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	<title>evasione Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>evasione Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>Schiavitù e convenienza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jun 2024 12:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L’Opinione del Direttore]]></category>
		<category><![CDATA[evasione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro nero]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe class="" title="" src="https://www.youtube.com/embed/NXZCKp-Clus" width="773" height="435" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>C&#8217;è qualcosa di malato</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/ce-qualcosa-di-malato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 May 2024 12:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[evasione]]></category>
		<category><![CDATA[redditometro]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="866" height="487" src="https://www.youtube.com/embed/SHrHP5fTTco" title="" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen="" class=""></iframe></p>
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		<title>In Pizzo</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/in-pizzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Parrinello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 May 2023 18:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[evasione]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Escluderei che la presidente del Consiglio possa anche solo immaginare di paragonare lo Stato alla mafia, l’onore della Repubblica alla disonorata società. Vero che i comizi sono comizi, ma vero anche che le parole sono parole e hanno un significato. Queste sono state le sue: «L’evasione (fiscale, ndr.) devi combatterla dove sta: big company, banche, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Escluderei che la presidente del Consiglio possa anche solo immaginare di paragonare lo Stato alla mafia, l’onore della Repubblica alla disonorata società. Vero che i comizi sono comizi, ma vero anche che le parole sono parole e hanno un significato. Queste sono state le sue: «L’evasione (fiscale, ndr.) devi combatterla dove sta: big company, banche, non sul piccolo commerciante a cui chiedi il pizzo di Stato solo perché devi fare la caccia al reddito più che all’evasione fiscale». Non soltanto non va bene, ma segnala una vicinanza, anzi una coincidenza fra le posizioni della destra e quelle della più estrema sinistra.</p>
<p>Il fisco – se funziona, e farlo funzionare tocca a chi governa – non dà “la caccia” al reddito e neanche al patrimonio, ma cerca di scovare i redditi e i patrimoni non dichiarati o mascherati, con illecita sottrazione di gettito fiscale. Quella sottrazione comporta due conseguenze: a. gli evasori si fanno pagare strade, scuole, ospedali, pensioni e tutto il resto dai contribuenti onesti; b. le imprese, piccole o grandi che siano, quando evadono fanno concorrenza sleale alle imprese oneste. Lo Stato che non persegue l’evasione, quindi, è loro complice ed è nemico delle persone e delle imprese per bene.</p>
<p>Nei giorni scorsi un tassista ha segnalato di avere e dichiarare un reddito decoroso, utilizzando carte di credito e bancomat per farsi pagare, ma ha anche aggiunto che molti (moltissimi, troppi) suoi colleghi si regolano diversamente, dichiarando redditi da fame che, in realtà, sono il risultato di evasione fiscale. Posto che gli hanno anche tagliato le ruote, comunicargli che i “piccoli” non devono essere costretti a pagare il dovuto è come dirgli che è un fesso. Definizione che si deve a Prezzolini, che la destra dice di avere caro. Una doppia offesa: all’onestà fiscale e al suo essere vittima di vandalismo intimidatorio. Legge e ordine dovrebbero essere (giustamente) cari alla destra.</p>
<p>In quella distinzione fra “piccoli” e “grandi” si annida un altro equivoco, fattuale e culturale. Nella realtà è evidente che un singolo evasore, se è grande, sottrae di più all’erario rispetto all’avere un giro d’affari limitato, ma è anche vero che il montante complessivo dell’evasione è dato dal sommarsi di tante evasioni. E in quella miriade di scontrini non battuti, di ricevute non rilasciate e di fatture non emesse gli evasori non sono soltanto quanti incassano, ma anche quanti pagano. Così l’Italia ha il triste primato della più alta quota europea di Iva evasa. Si tratta della ricorrente domanda, dall’idraulico al ristoratore: «Con o senza Iva?». Un Paese in cui viene formulata qualche migliaio di volte al giorno non sarà mai un Paese onesto. E manco una Nazione rispettabile.</p>
<p>Poi c’è il lato culturale, che vede l’evasione come un male legato alla ricchezza, con ciò stesso indirizzandole un giudizio moralmente negativo. In questo destra e sinistra ideologiche si somigliano come due gocce d’acqua. Come se la miseria fosse moralmente ammirevole. Tanto è forte questo pregiudizio da avere generato il concetto di “evasione per necessità”, che sarebbe poi la confessione di avere governato o star governando un fisco ingiusto per esosità. Che è pure vera, quest’ultima cosa, ma non la si affronta dando a me del pagatore di pizzi, offendendomi, ma costringendo tutti a pagare, diminuendo le spese e così il bisogno di portar via soldi alle libere scelte dei privati.</p>
<p>Accertare l’evasione è compito dello Stato, senza criminalizzare cittadini e imprese e senza giustificare la disonestà. Ha gli strumenti per accertamenti sui grossi e deve spingere per la tracciabilità dei piccoli. Due cose possibilissime usando i dati. Lavorino su quello, ricordando d’essere partiti male, sfottendo gli onesti che usano il Pos, come il nostro benemerito tassista.</p>
<p>Quelle parole sono un errore, che giustifica un comportamento asociale. Escludo fosse nelle intenzioni, ma quello significano. Averle pronunciate per prendere voti è di suo inquietante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://laragione.eu/tutti-i-numeri/martedi-30-maggio-2023/"><strong><em>La Ragione</em></strong></a></p>
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		<title>Carlo Cottarelli: L&#8217;ennesimo condono fiscale vero difetto del piano Colao</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/carlo-cottarelli-lennesimo-condono-fiscale-vero-difetto-del-piano-colao/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2020 06:04:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#BuonaPagina]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Cottarelli]]></category>
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		<category><![CDATA[La Stampa]]></category>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Evasori ed evasivi</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/evasori-ed-evasivi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Dec 2019 18:08:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rassegna video]]></category>
		<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[evasione]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/W8UJ5oHR7lE" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<item>
		<title>Toh, l&#8217;evasione non è esclusiva degli italiani</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/toh-levasione-non-e-esclusiva-degli-italiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Nov 2016 21:42:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[equitalia]]></category>
		<category><![CDATA[evasione]]></category>
		<category><![CDATA[nicola porro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[:it]Ma siamo sicuri che i Paesi anglosassoni siano così virtuosi nel pagare le tasse?[:]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo sopraffatti dalla solita storiella degli <strong>italiani super evasori</strong>, quante leggi e procedure di dettaglio ci siamo inventati per combattere questo fenomeno che in Italia sembra sempre senza controllo. Anche l&#8217;ultima finanziaria non è da meno quadruplicando (tra le proteste dei professionisti) alcune comunicazioni contabili da fornire al fisco.</p>
<p>A guardare bene ogni Paese è infelice a modo suo in tema di tasse. Una specie di <strong>Corte dei conti inglese</strong> (Nao) ha chiesto, questa volta non retoricamente, all&#8217;Agenzia delle entrate di Sua maestà a cosa servano i suoi 380 dipendenti assunti proprio per fare le pulci ai miliardari inglesi. Si tratterebbe di 6.500 persone che hanno un patrimonio di almeno 20 milioni di sterline. Secondo quanto risulta ai contabili inglesi, <strong>un terzo dei loro concittadini più facoltosi</strong> avrebbe occultato qualcosa al fisco, per la bellezza di circa due miliardi di euro. Non è chiaro che tipo di evasione o imperseguibile elusione sia.</p>
<p>La cosa certa è che la task force di Sua maestà ha beccato nessuno. Anzi, notava polemicamente in prima pagina il Daily Mail del primo novembre, negli ultimi sette anni è stato acciuffato solo un miliardario. Lo «sfortunato» si chiama Michael Shanley. Era uno dei 6 mila inglesi nelle liste di Hsbc trafugate da Henry Falciani a Ginevra e in possesso delle agenzie fiscali di mezza Europa. E per di più si trattava di una bazzecola rispetto al suo patrimonio: 400 mila euro nascosti in un conto svizzero.</p>
<p>In Gran Bretagna le statistiche dicono che l&#8217;evasione ammonterebbe <strong>a circa metà di quella italiana</strong>, cioè pari a 40 miliardi di euro.</p>
<blockquote><p>In Gran Bretagna le statistiche dicono che l&#8217;evasione ammonterebbe <strong>a circa metà di quella italiana</strong>, cioè pari a 40 miliardi di euro</p></blockquote>
<p>Le cose non andrebbero meglio negli Stati Uniti. Le statistiche ufficiali, peraltro come le nostre, sono piuttosto ballerine. Un economista originale, <strong>Edgar Feige</strong>, si è messo però di impegno e ha calcolato che negli <strong>Stati Uniti</strong> l&#8217;evasione ammonterebbe alla bellezza di 2 mila miliardi di dollari. Una cifra mostruosa: è come se un&#8217;economia grande più dell&#8217;Italia smettesse di pagare le tasse. Il nostro Pil non arriva infatti a 2 mila miliardi. A differenza di quanto gli economisti mainstream sostengono, per l&#8217;America la gran parte dell&#8217;evasione non deriverebbe dalle grandi corporation tecnologiche.</p>
<p>Queste certo tengono una montagna di soldi all&#8217;estero, proprio per non pagare le tasse a casa. Ma prima o poi (è già successo) arriva il condono all&#8217;americana e con una sorta di scudo fiscale si rimpatria tutto a prezzi ragionevoli. Secondo Feige l&#8217;evasione è fatta da piccoli e piccolissimi contribuenti. Una sua collega, Catherine Haskins, condusse una ricerca simile nelle conclusioni, in cui parlò di evasione delle nannies, cioè delle nostre baby sitter. Ops, come si dice in italiano?</p>
<p>Le tate, da una parte, i super ricchi dall&#8217;altra, in tutto il mondo il fisco, se lo si conosce, lo si evita. Non vi fate ingannare dalla frottola e dal quel leggero senso di colpa sul nostro civismo su cui campano le peggiori storture della nostra oppressione tributaria.</p>
<p>Ps. Nel decreto fiscale è previsto che il prossimo presidente della nuova agenzia di riscossione che sostituirà Equitalia, ma con maggiori poteri, sarà la stessa persona che guida l&#8217;Agenzia delle entrate. C&#8217;è da scommettere che <strong>Rossella Orlandi</strong> in quell&#8217;occasione farà le valigie. Vedremo se a Renzi riuscirà cambiare cavallo in corsa. O meglio fantino, trasferendo alle Entrate Ruffini, oggi apparentemente silurato da Equitalia, per sua soppressione.</p>
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		<item>
		<title>Pagella fiscale</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/pagella-fiscale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Sep 2016 16:18:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[evasione]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[studi di settore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[:it]Il Governo si avvia a cancellare gli studi di settore per sostituirlo con un nuovo indicatore. Il commento di Davide Giacalone[:]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vuol dare la pagella ai contribuenti, ma il somaro è lo Stato. Con l’aggravante che si pretende di dare in “premio” quel che è un diritto.</p>
<p>Gli <strong>studi di settor</strong>e, nati nel 1993, sarebbero dovuti servire a stimare il reddito presunto dei lavoratori autonomi, in modo da confrontare a quello le dichiarazioni fiscali da ciascuno presentate. Avrebbero avuto un senso, se non fosse che un fisco arraffone e sbruffone li ha usati per dire al contribuente: se ti adegui alla mia stima sei in regola, altrimenti sei passibile di accertamenti che, per modalità, durata e costi, sono delle torture fiscali. Impostazione non solo inaccettabile, ma truffaldina. Si poteva essere in regola con la coerenza e la congruità, rispetto agli studi di settori, ma essere anche degli <strong>evasori fiscali</strong>. Si poteva essere né coerenti né congrui, ma impeccabilmente onesti (basti pensare che c’è chi ha avuto accertamenti perché dichiara troppo). I primi passavano indenni, i secondi passavano i guai. Bella roba.</p>
<p>Ora si cambia. Bene. Forse. Molto forse. Il fisco s’atteggia a poliglotta e parla di “<em>compliance</em>”. Impari la lingua del mercato e prenda atto che da noi le persone oneste pagano troppo. Non solo rispetto alla media europea, ma anche ai più assatanati Stati esattori. Secondo i dati del ministero dell’economia, per giunta, nei primi sei mesi del 2016, confrontati all’analogo periodo del 2015, le <strong>entrate fiscali</strong> sono aumentate del 3.8%. +3.6 di imposte dirette; +4 di imposte indirette; +7.6 di iva; +2.5 da accertamenti e controlli. Alla faccia della pressione fiscale che diminuisce. Al fisco, come ai governanti odierni, invece, piace <strong>Nando Moriconi</strong>, sicché chiama all’inglese il fatto che il tassato si adegui spontaneamente alle richieste del tassatore.</p>
<p>La misura della mansuetudine sarà in una <strong>pagella</strong>, con voti da 1 a 10. Dati come? Sulla base dell’adesione a criteri e stime fatte dal fisco stesso. Che è quanto avveniva prima con gli studi di settore. Se aderisci entusiasta becchi 10, se recalcitri prendi 1. Se prendi 10 ti danno in regalo il fatto che non dovrai presentare una tonnellata di documenti, gli accertamenti saranno più umani e disposti in un tempo inferiore. Se prendi 1 possono occuparti il luogo di lavoro per mesi, alla ricerca del trucco che adotti per beffarli. Dunque: il premio consiste in quel che dovrebbe essere un diritto, mentre l’afflizione non si rivolge verso l’evasore, ma verso chi pretende di dimostrare che i criteri usati per misurarlo sono stati elaborati da incapaci. Questo sarebbe il passo in avanti, la novità da festeggiare? Forse per gli adepti del <em>bondage</em>.</p>
<p>L’idea del premio è giusta, ma va diversamente messa in atto: i contribuenti le cui dichiarazioni si sono dimostrate sempre oneste, in tutte le loro parti (il che riguarda non solo gli autonomi, ma anche i lavoratori dipendenti, che possono essere evasori per ciò che esula da quanto versato dal sostituto d’imposta), hanno diritto a uno sconto, a pagare qualche cosa in meno, proprio perché hanno sempre pagato tutto. Un premio onestà.</p>
<p><strong>Davide Giacalon</strong>e, <em>Il Giornale</em> del 9 settembre 2016</p>
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