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	<title>Consiglio dei ministri Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>Consiglio dei ministri Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>InSicurezza</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/insicurezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Mar 2023 14:50:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Essersi spostati a Cutro, per tenere il Consiglio dei ministri, ha un valore simbolico. Di solidarietà e presidio. Non altro. È stato varato un decreto legge, che è oramai la sola forma d’iniziativa legislativa rimasta che possa sperare di giungere a una conclusione. Sono anni che vale questo andazzo e, a turno, chi si oppone [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Essersi spostati a Cutro, per tenere il Consiglio dei ministri, ha un valore simbolico. Di solidarietà e presidio. Non altro. È stato varato un decreto legge, che è oramai la sola forma d’iniziativa legislativa rimasta che possa sperare di giungere a una conclusione. Sono anni che vale questo andazzo e, a turno, chi si oppone protesta e chi governa decreta. Salvo scambiarsi le parti. Dopo quello che è successo nessuno se la sente di contestare i requisiti costituzionali della necessità e dell’urgenza. Tutto sta a vederne l’utilità.</p>
<p>Il decreto è bifronte, ma non incoerente, tenendo assieme aperture e repressione. Come qui immaginato. Diventa triennale la programmazione degli ingressi regolari di extracomunitari, mentre la quantità viene fissata da un Dpcm (il così detto “decreto flussi”). È la premessa per far entrare molte più persone, programmandone il numero in anticipo e così rendendo meno complicato lo smaltimento delle pratiche. Chi pensava che la destra al governo portasse con sé meno immigrati, o addirittura nessuno, sarà deluso: ne porta di più. La destra al governo può ben rispondere: ma sono regolari, mentre confermiamo di volere combattere l’immigrazione clandestina. Diciamo che si è giocato molto ad alludere, ma resterà il fatto che i profughi (che hanno diritto a essere accolti) continueranno ad arrivare in modo irregolare. E continueranno a entrare.</p>
<p>Poi c’è il lato repressivo, con pene fino a trent’anni (se il fatto porta al decesso di più persone) per gli scafisti. Il problema delle pene non è fissarle, ma applicarle. In mezzo c’è la giustizia. Difficile supporre che alla guida di una bagnarola sovraffollata si porrà il criminale turco o libico, semmai ci si troverà il picciotto marinaro. Un tribunale non comminerà a lui le pene concepite per il suo capo. E c’è anche il caso che l’imputato sostenga che la sua vita sia in pericolo, se venisse restituito al Paese del boss. A molti sembreranno dettagli o “cavilli”, ma è la ragione per cui la giustizia reale è così diversa da quella suggestivamente annunciata. Il che non autorizza a far spallucce; se l’equivoco si protrae è perché una società sana ha bisogno di ordine e sicurezza, mentre il mondo politico produce sentimentalismi: accoglienza e respingimento, comprensione e repressione. Roba da melodramma, che non risolve alcun dramma.</p>
<p>L’insicurezza colpisce i cittadini normali, accanendosi sui più deboli. Si fa credere che la teppaglia e la miseria che gira attorno alle stazioni o nei quartieri popolari o nelle periferie abbiano qualche cosa a che vedere con gli sbarchi o i clandestini, il che è solo in parte vero, ma il ciondolare da “richiedente asilo” è roba che produciamo noi. Ovvio che non puoi pensare di mandare per anni in galera quello che fa uno scippo o anche solo piscia sotto i portici, si ubriaca e vomita, ma è quello che più impressiona i cittadini. La rapina armata in una villa, con il morto, è gravissima ma la leggiamo sul giornale, mentre gli accampamenti senza legge finiscono di rado sui giornali ma riempiono la giornata del passante. Le forze dell’ordine ci fanno poco e niente, perché è vero che sono obbligate a intervenire ma sanno che non risolve nulla. Non manca la legge, manca la giustizia. I piccoli reati sono i più diffusi, creano più allarme, la punizione è efficace se arriva a distanza di ore. A distanza di anni è una presa in giro.</p>
<p>Per riuscirci devi avere una giustizia commisurata. Non ha senso che viaggi tutto sugli stessi binari. Ed è un gravissimo errore della sinistra considerare l’ordine e la sicurezza come roba di destra, quando non reazionaria. Sono cose vitali. Solo che servono rimedi efficaci, giudici che decidano in un’udienza, pene ragionevoli, non necessariamente detentive. Questo disincentiverebbe, non la testa di leone su un corpo da scoiattolo.</p>
<p>Altrimenti si producono aumenti delle pene per accompagnare l’aumento degli immigrati. Che sarà, forse, urgente e necessario, ma che sia utile è improbabile.</p>
<p><a href="https://laragione.eu/tutti-i-numeri/venerdi-10-marzo-2023/"><em><strong>La Ragione</strong></em></a></p>
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		<title>Paolo Mieli: Zone rosse, imbarazzi e domande lecite</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/paolo-mieli-zone-rosse-imbarazzi-e-domande-lecite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2020 06:34:40 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Comitato Tecnico Scientifico]]></category>
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		<title>Intese salve, Italia meno</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/intese-salve-italia-meno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2020 15:24:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La formula “salvo intese”, oramai divenuta di rito, mette in luce due elementi: a. il Consiglio dei ministri delibera senza decidere, lasciando agli uffici il compito di dare sostanza e praticabilità a quanto, nel frattempo, è già stato consumato in una catena di conferenze stampa e dichiarazioni personali, il tutto, però, celando con la definizione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La formula “salvo intese”, oramai divenuta di rito, mette in luce due elementi: a. il Consiglio dei ministri delibera senza decidere, lasciando agli uffici il compito di dare sostanza e praticabilità a quanto, nel frattempo, è già stato consumato in una catena di conferenze stampa e dichiarazioni personali, il tutto, però, celando con la definizione di “tecniche” il fatto che le intese da raggiungersi non sono mai formalità prive di sostanza, ma, semmai, sostanza reale destinata a riempire la forma; b. con questa formula, che da disperata eccezione è divenuta accomodante consuetudine, si mira al vero risultato, ovvero salvare le intese fra le forze di governo, spostando altrove e rinviando nel tempo il confronto fra idee e interessi diversi.</p>
<p>E se poi non ci si riesce? Se in sede di firma il Colle muove dei rilievi? Non si torna in Consiglio, perché il decreto inesistente è già stato varato, sicché si rimedia aprendo la caccia a supposte manine. Peccato che il decreto, per sua natura legittimo solo se necessario e urgente, diventa una manata alla Costituzione, restando nel limbo del varato e non emanato.</p>
<p>Tolto ciò, che non è puntiglio per cultori di codicilli, ma elefantiaco dimenarsi nella cristalleria istituzionale, resta quel che della sostanza è annunciabile, prima che sia sostanzialmente salvata dalle intese che salvino l’intesa. E la sostanza, purtroppo, non è diversa dalle puntate precedenti: il deficit cresce, puntando ad uno stratosferico 160% di debito sul prodotto interno lordo, senza che si metta mano a investimenti che portino almeno la speranza di vedere crescere la produzione più di quanto cresca il debito e il suo costo. Si paga per non decidere, si scuce per non fare, si sfonda per non affondare.</p>
<p>Quando scadrà il divieto di licenziare i posti di lavoro non saranno meno a rischio, ma più soldi saranno stati spesi senza riuscire o a salvarli o a crearne di nuovi altrove. Quando avremo assunto altre migliaia d’insegnanti, senza uno straccio di ragionamento numerico sul rapporto fra docenti e discenti, rendendo permanenti spese ingenti per far fronte a bisogni contingenti, quando si potrà giocare a bancoscontro con i tavoli a rotelle, la scuola resterà quella che è, sempre che non riesca a peggiorare. Non si tratta di essere favorevoli o contrari (impossibile) alla crescita del debito in un momento come questo, è che far crescere la spesa corrente a debito è un suicidio annunciato. E con la realtà non c’è modo di trovare intese nel non intendersi.</p>
<p>In ultimo: la produzione industriale ha ripreso a crescere, in paragone ai mesi precedenti, come anche le esportazioni, evviva; ma restano negative su base annua; significa che l’Italia produttiva da segni di vitalità, ma non solo il punto di partenza è ancora lontano, ma il governo concentra la spesa non su quanti provano a tornare a correre, che il cielo li benedica, ma su quanti devono essere sovvenzionati per restare fermi. Quegli indici, insomma, non segnalano i positivi effetti delle scelte di governo, ma l’enormità dell’errore che si continua a commettere.</p>
<p>Ora Ferragosto. Per parlare di futuro, idee e investimenti ci si rivede a ottobre. Speriamo con qualche serietà in più.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Pubblicato da Formiche</em></p>
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		<title>Massimo Cacciari: Un&#8217;illogica dittatura democratica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2020 06:31:01 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="su-button-center"><a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2020/07/cacciari-lastampa-illogica-dittatura-democratica.pdf" class="su-button su-button-style-flat su-button-wide" style="color:#ffffff;background-color:#003c71;border-color:#00305b;border-radius:5px" target="_self"><span style="color:#ffffff;padding:9px 30px;font-size:22px;line-height:33px;border-color:#4d779c;border-radius:5px;text-shadow:0px 0px 0px #ffffff"><i class="sui sui-newspaper-o" style="font-size:22px;color:#ffffff"></i> VISUALIZZA ARTICOLO</span></a></div>
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		<title>Luciano Fontana: Tirare a campare, con il &#8220;salvo intese&#8221;</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/luciano-fontana-tirare-a-campare-con-il-salvo-intese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2020 06:16:30 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[Opinione pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Salvo intese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caro direttore, nel nostro Paese, pensavamo di avere visto tutto, invece siamo stati capaci di inventarci il decidere senza decidere, siamo grandi! L&#8217; attuale governo, su quasi tutti i decreti, quando rischia di non avere la maggioranza, per evitare di andare giù con il voto del Parlamento, ha inventato un concetto «simpaticissimo»: «salvo intese». Il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p4"><em>Caro direttore, nel nostro Paese, pensavamo di avere visto tutto, invece siamo stati capaci di inventarci <span class="s4">il </span>decidere senza <span class="s5">decidere, </span>siamo <span class="s6">grandi! </span><span class="s7">L&#8217; a</span>ttuale governo, <span class="s2">su quasi </span>tutti <span class="s2">i </span>decreti, quando rischia di non avere la maggioranza, <span class="s5">per </span><span class="s6">evitare </span>di andare <span class="s8">giù </span>con <span class="s4">il </span>voto del Parlamento, ha inventato un concetto «simpaticissimo»: <span class="s6">«salvo </span>intese». Il decreto semplificazioni <span class="s9">2020 </span>è stato approvato, <span class="s6">«salvo </span>intese», tradotto in italiano<span class="s10">: </span><span class="s6">siccome </span>non <span class="s6">possiamo </span>rimandare <span class="s2">ancora, </span>facciamo finta <span class="s2">di </span>averlo approvato <span class="s11">e </span>rimandiamo <span class="s12">il </span>tutto a <span class="s13">tempi </span><span class="s2">migliori. </span>Secondo lei, fino a quando il Paese potrà resistere rimandando le decisioni? Ogni giorno <span class="s15">che passa, </span>i problemi si aggravano, <span class="s5">perdere </span>tempo con la politica del <span class="s6">«salvo </span>intese» a cosa servirà?</em></p>
<p class="p8"><em>Sergio Guadagnolo</em></p>
<p class="p4">Caro signor Guadagnolo la formula magica del <span class="s6">«salvo </span>intese<span class="s10">» </span><span class="s17">è </span>ormai diventata una moda nella nostra pratica di <span class="s6">governo. </span>L&#8217;avevano <span class="s6">già </span>utilizzata altre maggioranze in passato ma ora è diventata un escamotage abituale per superare i contrasti politici. La traduzione in italiano è semplice: non siamo d&#8217;accordo su giustizia, appalti, semplificazioni ma facciamo finta di esserlo e passiamo oltre. Poi inizierà la battaglia comma per comma, decreto per decreto, per vedere chi la spunterà tra i partiti in battaglia. Quasi mai vince davvero qualcuno ma si rinvia ancora oppure non si fa nulla. Intanto abbiamo comunicato all&#8217;opinione pubblica <span class="s6">che </span>un <span class="s2">bel </span>provvedimento è stato varato <span class="s2">in </span>Consiglio dei ministri. <span class="s2">Un </span>metodo furbo ma ormai talmente scoperto che non ci crede più nessuno. Perché allora continuiamo a praticarlo? Per guadagnare tempo, per non assumersi responsabilità e sperare che accada qualcosa che tiri fuori la maggioranza dai pasticci. «Tirare a campare è sempre meglio che tirare le cuoia», aveva suggerito ai governanti dell&#8217;epoca Giulio Andreotti. Ma siamo davvero sicuri che arrivare alla fine legislatura, mantenendo <span class="s18">il </span>proprio status di ministro e parlamentare, sia la strategia vincente? Da come hanno perso in pochi mesi consenso leader che sembravano imbattibili non direi proprio.</p>
<p class="p10">
<div class="su-button-center"><a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2020/07/fontana-corriere-salvo-intese.pdf" class="su-button su-button-style-flat su-button-wide" style="color:#ffffff;background-color:#003c71;border-color:#00305b;border-radius:5px" target="_self"><span style="color:#ffffff;padding:9px 30px;font-size:22px;line-height:33px;border-color:#4d779c;border-radius:5px;text-shadow:0px 0px 0px #ffffff"><i class="sui sui-newspaper-o" style="font-size:22px;color:#ffffff"></i> VISUALIZZA ARTICOLO</span></a></div>
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