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	<title>Fondo monetario Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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		<title>L’economia italiana cresce più del previsto: una lezione ai catastrofisti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Cerasa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2023 15:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[bankitalia]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perché i dati sorprendenti sull&#8217;economia italiana (ma va?) ci ricordano che l&#8217;ottimista non è altro che un pessimista bene informato &#160; Ha detto ieri il Fondo monetario che la crescita italiana, nel 2023, sarà superiore alle ultime previsioni, passando da una stima, di ottobre, pari a meno 0,2 per cento a una stima di oggi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/leconomia-italiana-cresce-piu-del-previsto-una-lezione-ai-catastrofisti/">L’economia italiana cresce più del previsto: una lezione ai catastrofisti</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">Perché i dati sorprendenti sull&#8217;economia italiana (ma va?) ci ricordano che l&#8217;ottimista non è altro che un pessimista bene informato</h3>
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<p>Ha detto ieri il Fondo monetario che la crescita italiana, nel 2023, sarà superiore alle ultime previsioni, passando da una stima, di ottobre, pari a meno 0,2 per cento a una stima di oggi pari a più di 0,6 per cento. Ha detto quattro giorni fa Bankitalia che negli ultimi due anni l&#8217;Italia ha creato qualcosa come un milione di nuovi posti di lavoro. Ha detto pochi giorni fa l&#8217;Istat che il tasso di occupazione in Italia, pari al 60,5 per cento, non è mai stato così elevato, che la crescita delle retribuzioni contrattuali nel 2022 è stata pari a un più 1,1 per cento, che l&#8217;aumento dell&#8217;export dell&#8217;Italia verso i paesi extra Ue, nonostante la guerra, ha registrato una crescita del 20,2 per cento, che la diseguaglianza in Italia, misurata attraverso l&#8217;indice Gini, è passata dal 30,4 per cento al 29,6 per cento e che il rischio di povertà è passato dal 18,6 per cento al 16,8 per cento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le notizie sorprendentemente positive che da qualche tempo arrivano sulla nostra economia dovrebbero spingere i catastrofisti di professione a porsi alcune domande delicate sulla natura del pessimismo italiano. Lo psicologo canadese Laurence Peter, conosciuto per aver formulato il famoso &#8220;principio di incompetenza&#8221;&#8216;, sosteneva che l&#8217;economista moderno è &#8220;un esperto che domani sarà in grado di spiegare perché le cose che ha predetto ieri non sono accadute oggi&#8221;. E probabilmente Laurence Peter oggi non si troverebbe a disagio nel passare in rassegna i molti profeti di sventura che negli ultimi sette mesi, prevedendo recessioni inevitabili, razionamenti ineluttabili, scontri sociali inesorabili, disoccupazioni fulminanti, hanno sottovalutato la capacità dell&#8217;Italia di prendersi cura di se stessa anche nei momenti di difficoltà. Su questo giornale sono mesi che invitiamo i lettori a non lasciarsi coinvolgere dalla narrazione catastrofista e a dedicare all&#8217;Italia reale, quella che vive nei numeri e non nelle previsioni, un&#8217;attenzione non inferiore a quella che di solito viene dedicata alla decodificazione di un&#8217;Italia percepita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le buone notizie, lo sappiamo, faticano a trovare spesso spazio sui grandi giornali perché molti quotidiani considerano un fatto &#8220;notiziabile&#8221; solo quando esso risponde alle cattive aspettative alimentate. E d&#8217;altronde non potrebbe che essere così: se si dedica tanta energia a costruire una domanda così forte di notizie drammatiche, offrire notizie che vanno in una direzione diversa rischia di disorientare i lettori e di mettere a rischio un&#8217;industria, come quella del catastrofismo, che da anni ormai, tra pubblicazioni, sceneggiati e casi editoriali, produce un fatturato comunque degno di nota. Quello che spesso però non viene compreso è che un giornalista che asseconda, senza farsi domande, un racconto aprioristicamente negativo dell&#8217;Italia non è un giornalista che compie in modo impeccabile il suo &#8220;scomodo&#8221; mestiere di <em>watchdog</em>, ma è viceversa un giornalista che sceglie di alimentare in modo scientifico e acritico una retorica che ha a sua volta delle conseguenze. anche dal punto di vista economico.</p>
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<p>A metà gennaio, tanto per dirne una, l&#8217;Istat ha registrato un dato significativo e apparentemente contraddittorio. Da un lato, una diminuzione del clima di fiducia dei consumatori (da 102,5 a 100,9). Dall&#8217;altro un aumento del clima di fiducia delle imprese (da 107,9 a 109,1). L&#8217;Istat ha spiegato che il ripiegamento della fiducia dei consumatori non è dovuto solo al caro prezzi &#8211; anch&#8217;esso, benzina a parte, in via di miglioramento &#8211; ma è dovuto a un&#8217;evoluzione negativa delle opinioni relative alla propria situazione e a quella del paese. La valorizzazione dell&#8217;Italia percepita su quella reale ha un suo impatto questo sì recessivo e oggi forse persino Oscar Wilde avrebbe buone ragioni per correggere la sua definizione di pessimista. Wilde sosteneva che il pessimista non è nient&#8217;altro che un ottimista ben informato. I fatti di questi mesi ci dicono in modo inequivocabile che l&#8217;ottimista non è altro che un pessimista bene informato. Viva l&#8217;ottimismo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://edicola.ilfoglio.it/newsstand/index.php"><em><strong>Il Foglio</strong></em></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/leconomia-italiana-cresce-piu-del-previsto-una-lezione-ai-catastrofisti/">L’economia italiana cresce più del previsto: una lezione ai catastrofisti</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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