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	<title>caro bollette Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>caro bollette Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>RinCorsa</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/rincorsa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Apr 2023 12:45:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
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		<category><![CDATA[energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non può che far piacere il drastico calo del peso delle bollette della luce: -55,3% per il prossimo trimestre, con alle spalle un altro -19,5%. Anche il gas è in rapida discesa. Ma sarebbe colpevole non leggere il significato politico di questi dati. E sarebbe dannoso non comprenderne le conseguenze. Si torni con la mente [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/rincorsa/">RinCorsa</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non può che far piacere il drastico calo del peso delle bollette della luce: -55,3% per il prossimo trimestre, con alle spalle un altro -19,5%. Anche il gas è in rapida discesa. Ma sarebbe colpevole non leggere il significato politico di questi dati. E sarebbe dannoso non comprenderne le conseguenze.</p>
<p>Si torni con la mente ai giorni iniziali della criminale guerra scatenata da Putin in Ucraina. In quelle ore l’Occidente compì scelte che determinarono la sconfitta politica del Cremlino, preludio del disastro militare che si è poi visto. La condanna fu unanime, come le sanzioni e la decisione di affrancarsi dalle forniture russe di gas. Furono allora formulate delle ragionevoli previsioni, che si sono dimostrate esatte nonostante lo scatenarsi dello scetticismo dei putinofili:<br />
1. La totale autonomia dal gas russo è stata raggiunta prima del tempo stabilito (complice un inverno mite) e il prezzo che oggi paghiamo è inferiore a quello di prima della guerra (rammentando che era salito a causa dell’aumento della domanda, dopo i blocchi produttivi imposti dalla pandemia);<br />
2. La febbre dei prezzi (compensata da imponente spesa pubblica a sostegno dei consumi) ha avuto anch’essa la durata prevista e si rientra nella normalità, se non la si alimenta dall’interno;<br />
3. L’effetto delle sanzioni sull’economia russa non è stato immediato, lo si disse subito, tanto più che gli acquisti di gas sono aumentati per riempire le riserve, ma si è dimostrato devastante e inesorabile, mandando la Russia in una recessione più profonda e declassandola a colonia cinese.</p>
<p>Le cose sono andate come si era detto. La guerra continua, purtroppo, e continuerà fin quando Putin potrà preservare sé stesso mandando al massacro la Russia e i russi. Spera che l’Occidente si fiacchi ma ha ottenuto l’esatto opposto, ovvero la corsa di tutti i Paesi dell’area a chiedere la protezione occidentale. Dietro il calo delle bollette c’è un vasto significato politico. Davanti, però, c’è una prospettiva di ripresa della corsa. Il governo fa bene ad affievolire e gradualmente far sparire i sostegni ai consumi, che non avendo più una motivazione patologica sarebbero solo distorsivi e inflattivi. Ma ora si deve anche smontare la retorica del Pnrr inattuabile per il cambio dei prezzi delle materie prime. La fase antecedente agli investimenti è quella delle riforme, nella quale si deve far lavorare la politica e il Parlamento, senza un centesimo di costi aggiuntivi. Mentre i costi dei materiali rientrano gradualmente nella normalità.</p>
<p>Il 2023 era previsto come un anno di rallentamento, ma di crescita. E anche questa previsione si è rivelata esatta, nonostante quasi tutte le forze politiche avessero fatto una campagna elettorale intestata a una recessione che non c’era. Ora siamo a uno snodo decisivo, perché l’uso razionale e tempestivo dei fondi europei fa la differenza – per l’anno in corso e quelli a venire – fra il ritorno a crescite asfittiche (erose dal costo del debito) e il consolidamento della eccezionale corsa fatta nel 2021 e nel 2022 (che erode il debito). Questo è lo spazio e l’occasione della RinCorsa. A impedircelo possono essere solo l’ignavia politica e l’incapacità pratica, che neanche un mago riuscirebbe mai a nascondere dietro la balla dei ritardi ereditati. Per non dire della bislacca tesi secondo cui i soldi a disposizione (buona parte dei quali regalati) sono “troppi”.</p>
<p>Qui sia concessa una considerazione politica. Il governo ha una vasta maggioranza e una opposizione divisa e dedita alla radicalizzazione. Il solo modo che ha per andare in crisi è sgretolarsi, il che non appare probabile. Per la destra, se non s’impantana nel passato, è l’occasione per cambiare il proprio futuro. Il che comporta la necessità di affrancarsi subito da slogan e concetti che servivano solo a essere “contro”, dai balneari al Mes. Le riforme non procedono proprio a causa di quel corteggiare ogni misero interesse che serva a danneggiare chi governa. Governano loro, è ora di cambiare.</p>
<p><a href="https://laragione.eu/tutti-i-numeri/sabato-1-aprile-2023/"><em><strong>La Ragione</strong></em></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/rincorsa/">RinCorsa</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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		<title>Contare</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/contare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2022 10:22:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[bollette]]></category>
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		<category><![CDATA[governo meloni]]></category>
		<category><![CDATA[legge di bilancio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In vista della legge di bilancio &#8211; in comprensibile ritardo a causa delle elezioni &#8211; ritoccate le previsioni di finanza. Comprensibile che serva un po’ di tempo, per impostare la legge di bilancio. Con una crescita dello 0,6% (quindi non la recessione), con un deficit alto, ma non sfondando e, anzi, tagli alla spesa corrente [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/contare/">Contare</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In vista della legge di bilancio &#8211; in comprensibile ritardo a causa delle elezioni &#8211; ritoccate le previsioni di finanza. Comprensibile che serva un po’ di tempo, per impostare la legge di bilancio. Con una crescita dello 0,6% (quindi non la recessione), con un deficit alto, ma non sfondando e, anzi, tagli alla spesa corrente (800 milioni nel 2023, 1,2 miliardi nel 2024 e 1,5 nel 2025, a valere sulle spese ministeriali). Continuità, quindi.</p>
<p>Alcune decisioni sono rivelatrici: riavviare le perforazioni e l’estrazione di gas dall’Adriatico – così come impostato dal governo precedente – dimostra un salutare pragmatismo, considerato che chi oggi governa (come tanta parte di chi oggi s’oppone) portò il proprio chiassoso e masochista (forse direbbero: antinazionale) contributo al referendum “NoTriv”. Si trivella, dunque. Fortunatamente sono stati incoerenti.</p>
<p>Ragionevole che i primi incontri fra il nuovo governo italiano e i vertici delle istituzioni dell’Unione europea siano serviti a presentarsi e prendere contatti. E, del resto, solo la propaganda antieuropeista poteva pensare esistesse una quale che sia preclusione verso un governo democratico: contano i fatti.</p>
<p>Visto che la propaganda ha portato alla vittoria, si torna alla realtà. Bene, quindi. Anche se risulta un filo retorico e azzardato sostenere che “ora” si vuole “contare di più”, perché sarà dura che l’Italia conti più di quel che le è stato possibile per un paio d’anni, a cura di un Draghi che non è stato affatto accomodante ma decisamente competente.</p>
<p>Ha ragione la presidente del Consiglio quando, dopo quegli incontri, ha affermato: «Ho smontato una narrativa». Vero, quella di chi descriveva le istituzioni europee come ostili ai nostri interessi nazionali. Dall’altra parte si era solo curiosi di sapere se il Paese più finanziato fosse veramente governato da chi considera i finanziatori «una banda di usurai».</p>
<p>Non è così e speriamo di averla chiusa lì, con quella stolta narrativa. Meloni ha anche fatto sapere di avere chiesto, per fronteggiare i guasti sul fronte dell’energia, di strutturare debito comune «sul modello Sure». Dove la notizia non è averlo chiesto (lo aveva già proposto il governo precedente, in accordo con la Francia), ma l’essersi accorti che esiste un «modello Sure» e che è già attivo del debito comune. Benvenuti nella realtà, che non coincide affatto con la precedente «narrativa».</p>
<p>Debito comune significa vincoli comuni. Corresponsabilità nell’onorarlo significa meno margini di autonomia nella spesa pubblica, quindi nella legge di bilancio. E qui si torna al punto di partenza, senza ancora approdo. Se si hanno debiti, vincoli e responsabilità comuni, poi non si può pensare di spendere a piacimento. I bilanci e i contribuenti di altri Paesi Ue rispondono anche delle nostre scelte, per questa ragione vincolate. Lo si tenga presente, cambiando «narrativa».</p>
<p>A tal proposito: ci sono crediti inesigibili, soldi che devo legittimamente avere e che so essere non incassabili, nel qual caso – sebbene con dolore – devo cancellare quel credito. Vale anche per cartelle esattoriali, tasse e imposte non pagate. Ma perché siano inesigibili occorre che si sia fatto tutto il necessario per esigerli, altrimenti la cancellazione si chiama condono.</p>
<p>E il condono è uno schiaffo agli onesti. Una pernacchia in faccia. Come lo è avere stabilito delle multe per chi non si vaccina e poi toglierle spiegando che ha avuto ragione a sottrarsi a un obbligo. Tale «narrativa» è l’opposto di “legge e ordine”, essendo prepotenza e disordine.</p>
<p>A settembre l’occupazione è cresciuta di 46mila unità, lo 0,2% in un mese e 316mila in un anno, +1,4%. La maggior parte sono contratti a tempo indeterminato. Cresce anche il numero dei giovani disoccupati (23,7% nella fascia d’età 15-24 anni), ma questo ha un suo risvolto positivo: non sono persone che hanno perso il lavoro ma che si sono decise a cercarlo, ritenendolo possibile. Dati, questi, coerenti con la crescita della ricchezza nazionale, che è stata positiva anche nel trimestre previsto in negativo. Questa è la realtà, ben diversa dalla trasversale «narrativa» elettorale.</p>
<p>Crescita e serietà hanno reso possibili margini significativi per finanziare aiuti per le bollette, che si aggiungo a quelli già attivi. Il realismo aiuta a contare, senza sbagliare i conti.</p>
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