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	<title>focus Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>focus Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>Scuola, caro prof estivo, quanto mi costi: il tesoretto in nero delle ripetizioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 May 2016 18:36:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dicono di Noi]]></category>
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		<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[:it]La Repubblica del 16 maggio 2016 riporta la ricerca della FLE sulla scuola italiana[:]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/scuola-caro-prof-estivo-quanto-mi-costi-il-tesoretto-in-nero-delle-ripetizioni/">Scuola, caro prof estivo, quanto mi costi: il tesoretto in nero delle ripetizioni</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;anno scolastico è agli sgoccioli e lo spauracchio delle &#8220;rimandature&#8221; si avvicina. Ma a temerle di più sono forse i genitori costretti a fare i conti col bilancio familiare. In questi giorni, infatti, gli studenti si stanno giocando le ultime chance per evitare di sudare sui libri anche d&#8217;estate, magari col conforto di un prof privato. E proprio sulle lezioni private, la <strong>fondazione Einaudi</strong> ha concentrato la sua attenzione qualche giorno fa, stimando un giro d&#8217;affari vicino al miliardo di euro, che però resta quasi completamente sconosciuto al fisco. Lo studio, già dal titolo che lascia poco spazio agli equivoci (&#8220;Quanto vale il mercato nero delle ripetizioni scolastiche?&#8221;), prova a quantificare, per la prima volta, una realtà antica quanto il sistema stesso dell&#8217;istruzione, ma del quale si sa sempre poco.</p>
<p>Stando alla fotografia fornita dalla fondazione, è un vero e proprio mercato sommerso, se è vero che il 90% degli intervistati dichiara di non aver ottenuto, dal prof incaricato di colmare le lacune scolastiche, nessun tipo di ricevuta. Una galassia del nero che spesso si autoalimenta con poca trasparenza e in base al passaparola: il 70% dei genitori spiega di aver reclutato il docente privato nello stesso istituto che il figlio frequenta. &#8220;È presumibile &#8211; si legge così nello studio &#8211; che studenti di un&#8217;insegnante A prendano lezioni privatamente da un&#8217;insegnante B e viceversa&#8221;. Tutte informazioni ottenute grazie a un sondaggio anonimo perché, spiegano gli esperti della fondazione, &#8220;in caso contrario, gli intervistati avrebbero rifiutato di sostenere il questionario e di indicare cifre e metodi di pagamento&#8221;.</p>
<p>&#8220;Le cifre &#8211; commenta Giorgio Rembado, presidente dell&#8217;Associazione nazionale presidi &#8211; mi colpiscono per la loro entità. Non mi sembra sia cambiato molto, perché la scuola italiana si pasce di novità che restano sulla carta per mancanza di risorse&#8221;. Il riferimento è al 1995, quando l&#8217;allora ministro della Pubblica istruzione Francesco D&#8217;Onofrio, proprio per evitare discriminazioni tra studenti ricchi e poveri, abolì gli esami di riparazione alle superiori, sostituendoli con i Corsi di recupero. Nel 2007, per gli Idei (&#8220;Interventi didattici educativi e integrativi&#8221;), erano stati stanziati 240 milioni di euro. Poi, il finanziamento si è via via assottigliato fino a rendere oggi quasi impossibile per le scuole organizzare i corsi di recupero. Chiarisce Rembado: &#8220;Gli insegnanti, per impartire lezioni private agli alunni della stessa scuola, dovrebbero chiedere un&#8217;autorizzazione al dirigente scolastico. Il fenomeno, però, resta spesso sommerso&#8221;.</p>
<p>Per le famiglie costrette a rivolgersi ad uno o più insegnanti privati, la situazione è complicata. Alle superiori, spiega la fondazione Einaudi, un&#8217;ora di lezione costa in media 27 euro, per una spesa mensile che si aggira sui 324 euro per materia. Così a fine anno le famiglie devono mettere a bilancio, sempre mediamente, ben 1.620 euro per le lezioni private. Un bel gruzzolo, che potrebbe essere speso per una vacanza.</p>
<p>Del resto, spiega il Miur, i rimandati a giugno ammontano a circa un quarto dei 2 milioni di studenti che frequentano le prime quattro classi di licei, istituti tecnici e professionali. Anche se le famiglie, per scongiurare le rimandature, si rivolgono spesso al privato ad anno scolastico ancora in corso. Un aspetto che porta la fondazione Einaudi ad asserire che metà degli studenti prenda lezioni private. Per un giro d&#8217;affari che, tra medie e superiori, raggiunge gli 890 milioni di euro annui. Con gli studenti italiani tra i più impegnati d&#8217;Europa anche nei compiti a casa. Per Angela Nava, presidente del Coordinamento genitori democratici, è &#8220;il fallimento totale del recupero attraverso le scuole stesse. Sono latino, greco, matematica e fisica le materie che costano di più, e questo tipo d&#8217;intervento pesa moltissimo sui bilanci familiari. Ma spesso va a lezione solo chi se lo può permettere, e alle superiori la scuola è tornata ad essere &#8220;di classe&#8221;&#8221;. &#8220;I corsi di recupero</p>
<p>sono assolutamente inefficienti &#8211; aggiunge Danilo Lampis, a capo dell&#8217;Unione degli studenti &#8211; Se i finanziamenti fossero adeguati e le scuole potessero, specialmente nelle zone a maggiore dispersione scolastica, organizzarli per tutte le materie, il fenomeno si attenuerebbe parecchio&#8221;.</p>
<p>Salvo Intravia, <em>La Repubblica del 16 maggio 2016</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ripetizioni in nero, evasione da 800 milioni</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/ripetizioni-in-nero-evasione-da-800-milioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 May 2016 18:49:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dicono di Noi]]></category>
		<category><![CDATA[focus]]></category>
		<category><![CDATA[il tempo]]></category>
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		<category><![CDATA[scuola italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[:it]Il Tempo dell'11 maggio 2016 scrive sulla ricerca della FLE sulla scuola italiana[:]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/ripetizioni-in-nero-evasione-da-800-milioni/">Ripetizioni in nero, evasione da 800 milioni</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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<h3><strong><em>Ricerca della Fondazione Einaudi: metà degli studenti fa lezioni private La spesa media è di 1600 euro. Ma 9 insegnanti su 10 non ci pagano tasse</em></strong></h3>
</div>
<div id="contenitore-articolo">
<div id="corpo-articolo">
<div id="testo-articolo">
<p class="TESTO-BASE">Milleseicento euro l&#8217;anno di ripetizioni a pagamento. Tanto investe una famiglia italiana per far recuperare al proprio figlio, che frequenti il liceo od altri istituti superiori, le carenze in una materia. Se a prendere insufficienze che si traducono in debiti da recuperare, dunque in materie scolastiche non di scarso valore per un determinato corso di studi, sono almeno uno studente su due delle superiori, allora bisognerebbe interrogarsi sulla validità dei metodi didattici e un dubbio sorge spontaneo, manifestando il fallimento della scuola italiana. La metà degli studenti delle scuole superiori dichiara infatti di avvalersi di ripetizioni private oltre l’orario scolastico. Un esercito di 500 mila ragazzi che spende 27 euro a lezione. Numeri che non si registrano nel resto d’Europa e del mondo. Se contiamo che per recuperare la sufficienza uno studente necessita mediamente tra le 50 e le 70 ore di lezioni private, tradotte in due ore a settimana per 25-30 settimane (6 mesi), arriva a sborsare 1620 euro all’anno ed il giro d’affari per gli operatori diventa allettante. Numeri estratti da un sondaggio effettuato dalla <strong>Fondazione Einaudi</strong> sul mercato delle ripetizioni private, peraltro sommerso, e molto fruttuoso, con un giro d’affari che si aggira intorno agli 810 milioni circa di euro, ma che va a pesare sul bilancio di una famiglia italiana per 1620 euro all’anno. Infatti il 90% delle lezioni private non sono dichiarate al fisco. Calcolando dunque la media di 3 ore di ripetizioni a settimana, si tratta di un esborso mensile pari a circa 324 euro, cifra che sale nei mesi di agosto e settembre, quando le ore di lezione si moltiplicano per recuperare debiti in vista degli esami di riparazione, che attendono gli studenti a settembre.</p>
<p class="TESTO-BASE">Un mercato sommerso, quello delle lezioni private, in quanto il 90% delle famiglie interpellate, ha dichiarato di non ricevere alcuna ricevuta fiscale dal che ha impartito la ripetizione privata. Ovvero, 9 insegnanti su 10 non dichiarano al fisco quanto incassato per ripetizioni e lezioni private fuori dall’orario scolastico. E si tratta nella maggioranza dei casi di lezioni impartite dagli stessi professori che lavorano nella scuola frequentata dagli alunni giuidicati con insufficienza, secondo quanto dichiarato dal 70% degli intervistati, che dunque si riducono a chiedere aiuto, per recuperare il proprio ritardo in una materia, ad un altro insegnante della stessa materia del medesimo istituto. Come dire che studenti di un’insegnante A prendono lezioni privatamente da un’insegnante B e viceversa. Uno scambio di scolaresca dunque, fra colleghi.</p>
<p class="TESTO-BASE">E non dimentichiamo gli studenti delle scuole medie, di cui il 20% &#8211; 150mila studenti &#8211; prende lezioni private dal costo medio di 15 euro, per circa due ore a settimana ed una durata media inferiore, rispetto ai ragazzi più grandi, di 4 mesi. Il giro d’affari annuo prodotto dal mercato privato delle ripetizioni per gli studenti delle scuole medie si aggira intorno agli 80 milioni di euro che, sommati al costo delle ripetizioni a livello della scuola superiore, produce un costo totale annuo in Italia di circa 900 milioni di euro di cui solo una minima parte, il 10% stando allo studio della Fondazione, viene dichiarato al fisco.</p>
<p class="TESTO-BASE">Da qui la necessità di regolamentare il mercato delle lezioni private, attraverso un incentivo fiscale mirato, secondo la proposta della Fondazione Luigi Einaudi, che chiede perciò al Ministro dell’Istruzione di aprire un’indagine sul fenomeno delle lezioni a pagamento, ricercando una soluzione quanto prima.</p>
<p class="TESTO-BASE">Sarebbe infatti la scuola italiana a non passare l’esame a questo punto, in quanto carente dal punto di vista formativo, se la metà dei suoi allievi, alle superiori, ricorre a lezioni a pagamento, per di più presso docenti del medesimo istituto di appartenenza. Fermo restando – sostengono alla Fondazione – che il dopo scuola debba essere dedicato ad attività extrascolastiche, in caso di necessità determinate da carenze didattiche, le ripetizioni vanno impartite all’interno della scuola, che se ne deve assumere il costo, azzerando gli oneri aggiuntivi per i contribuenti che con le proprie tasse già finanziano l’apparato pubblico scolastico. Un dovere dunque che si chiede al Governo, che la «Buona Scuola stronchi il mercato nero del dopo scuola, che spesso costituisce il doppio stipendio di quegli insegnanti che la mattina sono in classe ad insegnare ed il pomeriggio sono a casa a dare ripetizioni».</p>
<p class="author">Laura Candeloro, <em>Il Tempo</em> del 11 maggio 2016</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/ripetizioni-in-nero-evasione-da-800-milioni/">Ripetizioni in nero, evasione da 800 milioni</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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