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	<title>coronavirus Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>coronavirus Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>Il virus e quella linea rossa che Conte ha (già) varcato</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/il-virus-e-quella-linea-rossa-che-conte-ha-gia-varcato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Benedetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Oct 2020 09:21:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A otto mesi dall&#8217;inizio della pandemia duole dover ricordare al premier Conte e al suo governo che fra libertà e salute non c&#8217;è alcuna gerarchia, e se ci fosse vedrebbe primeggiare la libertà. Il commento di Giuseppe Benedetto, presidente della Fondazione Einaudi Il Covid c’è. Il Covid è una pandemia molto seria. Il Covid può [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>A otto mesi dall&#8217;inizio della pandemia duole dover ricordare al premier Conte e al suo governo che fra libertà e salute non c&#8217;è alcuna gerarchia, e se ci fosse vedrebbe primeggiare la libertà. Il commento di Giuseppe Benedetto, presidente della Fondazione Einaudi</em></p>
<p>Il Covid c’è. Il Covid è una pandemia molto seria. Il Covid può far morire tanta gente. Questo per sgombrare il campo dagli equivoci.</p>
<p>Detto ciò, possiamo chiuderla qui ? Direi proprio di no.</p>
<p>Come ogni questione di questa portata va affrontata senza isterismi e senza estremismi. Ma, soprattutto, senza pressappochismo. È su questo ultimo termine che vorrei soffermare la mia attenzione.</p>
<p>All’alba della “prima ondata”, già sentivamo parlare della pressoché certa “seconda ondata”. Di un ritorno del virus dopo un prevedibile calo nella stagione estiva.</p>
<p>Qualcuno vuole elencarmi cosa è stato fatto durante un periodo di calma quasi piatta per prevenire e fronteggiare la seconda ondata ? Ci sarebbero tante questioni su cui recriminare, ma due su tutte.</p>
<p>Come è possibile vedere le file ai drive-in per effettuare un tampone ? Tamponi che evidentemente scarseggiano in gran parte d’Italia. Non era possibile prevedere una così certa recrudescenza che avrebbe richiesto controlli sanitari di massa e dotarsi della semplice attrezzatura per effettuarli ?</p>
<p>Ancora più incredibile, la vicenda dei vaccini antinfluenzali, al limite della procurata “altra” pandemia: quella della influenza stagionale.</p>
<p>Come è possibile che ad aprile, ben sei mesi fa, ogni scienziato avvertiva che sarebbe stato necessario per ampie fasce della popolazione vaccinarsi contro l’influenza stagionale (anche per ovvi motivi di differenziazione dalla Sars-Covid 19) e, ad oggi praticamente, è impossibile vaccinarsi in Italia ?</p>
<p>Lo dico senza tema di smentita, anche per esperienza diretta. A questo bisognerà rispondere e di questo bisognerà risponderne.</p>
<p>Non sto disquisendo di questo o quel banco di scuola, di come organizzare i trasporti, del perchè prima tutto aperto e poi tutto chiuso, argomenti che pure meriterebbero approfondimento, ma di due questioni certe, inequivocabili, su cui non possono esserci discussioni. Sono dati di fatto inoppugnabili.</p>
<p>E siccome tutto è collegato, tutto si tiene, passiamo all’altra questione fondamentale.<br />
Il Governo deve levarsi dalla testa che le libertà fondamentali possano essere conculcate arbitrariamente.</p>
<p>Non c’è alcuna gerarchia tra libertà e salute. E se ci fosse non vedrebbe primeggiare la salute. Quando leggiamo che il Presidente del Consiglio con il suo fare concessorio, ci comunica che la polizia non entrerà in casa per controllarci, noi uomini liberi diciamo semplicemente che non lo fa e non lo può fare. Non per gentile concessione del sovrano, ma perché lo dicono le leggi vigenti e lo proclama solennemente la nostra Costituzione.</p>
<p>L’art. 14 recita: “Il domicilio è inviolabile. Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, se non nei casi e modi stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale. Gli accertamenti e le ispezioni per motivi di sanità e di incolumità pubblica o a fini economici e fiscali sono regolati da leggi speciali”.</p>
<p>Il che vuol dire una cosa molto semplice che solo con legge, approvata da Parlamento Italiano, sempre nel rispetto del dettato costituzionale, potranno essere previste intromissioni nel domicilio privato. Per essere chiari sino in fondo nessun D.P.C.M. potrà derogare alla legge e tantomeno alla Costituzione.</p>
<p>Mi soffermo sulla questione di gran lunga più rilevante alla luce dei provvedimenti annunciati e annunciandi in queste ore. Il governo pensi a governare la pandemia, a non ripetere gli errori di programmazione sopra evidenziati e lasci stare intromissioni fuori luogo nella sfera delle libertà pubbliche e private.</p>
<p>Ricordi che le pandemie passano, cosi come i Governi.</p>
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		<title>Il virus permanente</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/il-virus-permanente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2020 08:50:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rassegna video]]></category>
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		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
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		<category><![CDATA[sistema sanitario]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/nVS2LAYA11M" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Il commento di Davide Giacalone</p>
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		<title>Carlo Nordio: Le chiusure che il governo deve spiegare in Parlamento</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/carlo-nordio-le-chiusure-che-il-governo-deve-spiegare-in-parlamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2020 09:13:15 +0000</pubDate>
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		<item>
		<title>Tito Boeri: Se il divieto di lincenziare è un errore</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/tito-boeri-se-il-divieto-di-lincenziare-e-un-errore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2020 07:06:36 +0000</pubDate>
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		<item>
		<title>L&#8217;appello dell&#8217;Avvocatura dello Stato alla sentenza del Tar Lazio</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/lappello-dellavvocatura-dello-stato-alla-sentenza-del-tar-lazio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2020 12:35:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
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		<category><![CDATA[Comitato Tecnico Scientifico 2020 documenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pubblichiamo in versione integrale il ricorso in appello dell&#8217;Avvocatura dello Stato nell&#8217;interesse della Presidenza del Consiglio, alla sentenza del T.A.R. Lazio (disponibile qui) per l&#8217;accesso agli atti posti a supporto dei DPCM</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo in versione integrale il ricorso in appello dell&#8217;Avvocatura dello Stato nell&#8217;interesse della Presidenza del Consiglio, alla sentenza del T.A.R. Lazio (<a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/il-tar-lazio-accoglie-ricorso-della-fondazione-einaudi-per-laccesso-agli-atti-posti-a-supporto-dei-dpcm/">disponibile qui</a>) per l&#8217;accesso agli atti posti a supporto dei DPCM</p>
<div class="su-button-center"><a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2020/07/appello-avvocatura-aoorm-P-2020-388433.pdf" class="su-button su-button-style-flat su-button-wide" style="color:#ffffff;background-color:#003c71;border-color:#00305b;border-radius:5px" target="_self"><span style="color:#ffffff;padding:9px 30px;font-size:22px;line-height:33px;border-color:#4d779c;border-radius:5px;text-shadow:0px 0px 0px #ffffff"><i class="sui sui-newspaper-o" style="font-size:22px;color:#ffffff"></i> LEGGI L’APPELLO</span></a></div>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;antisemitismo al tempo del COVID-19</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/lantisemitismo-al-tempo-del-covid-19/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2020 15:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività 2020]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna video]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giovedì 11 Giugno 2020 &#8211; ore 17:00 Streaming video sui social network della FLE coordina GIULIO TERZI DI SANT&#8217;AGATA Membro Advisory Board Comitato Scientifico FLE intervengono DAVIDE GIACALONE Scrittore, giornalista, Vice Presidente FLE FIAMMA NIRENSTEIN Giornalista, Membro Comitato Scientifico FLE, Senior fellow Jerusalem Center for Public Affairs GIORGIO MONTEFOSCHI Scrittore TOMMASO VIRGILI Ricercatore Associato, Wilfried [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì 11 Giugno 2020 &#8211; ore 17:00<br />
Streaming video sui social network della FLE</p>
<p>coordina</p>
<p><strong>GIULIO TERZI DI SANT&#8217;AGATA</strong><br />
Membro Advisory Board Comitato Scientifico FLE</p>
<p>intervengono</p>
<p><strong>DAVIDE GIACALONE</strong><br />
Scrittore, giornalista, Vice Presidente FLE</p>
<p><strong>FIAMMA NIRENSTEIN</strong><br />
Giornalista, Membro Comitato Scientifico FLE, Senior fellow Jerusalem Center for Public Affairs</p>
<p><strong>GIORGIO MONTEFOSCHI</strong><br />
Scrittore</p>
<p><strong>TOMMASO VIRGILI</strong><br />
Ricercatore Associato, Wilfried Martens Centre European Studies</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/UG6tO7ttUSs?start=294" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il &#8220;dietro le quinte&#8221; troppo segreto delle decisioni del governo</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/il-dietro-le-quinte-troppo-segreto-delle-decisioni-del-governo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ezechia Paolo Reale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2020 15:11:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[dpcm]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutti conoscono le decisioni assunte dal Presidente del Consiglio dei Ministri per contrastare la diffusione della pandemia. Tutti sanno. Anche perché ci è stato ripetuto all&#8217;infinito, che le sofferte decisioni emergenze sono state adottate sulla base dei dati raccolti da un comitato tecnico scientifico di alto profilo e delle valutazioni dallo stesso svolte in apposite [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/il-dietro-le-quinte-troppo-segreto-delle-decisioni-del-governo/">Il &#8220;dietro le quinte&#8221; troppo segreto delle decisioni del governo</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti conoscono le decisioni assunte dal Presidente del Consiglio dei Ministri per contrastare la diffusione della pandemia. Tutti sanno. Anche perché ci è stato ripetuto all&#8217;infinito, che le sofferte decisioni emergenze sono state adottate sulla base dei dati raccolti da un comitato tecnico scientifico di alto profilo e delle valutazioni dallo stesso svolte in apposite relazioni. Tutti concordano, anche, sulla necessità della trasparenza nell&#8217;agire delle autorità pubbliche e sull&#8217;importanza del diritto alla conoscenza e cioè il diritto civile e politico del cittadino a essere attivamente informato durante l&#8217;intero processo politico e decisionale per consentirgli la partecipazione piena e democratica al dibattito pubblico. Le polemiche odierne sui pericoli che derivano da una conoscenza soffocata, distorta o tardiva dell&#8217;operato di regimi autoritari come la Cina sono la migliore e più attuale prova della necessità che i Governi agiscano, come peraltro affermato ed auspicato dal nostro Presidente del Consiglio dei Ministri, con piena ed assoluta trasparenza e non con il favore delle tenebre, sulla base di dati e valutazioni accessibili alla generalità dei cittadini e, come tali, assoggettabili ad un dibattito pubblico per verificarne attendibilità ed eventuali lacune. Sorprende, quindi, che il Governo italiano oggi non consenta ai cittadini di conoscere il contenuto delle relazioni tecnico scientifiche del comitato di esperti sull&#8217;emergenza coronavirus e, quindi, non consenta su di esse un dibattito pubblico, indipendente ed informato, Le relazioni, anzitutto, non sono reperibili nei numerosi siti web governativi dedicati alla legislazione dell&#8217;emergenza né in altre sedi alternative Fatto, questo, di per sé inquietante, visto che sulla base di tali relazioni sono state adottate decisioni di estrema gravità per la vita della collettività, della cui legittimità ancora si discute, e che, pertanto, dovrebbe essere interesse prioritario di chi ha adottato quelle decisioni, oltre che suo preciso dovere, quello di dare compiuta e completa spiegazione dei motivi che lo hanno portato ad effettuare scelte per molti versi, e per molte persone, assai dolorose. Addirittura, poi, su una formale richiesta proposta da alcuni avvocati in data 16/04/2020, Dipartimento della Protezione Civile ha negato, con provvedimento del 04/05/2020, l&#8217;accesso a tali atti sostenendo che le relazioni del comitato tecnico scientifico, pur specificamente richiamate in tutti i Decreti dell&#8217;emergenza adottati del Presidente del Consiglio dei Ministri, sono considerate documenti coperti da segreto e, comunque, non accessibili al pubblico. E non é stata la risposta di un oscuro dirigente o di un anonimo funzionario troppo zelanti, perché al documento è sottoscritto proprio dal capo del Dipartimento della Protezione Civile, l&#8217;uomo delegato dal Governo alla gestione dell&#8217;emergenza con licenza di agire &#8220;in deroga a ogni disposizione vigente&#8221;. Le motivazioni del diniego appaiono essere giuridicamente molto poco convincenti e verrà proposto contro tale provvedimento un ricorso al Tar, con il patrocinio volontario di alcuni avvocati da tempo impegnati nella difesa dei diritti civili. Qualunque sia la risposta che darà l&#8217;autorità giudiziaria resta fortissima la sensazione di disagio nel sapere che in Italia il dibattito pubblico, su basi tecniche e scientifiche che hanno portato all&#8217;emanazione di provvedimenti che hanno sconvolto la vita di tutti gli italiani, addirittura sia impedito dalle pubbliche autorità. Ci piace, in questo opaco contesto, ricordare, con le parole di John Stuart Min, che &#8220;le idee valide vengono rafforzate e rifinite dall&#8217;opposizione e dal controllo pubblico&#8230; il vero male della censura sta nel decidere la verità per altri, impedendo che l&#8217;intera gamma di opinioni e pareri venga ascoltata&#8221; e che la stessa libertà di stampa in una celebre opinione della Corte Suprema degli Stati Uniti, &#8220;è importante solo in quanto essa serve con assiduità il diritto del pubblico a conoscere&#8221;. E non vorremmo che dalla Cina avessimo silenziosamente importato in Italia, oltre e insieme al virus, anche un regime comunista illiberale o, se si preferisce, di &#8220;capitalismo autoritario&#8221;, per usare l&#8217;espressione di un autorevole uomo politico, convinto sostenitore del diritto alla conoscenza. che, pur censurando l&#8217;operato del governo cinese, si è trovato in imbarazzo nel definirlo semplicemente &#8220;comunista&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/il-dietro-le-quinte-troppo-segreto-delle-decisioni-del-governo/">Il &#8220;dietro le quinte&#8221; troppo segreto delle decisioni del governo</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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		<title>Il tampone di Conte è positivo: ha la sindrome da Padreterno</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/il-tampone-di-conte-e-positivo-ha-la-sindrome-da-padreterno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Piero Tony]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2020 14:41:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[conte]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>COSTITUZIONE AZZERATA: DIAGNOSI RAGIONATA SUL LOCKDOWN Dobbiamo essere felici, perché la pandemia è in calo, è iniziata la fase 2 e il presidente del Consiglio ha detto che, se le cose continuano così e ci comportiamo bene, acconsentirà che tutti i cittadini possano andare liberamente in vacanza anche senza maglietta della salute. E possano scegliere direttamente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>COSTITUZIONE AZZERATA: DIAGNOSI RAGIONATA SUL LOCKDOWN</p>
<p>Dobbiamo essere felici, perché la pandemia è in calo, è iniziata la fase 2 e il presidente del Consiglio ha detto che, se le cose continuano così e ci comportiamo bene, acconsentirà che tutti i cittadini possano andare liberamente in vacanza anche senza maglietta della salute. E possano scegliere direttamente loro se al mare o in montagna, senza necessità di autocertificazione di sorta.</p>
<p>A parte gli scherzi, dopo questo lungo lockdown le statistiche comprovano chiaramente che la tragica pandemia da coronavirus sta illanguidendosi e tramontando, ferma restando come in tutte le infezioni la possibilità di recrudescenza. Allora forse è giunto il momento di iniziare a fare per bene i conti in quanto, a occhio e croce, qualche cosa non torna; di sciogliere alcune riserve trattenute in pectore quando l’incandescente emergenza avrebbe reso inopportuna l’espressione di qualsiasi critica o perplessità nei confronti del governo; di rappresentare insomma a futura memoria le incongruenze governative più gravi, nella speranza di condotte più garantite, riflessive e partecipate nella denegata ipotesi di qualche riacutizzazione del fenomeno.</p>
<p>Per quanto mi riguarda mi preoccupai già molto tempo prima, allorché – senza che nessuno l’avesse chiesto – in occasione dell’insediamento Giuseppe Conte ci rassicurò, con tono tanto accorato e premuroso che alla mia anima maligna parve pastorale ossia da buon pastore in entrambi i sensi, che sarebbe stato l’avvocato difensore di tutti noi. Ma sapendo di essere di natura ansiosa rintuzzai la sensazione e mi covai la preoccupazione.</p>
<p>Poi scoppiò l’epidemia ed è successo quello che al mondo mai era successo, nemmeno per epidemie molto più gravi. Non più, come in passato, informazioni sugli specifici pericoli e conseguenti raccomandazioni sulle opportune cautele, circa distanziamento, igiene personale, mascherine etc, per poter continuare a convivere al meglio con il virus nell’attesa che l’epidemia si esaurisse come al solito. Non più appelli a buon senso e assennatezza, non più sforzi di convincimento e attivazione e ottimizzazione delle agenzie e dei presidi sanitari soprattutto di territorio e informazione e raccomandazioni e inviti e consigli e – perché no? &#8211; rigorosi controlli e monitoraggi di adeguamento ma un “fermi tutti” megafonato dall’alto tetto di palazzo Chigi. Fulmini e saette. Un lockdown totale (qui da noi quanti over ne conoscono l’esatto significato?) ossia chiusura tombale e quasi ermetica di tutto con segregazione in casa, paralisi di produzione ed economia, coprifuoco per famiglie, scuole, aziende, trasporti, tribunali, chiese ed eventi culturali e sportivi. Insomma non ragionevole prescrizione di usare le suggerite precauzioni di distanziamento etc e di adeguarsi, al più presto e nel miglior modo, alla convivenza con il pericolosissimo virus nell’attesa di poterlo debellare. Ma – costi quel che costi e crolli pure il mondo &#8211; intimazione di smettere immediatamente di vivere in quell’unico modo e contesto in cui da secoli ci siamo faticosamente adattati per sopravvivere&#8230; quasi come dire che da domani per profilassi è vietato respirare. Quale la prima conseguenza? Un paese annichilito e in ginocchio, come se la pandemia si fosse propagata a ogni cosa, comprese economia e finanza legali. Oltre che disorientato dalla vaghezza delle informazioni, apparentemente dimentiche o almeno noncuranti che se dovesse passare troppo tempo non sarebbe più questione di ripresa ma di resurrezione&#8230; e pare che i risorti non siano molti nella storia. La domanda, che in parte vale tuttora: fino a quando? Forse per qualche tempo ancora, si vedrà, può darsi, dipende da cosa diranno i nostri 500 esperti governativi, è la risposta.</p>
<p>1) Preoccupa il fatto che la clausura (ossia la pesante compressione di fondamentali diritti costituzionali quali diritto di lavoro: art. 4, di circolazione: art. 16, di riunione: art.17, di libera professione religiosa: art. 19, di libera manifestazione del proprio pensiero: art. 21, di agire in giudizio: art. 24, di istruzione: art.34, di iniziativa economica privata: art.41 e, dulcis in fundo, di libertà personale: art. 13 che, con riserva di legge e di giurisdizione, tutela da “qualsiasi restrizione della libertà personale”, e va sottolineato “qualsiasi”) sia stata imposta non dal Parlamento ma &#8211; vero e proprio abuso a prescindere dai rassicuranti risultati &#8211; con disinvolti provvedimenti amministrativi quali sono i decreti presidenziali susseguitisi al primo del 31 gennaio 2020 dichiarativo dello stato di emergenza per 6 mesi. Dpcm che peraltro, anziché tracciare &#8211; de minimis non cu- rat praetor &#8211; le necessarie linee guida di una politica sanitaria di emergenza, in barba al solito Montesquieu non fan- no che dare veste e forza giuridica, pedissequamente, a miriadi di minuziose, intrusive e qualche volta cervellotiche regolette pseudoscientifiche, tipo lavarsi le mani, non mettere le dita nel naso o sugli occhi e distanziare i tavolini nei locali a quei centimetri piuttosto che a quegli altri, palesemente partorite – dopo attento e tormentato confronto &#8211; da- gli oltre 500 esperti governativi. Tutte inutilmente ansiogene perché scontate alla luce del buon senso delle persone. Preoccupa che l’uso di detti dpcm, quasi imperiali per tono e monocraticità, sia stato preferito all’emanazione dei decreti-legge di cui all’art. 77 della Costituzione, concepiti e congegnati ad hoc dai padri costituenti &#8211; con il rinvio a sessanta giorni dei necessari controlli da parte di Camere, Quirinale e Corte Costituzionale &#8211; proprio per consentire al governo di adottare provvedimenti provvisori con forza di legge nei “casi straordinari di necessità e urgenza” quale la pandemia.</p>
<p>Preoccupa che l’improprio intervento governativo mediante dpcm (cioè mediante atti amministrativi senza alcuna forza di legge introdotti dalla legge 23.8.1988, n. 400 al fine di regolare l’attività interna del governo) abbia consentito di bypassare qualsiasi impiccioso controllo – a fin di bene, s’intende &#8211; con la stessa ratio di chi non si pèrita di imboccare la corsia di emergenza senza esserne legittimato ma solo perché più scorrevole. Tant’è vero che non a caso sopravvennero in resipiscenza i decreti legge del 23 febbraio, n. 6 e del 25 marzo 2020, n. 19 quale sorta di sanatoria dei precedenti decreti presidenziali&#8230; ancora a fin di bene, naturalmente. Preoccupa che non siano state adottate strategie differenziate in relazione alle differenti problematiche locali, o che il premier dica “vi concedo di uscire” alla maniera di Luigi XVI, o che si prescrivano mascherine e tamponi ben sapendo che sono irreperibili sul mercato (quantomeno concausa della tragica morte di oltre 150 medici), o che i menzionati provvedimenti in barba alla trasparenza usino cadere dal cielo in ora notturna con la classica tecnica del fatto compiuto (pendedavanti al Tar del Lazio il ricorso contro l’incredibile diniego di accesso agli atti opposto dalla Protezione Civile a cittadini che volevano conoscere le sottese valutazioni dei vari comitati tecnico-scientifici). Preoccupa che per contenere il virus siano state paralizzate molte aziende nazionali dimenticando che, in un mondo globalizzato (ossia internazionalmente integrato ed interconnesso, soprattutto in filiere), &#8230;. chi va via perde il posto all’osteria, nel nostro caso quantomeno il know how.</p>
<p>Ma non preoccupano tanto i fatti in sé quanto le modalità facili e incontrastate del loro compimento. Tutto assolutamente de plano senza che siano mai entrati in funzione i contrappesi previsti dalla Costituzione. Per mesi tutti i cittadini rinchiusi nell’ovile con autocertificazione in saccoccia e attività produttive in apnea, con minaccia di sanzioni le più deterrenti&#8230;per illeciti di mera disobbedienza ossia sovente privi di qualsiasi offensività (basti pensare al divieto di abbronzarsi sulla battigia pur distanziati di chilometri o di passeggiate in solitaria nel bosco davanti casa) oltre che incompatibili con elementari principi liberaldemocratici di garanzia e&#8230; nessuno che scandalizzato sia intervenuto urlando: oibò, ma che cavolo state facendo!?</p>
<p>Dpcm! Quasi fossimo stati in guerra e le Camere con pienezza avessero conferito a Conte “i poteri necessari” (art, 78 Cost.)! Ma fortunatamente eravamo e siamo solo in stato di emergenza, materia regolata dal Codice di Protezione Civile (D.L.vo del 2 gennaio 2018, n. 1) che, come è noto, autorizza solo ordinanze di protezione civile che siano emanate “nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico e dell’Unione europea” (art.25), e dunque nessuna delle sospensioni e limitazioni di diritti costituzionali che potrebbero intravedersi nei dpcm del nostro buon pastore.</p>
<p>Quasi che codesti diritti, chissà perché e percome visto che non lo si ricava dal sistema normativo, fossero tutti subordinati e sacrificabili a quello della salute (art. 32 Cost )&#8230;. pensa alla salute e zitto, brocardo popolare almeno apparentemente introiettato dal governo. Glissando sul fatto che anche senza codesti provvedimenti da coprifuoco &#8211; ma solo informando, raccomandando, controllando e confidando nell’intelligenza e maturità della gente: il mestiere dei vivi è sopravvivere, si diceva un tempo &#8211; il governo avrebbe potuto conseguire gli stessi positivi risultati.</p>
<p>2) Sono in pochi a non credere che, se non ci fosse stato qualche giorno prima il blocco della provincia di Wuhan, al nostro premuroso buon pastore mai sarebbe venuto in mente di abbandonare le tradizionali pratiche (la Spagnola del 1919, l’Asiatica del 1958, il colera del 1973, Aviaria, Ebola, Sars etc etc) ed entrare invece prepotentemente negli annali per aver disposto il primo lock- down della storia occidentale. E se ciò è vero come è vero, vien da chiedersi: ma come, la Cina!?!? Di certo un colpo di distrazione del nostro paterno presidente quando si è accodato così acriticamente al precedente cinese del lockdown, Senza ricordare che la grande Cina può fungere da modello e può far testo per tante cose ma non quanto a garanzie e rispetto della persona, appartenendo essa all’opaco mondo dei totalitarismi più illiberali, dei controlli più asfissianti, dei crediti sociali per vivere etc etc , insomma rispetto a noi tutt’altra cosa.</p>
<p>Proprio un’altra cosa. Ma non basta. La Cina verosimilmente potrebbe aver avuto ragioni diverse reagendo in situazione affatto diversa, ossia non sotto il fulmine a ciel sereno piombatoci addosso ma nella piena consapevolezza sia della gravità sia della causa sia della vitale necessità di neutralizzare effetti e responsabilità di un evento disastroso . Dietrologia e complottismo? È chiaro cosa è successo ? Mah! Sicuramente gli indizi circa un incidente sono più di uno e tutti di peso abbastanza significativo: da una parte incerto il pipistrello e chi l’ha mangiato e dove e quando, possibile ma incerta e solo ipotetica la mutazione spontanea del virus non- ché inverosimile per i tempi (in natura molto più lunghi, sul filo almeno di anni dicono gli esperti in relazione al circuito mutazione-selezione), incerto il nesso di causalità trattandosi di pratica commestibile assai diffusa sul territorio e nel tempo, incerta la filiera; dall’altra parte note le pregresse critiche internazionali alle condizioni di sicurezza del laboratorio P4 di Wuhan, note le opinioni di alcuni scienziati – tra cui un pre- mio Nobel – sull’origine artificiale del virus, certo e deciso il pronto e feroce isolamento militare di decine di milioni di persone e il blocco di produzione di decine di milioni di imprese e la conseguente marcata perdita di punti pil in un paese che di pil si nutre, interventi proporzionati più al panico per il clamore internazionale e la perdita di immagine che a preoccupazione per la salute pubblica. Non pochi gli indizi, si diceva, e guarda caso tutti confluenti su di un acuto senso di colpa e di responsabilità verso il resto del mondo per un evento disastroso (incidente di laboratorio?) determinato da negligenza imprudenza e/o imperizia; perché tutti evocanti l’iniziale disorientamento e poi la corsa ai ripari con versioni di comodo e poi le spasmodiche perimetrazioni militari a compasso attorno ai luoghi dell’evento, antichi ricordi dei disastri tipo Bhopal o Cernobyl o Fukushima. Supposizioni, certo, ma non proprio campate in aria. Evidentemente non solleticarono il presidente Conte, che si accodò di corsa. E non ha mai accennato a ricredersi.</p>
<p>3) Ma pare che il peggio potrebbe ancora accadere. Oso sperare che non sia vero quanto si mormora, che il governo avrebbe deciso di accordare protezione speciale alle persone anziane rinviando la loro liberazione a data da destinarsi. Considerato che la sedentarietà è esiziale per l’età veneranda, che codesto afflato filiale del governo sarebbe imposto e non suggerito agli interessati e parametrato esclusivamente al dato anagrafico, con un colpo solo i nostri governanti potrebbero così raggiungere il primato delle criticità costituzionali: art.3 (uguaglianza), art.13 (libertà personale), art.32 (salute), artt. 2 e 3 in relazione agli artt. 1-5 della Carta dei di- ritti fondamentali dell’Unione Europea (diritto all’autodeterminazione quale espressione della dignità umana). Non fa meno paura il progetto di app di tracciamento Covid-19 da scaricare, naturalmente per il nostro bene. Non tanto per la privacy &#8211; ormai da tempo inesistente in quanto svenduta soprattutto per ragioni di web e sicurezza &#8211; quanto per il possibile uso distorto, da par- te degli utilizzatori, dei dati comunque acquisiti.</p>
<p>Attenuanti per le disinvolture governative? Irresistibile sindrome del buon pastore, bravi ragazzi, insufficiente conoscenza e rispetto dei diritti della persona diversi da quello alla salute, sfiducia nella maturità della gente, emotività, inesperienza, eccesso di zelo ; nonché – va precisato per lealtà &#8211; mancanza di una norma costituzionale che, in linea con l’art. 78 Cost., equiparasse un’acuta emergenza pandemica a uno stato di guerra.</p>
<p>Aggravanti? Aver ignorato limiti e doveri giuridici pur occupando posizioni apicali di straordinaria importanza, per di più sotto la direzione di esperto avvocato e studioso di cose giuridiche. Va ricordato, in conclusione, che il nostro è un grande paese desideroso di vivere e lavorare nonché ben capace di pensare e provvedere a se stesso, ancora meglio se consigliato e supportato ( no assistito ) dai propri governanti&#8230;.purché la piantino di sentirsi provvidenziali ed essere per questo invadenti . Lockdown nei fatti vuol dire debito ed ancora debito per le generazioni future, il Decreto Rilancio di questi giorni lo conferma in pieno.</p>
<p>In uno Stato di diritto esistono mille modi diversi dal lockdown per pretendere controllare e conseguire distanzia- mento personale e cautele di contorno senza comprimere diritti fondamentali. Basta avere più fiducia nell’intelligenza delle persone e curiosare attorno, incominciando dall’Europa del nord&#8230;.ma senza mai finire in Cina.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Riformista, 16 Maggio 2020</p>
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		<title>Addio mascherine</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/addio-mascherine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2020 22:25:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rassegna video]]></category>
		<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[pinocchio]]></category>
		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>
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		<title>Emergenza sanitaria e Stato di diritto in Italia</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/emergenza-sanitaria-e-stato-di-diritto-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Galati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2020 10:22:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione mondiale del nuovo Coronavirus rischia di minare le democrazie liberali, la società aperta e lo Stato di diritto. Come ha insegnato Hayek, da sempre le emergenze sono state il pretesto per erodere la libertà individuale. La crisi è stata l’occasione per riaprire il confronto tra governi autoritari e governi liberaldemocratici. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione mondiale del nuovo Coronavirus rischia di minare le democrazie liberali, la società aperta e lo Stato di diritto. Come ha insegnato Hayek, da sempre le emergenze sono state il pretesto per erodere la libertà individuale.</p>
<p>La crisi è stata l’occasione per riaprire il confronto tra governi autoritari e governi liberaldemocratici. Da più parti si è levata la lode per le dittature che sarebbero più adatte a contrastare un’epidemia potendo restringere senza limiti le libertà dei cittadini, non dovendo rispettare alcuna formalità e non dovendo sottoporsi ad alcun limite e controllo. La realtà è ben diversa in quanto l’opacità e la corruzione dei regimi autoritari hanno avuto un ruolo determinante nell’errata reazione alla comparsa del virus e nell’inefficiente contrasto alla sua diffusione.   </p>
<p>Come meritoriamente denunciato dall’ALDE, l’emergenza rischia di essere strumentalizzata per adottare provvedimenti repressivi che nessuna utilità hanno nel contrastare la diffusione del virus. </p>
<p>I Paesi liberi si trovano ad affrontare una sfida cruciale per la loro sopravvivenza: riuscire a superare la crisi gravissima con gli strumenti dello Stato di diritto senza ricorrere a rischiose scorciatoie autoritarie.</p>
<p>In Italia, il Governo ha imposto un lockdown esteso all’intero territorio nazionale. Le varie misure adottate hanno fortemente limitato le libertà ed i diritti fondamentali dei cittadini: la libertà personale, di circolazione, di riunione, religiosa, di iniziativa economica privata, di esercitare la propria fede religiosa, il diritto di proprietà. </p>
<p>Peraltro, tali misure sono state inizialmente adottate mediante DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri), un atto amministrativo non avente forza di legge, nonostante le espresse riserve di legge poste dalla Costituzione a tutela dei diritti fondamentali. Vero che i predetti decreti richiamavano un decreto legge (d.l. n. 6/2020) ma la Dottrina ha ugualmente sollevato numerosi dubbi circa la loro legittimità. </p>
<p>Innanzitutto perché il citato decreto prevedeva l’adozione di misure limitatamente ad alcune zone rosse, mentre i DPCM hanno riguardato l’intero territorio nazionale. Inoltre, perché, contenendo il decreto legge norme eccessivamente generiche, sono stati i DPCM a disporre tali limitazioni, in violazione della riserva di legge.  Con riferimento alle limitazioni della libertà personale (art. 13 della Costituzione), esse sono state adottate senza prevedere un controllo dell’autorità giudiziaria, nonostante l’espressa previsione costituzionale della riserva di giurisdizione. Solo in un secondo momento si è in parte superata tale situazione mediante l’adozione di un nuovo decreto legge. </p>
<p>Le misure adottate devono rispettare il principio di proporzionalità, devono quindi essere quelle maggiormente adatte a raggiungere i risultati perseguiti e non sostituibili con altre misure meno rigide. Dubbi legittimi sono sorti circa l’impossibilità di individuare altre misure ugualmente volte a contrastare e limitare la diffusione del virus ma con minore sacrificio delle libertà personali. </p>
<p>Le restrizioni devono soprattutto essere temporanee. La mancanza di un orizzonte temporale chiaro e preciso, vista l’impossibilità di prevedere la cessazione dell’emergenza sanitaria, rischia di trasformare in definitivo il provvisorio. Purtroppo l’esperienza passata ci ricorda diversi casi di norme eccezionali, adottate in nome di emergenze reali o presunte, poi divenute regole ordinarie. </p>
<p>Sconforta l’impressione che tali imposizioni siano state adottate a causa della sfiducia dei governanti circa le capacità di autocontrollo della popolazione che invece ha mostrato un grande senso di responsabilità. </p>
<p>Si deve, inoltre, lamentare la poca trasparenza e chiarezza circa le motivazioni, in particolare scientifiche, poste alla base delle decisioni. I cittadini hanno il diritto di conoscere le ragioni per cui devono rinunciare alle proprie libertà e l’iter seguito per giungere a quelle conclusioni. </p>
<p>A ciò si aggiunge la grande confusione normativa e comunicativa. Si sono sovrapposte norme governative e degli enti locali, spesso contraddittorie, si sono susseguiti annunci, fughe di notizie, smentite, che hanno reso complicato per il cittadino riuscire a districarsi in questo caos. </p>
<p>L’emergenza sanitaria rischia, inoltre, di sospendere le basi della democrazia parlamentare. Si è provveduto al rinvio di diverse elezioni e di un referendum costituzionale; non sono permesse, visti i divieti di assembramento, le manifestazioni (di protesta); l’attività parlamentare ha subìto un forte rallentamento.</p>
<p>Nessuno vuole negare la gravità e l’eccezionalità di una crisi senza precedenti o denunciare allarmistiche derive totalitarie, si vuole soltanto porre l’attenzione sui seri rischi per la tenuta delle nostre democrazie liberali e sollecitare a tenere alta la guardia. </p>
<p>Le libertà individuali possono subire delle contrazioni (necessarie, non arbitrarie e limitate nel tempo) in momenti di emergenza ma non possono essere negate. Deve essere effettuato un attento bilanciamento tra i beni in gioco, non potendosi sacrificare la libertà sull’altare della sicurezza. Si può ricorrere agli strumenti previsti nei nostri ordinamenti costituzionali senza forzature che snaturerebbero lo Stato di diritto. </p>
<p>L’insegnamento da tenere a mente per le crisi future è che la difesa dei diritti e delle libertà fondamentali non conosce eccezioni, una volta violato un principio è impossibile tornare indietro.  </p>
<p>Sarà fondamentale non trarre lezioni errate dalla crisi: non è la fine del liberalismo e della democrazia che nessuna responsabilità hanno circa la nascita e la diffusione dell’emergenza. Lo statalismo, l’accentramento dei poteri, l’interventismo, l’autoritarismo non risolvono i problemi. </p>
<p>La limitazione forzata della nostra libertà deve farci apprezzare ancora di più la sua importanza e allarmarci circa la facilità con cui la si può perdere, non deve invece convincerci che ne possiamo fare a meno. Dobbiamo difendere la globalizzazione e la libertà economica, uniche vie per ripartire e superare l’imminente crisi economica, anziché invocare l’intervento dello Stato. </p>
<p>L’emergenza può essere superata ed il virus può essere debellato senza sacrificare le nostre libertà e le nostre democrazie. </p>
<p>Avv. Nicola Galati<br />
Dott.ssa Lorena Villa</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/emergenza-sanitaria-e-stato-di-diritto-in-italia/">Emergenza sanitaria e Stato di diritto in Italia</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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