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	<title>#Giacalone Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>#Giacalone Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>Eppur si condivide</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/eppur-si-condivide/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Apr 2023 17:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
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		<title>Conte &#038; Juncker</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/conte-juncker/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jun 2019 21:08:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le chiacchiere contano. E hanno già fortemente indebolito l’Italia. Si deve fare attenzione più alle parole di Conte che a quelle di Juncker. Il guaio è che alle parole del primo il peso viene tolto a Roma, non a Bruxelles. La procedura d’infrazione la si vuole più a Roma che a Bruxelles. La Commissione europea [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Le chiacchiere contano. E hanno già fortemente indebolito l’Italia. Si deve fare attenzione più alle parole di Conte che a quelle di Juncker. Il guaio è che alle parole del primo il peso viene tolto a Roma, non a Bruxelles. La procedura d’infrazione la si vuole più a Roma che a Bruxelles.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Commissione europea ha mosso dei rilievi ai conti di diversi Paesi, l’idea che ciò sia avvenuto solo per l’Italia è una bugia vittimista. Solo da noi, però, è successo che si sia provato a bruciare la risposta del governo, diffondendo anticipatamente una bozza e provvedendo a impallinarla ancor prima che fosse stampata. A quel punto la Commissione s’è mossa con prudenza, perché preso atto che le parole scritte erano diverse da quelle orali ha fatto osservare che, su quel piano, non sarebbe stato possibile evitare che si suggerisse ai capi di Stato e di governo l’avvio di una procedura d’infrazione. Aggiungendo: la porta resta aperta. Della serie: aiutateci a fermare tutto. A seguire Moody’s ha diffuso un avviso di declassamento, che avrebbe effetti negativi assai più rilevanti che non la procedura stessa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il presidente del Consiglio ha quindi convocato una singolare conferenza stampa, destinata a parlare ai suoi due vice: si deve trovare una via d’uscita senza esporre l’Italia a inutili rischi e costi (ha poi esplicitamente parlato di “danno ai risparmiatori”, parole il cui significato è inequivoco). Il ministro dell’economia, subito e ancora in queste ore, ha ribadito che non solo la procedura si può evitare, ma che i saldi strutturali sono in linea con quanto stabilito, bastando rispettare il Documento di economia e finanza, così come da tutti approvato nel suo aggiornamento. Chiarissimo: possiamo aggiustarla senza manovrine, semplicemente lavorando sulla minore spesa di alcuni capitoli (a cominciare dal reddito di cittadinanza).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Scusate la rozzezza, ma si può così sintetizzarla: è chiaro che i nostri conti sono disallineati rispetto agli obiettivi, ma con un po’ di ipocrisia e contando sul fatto che la procedura contro l’Italia non la vuole nessuno, perché tutti sanno che può portare solo danni, mostrandosi prudenti e riconoscendo le difficoltà possiamo sfangarla. Ma sembra sia proprio questo che taluni non vogliono. A Roma vogliono la procedura, propiziata dal rendere impossibile il negoziato, cantando ai quattro venti che si è sempre pensato di non rispettare una riga del Def. Vuoi che questo accada perché ci si vuole fare esplodere pur di danneggiare (in conto terzi) l’euro e l’Ue, vuoi che accada perché non si sa come affrontare la successiva scadenza della legge di bilancio, vuoi perché si è rimasti prigionieri dei ruoli smargiassi, vuoi non si sappia di che si parla, questo accade. I mini bot sono la ciliegina sulla torta, letta da chiunque sappia leggere nel solo modo possibile: la promessa di stampare denaro falso per far saltare tutto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se vai a sostenere che questa Commissione europea non può avviare la procedura perché al termine del mandato e “delegittimata” significa accompagnare l’analfabetismo istituzionale (non esistono vuoti e la Commissione è sempre pienamente in carica) con l’azzardo politico, dato che la prossima Commissione sarà più rigorista. Il fatto che il Comitato economico e finanziario, ovvero la sede preposta all’istruttoria tecnica, abbia confermato la fondatezza della procedura ha a che vedere con il futuro, non con il passato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Allora, se si vuole evitarla, basta che si parta da quello e lo si discuta sul piano tecnico. Altrimenti la posizione di chi lavora per evitare lo scontro s’indebolisce mortalmente. Ed è in questa chiave che vanno lette le parole di Juncker: su questa strada l’Italia si fa male. Coincidono con quelle di Conte, che fanno eco a quelle di Tria. È a Roma che si pedala in direzione opposta. Contro tutti e tre.</span></p>
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		<title></title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/buon-giorno-monnezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jul 2016 10:04:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 2011 al 2015 la tassa sulla spazzatura è cresciuta del 50%, con un gettito passato da 5.6 a 8.4 miliardi. La Tari è anche la sola tassa locale che il governo ha deciso di non bloccare. Aumenterà ancora. In compenso non aumenta la pulizia delle città, ma le montagne di rifiuti. Apprendiamo che, grazie [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 2011 al 2015 la tassa sulla spazzatura è cresciuta del 50%, con un gettito passato da 5.6 a 8.4 miliardi. La Tari è anche la sola tassa locale che il governo ha deciso di non bloccare. Aumenterà ancora. In compenso non aumenta la pulizia delle città, ma le montagne di rifiuti. Apprendiamo che, grazie a un accordo sindacale, con annessi aumenti salariali, il 13 e il 14 luglio non ci sarà il programmato sciopero nazionale. E’ folle che si sia anche solo potuto ipotizzarlo, con questo caldo. La precettazione sarebbe dovuta scattare all’annuncio. Come siamo arrivati a questo punto?</p>
<p>Nessuno parli d’emergenza, è una costante. L’ultima esibizione di Aldo Fabrizi risale al 1987, cantò “Buon giorno monnezza”: “è l’alba e ti ritrovo sulla via/ rassegnati tanto nisciuno te se porta via”. In Italia ci sono città pulite e città zozze, segno che, volendo, le cose potrebbero anche funzionare. Ma fino a un certo punto, perché la nostra produzione nazionale di rifiuti supera largamente la capacità di smaltirli, valorizzarli e riciclarli. L’avanzo che non riusciamo a ficcare nelle buche, che solo noi usiamo in quel modo devastante e dispendioso, lo esportiamo. Pagando chi s’arricchisce della nostra stupidità. Avremmo bisogno di una gestione industrializzata del problema, con investimenti in grandi centrali. Ma lasciamo tutto in mano alle municipalizzate, ove trionfa il clientelismo politico e sindacale, dentro società mostruose: da una parte in mano alla politica, dall’altra quotate in Borsa. Il cliente di queste società, ovvero il comune, è anche l’azionista. A Roma si è arrivati al punto che il sindaco e la società discutono se fare o meno un contratto con una società israeliana, discettando non di convenienza, ma di presunta politica estera (considerate le bischerate udite, il ministro degli esteri dovrebbe intervenire, richiamando all’ordine i diplomatici per caso).</p>
<p>In condizioni normali, in un mercato anche solo vagamente ordinato, una ditta privata s’aggiudica la pulizia del comune di Vattelapesca, stabilendosi quali sono i suoi doveri, trascritti in un contratto di servizio, e quanto le spetta. Se fosse capace di arricchirsi dovremmo felicitarcene. Se, però, trovi un cumulo di spazzatura, se rimane a lungo, se la cosa si ripete, prima partono i richiami, intimando l’adempimento del contratto, poi la denuncia, con l’aggravante di avere messo a repentaglio la salute pubblica, la richiesta di risarcimento danni e l’escussione della fideiussione, posta a garanzia del lavoro che si sarebbe dovuto svolgere. Fallita quella, avanti un’altra. Perché non funziona così? Perché la ditta è del comune e il comune è della ditta (a seconda che sia più forte la politica o i quattrini). Ad amministrare la municipalizzata mandano i trombati della politica e gli aspiranti profittatori. Assumono amici e amici degli amici, che fantasticano sul verbo “scopare”. Non funziona neanche il timore del fallimento, perché tanto la tassazione funziona mica in ragione del servizio, ma come patrimoniale sulla casa: se paghi non per questo siamo tenuti a portare via i tuoi rifiuti; se non paghi te la vedi con Equitalia.</p>
<p>Nella pattumiera deve finirci questo sistema. Il capitalismo campanilistico è una fiera delle vanità e degli sprechi. Se proprio non va male, almeno pulisce le strade, ma costa comunque troppo, togliendo a chi amministra i comuni l’arma per potere pretendere servizi decenti. E’ solare la maggiore convenienza di rapporti autenticamente privatistici, dove sarà l’impresa a trattare con i lavoratori, non quanti li hanno fra i propri elettori.</p>
<p>In una casa pulita si tende a non generare sporcizia. In una città sporca l’inciviltà diventa collettiva: basta che uno lasci un sacchetto in strada che nel giro di poche ore quel punto diventa una discarica. Il degrado diventa così compartecipazione di colpa, ove ciascuno si sente assolto dalle colpe altrui. La formula della rovina condivisa.</p>
<p>Pubblicato da Il Giornale</p>
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