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	<title>diritti di proprietà Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>diritti di proprietà Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>Se la proprietà privata è ancora nel mirino</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/se-la-proprieta-privata-e-ancora-nel-mirino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Piero Ostellino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Dec 2016 22:36:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[diritti di proprietà]]></category>
		<category><![CDATA[piero ostellino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[:it]Se la proprietà privata "è un furto", sequestrare per mancanze dello Stato è logico[:]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/se-la-proprieta-privata-e-ancora-nel-mirino/">Se la proprietà privata è ancora nel mirino</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;incredibile vicenda dell&#8217;albergo quattro stelle requisito dallo Stato per ospitare i migranti, e non si tratta di un caso isolato, non deve sorprendere. <strong>L&#8217;hotel Cristallo di Castel d&#8217;Azzano</strong> è stato destinato da un provvedimento della prefettura di Verona ad accogliere un centinaio di profughi, nonostante le proteste dei proprietari e il fatto che tutte le camere fossero già state prenotate in vista della manifestazione internazionale Fieracavalli.</p>
<p>In un Paese in cui è ancora molto diffusa la convinzione che la <strong>proprietà privata</strong>, piuttosto che un diritto soggettivo naturale, sia un furto, e che, in base alla Costituzione, deve avere una funzione sociale, la decisione di sequestrare una struttura privata in piena attività per far fronte alla incapacità dello Stato di gestire la questione immigrati, per quanto strabiliante, ha una sua inevitabile logica.</p>
<p>Tra le tante aberrazioni della nostra cultura politica, collettivista e dirigista, c&#8217;è infatti la convinzione che <strong>diritti soggettivi naturali</strong> (alla vita, alla libertà, alla proprietà) e <strong>diritti sociali</strong> (alla copertura pubblica di bisogni collettivi, come la scuola, la sanità, le pensioni ecc.) siano incompatibili e che per tutelare i diritti sociali sia necessario limitare quelli soggettivi. Da qui la subordinazione di questi ultimi all&#8217;utilità sociale, all&#8217;interesse collettivo, al bene comune e quant&#8217;altro.</p>
<blockquote><p>La nostra Costituzione è una costituzione programmatica, nel senso che alle universali dichiarazioni di principio tende a sovrapporre una propria e prescrittiva visione del mondo</p></blockquote>
<p>Del resto, è la stessa Costituzione, nella sua prima parte, <strong>articolo 42</strong>, a stabilire che «la proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti, allo scopo di assicurarne la funzione sociale&#8230;». Quanto all&#8217;attività economica dell&#8217;albergo in questione, sempre il dettato costituzionale, nell&#8217;articolo 41, sancisce che «l&#8217;iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l&#8217;utilità sociale&#8230; La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l&#8217;attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.» Si tratta di una formulazione che, con un paio di leggi di attuazioni, può trasformare l&#8217;Italia nell&#8217;<strong>ex Unione sovietica</strong> e che ricorda la stessa Costituzione sovietica del 1977, quando condiziona l&#8217;esercizio di diritti e libertà alla conformità di questi con i fini dell&#8217;edificazione comunista, o con gli interessi del popolo o allo scopo di consolidare e sviluppare il regime socialista&#8230;</p>
<p>Prima di intervenire sulla seconda parte della Costituzione, come fa la riforma Renzi-Boschi quando una revisione dei regolamenti parlamentari risulterebbe più utile ed efficace sarebbe finalmente ora di superare il tabù dell&#8217;inviolabilità della prima parte del testo costituzionale e modificarlo. Magari anche <strong>l&#8217;articolo 1</strong>, che ci rende l&#8217;unico Paese al mondo fondato su una merce (il lavoro).</p>
<p>La verità è che <strong>la nostra Costituzione è una costituzione programmatica</strong>, nel senso che alle universali dichiarazioni di principio tende a sovrapporre una propria e prescrittiva visione del mondo. Ma le costituzioni «programmatiche» sono figlie del Novecento, il secolo dei totalitarismi. Identificano e assimilano, infatti, lo Stato al Parlamento e al governo. Hanno, così, una funzione di indirizzo delle future politiche pubbliche sia dell&#8217;uno che dell&#8217;altro.</p>
<p>Le costituzioni procedurali e liberali figlie dell&#8217;Ottocento, invece, fissano solo le procedure attraverso le quali Parlamento e governo formulano le politiche pubbliche, senza entrare nel loro merito. Il feticcio progressista della nostra pasticciata e anacronistica Costituzione andrebbe dunque finalmente abbattuto. Ma chi è disposto e pronto a farlo?</p>
<p><strong>Piero Ostellino</strong>, <em>Il Giornale</em> 4 dicembre 2016</p>
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		<title>Centrodestra, piccoli borghesi e&#8230;. vacanze</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/centrodestra-piccoli-borghesi-e-vacanze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Paganini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Aug 2016 08:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[centrodestra]]></category>
		<category><![CDATA[diritti di proprietà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[:it]Diritti di Proprietà: l'Italia è solo al 50° posto ma la politica sembra non accorgersene[:]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Centro Destra</strong> dovrebbe ancora rappresentare la borghesia. E come tutti i piccoli borghesi ad agosto chiude per ferie e si rimanda tutto a fine Settembre. Per il vero è da almeno due anni che è in vacanza, almeno intellettuale. Non ci giunge una proposta seria di politica economica da troppo tempo. La paura è che dopo l’entusiasmo per la Convention parisiana tutto si annebbierà ancora una volta sotto gli effetti devastanti della campagna referendaria. Anche il <strong>PD</strong> non sta meglio. D’altronde è anch’esso diventato piccolo borghese e la minoranza ribelle è indecisa se restare operaia o cadere nelle tentazioni del minuto uomo di mezzo.</p>
<p>I vacanzieri del Centro Destra hanno perso l’ennesima occasione ieri, quando un gruppetto di pensatoi Liberali molto agguerriti, Competere, <strong>Fondazione L. Einaudi</strong> e Istituto Bruno Leoni, hanno presentato l’Indice Internazionale per i Diritti di Proprietà. Lo fanno ogni anno come parte della Property Rights Alliance di Washington D.C. per dimostrare la correlazione tra tutela della proprietà e capacità di fare innovazione. È evidente che forze politiche attente alle libertà individuali e di iniziativa e quindi alle imprese e agli imprenditori si sarebbero interessate della cosa. In un contesto di mercato globale e di regole globali le imprese possono competere e quindi crescere e portare a casa risorse, se sono in grado di valorizzare e tutelare quello che producono.</p>
<p>A casa le regole oggi ci sono finalmente, vanno migliorate ma funzionano. Il problema è che vengono applicate poco e male. Si vedano i numeri sulla contraffazione.<br />
Difendere le imprese è di Centro Destra, anche ad Agosto. Si sostengono anche aiutandole a formarsi. Le <strong>nostre PMI</strong> non sono dotate di un management spesso non preparato. Qui una proposta di Centro Destra sulla formazione ci starebbe bene. Sul mercato globale le regole non ci sono e le poche esistenti non sono rispettate. Le nostre PMI soffrono la competizione selvaggia di chi copia e replica. Le grandi multinazionali hanno risorse e strumenti per difendersi, le nostre PMI no.</p>
<p>Nell’edizione 2016 dell’Indice <strong>l’Italia si colloca al 50° posto</strong>, guadagnando una posizione rispetto al 2015, ma perdendone 10 rispetto al 2014. Siamo ancora lontani dai paesi che innovano e meglio competono come Svizzera, Svezia, Finlandia, Hong Kong, Lussemburgo, etc. Siamo anche lontani dalla Germania, dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna, ma anche dalla Francia.<br />
Mi sarei aspettato, se non una proposta per le PMI e gli imprenditori, almeno una una qualche reazione coraggiosa, anche populista, contro questo Governo che per altro, sulla tutela della proprietà sta investendo con merito. Invece no. Il piccolo borghese è in vacanza. Ai seggi l’ardua sentenza.</p>
<p>Pietro Paganini, <em>Affari Italiani</em></p>
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