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	<title>di maio salvini Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>di maio salvini Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>Ricordano il Pci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Aug 2018 13:20:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[di maio salvini]]></category>
		<category><![CDATA[governo conte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nuovo ha un sapore di vecchio. Si compone di due forze, il M5S e la Lega, assai diverse fra loro, ma anche assai simili in quel che hanno di nuovo e che sa maggiormente di vecchio. Di molto vecchio. Per vederlo si deve volgere lo sguardo a est del mercato. Il tema dell’immigrazione è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il nuovo ha un sapore di vecchio</strong>. Si compone di due forze, il M5S e la Lega, assai diverse fra loro, ma anche assai simili in quel che hanno di nuovo e che sa maggiormente di vecchio. Di molto vecchio. Per vederlo si deve volgere lo sguardo a est del mercato<strong>.</strong></p>
<p><strong>Il tema dell’immigrazione è coerente, ma fuorviante</strong>. Coerente perché cavalca sentimenti opposti all’universalismo religioso e all’internazionalismo politico. Coerente perché incarna il rigetto della globalizzazione. Ma fuorviante, perché risponde a una paura innescata dalla pregressa pretesa di usare il sentimentalismo al posto del ragionamento sulla convenienza e dell’imposizione di legge e ordine. I temi economici, invece, sono disarmanti per quanto limpidi.</p>
<p><strong>Il M5S si batte</strong> per una legislazione del lavoro incentrata non sul mercato, ma sul lavoratore. O, meglio: sul cittadino cui spetta la dignità della vita anche laddove non lavori. <strong>La Lega si batte</strong> per una legislazione pensionistica incentrata sul diritto di chi riscuote e il dovere di chi paga (ovvero lo Stato, tutti e, quindi, nessuno). <strong>Il M5S ha un’idea</strong> delle opere pubbliche come servizio ai bisogni dei cittadini, avendo in uggia quelle che pretendono di servire al mercato e alla produzione. <strong>La Lega la pensa diversamente</strong>, ma perché ritiene servano a mantenere la proprietà italiana delle aziende (anche qui in ossequio a chi riscuote con noncuranza per chi paga) e perché crede nella loro dimensione medio-piccola, capace di tenere la produzione lontano dalla finanza. Prese in buona fede, queste posizioni, diverse fra loro, <strong>hanno in comune una convinzione</strong>: il benessere si agguanta facendo pernacchie al mercato. Anzi, è proprio il mercato, con le sue leggi di compatibilità, competitività, profittabilità, ad essere nemico del benessere. Più ci si lascia travolgere dal mercato e più si tradisce il benessere popolare.</p>
<p><strong>È il nuovo che avanza?</strong> No, è il vecchio che torna a gola, perché queste sono le posizioni che furono del movimento comunista internazionale e del Partito comunista in Italia, come lo furono della pretesa movimentista e sociale di quella destra che volle incarnare i valori dell’Italia rurale (bio, si direbbe oggi) e i sogni del nazionalismo industriale. Vennero meno davanti a un grandioso salto nel benessere, lontano dalle loro convinzioni e perversioni.</p>
<p>Due indizi.</p>
<p><strong>1)</strong> Coerentemente con quella impostazione il Pci si batté contro le istituzioni europee e contro l’adesione dell’Italia al Sistema monetario europeo (1979). Perché accettare vincoli? Servono a difendersi dalle speculazioni dei mercati? Ma noi li vogliamo cancellare, quei mercati, non conviverci. Vi ricorda qualche cosa?</p>
<p><strong>2)</strong> La testa rivolta ad est, alla Russia. C’è la dipendenza economica di alcune formazioni (il Pci negava scandalizzato, ma è abbondantemente provato, mentre soldi russi ancora affluirono a Le Pen), ma c’è assai di più: una grande Patria che la storia ha reso antagonista dell’occidente capitalista. Lo era Pietro il grande. Lo fu l’Urss. Lo è l’odierna Russia putiniana. L’Asia dei valori e dei miti contro il mercato delle valorizzazioni e della ricchezza.</p>
<p><strong>Sì, certo</strong>: storia e realtà sono più complesse e meno tagliate con l’accetta. Ma il profilo è nitido. E allora, perché l’opposizione al presunto nuovo non s’impone con coraggio ed efficacia? Perché in gran parte è figlia del vecchio. La mamma si concesse a diversi padri, ma trattò in modo equanime la prole, insegnando che il mondo bello è quello in cui comandano i buoni, non i più capaci di creare ricchezza. Circa il concetto di “buoni” si discetta fin da Platone, ma finisce sempre male.</p>
<p><strong>Basterebbe dire</strong>: guardate che siamo diventati ricchi grazie alla valorizzazione dei talenti, alle libertà personali e imprenditoriali, non certo per bontà governativa o solidarietà fra dispersi e perdenti. Ma non ci riescono, perché la mamma è la stessa e dei papà si perse memoria.</p>
<p>Davide Giacalone, 9 agosto 2018</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/lega-e-m5s-ricordano-il-pci/">Ricordano il Pci</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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		<title>3 cose e 1/2 sul nuovo governo</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/12767-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jun 2018 07:18:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[cottarelli]]></category>
		<category><![CDATA[di maio salvini]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I governi si giudicano da quello che fanno. Il tempo del prima e quello del durante sono diversi, solo dopo si potrà stabilire chi aveva visto giusto e se le cose annunciate sono state poi realizzate. Ma tre cose, e mezza, mi pare utile sottolineare, perché avranno riflessi nel futuro. 1) Il governo nasce perché [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I governi si giudicano da quello che fanno</strong>. Il tempo del prima e quello del durante sono diversi, solo dopo si potrà stabilire chi aveva visto giusto e se le cose annunciate sono state poi realizzate. Ma tre cose, e mezza, mi pare utile sottolineare, perché avranno riflessi nel futuro.</p>
<p><strong>1)</strong> <strong>Il governo nasce perché il presidente della Repubblica</strong> ha agito nel modo che tanti, e i diretti interessati, hanno condannato. <strong>M5S e Lega</strong> avevano già stabilito di non potere governare assieme, ma furono indotti a ripensarci quando il presidente disse l’ovvio: un governo nascerà comunque. Hanno fallito, sgambettandosi a vicenda e fissando paletti cui poi non riuscivano a stare, e già annunciato le urne, per non dire della grottesca idea di mettere il presidente in stato d’accusa, quando dal Colle è stato annunciato l’imminente governo tecnico. Hanno avuto il tempo necessario ed è nato il governo. Molti dovrebbero chiedere scusa a Sergio Mattarella.</p>
<p><strong>2)</strong> <strong>Carlo Cottarelli è un vero servitore dello Stato</strong>. Osservazione che può sembrare marginale e irrilevante, ma che, al contrario, tornerà politicamente a emergere.</p>
<p><strong>3) Abbiamo visto l’Italia usata come strumento</strong>. Quelli in campo non erano combattenti, ma armi di combattimenti altrui. La posta in gioco non era questo o quel ministero, ma la sorte di tutta intera l’area dell’euro. È un concetto difficile, per molti, perché sono accecati da falsi presupposti. <strong>Mi chiedono</strong>: pensi quindi che siano al soldo di Putin? O di Trump? E giù risate. Sciocche. L’Ue è l’area più ricca, sviluppata e libera del mondo. Naturale che abbia dei nemici. Anche perché non esiste come potenza militare ed è neonata come soggetto politico. Non credo <strong>Bannon</strong> fosse in giro per turismo. Escludo <strong>Putin</strong> cerchi foto opportunity con questo o quell’esponente della destra europea. Ma in questo non c’è meccanicità.</p>
<p><strong>Il punto è altrove, interno all’Ue</strong>. Ed è un fronte assai composito. <strong>Per dirne una</strong>: la destra cristiano democratica tedesca, che non è affatto con Merkel, adora l’idea che in Italia succeda quello che loro hanno paventato, ovvero si scassi il bilancio e si squilibri l’euro. E lo adorano anche perché aiuterebbe le banche tedesche a non versare i soldi (scadenza 2020) nel fondo interbancario europeo. In Italia i nostri militi con bandiera cangiante hanno fatto il possibile, per soddisfarli. Per dirne una.</p>
<p>Da quel che capisco, ove mai il gioco degli specchi e dei non specchiati non inganni, <strong>la linea di politica estera</strong> sarà filo francese. Me ne compiacerei, senza esagerare. Un altro fronte antagonista della Germania merkeliana, ma in direzione opposta a quello dei tedeschi appena ricordati. Spero qualcuno sia consapevole di ciò e abbia in mente un modo per tenere le cose in coerenza.</p>
<p>La mezza cosa è questa: <strong>Juncker è un cretino</strong>. Chi ricopre quella carica non può parlare a vanvera, essendo irrilevante se ha ragione o torto. Posto ciò, siano chiare due cose: <strong>a.</strong> che l’Italia sia il Paese più corrotto d’Europa, e tendenzialmente del mondo, lo sostengono gli italiani e lo documenta la Corte dei conti, che ha scritto follie, in merito (in passato feci i conti e documentai tale affermazione), ma restano scritte;<strong> b.</strong> il nostro tasso d’occupazione è il più basso fra i grandi Paesi, sicché è documentalmente vero che lavoriamo poco.</p>
<p>La stagione della lamentazione pezzente non finirà mai troppo presto né quella della ragionevolezza operante inizierà mai troppo presto.</p>
<p>Davide Giacalone, 1 giugno 2018</p>
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		<title>Crisi istituzionale, facciamo chiarezza</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/crisi-istituzionale-facciamo-chiarezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 May 2018 09:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[di maio salvini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ciascuno ha il dovere della chiarezza, come di misurare i toni. La Repubblica ha vissuto momenti di alta tensione istituzionale (quelli del “mai come ora”, per lo più, non hanno mai studiato storia), ma non è un buon motivo per lasciare che uno diventi fatale. Diciamoci alcune cose. 1) Il presidente della Repubblica ha agito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ciascuno ha il dovere della chiarezza, come di misurare i toni</strong>. La Repubblica ha vissuto momenti di alta tensione istituzionale (quelli del “mai come ora”, per lo più, non hanno mai studiato storia), ma non è un buon motivo per lasciare che uno diventi fatale. Diciamoci alcune cose.</p>
<p><strong>1)</strong> Il presidente della Repubblica ha agito nel pieno rispetto della lettera e dello spirito della Costituzione. In una condizione di totale solitudine politica. Ogni ipotesi di messa in stato d’accusa (dicono <strong>“impeachment”</strong>, perché formatisi con i telefilm americani) è grottesca.</p>
<p><strong>2)</strong> Non si tratta di <strong>Sergio Mattarella</strong>, ma del fatto che, per giorni e giorni, il presidente della Repubblica è stato oggetto di provocazioni e ricatti. Salvini e Di Maio, in ordine d’importanza, sono comparsi al Quirinali rispettosi e divenuti irrispettosi non appena varcato il portone. Irrispettosi non di una persona, ma della Costituzione.</p>
<p><strong>3)</strong> Intestarsi il veto su una persona, confermando le provocazioni altrui, e farlo con riferimento ai mercati, da parte del presidente della Repubblica, è stato un errore. <strong>Ha ragione, ma è stato un errore</strong>. Ed è questo il punto che ci coinvolge tutti, pesantemente.</p>
<p><strong>I mercati non sono solo lo spread</strong> e i complotti oscuri di gnomi malefici, sono anche gli italiani. Che stanno portando soldi all’estero come non succedeva da più di venti anni. Uscire dall’euro è un suicidio, ma annunciarlo, metterlo in conto in questo modo, scrivere in una bozza (e diffonderla) che non si rimborseranno 240 miliardi di debiti, non è solo una palese manifestazione d’incoscienza e incompetenza, ma l’inizio di un supplizio per ottenere un suicidio lento e doloroso. Che sta succedendo? Come è possibile?</p>
<p>I nostri giganti dell’arroganza, qualche settimana addietro, neanche sapevano dell’esistenza di un professore di nome<strong> Paolo Savona</strong>. L’avessero incrociato lo avrebbero schifato, quale incarnazione dei poteri forti, finanziari, inciuciato con la politica, complice di chi ha venduto l’Italia e incappucciato. Avrebbero avuto torto, marcio, ma così sarebbe andata. Qualche settimana appresso, invece, sul nome di Savona s’immolano.</p>
<p><strong>Che sta succedendo?</strong> Succede che:</p>
<p><strong>a.</strong> Salvini ha puntato tutto sulla rottura, sapendo che in caso di riuscita sarebbe divenuto il trionfatore, per demolizione di tutti gli altri, nell’altro caso, il più probabile, confidando in un premio elettorale (la sola cosa che interessa a questi);</p>
<p><strong>b.</strong> quel nome è stato dato da altri, per i quali l’Italia è il più potente ed efficace strumento per colpire l’Unione monetaria europea, l’area più ricca del mondo, il mercato più forte, dove risiede il 7% della popolazione globale, si produce il 25% della ricchezza annua globale e si consuma il 50% della spesa sociale, ma dove la forza militare aggressiva è stata sterilizzata dalla storia.</p>
<p>Abbiamo il dovere di capirlo. E di dirlo.</p>
<p>DG, 28 maggio 2018</p>
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