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	<title>giuseppe benedetto Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>giuseppe benedetto Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>La separazione delle carriere è la madre delle riforme della giustizia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Benedetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Oct 2023 15:58:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[articolo la separazione delle carriere secondo la fle]]></category>
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		<category><![CDATA[giuseppe benedetto]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mercoledì alla Camera dei deputati abbiamo lanciato un appello e una raccolta firme, che trovate sul sito della Fondazione Luigi Einaudi, a favore della separazione delle carriere dei magistrati, tra giudici e Pm. Una riforma costituzionale necessaria per equilibrare il nostro sistema giustizia, per garantire l’effettiva parità tra accusa e difesa nel processo, e una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì alla Camera dei deputati abbiamo lanciato un appello e una raccolta firme, che trovate sul sito della Fondazione Luigi Einaudi, a favore della separazione delle carriere dei magistrati, tra giudici e Pm. Una riforma costituzionale necessaria per equilibrare il nostro sistema giustizia, per garantire l’effettiva parità tra accusa e difesa nel processo, e una battaglia di civiltà. Abbiamo promosso questa iniziativa indipendentemente dalle proposte di legge già depositate in Parlamento, perché pensiamo sia importante mantenere alta l’attenzione sul tema e arrivare a una rapida approvazione.</p>
<p>E abbiamo da subito raccolto adesioni in modo trasversale. Nella sala stampa della Camera dei deputati erano presenti insieme a noi il nuovo presidente dell’Unione camere penali, Francesco Petrelli, Enrico Costa di Azione, Roberto Giachetti di Italia Viva, Raffaele Nevi di Forza Italia, Stefano Maullu di Fratelli d’Italia, e il presidente della Fondazione Unione Camere Penali, Beniamino Migliucci. Tutti convinti sostenitori dell’importanza di questa riforma.</p>
<p>Per noi la questione centrale a favore della separazione delle carriere non è l’enorme potere di questo o di quel Pm, ma la totale irresponsabilità dello stesso nel sistema giudiziario italiano che non vede eguali in nessun altro Paese europeo. Oggi pensiamo sia indispensabile avere un doppio Csm, uno per i giudici e uno per la pubblica accusa. In uno Stato liberal-democratico il magistrato non deve essere il sacerdote dell’etica pubblica, ma deve limitarsi ad applicare correttamente le leggi.</p>
<p>Chiariamo, nessun Pm deve essere controllato dall’esecutivo, infatti quella dei magistrati controllati dal Ministero della Giustizia è una bufala, una strumentalizzazione che arriva da una certa parte di magistratura militante che ogni volta che viene messa sul tavolo questa riforma si attiva per farla fallire. Il primo a dire che, pur separando le carriere dei magistrati, nessuno vuole mettere in discussione l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, è stato proprio il ministro Carlo Nordio.</p>
<p>A chi ci chiede quando sia il momento giusto per arrivare a questa riforma, noi rispondiamo “ieri”. Separare le carriere dei magistrati rappresenterebbe il completamento logico e cronologico del percorso di riforma iniziato nel 1989 con il nuovo Codice di Procedura Penale di Giuliano Vassalli, che ha segnato il passaggio dal rito inquisitorio al rito accusatorio, e proseguito dieci anni dopo con la riforma dell’art. 111 della Costituzione, che vede il giudice terzo. Oggi manca proprio quest’ultimo step, ci auguriamo che il Parlamento non si lasci sfuggire questa occasione.</p>
<p><em><strong><a href="https://formiche.net/2023/10/perche-la-separazione-della-carriere-e-un-atto-di-civilta/">Formiche.net</a></strong></em></p>
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		<title>Einaudi: il pensiero e l’azione – &#8220;Il Politico&#8221; con Giuseppe Benedetto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jun 2023 16:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività 2023]]></category>
		<category><![CDATA[Einaudi: il pensiero e l'azione]]></category>
		<category><![CDATA[Einaudi il pensiero e l'azione - Stagione 1]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe benedetto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con Giuseppe Benedetto, Presidente della FLE, ripercorriamo la carriera politica di Luigi Einaudi: dall’Assemblea Costituente all’incarico di Presidente della Repubblica. Rubrica “Einaudi: il pensiero e l’azione”</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con Giuseppe Benedetto, Presidente della FLE, ripercorriamo la carriera politica di Luigi Einaudi: dall’Assemblea Costituente all’incarico di Presidente della Repubblica.</p>
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<p><a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/einaudi-il-pensiero-e-lazione/"><em>Rubrica “Einaudi: il pensiero e l’azione”</em></a></p>
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		<title>Lo spazio per una forza liberaldemocratica c&#8217;è tutto</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/lo-spazio-per-una-forza-liberaldemocratica-ce-tutto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Benedetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 May 2023 08:34:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dicono di Noi]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe benedetto]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/lo-spazio-per-una-forza-liberaldemocratica-ce-tutto/">Lo spazio per una forza liberaldemocratica c&#8217;è tutto</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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		<title>Intervista al Presidente Giuseppe Benedetto per EXTREMA RATIO</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/intervista-al-presidente-giuseppe-benedetto-per-extrema-ratio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Galati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Mar 2023 09:43:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe benedetto]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[nondiamocideltu]]></category>
		<category><![CDATA[recensione non diamoci del tu]]></category>
		<category><![CDATA[separazione delle carriere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista all’Avvocato penalista Giuseppe Benedetto, Presidente della Fondazione Luigi Einaudi, sul suo ultimo libro “Non diamoci del tu. La separazione delle carriere”, edito da Rubbettino Editore. Un serio dibattito sulle regole del gioco della giustizia penale non può evadere la separazione delle carriere tra giudici e pm: questa, la profonda convinzione da cui muove l’Autore, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista all’Avvocato penalista Giuseppe Benedetto, Presidente della Fondazione Luigi Einaudi, sul suo ultimo libro “Non diamoci del tu. La separazione delle carriere”, edito da Rubbettino Editore. Un serio dibattito sulle regole del gioco della giustizia penale non può evadere la separazione delle carriere tra giudici e pm: questa, la profonda convinzione da cui muove l’Autore, fondando la sua riflessione su ragioni di rango prima di tutto giuridico, senza trascurare uno sguardo comparativo.</p>
<p>La carriera unica, infatti, rappresenta una peculiarità italiana soprattutto nei paesi liberal-democratici occidentali, ed esemplifica un’incoerenza del sistema interno, ancora oggi capace d’inibire il pieno compimento del processo accusatorio (introdotto più di trent’anni fa dalla Riforma Vassalli) e della riforma costituzionale del 1999, che volle incidere l’art. 111 Cost. nel segno del giusto processo e della parità delle parti di fronte ad un giudice terzo ed imparziale. Nel descrivere questa rappresentazione, Benedetto incalza sollevando l’attenzione sulle ulteriori e connesse storture dell’ordinamento, indicando una proposta di legge già depositata e giocando con le provocazioni sulla “riserva mentale” nella quale sembra arroccata la magistratura.</p>
<p>La discussione non riguarda la compromissione dell’indipendenza e dell’autonomia della magistratura, ma appartiene all’esfoliazione del nostro sistema da vecchie e diffuse tracce inquisitorie. Tutto ciò che precede, infatti, attiene al rispetto del giusto processo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe title="Intervista a Giuseppe Benedetto | EXTREMA RATIO" width="1778" height="1000" src="https://www.youtube.com/embed/j1e1f-zeZrs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
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		<item>
		<title>Scuola di Liberalismo 2023 &#8211; Giuseppe Benedetto, &#8220;La Separazione delle Carriere e la riforma della Giustizia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Cruciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Mar 2023 17:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività 2023]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe benedetto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scuola di Liberalismo 2023</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/wyS5uRk9UGM" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<h3><a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/scuola-di-liberalismo/scuola-di-liberalismo-2023">Scuola di Liberalismo 2023</a></h3>
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			</item>
		<item>
		<title>«Il pm non cerchi più le prove a favore dell’indagato&#8230;»</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/il-pm-non-cerchi-piu-le-prove-a-favore-dellindagato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennaro Grimolizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2023 10:36:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dicono di Noi]]></category>
		<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
		<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe benedetto]]></category>
		<category><![CDATA[il dubbio]]></category>
		<category><![CDATA[non diamoci del tu]]></category>
		<category><![CDATA[separazione delle carriere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>LA PROVOCAZIONE DEL CELEBRE AVVOCATO: «IO NON HO MAI VISTO UN PUBBLICO MINISTERO CHE TI INTERROMPE PER DIRTI CHE HA FATTO DELLE INDAGINI E INTEGRA LA TESI DIFENSIVA» IL SOTTOSEGRETARIO OSTELLARI, HA DATO INCARICO AGLI UFFICI PREPOSTI PER TROVARE CASI DI PM CHE HANNO AGITO PER RICERCARE PROVE A SOSTEGNO DELL’INDAGATO &#160; L’avvocato Giuseppe Benedetto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">LA PROVOCAZIONE DEL CELEBRE AVVOCATO: «IO NON HO MAI VISTO UN PUBBLICO MINISTERO CHE TI INTERROMPE PER DIRTI CHE HA FATTO DELLE INDAGINI E INTEGRA LA TESI DIFENSIVA»</h3>
<p style="text-align: center;"><strong>IL SOTTOSEGRETARIO OSTELLARI, HA DATO INCARICO AGLI UFFICI PREPOSTI PER TROVARE CASI DI PM CHE HANNO AGITO </strong><strong>PER RICERCARE PROVE A SOSTEGNO DELL’INDAGATO</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’avvocato Giuseppe Benedetto è autore del libro “Non diamoci del tu. La separazione delle carriere” (ed. Rubbettino, pp. 134, euro 16).<br />
Il presidente della “Fondazione Einaudi” pone all’attenzione dei lettori un tema di strettissima attualità, al centro dell’agenda politica, e da sempre oggetto di un’attenta analisi da parte di Carlo Nordio, che firma la prefazione, ben prima che l’ex magistrato diventasse ministro della Giustizia.</p>
<p>«Le idee sulla separazione delle carriere del ministro Nordio – dice al Dubbio Giuseppe Benedetto -, al di là di quanto scrive nel mio libro, sono nette e chiare da sempre. Una riforma di questo genere, però, passa più che dal governo dal Parlamento. Il timore del pantano parlamentare, comunque, è forte».</p>
<p><strong>Avvocato Benedetto, il suo libro è un manifesto a sostegno della separazione delle carriere?</strong><br />
È una deduzione logica e cronologica. Cronologica perché facciamo una ricostruzione storica della vicenda. Partiamo dal Codice di procedura penale riformato nel 1989 e dalla susseguente riforma costituzionale di dieci anni dopo. Nel libro si sostiene che sono state due riforme che hanno introdotto cambiamenti profondi nel nostro sistema processuale e costituzionale, ma mancano dell’ultimo tassello: il giudice terzo.<br />
Questo non è effettivamente terzo se non c’è una reale separazione della magistratura inquirente da quella giudicante. È un passaggio non di poco conto. La deduzione logica si basa sul fatto che abbiamo cercato di dimostrare alcune tesi non con argomenti da<em> politique politicienne</em>, ma con argomenti politici nel migliore senso del termine, perché la politica alta ci appartiene, anche come Fondazione Einaudi. Ma, soprattutto, con argomenti che evidenziano che il sistema odierno non regge e ci pone al di fuori dalle liberal-democrazie occidentali, sia quelle europee che quelle anglosassoni.</p>
<p><strong>Il Parlamento si sta muovendo. Alla Camera sono state presentate delle proposte di legge per separare giudici e pm. Il Terzo Polo, la Lega e Forza Italia vanno nella stessa direzione. Al momento è assente su questo fronte Fratelli d’Italia. Il legislatore è più determinato rispetto al passato? Il traguardo della separazione è alla portata?</strong><br />
Non me la sento di dire che il traguardo è alla portata. Sarei troppo ottimista. Lo stesso presidente della Commissione Affari Costituzionali ha detto martedì che, se tutto va ve bene, ci vorrebbero almeno due anni e mezzo. In politica due anni e mezzo sono due vite e mezza. Il fatto, però, che ci si muova è positivo. Io ho paura del pantano parlamentare, ma ovviamente bisognerà passare dal Parlamento. Ci potrebbe però essere una alternativa.</p>
<p><strong>A cosa si riferisce?</strong><br />
Il Parlamento potrebbe tenere conto di alcune indicazioni della Fondazione Einaudi: una rapida Assemblea Costituente per rivedere complessivamente la seconda parte della Costituzione. Potrebbe esserci in questo caso una riforma complessiva della giustizia. Siccome si è avviato l’iter parlamentare, mi hanno già chiesto in Parlamento di intervenire in audizione. Porterò le tesi della Fondazione Einaudi. Spero che anche Fratelli d’Italia e il Pd possano fare una riflessione sul tema. Dei quattro progetti presentati sulla separazione delle carriere tre sono esattamente la riproduzione di quello che la Fondazione Einaudi e l’Unione Camere penali hanno presentato sei anni fa, raccogliendo oltre 60mila firme. È un disegno di legge costituzionale, come ricorda l’avvocato Migliucci, nell’introduzione al mio libro. L’altra proposta di Forza Italia si discosta di poco da quanto suggeriamo. Spero che non si avviino varie forme di ostruzionismo da parte di potenti forze politiche e della società presenti nel nostro paese.</p>
<p><strong>Pochi giorni fa lei ha sostenuto che il pm deve sostenere l&#8217;accusa nel nostro sistema processuale non ricercare le prove a favore dell&#8217;indagato.</strong><br />
<strong>Una proposta concreta, ben più di una provocazione, per mettere mano al nostro sistema giudiziario?</strong><br />
È una provocazione. Io non ho mai visto un pubblico ministero che ti interrompe per dirti che ha fatto delle indagini e integra la tesi difensiva. Se poi vogliamo passare dal momento empirico alla teoria, questo è un retaggio classico del sistema inquisitorio. Con il sistema accusatorio le cose vanno diversamente. Dunque, non giriamo attorno al problema. La mia provocazione è stata fatta alla luce del sole, alla<br />
presenza del sottosegretario alla Giustizia Ostellari, il quale ha apprezzato la mia proposta, dando incarico agli uffici preposti per una serie di approfondimenti. A partire dai casi di pm che hanno agito per ricercare prove a sostegno dell’indagato.</p>
<p><strong>Nel suo libro lei dimostra un amore profondo per la toga. Quanto è cambiata la professione forense negli ultimi vent&#8217;anni?</strong><br />
La professione forense è completamente cambiata già rispetto a pochi anni fa. Possiamo fare un semplice esempio, prendendo in considerazione la fase antecedente al Covid e quella successiva alla pandemia. Nel post Covid ho difficoltà a relazionarmi con i sistemi informatici che oggi reggono anche il penale. Ma questo è solo un aspetto. I giovani che si avviano alla professione sono favoriti su questo<br />
fronte. È come quando la mia generazione ha iniziato la professione con il nuovo Codice di procedura penale. Ai colleghi che si affacciano alla professione consiglio di utilizzare il “metodo laico”, quello del dubbio. Leonardo Sciascia, lo scrivo pure nel mio libro, lo richiama chiaramente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.ildubbio.news/"><strong><em>Il Dubbio</em></strong></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/il-pm-non-cerchi-piu-le-prove-a-favore-dellindagato/">«Il pm non cerchi più le prove a favore dell’indagato&#8230;»</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Intervento del Presidente Giuseppe Benedetto alla Costituente LDE &#8211; Milano, 14 Gennaio 2023</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/intervento-del-presidente-giuseppe-benedetto-alla-costituente-lde-milano-14-gennaio-2023/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2023 17:55:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[costituente liberale]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe benedetto]]></category>
		<category><![CDATA[LDE]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervento del Presidente Giuseppe Benedetto alla Costituente LDE &#8211; Milano,14 Gennaio 2023</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/intervento-del-presidente-giuseppe-benedetto-alla-costituente-lde-milano-14-gennaio-2023/">Intervento del Presidente Giuseppe Benedetto alla Costituente LDE &#8211; Milano, 14 Gennaio 2023</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" title="Intervento del Presidente Giuseppe Benedetto alla Costituente LDE - Milano, 14 Gennaio 2023" width="1778" height="1000" src="https://www.youtube.com/embed/O9_zDd78ow0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Intervento del Presidente Giuseppe Benedetto alla Costituente LDE &#8211; Milano,14 Gennaio 2023</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/intervento-del-presidente-giuseppe-benedetto-alla-costituente-lde-milano-14-gennaio-2023/">Intervento del Presidente Giuseppe Benedetto alla Costituente LDE &#8211; Milano, 14 Gennaio 2023</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Luigi Einaudi e la successione</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/luigi-einaudi-e-la-successione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Benedetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2022 06:30:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe benedetto]]></category>
		<category><![CDATA[luigi einaudi]]></category>
		<category><![CDATA[successione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un liberale come Luigi Einaudi attribuiva al merito un significato individuale, tale per cui la societa e l’organizzazione economica devono premiare l’intelligenza, la fatica e il lavoro del singolo individuo, mentre ciò non vale nel caso di chi eredita una piccola o grande fortuna da quel singolo individuo che l’ha accumulata nel tempo. Eppure lo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un liberale come Luigi Einaudi attribuiva al merito un significato individuale, tale per cui la societa e l’organizzazione economica devono premiare l’intelligenza, la fatica e il lavoro del singolo individuo, mentre ciò non vale nel caso di chi eredita una piccola o grande fortuna da quel singolo individuo che l’ha accumulata nel tempo.</p>
<p>Eppure lo stesso Einaudi sottolinea una cosa di buon senso, ovvero che chi “fa i soldi” non li fa soltanto per sé stesso o per la gloria ma esattamente per passare questa ricchezza ai propri figli o in generale a chi egli ritenga degno di riceverla al momento della propria morte (anche prima, tramite delle donazioni). Quindi bisogna stare attenti a inventarsi un&#8217;imposta di successione espropriativa che tolga all’individuo tutto o quasi il patrimonio nel momento in cui egli passa a miglior vita: si corre il grosso rischio<br />
di togliere una delle motivazioni principali ad avere successo economico.</p>
<p>La situazione peggiora quando le imposte di successione di livello espropriativo vengono utilizzate per finanziare la cosiddetta “spesa corrente” e non quella “in conto capitale” per investimenti di lungo termine. Il rischio é che le ricchezze accumulate dagli individui vengano dissipate senza che queste abbiano il tempo di ricostituirsi (grazie alla residua voglia dei cittadini di accumularle, messa a dura prova dalle aliquote eccessive dell’imposta stessa).</p>
<p>D’altra parte, secondo Einaudi é più che giusto che l’imposta di successione serva ad appianare almeno in parte le differenze nei punti di partenza conseguenti ai diversi patrimoni familiari. Tuttavia, l&#8217;imposta di successione dev’essere ben congegnata, tenendo presente esigenze diverse che ‘spingono’ in direzioni diverse, per cui é necessario trovare un compromesso intelligente.</p>
<p>Einaudi esplicitamente apprezzava la cosiddetta proposta del “sistema Rignano” (nulla a che fare con il Comune di nascita di Renzi, ovviamente, ma un riferimento all’ingegner Eugenio Rignano che la ideò). Partendo dal presupposto che lo Stato deve utilizzare i proventi per finanziare spese di investimento e non dev’essere pagato in natura ma in denaro (per evitare che accumuli beni — per esempio immobili &#8211; di cui farebbe calare pesantemente il valore nel momento in cui decidesse di disfar ìsene per esigenze di cassa), il “sistema Rignano” consiste nell’esentare il primo passaggio successorio (da Tizio al figlio Caio), mentre tutti i passaggi successivi sono tassati per un<br />
terzo del patrimonio iniziale e i pagamenti delle imposte garantiti da un’ipoteca messa dallo Stato sui beni del defunto Tizio. Dunque il nipote Sempronio paga il primo terzo, il bisnipote Caio iunior il secondo terzo e il trisnipote Sempronio iunior l&#8217;ultimo terzo. A questo punto l’eredita iniziale sarebbe completamente incamerata dallo Stato, ma tutti i membri della famiglia che eredita possono conservare l&#8217;intera eredita iniziale se a ogni passaggio successivo al primo sono in grado di risparmiare una somma pari al terzo del patrimonio iniziale che dev’essere pagato allo Stato, cosi da avere risorse aggiuntive per farlo.</p>
<p>Tanto per essere chiari: per un’eredita di 900mila euro gli eredi a partire da Caio devono risparmiare 300mila euro aggiuntivi per pagare le imposte dovute e preservare il patrimonio iniziale.</p>
<p><a href="https://laragione.eu/pdfviewer/13-dicembre-2022/"><em>La Ragione, 14 dicembre 2022, pag. 3</em></a></p>
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		<title>Il Presidente Giuseppe Benedetto sarà ospite a Linea Notte &#8211; Tg3</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Cruciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2022 08:30:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività 2022]]></category>
		<category><![CDATA[Dicono di Noi]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe benedetto]]></category>
		<category><![CDATA[tg3 linea notte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Presidente della Fondazione Einaudi Giuseppe Benedetto sarà ospite a Linea Notte, Tg3, il giorno lunedì 12 dicembre dalle ore 24:00.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Presidente della Fondazione Einaudi <strong>Giuseppe Benedetto</strong> sarà ospite a Linea Notte, Tg3, il giorno lunedì 12 dicembre dalle ore 24:00.</p>
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		<title>La riforma Cartabia (per ora) non si tocca &#8211; editorialedomani.it</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Nov 2022 10:10:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dicono di Noi]]></category>
		<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe benedetto]]></category>
		<category><![CDATA[non diamoci del tu]]></category>
		<category><![CDATA[rassegna giornali online non diamoci del tu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La settimana “giudiziaria” è stata caratterizzata da un giro di incontri del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che sta prendendo contatti con tutte le rappresentanze del mondo della giustizia. Politicamente, la linea del ministro sembra quella di conservare l’impianto riformatore della riforma Cartabia, che entrerà in vigore per il penale a fine anno. Tuttavia, nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/la-riforma-cartabia-per-ora-non-si-tocca-editorialedomani-it/">La riforma Cartabia (per ora) non si tocca &#8211; editorialedomani.it</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La settimana “giudiziaria” è stata caratterizzata da un giro di incontri del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che sta prendendo contatti con tutte le rappresentanze del mondo della giustizia. Politicamente, la linea del ministro sembra quella di conservare l’impianto riformatore della riforma Cartabia, che entrerà in vigore per il penale a fine anno. Tuttavia, nel rispetto del programma di centrodestra, Fratelli d’Italia ha già dato segnali di voler mettere mano ad alcune questioni nel comparto giustizia, anche intervenendo sulle misure approvate nella passata legislatura.</p>
<p>La prossima settimana, tuttavia, arriveranno chiarimenti direttamente dal ministro Nordio, che presenterà le linee guida del suo ministero davanti alle camere.</p>
<p>Sul fronte dei contributi, in questa edizione trova spazio l’intervento del professor Andrea Morrone, che esamina il metodo comunicativo della Corte costituzionale, alla luce delle ultime pronunce. Proprio di questo si parlerà a un convengo di diritto costituzionale, organizzato dalla rivista Quaderni costituzionali a Bologna e che è possibile seguire in diretta streaming su Radioradicale.</p>
<p><strong>LA RIFORMA CARTABIA</strong></p>
<p>«La riforma Cartabia entrerà in vigore così com’è: ci potrà essere qualche ulteriore slittamento di qualche sua piccola parte, ma non si può pensare di ritrattare la normativa con la Commissione Europea: abbiamo già avuto tranche di finanziamento», parola del viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto.</p>
<p>In realtà, l’intenzione filtrata da Fratelli d’Italia è che la riforma sia oggetto di una sorta di restyling nel 2023, una volta affrontate le emergenze di fine anno. Tuttavia, la stella polare di ogni intervento deve essere il Pnrr, di cui la riforma è attuazione.</p>
<p>Tra le certe riforme che questo governo metterà in cantiere c’è però quella dell’ordinamento giudiziario (nella passata legislatura si è approvata anche questa, ma in gran parte si tratta di una legge delega di cui mancano i decreti attuativi). Proprio di questo parlerà il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che sarà con l’ex giudice costituzionale Sabino Cassese e l’ex presidente delle Camere penali, Beniamino Migliucci, in occasione della presentazione del libro &#8220;Non diamoci del tu&#8221; di Giuseppe Benedetto, Presidente della Fondazione Luigi Einaudi, il 30 novembre prossimo.</p>
<p>Il giorno successivo, 1 dicembre, invece, il ministro sarà davanti al parlamento per presentare le linee guida del suo ministero.</p>
<p><strong>RICOMINCIA L’ITER DELL’EQUO COMPENSO<br />
</strong></p>
<p>«L&#8217;avvocatura chiede espressamente che il governo tenga conto delle priorità più volte rappresentate: prima tra tutte l&#8217;approvazione della legge sull&#8217;equo compenso», è stata la richiesta della presidente del Cnf, Maria Masi, al viceministro Sisto e al sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari.</p>
<p>Detto fatto, il disegno di legge sull&#8217;equo compenso, approvato all&#8217;unanimità nella scorsa dalla Camera e dalla Commissione Giustizia del Senato e non approvato in via definitiva a causa della fine anticipata della legislatura, ha ricominciato il proprio iter legislativo in commissione Giustizia di Montecitorio. Il consenso è stato unanime nel procedere in modo spedito.</p>
<p><strong>NORDIO INCONTRA IL CNF E L’ANM</strong></p>
<p>Il ministro Nordio, dopo aver incontrato informalmente il Csm uscente, ha ricevuto una delegazione del Consiglio nazionale forense composta dalla presidente Maria Masi, insieme a una delegazione del Cnf composta dalla vicepresidente Patrizia Corona, dalla segretaria Rosa Capria e dal tesoriere Giuseppe Iacona.</p>
<p>L’avvocatura istituzionale gli ha sottoposto alcune direttrici di intervento: la necessità di intervenire sulle riforme approvate e in itinere per correggere alcune evidenti criticità e per garantire l’effettività dell’esercizio di difesa; il rafforzamento del ruolo e delle funzioni degli avvocati nei consigli giudiziari e a un loro maggiore coinvolgimento anche nell’organizzazione dei tribunali e negli uffici ministeriali.</p>
<p>Nell’incontro con la giunta dell’Anm, invece, sono stati segnalati alcuni interventi ritenuti più urgenti per assicurare piena funzionalità al servizio giustizia. In particolare, si è discusso di alcune criticità della nuova disciplina sull’udienza cartolare, prevista per il rito civile, e l’Anm ha espresso le sue preoccupazioni per le gravi scoperture degli organici del personale amministrativo.</p>
<p><strong>GIUSTIZIA E POLITICA</strong></p>
<p>Forza Italia spinge politicamente perchè venga istituita una commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sull&#8217;uso politico della giustizia. La proposta, che era stata avanzata anche nella passata legislatura, muove dallo scandalo Palamara ed è stata sollecitata dal vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, anche in seguito all’assoluzione di Silvio Berlusconi in uno dei filoni del processo Ruby ter.</p>
<p><strong>I LAICI DEL CSM</strong></p>
<p>In attesa della data del 13 dicembre, quando il parlamento si riunirà in seduta comune per eleggere i consiglieri laici del nuovo Csm, stanno arrivando le prime candidature.</p>
<p>Secondo il regolamento della Camera approvato nelle settimane scorse, per rispettare il principio di trasparenza imposto dalla riforma Cartabia, gli aspiranti laici devono candidarsi ufficialmente in proprio o su proposta di 10 parlamentari.</p>
<p>A questo <a href="https://www.camera.it/Leg19/1406">link </a>è possibile accedere all’elenco di tutti gli autocandidati: i partiti, infatti, non hanno ancora presentato nessun nome ed è probabile che scopriranno le loro carte solo negli ultimi giorni. Per ora, i nomi che spiccano sono quelli dell’avvocato delle cause contro il Movimento 5 Stelle, Lorenzo Borrè, l’ex avvocato di Silvio Berlusconi, Gaetano Pecorella, l’avvocato e professore Massimiliano Marotta e ex candidato alla Camera in Campania per Noi moderati</p>
<p>A questo proposito, va ricordato che il regolamento lascia irrisolta la questione della parità di genere, perchè fissa solo principi ordinatori.</p>
<p><strong>LA MAGISTRATURA ONORARIA IN AGITAZIONE<br />
</strong><br />
«La magistratura onoraria aspetta da troppo, oltre 20 anni, non c&#8217;è piu&#8217; tempo: i colleghi si ammalano e ci lasciano senza diritto a nulla, i colleghi amministrano il 60% della Giustizia pagati in modo indecente, i colleghi hanno una ridicola indennità ferma da inizio millennio, mentre l&#8217;apporto chiesto e fornito è esponenziale», si legge nel documento della Consulta della magistratura onoraria, sottolineando che «preoccupano non poco le recenti esternazioni del Presidente del Consiglio, su una manovra finanziaria a saldi invariati, con un rinvio anche delle storiche rivendicazioni&#8217;, da riprendere in un secondo momento».</p>
<p>La questione è aperta ormai da anni e l’Italia è stata ammonita anche a livello europeo, per cui un intervento è necessario anche al fine di scongiurare la procedura di infrazione con possibili ripercussioni sui fondi del Pnrr.</p>
<p><strong>ITER SUL DL ANTI-RAVE</strong></p>
<p>Inizia l’iter di conversione del decreto legge del 31 ottobre, che contiene la norma cosiddetta anti-rave, che è stata fortemente criticata anche da parti della stessa maggioranza che ha approvato il testo.</p>
<p>Le critiche riguardano in particolare l’indeterminatezza della condotta prevista dal reato e la pena, da 3 a 6 anni, che permette l’utilizzo delle intercettazioni come mezzo di ricerca della prova.</p>
<p>Il dl è stato incardinato in commissione Giustizia al Senato, dove sono stati ascoltati già alcuni esperti che hanno ribadito le osservazioni critiche. Entro giovedì 24 si chiuderà la discussione generale, il termine per la presentazione degli emendamenti è stato fissato a lunedì 28 novembre alle ore 12. Nella seduta di martedì 29 sono previsti l&#8217;illustrazione degli emendamenti e i pareri. Mercoledì 30 novembre si voteranno gli emendamenti.</p>
<p>E’ possibile che un emendamento venga depositato anche dal governo, per scongiurare nuovi strascichi di polemiche. Dentro la maggioranza, Forza Italia ha annunciato che – in mancanza di un intervento dell’esecutivo – depositerà emendamenti modificativi.</p>
<p><strong>IL CASO DI NASRIN SOTOUDEH</strong></p>
<p>In queste settimane di scontri in Iran e di mobilitazioni internazionali per i diritti delle donne nel paese, torna l’attenzione sul caso di Nasrin Sotoudeh, l’avvocata iraniana in prima linea nella lotta per i diritti umani e sostenuta nella sua battaglia dal Consiglio nazionale forense e dall’Associazione avvocati giuslavoristi italiani.</p>
<p>Nel 2017, a causa della sua attività professionale, resa anche in difesa di donne e uomini accusati di attività sovversive dal regime iraniano, è stata condannata a 38 anni di carcere, pena dapprima ridotta a 27 anni e poi aumentata di 5 anni, cui sono stati aggiunti 148 colpi di frusta. Nasrin ha scontato 3 anni di carcere per poi,a causa delle sue precarie condizioni di salute, ha ottenuto il ricovero ospedaliero e poi i domiciliari. A lei è stato attribuito il premio internazionale “Ipazia” dedicato all’eccellenza femminile, con premiazione che si terrà a Genova in occasione della Giornata mondiale dei Diritti dell’Uomo.</p>
<p><strong>ANCORA SUL CASO LOGGIA UNGHERIA</strong></p>
<p>Si è svolta l’udienza preliminare del processo per calunnia all&#8217;ex segretaria di Piercamillo Davigo, Marcella Contrafatto. L’indagata è accusata di essere il “corvo” del Csm che inviò in forma anonima i verbali di Piero Amara sulla loggia Ungheria alle redazioni del Fatto Quotidiano, Repubblica e al consigliere Csm, Nino Di Matteo.</p>
<p>«La perizia grafologica disposta dal giudice ha escluso la riconducibilità alla mia assistita della lettera recapitata a Antonino Di Matteo che accompagnava il verbale di interrogatorio dell&#8217;avvocato Amara», ha detto al termine dell&#8217;udienza l&#8217;avvocata Alessia Angelini.</p>
<p>Contrafatto ha reso dichiarazioni spontanee, dicendo che «Quanto all&#8217;accusa che mi è stata rivolta voglio precisare ancora una volta che non conosco Francesco Greco, né ho mai avuto qualcosa da recriminare nei suoi confronti. Non ho inviato al dottor Di Matteo nessun interrogatorio e tanto meno lettere. Peraltro non avrei avuto necessità di spedire nulla, lavorando all&#8217;interno dello stesso edificio. Tantomeno ho mai telefonato alla dottoressa Milella (giornalista di Repubblica ndr). Il mio cellulare proprio perché intestato al CSM non aveva blocchi e mi è capitato più di una volta di lasciarlo incustodito sulla scrivania».</p>
<p><strong>ANCORA CARENZE DI ORGANICO</strong></p>
<p>Gli uffici giudiziari restano in una situazione di grave sofferenza per «le sempre crescenti scoperture di organico che presto, in mancanza di misure adeguate, arriveranno a quasi 2000 unità», ha detto il vicepresidente del Csm, David Ermini, chiedendo una modifica legislativa che riduca a un anno dagli attuali 18 mesi il tempo del tirocinio per i nuovi magistrati. L’ultimo conferimento di funzioni è della settimana scorsa, con 258 nuovi magistrati.</p>
<p><strong>LA NOMINA DI AVVOCATO GENERALE DI CASSAZIONE</strong></p>
<p>La sostituta pg di Cassazione, Rita Sanlorenzo, è stata nominata dal plenum del Csm avvocato generale presso la corte di Cassazione. A distanza di due anni dalla nomina di Margherita Cassano a presidente aggiunto della Corte, una donna arriva anche in uno dei ruoli di vertice della Procura generale.</p>
<p>Gli avvocati generali sono cinque: due nel servizio civile e tre nel servizio penale, con compiti di coordinamento e distribuzione delle udienze. Hanno funzioni direttive requirenti di legittimità, svolgono anche il servizio disciplinare forense (le funzioni requirenti nelle udienze giurisdizionali del Cnf, relative ai procedimenti disciplinari nei confronti degli avvocati, e nei procedimenti disciplinari a carico degli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria) e sono responsabili per le relazioni con la Rete dei procuratori generali dell’Unione Europea.</p>
<p>Sanlorenzo, in passato leader di Magistratura democratica, è stata scelta all&#8217;esito di un ballottaggio con un&#8217;altra donna, l&#8217;ex consigliera del Csm Pina Casella.</p>
<p><strong>CAMERA PENALE DI ROMA</strong></p>
<p>L’avvocato Gaetano Scalise è il nuovo presidente della Camera Penale di Roma, vincendo con 261 voti di lista contro lo sfidante Fabrizio Merluzzi. In base al regolamento alla lista vincente vengono assegnati 6 consiglieri, all’altra quattro.</p>
<p>I membri del direttivo eletti sono: Giuseppe Belcastro (155 voti), Salvatore Sciullo (154), Cesare Gai (113), Domenico Naccari (122) Roberto Borgogno (109), Eleonora Piraino (97), Fabrizio Merluzzi (di diritto), Emma Tosi (99), Marina Lo Faro (84), Francesco Compagna (82).</p>
<p><strong>IL CONGRESSO STRAORDINARIO DI AIGA<br />
</strong><br />
&#8220;Next Generation Lawyers. Protagonisti del cambiamento&#8221;: è questo il titolo del congresso straordinario dell&#8217;Associazione italiana giovani avvocati (Aiga), che si terrà il 25 e 26 novembre, a Bologna. Fra i partecipanti il viceministro e il sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto e Andrea Delmastro Delle Vedove ed il presidente di Cassa forense Valter Militi, la conclusione dei lavori sarà affidata al presidente dell&#8217;Aiga, Francesco Paolo Perchinunno.</p>
<p><a href="https://www.editorialedomani.it/giustizia/la-riforma-cartabia-per-ora-non-si-tocca-yemql2zc"><strong><em>Domani</em></strong></a></p>
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