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	<title>giavazzi Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>giavazzi Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>Altro che mega riforme: serve uno Stato leggero contro i burocrati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 May 2017 14:32:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli per la lettura]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[giavazzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[:it]Francesco Giavazzi illustra alcune proposte per un ripensamento radicale del ruolo della macchina amministrativa, il principale ostacolo alto sviluppo[:]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/altro-che-mega-riforme-serve-uno-stato-leggero-contro-i-burocrati/">Altro che mega riforme: serve uno Stato leggero contro i burocrati</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Alcune proposte per un ripensamento radicale del ruolo della macchina amministrativa, il principale ostacolo alto sviluppo. II caso di Venezia e l’esempio delta costituzione americana. Cosa significa privatizzare le funzioni centrali senza abolire alcune regole di base. Un esempio positivo: le telecomunicazioni</em></p>
<p><strong>Per lungo tempo gli economisti hanno confinato le riflessioni sulla crescita</strong> a modelli che non tengono conto (o tengono conto in misura residuale) del ruolo delle istituzioni. Spesso infatti i principali responsabili della mancata crescita sono le regole che tendono a soffocare l&#8217;attività economica e soprattutto il ruolo svolto da chi quelle regole amministra.</p>
<p><strong>Nel libro scritto con Giorgio Barbieri <em>I Signori del Tempo Perso</em></strong> (Longanesi 2017) individuiamo in un ripensamento radicale del ruolo dello Stato uno degli snodi per far ripartire la crescita.</p>
<p><strong>Se davvero siamo convinti che la burocrazia sia irriformabile</strong>, e probabilmente lo è, dobbiamo &#8211;pensare all&#8217;alternativa di uno «Stato leggero», che si occupa poco più che di sicurezza, interna ed estera, e di garantire un accesso rapido ed efficiente alla giustizia civile per risolvere be controversie.</p>
<p><strong>Come scrivevano Milton e Rose Friedman</strong>, «eliminare la burocrazia tagliandole l&#8217;erba di sotto i piedi». Dopo un secolo di esperienza con lo Stato regolatore forse e giunto il momento di chiedersi se non ci siamo spinti troppo in là.</p>
<p><strong>Siamo sicuri che se il transito di navi oceaniche nel bacino di San Marco</strong> fosse regolato da un contratto privato fra la città di Venezia e gli armatori, anziché da un decreto legge che a oltre cinque anni dall&#8217;approvazione non è ancora in vigore, quelle navi continuerebbero a transitare?</p>
<p><strong>E se quel contratto privato non prevedesse i transiti</strong>, qualora le compagnie di navigazione non lo rispettassero, la città potrebbe rivolgersi al giudice che imporrebbe l&#8217;applicazione di quanto pattuito.</p>
<p><strong>Un singolo giudice</strong>, non il Tar, o il Consiglio di Stato, che da cinque anni si intromettono, impedendo l&#8217;attuazione di quelle norme.</p>
<p><strong>Cambiare in modo tanto radicale</strong> l&#8217;impostazione giuridica della nostra società — sostituendo un sistema amministrato da regole sorvegliate da funzionari pubblici con contratti privati, giudici e arbitri può apparire un obiettivo assai poco realistico.</p>
<p>Non lo è. [spacer height=&#8221;20px&#8221;]
<p><a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/05/2017051536093026-11-Copia.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-9418 size-large aligncenter" src="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/05/2017051536093026-11-Copia-650x411.jpg" alt="" width="640" height="405" srcset="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/05/2017051536093026-11-Copia-650x411.jpg 650w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/05/2017051536093026-11-Copia-250x158.jpg 250w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/05/2017051536093026-11-Copia-400x253.jpg 400w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/05/2017051536093026-11-Copia-768x486.jpg 768w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/05/2017051536093026-11-Copia-150x95.jpg 150w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/05/2017051536093026-11-Copia-800x506.jpg 800w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/05/2017051536093026-11-Copia-1200x759.jpg 1200w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/05/2017051536093026-11-Copia-1600x1013.jpg 1600w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/05/2017051536093026-11-Copia-2000x1266.jpg 2000w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/05/2017051536093026-11-Copia-300x190.jpg 300w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/05/2017051536093026-11-Copia-24x15.jpg 24w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/05/2017051536093026-11-Copia-36x23.jpg 36w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/05/2017051536093026-11-Copia-48x30.jpg 48w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" />[spacer height=&#8221;20px&#8221;]</a></p>
<p><strong>C’è un modo abbastanza semplice per ridurre drasticamente il numero di leggi e regolamenti</strong>, e quindi il numero di burocrati necessari per amministrarli: liberalizzare i rapporti fra i cittadini, diffondendo la concorrenza e ridurre lo spazio che lo Stato occupa nella società. Una svolta che sarebbe più facile se si inserisse nella Costituzione una norma che preveda limiti espliciti all&#8217;esercizio del potere da parte dello Stato proteggendo alcuni fondamentali diritti individuali.</p>
<p><strong>Ad esempio nella Costituzione Usa</strong> (nono emendamento) sono fissati limiti precisi ai poteri pubblici. L&#8217;emendamento prevede che «l&#8217;indicazione nella Costituzione di alcuni diritti dei cittadini non sarà interpretabile nel senso di negare o limitare altri loro diritti», una previsione che pare cruciale per la definizione di quella presumption of liberty che fa sì che ogni forma di intervento pubblico debba essere attentamente giustificata&#8230;</p>
<p><strong>Ridurre lo spazio che in una società occupano lo Stato e le amministrazioni pubbliche</strong> significa privatizzare alcune loro funzioni. Ovviamente, la privatizzazione non significa libertà di agire senza regole. Significa sostitu-re norme che regolano nel dettaglio i servizi offerti dello Stato con principi generali che delimitano l&#8217;ambito in cui possono agire i nuovi soggetti privati nell&#8217;offrirli ai cittadini.</p>
<p><strong>La privatizzazione dei servizi telefonici</strong>, alla fine degli anni Novanta, che fu accompagnata dalla creazione, nel 1997, di un&#8217;Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), e un buon esempio di regolamentazione di un mercato aperto alla concorrenza, che ha consentito agli utenti di fruire dei vantaggi dell&#8217;innovazione net settore.</p>
<p><strong>Privatizzazioni e concorrenza</strong> non rendono quindi una burocrazia non più necessaria. Un Paese non può fare a meno di civil servant indipendenti perché, per motivi diversi, le caratteristiche di alcuni mercati rendono necessario sottoporli al controllo di autorità di regolamentazione.</p>
<p><strong>Come fare</strong>, allora, che in queste autorità vadano persone competenti e soprattutto che esse non siano «catturate» dai soggetti che vengono regolati? <strong>I meccanismi di nomina certo aiutano</strong>: bandi aperti e ben pubblicizzati con il vincolo che chi nomina (governo o Parlamento) debba scegliere fra chi ha fatto domanda motivando le scelte, sarebbe già un passo avanti&#8230;</p>
<p><strong>Ma soprattutto nomine «a tempo»</strong> onde evitare che i burocrati si cristallizzino nei loro ruoli, pensando a come difenderli anziché a come difendere l&#8217;interesse dei cittadini. E quanto proponeva la riforma della ministra Madia: non è un caso che il muro della burocrazia l&#8217;abbia affossata.</p>
<p>Francesco Giavazzi, <em>L&#8217;Economia del Corriere</em> 15 maggio 2017 [spacer height=&#8221;20px&#8221;]
<p>&nbsp;</p>
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