<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>deflazione Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
	<atom:link href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/tag/deflazione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/tag/deflazione/</link>
	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
	<lastBuildDate>Wed, 13 Feb 2019 16:16:39 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2019/06/cropped-logo-tondo-cerchio-bianco-32x32.png</url>
	<title>deflazione Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
	<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/tag/deflazione/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Deflazione e spread: l’Italia è ancora al palo</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/deflazione-e-spread-litalia-e-ancora-al-palo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Nov 2016 14:36:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli per la lettura]]></category>
		<category><![CDATA[deflazione]]></category>
		<category><![CDATA[francesco forte]]></category>
		<category><![CDATA[spread]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://35.159.32.14/?p=7415</guid>

					<description><![CDATA[<p>[:it]Francesco Forte commenta i dati Istat sull'economia italiana [:]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/deflazione-e-spread-litalia-e-ancora-al-palo/">Deflazione e spread: l’Italia è ancora al palo</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In ottobre l&#8217;economia italiana è tornata in deflazione e i dati definitivi, comunicati dall&#8217;Istat, sono peggiori di quelli provvisori. I prezzi al consumo sono diminuiti di 0,1 su settembre e di 0,2 sull&#8217;ottobre dello scorso anno. Nella stima provvisoria la<strong> deflazione</strong> rispetto all&#8217;ottobre 2015 era lo 0,1. Ora è doppia.</p>
<p>E il quadro dettagliato mostra che i prezzi sono calati perché il consumatore ha ridotto la domanda di quelli non indispensabili. <strong>Il Pil del 2016</strong> è maggiore di quello del 2015 di un più 0,6-0,8%.<strong> Il bilancio pubblico</strong> è in deficit, attorno al 2,6% del Pil. Dunque il consumatore ha ridotto la domanda non perché ha meno reddito spendibile ma perché cerca di far meno debiti e più risparmi.</p>
<p>Se ne arguisce che la <strong>Renzinomics</strong>, cioè l&#8217;economia di Renzi, basata sullo stimolo ai consumi, per generare crescita non dà gli effetti espansivi sperati, ma è deflattiva, in una situazione in cui la politica monetaria europea è di massima espansione.</p>
<p>Dalle <strong>tabelle dell&#8217;Istat</strong> si vede che oltre al calo del 2% dei prezzi di gestione delle abitazioni, riguardanti acqua, elettricità e combustibili, dovuta al calo del prezzo all&#8217;origine del petrolio e del gas, fra un ottobre e l&#8217;altro, c’è un calo di 1,3% dei prezzi dei servizi di comunicazione, di 1% dei beni e servi per l&#8217;istruzione, di 0,3 nei servivi ricreativi e di ristorazione e dello 0,2 per alimentari e bevande analcoliche. Il principale aumento di prezzi su base annua è il 2% per le bevande alcooliche e tabacchi: il vizio ha una domanda rigida.</p>
<p>Dato che l&#8217;economia di Renzi consiste in parte in bonus già erogati e altri annunciati nella legge di bilancio per il 2017-19 che dovrebbero stimolare i consumi e in parte in dichiarazioni ottimistiche sulla svolta che l&#8217;Italia sta facendo e sul futuro, ove sia approvato <strong>il referendum</strong>, che toglie al Senato il potere di controllo delle leggi di spesa, trasformandolo in un consesso di consiglieri comunali e regionali, interessati a nuove spese per i loro enti, non si può dire che il governo stia mettendo il freno a mano.</p>
<p>Al contrario preme l&#8217;acceleratore e proclama che lo farà ancora. Il premier inoltre rassicura che i fondi per il post terremoto e gli immigrati sono copiosi. In sintesi: abbondanza di spese, anche con deficit per spese straordinarie fuori bilancio.</p>
<p>Come mai l&#8217;effetto è la <strong>deflazione</strong>, anziché un aumento dei prezzi, dovuto a una domanda presente e futura in aumento? La risposta è che questa politica e questa enfasi non sono rassicuranti, generano la sensazione che il secchio sia bucato e che alla fine i soldi non ci saranno.</p>
<p>E poi, chi assicura che be promesse siano mantenute, dato che in gran parte sono collegate a un referendum che il governo ha la necessità di vincere? Ottenuta la vittoria, potrebbe attuare la manovra correttiva, per tappare i buchi del secchio che stanno generando non solo facce scure a Bruxelles, ma anche quotazioni peggiorate nel debito pubblico. D&#8217;altra parte se il governo perde sul referendum, diventa una &#8220;anatra zoppa&#8221; e la legge di bilancio sarà comunque modificata, per evitare un aumento dell&#8217;Iva. Ergo, &#8220;promesse da marinaio&#8221;. Questo per il futuro.</p>
<p>Ma per il passato? Come mai i soldi che già sono entrati nei portafogli non sono stati spesi nella misura prevista? C’è molta <strong>disoccupazione</strong>, l&#8217;economia si muove poco, i giovani fanno fatica a sistemarsi, molti sono in povertà e le famiglie hanno bisogno di cautelarsi. I bonus spesso piovono sul &#8220;bagnato&#8221;, non sull&#8217;arido. Più in generale per far crescere una economia bisogna puntare sugli investimenti, ed ivi operare con ogni energia, non sui consumi e sui referendum.</p>
<p><strong>Francesco Forte</strong>, <em>Il Giornale</em> 15 novembre 2016</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/deflazione-e-spread-litalia-e-ancora-al-palo/">Deflazione e spread: l’Italia è ancora al palo</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
