Giorno della Giustizia (e dell&#8217;Economia)</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/il-26-ottobre-ce-il-giorno-della-giustizia-e-delleconomia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Oct 2016 11:59:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli per la lettura]]></category>
		<category><![CDATA[giustiiza]]></category>
		<category><![CDATA[la marianna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[:it]Mercoledì prossimo torna la Marianna con un appuntamento dedicato alla giustizia e ai suoi costi.[:]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/il-26-ottobre-ce-il-giorno-della-giustizia-e-delleconomia/">Il 26 ottobre c&#8217;è il Giorno della Giustizia (e dell&#8217;Economia)</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Giorno della Giustizia (e dell&#8217;Economia)</p>
<p>Si discuterà di  soldi, di  tribunali e di come liberare l’economia dalla malagiustizia civile, amministrativa, tributaria. Avanzeremo le proposte sulla giustizia penale, le sue emergenze, i suoi diritti negati. La legge Mori.</p>
<p class="ui-sortable-handle"><strong>Dove: </strong>Hotel Nazionale c/o sala Cristallo, piazza Montecitorio 131 – Roma</p>
<p class="ui-sortable-handle"><strong>Quando:</strong><span class="apple-converted-space"><b> </b>26 ottobre</span> 2016, dalle ore 10:30  alle ore 18:00</p>
<p>Per saperne di più, consulta <a href="http://lamarianna.eu/index.php/26-ottobre-2016-la-marianna-si-riunisce-a-roma/">il programma della giornata</a>.</p>
[spacer height=&#8221;20px&#8221;]
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-7145" src="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/10/versolaconvenzione2-1-1-400x566.jpg" alt="versolaconvenzione2-1-1" width="212" height="300" srcset="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/10/versolaconvenzione2-1-1-400x566.jpg 400w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/10/versolaconvenzione2-1-1-250x354.jpg 250w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/10/versolaconvenzione2-1-1-650x919.jpg 650w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/10/versolaconvenzione2-1-1-150x212.jpg 150w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/10/versolaconvenzione2-1-1-17x24.jpg 17w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/10/versolaconvenzione2-1-1-25x36.jpg 25w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/10/versolaconvenzione2-1-1-34x48.jpg 34w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/10/versolaconvenzione2-1-1.jpg 700w" sizes="(max-width: 212px) 100vw, 212px" /></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/il-26-ottobre-ce-il-giorno-della-giustizia-e-delleconomia/">Il 26 ottobre c&#8217;è il Giorno della Giustizia (e dell&#8217;Economia)</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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