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	<title>Giovanni Falcone Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>Giovanni Falcone Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>Le vere parole di Giovanni Falcone sulla separazione delle carriere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Cangini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 May 2024 15:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[articolo la separazione delle carriere secondo la fle]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non è il primo, non sarà l’ultimo. Sono anni che chi sostiene la bontà della separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante ricorda che anche Giovanni Falcone si disse favorevole e sono anni che i magistrati contrari alla separazione delle carriere negano che Giovanni Falcone si fosse espresso a riguardo. I più arditi sostengono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non è il primo, non sarà l’ultimo. Sono anni che chi sostiene la bontà della separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante ricorda che anche Giovanni Falcone si disse favorevole e sono anni che i magistrati contrari alla separazione delle carriere negano che Giovanni Falcone si fosse espresso a riguardo. I più arditi sostengono fosse, addirittura, ferocemente contrario.</p>
<p>Oggi, su Repubblica, è stato il turno dell’arditissimo Piero Grasso. “Falcone si sta rivoltando nella tomba”, ha detto l’ex procuratore nazionale antimafia. Il quale, dopo aver sostenuto che “lo sport più diffuso è quello di attribuire a Falcone dopo la sua morte idee che non lo avevano nemmeno sfiorato”, ha parlato esplicitamente di “fake news”.</p>
<p>Nella speranza, forse vana, di porre fine una volta per tutte all’annosa querelle, vale la pena pubblicare un consistente estratto dell’intervista che Giovanni Falcone rilasciò a Mario Pirani di Repubblica il 3 ottobre 1991. Si parlava della riforma Vassalli e del nuovo codice di procedura penale. Quelle che seguono sono le parole, mai smentite, di Giovanni Falcone: “Un sistema accusatorio parte dal presupposto di un pubblico ministero che raccoglie e coordina gli elementi della prova da raggiungersi nel corso del dibattimento, dove egli rappresenta una parte in causa. Gli occorrono, quindi, esperienze, competenze, capacità, preparazione anche tecnica per perseguire l&#8217;obbiettivo. E nel dibattimento non deve avere nessun tipo di parentela col giudice e non essere, come invece oggi è, una specie di para-giudice.</p>
<p>Il giudice, in questo quadro, si staglia come figura neutrale, non coinvolta, al di sopra delle parti. Contraddice tutto ciò il fatto che, avendo formazione e carriere unificate, con destinazioni e ruoli intercambiabili, giudici e Pm siano, in realtà, indistinguibili gli uni dagli altri. Chi, come me, richiede che siano, invece, due figure strutturalmente differenziate nelle competenze e nella carriera, viene bollato come nemico dell&#8217;indipendenza del magistrato, un nostalgico della discrezionalità dell’azione penale, desideroso di porre il Pm sotto il controllo dell&#8217;Esecutivo”.</p>
<p>Le stesse, pretestuose, accuse che Giovanni Falcone lamentava di subire da certi suoi colleghi per aver sostenuto la necessità di “una differenziazione strutturale nelle competenze e nella carriera” di pm e gip vengono oggi rivolte al ministro Carlo Nordio.</p>
<p><a href="https://formiche.net/2024/05/falcone-nordio-riforma-giustizia/"><em><strong>Formiche.net</strong></em></a></p>
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		<title>Chi fermò Falcone e Borsellino</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/chi-fermo-falcone-e-borsellino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 May 2022 13:52:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Falcone]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Su Falcone e Borsellino il problema non è solo quello dei depistaggi, ma anche quello di un inquinamento della memoria… Già c&#8217;erano state le celebrazioni, come ogni anno improntate ad una insopportabile ipocrisia; poi sono arrivate anche le inchieste, le rivelazioni, i retroscena fin qui taciuti, ovvero delle intemerate giornalistiche, che sono dei copia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/EwYfXuknsZc" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: center;">Su Falcone e Borsellino il problema non è solo quello dei depistaggi, ma anche quello di un inquinamento della memoria…</h3>
<p>Già c&#8217;erano state le celebrazioni, come ogni anno improntate ad una insopportabile ipocrisia; poi sono arrivate anche le inchieste, le rivelazioni, i retroscena fin qui taciuti, ovvero delle intemerate giornalistiche, che sono dei copia incolla di carte già smentite negli anni passati.</p>
<p>Allora il problema attorno alle figure di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino non è solo il tema dei depistaggi giudiziari. Per quel che riguarda, per esempio, la morte di Borsellino è in corso un processo a Caltanissetta e, naturalmente, noi, essendo rispettosi del diritto, attendiamo di sapere se quel processo giungerà a delle condanne a carico di ipotetici depistatori.</p>
<p>Infatti, siamo già assolutamente certi che ci sia stato un depistaggio di quelle indagini, perché già si celebrarono dei processi che portarono alle condanne in primo grado, in secondo grado e, infine, validate dalla Cassazione, rivelatesi delle bufale totali, tant&#8217;è che dovettero essere cancellati: arrivò un pentito vero, mentre il primo era falso e non era assolutamente l’unico.</p>
<p>Al pentito falso avevano creduto ed aveva portato la giustizia su un binario morto: ora il problema, dicevo, non è solamente quello dei depistaggi giudiziari &#8211; che devono essere risolti in sede giudiziaria &#8211; il problema è quello di un inquinamento, di una corruzione della memoria: queste robe giornalistiche contribuiscono a corrompere e ad inquinare la memoria.</p>
<p>Noi, nella nostra memoria collettiva, dobbiamo tenere alcuni punti fermi, che nessuno è in grado di smentire, perché sono delle conclamate verità. Tutta questa pagliacciata delle nuove rivelazioni serve ad occultare e a confondere le conclamate verità.</p>
<p>La verità fondamentale è che prima Giovanni Falcone e poi Paolo Borsellino furono isolati e messi nelle condizioni di non poter assolvere ai loro doveri, di non potere fare le indagini, di non potere combattere la mafia e i suoi addentellati dalla magistratura, dai loro colleghi magistrati.</p>
<p>Giovanni Falcone arrivò ad essere portato davanti al CSM in stato di incolpazione: doveva scusarsi, doveva dimostrare di essere una persona perbene. Furono totalmente isolati e messi nella condizione di non poter agire.</p>
<p>Poi, dopo la morte, gli stessi che li avevano messi in quelle condizioni hanno cominciato a sfilare e a considerarli maestre e grandi esempi. Loro li avevano bloccati.</p>
<p>Tra le cose che furono bloccate è conclamata verità l&#8217;inchiesta “mafia-appalti”: non solo, ma quando Paolo Borsellino chiese di potere continuare il lavoro del defunto Falcone sull&#8217;inchiesta “mafia-appalti” gli fu risposto di no e gli fu dato il via libera il giorno stesso in cui fu ucciso. Anzi, dopo due giorni dalla sua morte l&#8217;intera inchiesta “mafia-appalti” è stata smembrata e archiviata nei palazzi della giustizia, non nei vicoli della mafia. Questa è una verità conclamata.</p>
<p>Un pentito che, successivamente, si rivelò essere molto importante chiese di parlare solo con il Procuratore Borsellino. Dal Capo della Procura di Palermo gli fu data l&#8217;autorizzazione ad andarci, ma alla condizione che non ponesse domande. Surreale! Doveva ascoltare, ma non poteva fare domande.</p>
<p>Questa è la realtà dei fatti! Dopodiché possiamo guardare nelle carte giudiziarie il mandante, l&#8217;esecutore, la meccanica, tutto quello che volete. Ma la pagliacciata del non detto e del nascosto serve a nascondere l&#8217;evidente e il dimostrato.</p>
<p>Poi ci furono coperture politiche? Perché c&#8217;è qualcuno in circolazione disposto a credere che le correnti della magistratura non siano politicizzate? Sono quelle sono quelle e non altro che hanno messo Falcone e Borsellino nelle condizioni di non poter agire.</p>
<p>Il resto lo scriviamo nella storia, ma, nel frattempo, non con rompiamola.</p>
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		<title>23 maggio 1992</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/23-maggio-1992/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 May 2022 12:33:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[23 maggio 1992]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Falcone]]></category>
		<category><![CDATA[strage di Capaci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quel sabato 23 maggio si era al lavoro. La notizia è arrivata nel pomeriggio e, all’inizio, sembrava che sia Giovanni Falcone, sia sua moglie fossero rimasti in vita, ma purtroppo non era così. La serata di quel giorno fu dedicata ad amarissime riflessioni su quel magistrato che era stato isolato dai suoi colleghi, colpito dalle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/23-maggio-1992/">23 maggio 1992</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/c9BBIicy1l0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Quel sabato 23 maggio si era al lavoro. La notizia è arrivata nel pomeriggio e, all’inizio, sembrava che sia Giovanni Falcone, sia sua moglie fossero rimasti in vita, ma purtroppo non era così. La serata di quel giorno fu dedicata ad amarissime riflessioni su quel magistrato che era stato isolato dai suoi colleghi, colpito dalle polemiche politiche, trascinato davanti al Consiglio Superiore Magistratura in stato d&#8217;accusa.</p>
<p>E ancora non avevamo visto il peggio: l&#8217;esaltazione di chi lo aveva attaccato, il tentativo del suo collega e amico Borsellino di continuarne il lavoro e, a sua volta isolato, e tenuto fuori appositamente dalla Procura di Palermo; lontano dalle indagini che intendeva fare, proseguendo il lavoro di Falcone. Infine, anche lui fu ucciso.</p>
<h3>Non è solamente una pagina terribile della nostra storia personale e collettiva. Ma è una pagina la cui storia vera deve ancora essere scritta, al di là degli sciacalli che organizzarono e realizzarono quell&#8217;attentato.</h3>
<p>#LaMemoriaDiTutti  <a href="https://www.fondazionefalcone.org/">@Fondazione Falcone</a></p>
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