<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>complottismo Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
	<atom:link href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/tag/complottismo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/tag/complottismo/</link>
	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
	<lastBuildDate>Tue, 18 Apr 2023 15:59:46 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>

<image>
	<url>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2019/06/cropped-logo-tondo-cerchio-bianco-32x32.png</url>
	<title>complottismo Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
	<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/tag/complottismo/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Il complottista che è in noi e i modesti margini per il realismo liberale</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/il-complottista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Cangini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Apr 2023 16:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[complottismo]]></category>
		<category><![CDATA[dati Swg]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[social]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.fondazioneluigieinaudi.it/?p=64595</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 32% degli italiani è convinto che l’attentato alle Torri gemelle sia stato organizzato dagli stessi americani, il 29% ritiene che la missione Apollo 11 fosse una fake news e che l’uomo non sia mai sbarcato sulla luna, il 17% considera “plausibile” che l’Olocausto non sia avvenuto, il 25% ritiene che i vaccini siano uno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/il-complottista/">Il complottista che è in noi e i modesti margini per il realismo liberale</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 32% degli italiani è convinto che l’attentato alle Torri gemelle sia stato organizzato dagli stessi americani, il 29% ritiene che la missione Apollo 11 fosse una fake news e che l’uomo non sia mai sbarcato sulla luna, il 17% considera “plausibile” che l’Olocausto non sia avvenuto, il 25% ritiene che i vaccini siano uno strumento per controllare i popoli attraverso il 5G (?), il 15% pensa che “probabilmente” la terra non sia sferica ma piatta… Questi, tra gli altri, i risultati di un recente sondaggio di Swg. Ce n’è abbastanza per tirare una conclusione tanto amara quanto liquidatoria: siamo circondati da coglioni ossessionati dai complotti, in media uno su quattro. C’è del vero, naturalmente, ma la questione è leggermente più complessa.</p>
<p>Il problema è che, come ha spiegato con inedita chiarezza ai primi del Novecento lo psicologo delle masse Gustave Le Bon, “la ragione crea la scienza, ma sono i sentimenti a guidare la storia”. E i sentimenti, da sempre più forti della ragione, possono indurci a confutare anche le più acclarate evidenze scientifiche e a rifugiarci nelle tutto sommato rassicuranti teorie del complotto. Rassicuranti perché aiutano a dare un ordine al caos, ad escludere il ruolo spesso determinante del caso, a confermare i nostri più radicati pregiudizi.</p>
<p>Nel pieno della campagna elettorale per le presidenziali del 2004, gli psicologi Drew Westen, Stefan Haman e Clint Kilts selezionarono due gruppi di militanti politici, il primo composto da 15 democratici convinti, il secondo da altrettanti non meno convinti repubblicani. Collegarono ciascuno di loro ad una macchina che attraverso la risonanza magnetica ne verificava le reazioni cerebrali e gli sottoposero una serie di affermazioni in video del candidato repubblicano (George W. Bush) e di quello democratico (John Kerry), molte delle quali denunciavano evidenti contraddizioni. Come sospettavano, la stragrande maggioranza dei militanti democratici percepì nitidamente le contraddizioni di Bush, mentre non avvertì affatto quelle di Kerry. E viceversa. Questo per dire quanto contino i pregiudizi e quanto (poco) conti l’evidenza dei fatti. Dunque, quanto sia tutto sommato naturale avere un approccio complottista ai grandi accadimenti della Storia.</p>
<p>Osservò Umberto Eco che “la psicologia del complotto nasce dal fatto che le spiegazioni più evidenti di molti fatti preoccupanti non ci soddisfano, e spesso non ci soddisfano perché ci fa male accettarle”. Meglio, allora, inventarsi una realtà parallela. Meglio anche perché, proseguiva Eco, “l’interpretazione sospettosa ci assolve dalle nostre responsabilità” e, come ha osservato il politologo Angelo Panebianco, ci evita la fatica di cimentarci con la “complessità della storia”.</p>
<p>Un tempo, era la religione ad assolvere a questo disperato ed arciumano bisogno di spiegazioni ultime e trascendenti. Ma Dio è morto, e, come ammoniva il grande storico delle religioni Mircea Eliade, “l’alternativa alla religione non è il trionfo della Dea Ragione, ma della superstizione”. E vai, dunque, col terrapiattismo…</p>
<p>Il resto, è noto, lo fanno i social. I social dove, come lamentava Eco, ogni assurdità complottista trova oggi la propria rassicurante community. I social dove, come ha certificato il Mit di Boston, le notizie false si diffondo sei volte più velocemente delle notizie vere.</p>
<p>Ecco dunque sommariamente spiegato cosa si celi dietro gli allucinanti dati Swg. Ed ecco spiegato perché in politica trionfi la demagogia e fatichi ad affermarsi quell’approccio realista e competente tipico del metodo liberale.</p>
<p><a href="https://www.huffingtonpost.it/blog/2023/04/16/news/non_solo_madonnine_vaccini_luna_terrapiattismo_cosi_trionfa_il_complottismo-11840741/#:~:text=Il%20problema%20%C3%A8%20che%2C%20come,sentimenti%20a%20guidare%20la%20storia%E2%80%9D."><em><strong>Huffington Post</strong></em></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/il-complottista/">Il complottista che è in noi e i modesti margini per il realismo liberale</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Assolutamente</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/assolutamente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Apr 2022 17:08:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[complottismo]]></category>
		<category><![CDATA[libertà espressione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.fondazioneluigieinaudi.it/?p=56835</guid>

					<description><![CDATA[<p>C’è una verità assoluta che s’aggira nelle menti desertiche, consistente nella certezza che non esista una verità assoluta. Ne consegue l’affermazione, utilizzata spesso da anonimi latranti digitalizzati, ma rimbalzante anche in presunte identità televisive, che: &#60;&#60;lei non ha la verità assoluta&#62;&#62;. L’avere visto i praticanti transumare dal virus alla guerra, induce una certa curiosità. E [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/assolutamente/">Assolutamente</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C’è una verità assoluta che s’aggira nelle menti desertiche, consistente nella certezza che non esista una verità assoluta. Ne consegue l’affermazione, utilizzata spesso da anonimi latranti digitalizzati, ma rimbalzante anche in presunte identità televisive, che: &lt;&lt;lei non ha la verità assoluta&gt;&gt;. L’avere visto i praticanti transumare dal virus alla guerra, induce una certa curiosità. E guardando bene si scoprono cose interessanti.</p>
<p>Non pochi assolutisti dell’assenza d’assoluto ritengono non sia necessario spiegare la loro affermazione, essendo assolutamente evidente. Chi può essere così arrogante e presuntuoso da affermare d’avere detto l’incontestabilmente vero? Purtroppo per loro la risposta è: molti. Ed a buona ragione. L’acqua bagna e il sole asciuga. Incontestabili verità assolute. Ma la congrega non demorde e s’erge a baluardo della democrazia, che tende a considerare sinonimo di libertà, sfuggendo al peso del plurisecolare evolversi del tema: se taluno afferma l’assoluto nega le differenze d’opinioni. No, manco per nulla: l’acqua bagna, poco ma sicuro, dopo di che uno può dire che è molto bello, specie perché è al mare, e un altro che si tratta di una disgrazia, visto che trapela dal soffitto. Il fatto è uno, che svolge il ruolo di “verità”, l’opinione può essere diversa. Se si nega il primo si sta partecipando a un dibattito fra colleghi in manicomio. E non è detto si tratti dei medici.</p>
<p>Ma così è troppo facile e si tende a credere sia un problema di qualche psiche fiacca, mentre è una questione collettiva e sociale di prima grandezza. Perché c’è una versione peggiore dell’assolutismo anti verità assoluta, consistente nei veritieri contro la verità ufficiale. Questi tendono a considerarsi non solo intelligentissimi, ma anche coraggiosi combattenti. Talora i dettagli aiutano. Ve ne è uno prezioso: useranno il termine mainstream. Lasciate fare quel che significa in inglese, troppo complicato, quel che significa nelle loro bocche e tastiere è solare: sei un conformista, uno schiavo del potere, uno fesso che l’ha bevuta, oppure sei uno pagato per ingannare. Si varia a seconda del grado d’intelligenza che il cortese interlocutore è disposto a riconoscerti. Così ci sono i cultori della medicina non ufficiale, che nel migliore dei casi consiste nel mangiar zucchine e meditare, nel peggiore nell’acquistare tonnellate di farmaci, ma rigorosamente non ufficiali. Ai secondi va di un gran bene se hanno venduto loro acqua fresca, altrimenti li rivedi in occasione delle loro esequie. E ci sono quelli che: &lt;&lt;lo ha scritto benissimo Popof&gt;&gt;. E chi è, Popof? Non sai chi è Popof e parli? Ma roba da matti, questo non sa manco chi è Popof. No, sul serio, non lo so, mi pareva ci fosse un ballo della steppa o roba simile, chi è? Studia e non essere così disgustosamente mainstream.</p>
<p>Vero che la libertà d’opinione prevede anche la libertà di fregnaccia, ma in questo segmentarsi dei fregnoni non c’è nulla d’innocente, bensì la convinzione dispotica che le democrazie siano deboli proprio della loro forza, ovvero della libertà. Il digitale rende potente quel che gestisce e preziosi i dati che genera. Il complottismo di ieri esce dalle insalubri cantine settarie e dilaga nei rivoli digitali, indirizzandosi nei solchi scavati da noi stessi, che usando la rete indichiamo i nostri gusti e, perché no?, le nostre debolezze. Roba innocente, ma non è per nulla innocente sfruttarla. Lo scopo è sottrarre al mondo libero il comune terreno fattuale sul quale esercitare la libertà d’opinione, lasciandolo ad arrancare nella palta di verità negate. Ed è così procedendo che si perde di vista la posta in gioco, gettandola nel macero del gioco al massacro della realtà.</p>
<p>In questa broda galleggia il pensiero nazimistico, la paranoia dell’essere sempre e comunque vittima di poteri occulti, salvo il riconoscerli e il rifiorire nella pazzia conclamata. E questo non è innocente, ma insufflato, preparato, sfruttato.</p>
<p>E allora: finché serve a vendermi un paio di mutande è scorretto, va regolamentato, gli abusi puniti; ma quando punta a mettere in mutande il mondo libero va combattuto, anche a testate. E questa, per oggi, è la verità assoluta che offro.</p>
<p>La Ragione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/assolutamente/">Assolutamente</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
