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	<title>Berlin Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>Berlin Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>Berlin, il liberale che rifiutò di diventare Lord</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Apr 2018 11:26:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli per la lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Berlin]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La storia, la Russia, il pensiero occidentale. Fra questi temi si muove lo studioso amato da Margaret Thatcher. La sua vicenda personale, il lavoro nei servizi segreti britannici e le sue idee tornano in una biografia. Ne scrive Giancarlo Bosetti su Repubblica del 19 aprile 2018 «La storia non ha un libretto» come chiamano, anche [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/berlin-il-liberale-che-rifiuto-di-diventare-lord/">Berlin, il liberale che rifiutò di diventare Lord</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La storia, la Russia, il pensiero occidentale. Fra questi temi si muove lo studioso amato da Margaret Thatcher. La sua vicenda personale, il lavoro nei servizi segreti britannici e le sue idee tornano in una biografia. Ne scrive Giancarlo Bosetti su Repubblica del 19 aprile 2018</em></p>
<p><strong>«La storia non ha un libretto»</strong> come chiamano, anche in inglese, quello delle opere -, così piaceva dire a <strong>Isaiah Berlin</strong>, che molto amava la lirica. La storia e la politica vanno per conto loro, seguono il percorso imprevedibile dettato dalla varietà dei progetti individuali e collettivi. La differenza tra i grandi statisti utopici (come <strong>Robespierre</strong>, <strong>Lenin</strong> e <strong>Trotzky</strong>) e quelli ancora più grandi che sono «pratici» è che i primi hanno piani «scientifici» e «infallibili» e producono sofferenza, i secondi invece riescono a «comprendere il carattere di una congiuntura storica nella sua unicità», come <strong>Roosevelt</strong> o <strong>Cavour</strong> o <strong>Weizmann</strong> (il primo presidente israeliano), e sono in «consonanza» con il loro popolo e con il loro tempo.</p>
<p>Quello che ci consegna un nuovo vasto lavoro sullo storico delle idee scomparso nel ’97, è un intellettuale che ha dedicato alla politica, pensata e praticata, tutte le fasi della sua vita. L’ha realizzato <strong>Alessandro Della Casa</strong> (<em>Isaiah Berlin. La vita e il pensiero</em>, Rubbettino) con la ricerca su un enorme mole di lettere, testimonianze, scritti, da <em>Scrittori russi e Controcorrente</em> a <em>Il legno storto dell’umanità</em>. Ritroviamo così insieme alle basi del suo pluralismo culturale e dei valori, le idee sui maggiori eventi del secolo scorso. Cosa di grandissimo interesse perché B<strong>erlin non è stato solo uno storico delle idee</strong>, che insegnava a Oxford, ma una persona di casa tra i protagonisti, e in tutti e tre gli strati della sua vita: lo strato ebraico, quello russo e quello inglese. Della Casa sottolinea la rilevanza del primo strato: nato a Riga da famiglia del ceto medio-basso ebraico (sopra stavano i baroni, poi i ricchi del nord, seguiti dai ricchi ebrei tedeschi e poi dagli ebrei russi, ultimi i lettoni) si è rapidamente imposto nell’èlite della diaspora, divenendone un protagonista nella gestazione dello Stato ebraico, accanto a <strong>Weizmann</strong> e discutendo con Ben Gurion (paragonato da lui, in ribasso, a <strong>Mazzini</strong>), lavorando a Washington a contatto con Roosevelt, per conto dell’Intelligence britannica, per spingere gli americani a entrare in guerra, ma insieme per la causa di Israele, non senza conflitti tra le due cause. Sarà Pearl Harbour a mettere d’accordo tutti. Quando sentì la notizia dell’attacco giapponese da un taxista capì che poteva fare le valigie per tornare a casa. Rifiuterà poi il ministero degli esteri, che Israele gli offrì, per insegnare a Oxford.</p>
<p><strong>La nascita dello Stato,</strong> ai suoi occhi, consentiva «la piena affermazione della personalità umana di ogni ebreo» nel mondo, «un ritorno alla salute», con il quale «tutti gli altri ebrei sentono che la loro condizione è mutata». Avrebbe combattuto fino agli ultimi giorni con molta apprensione la sua battaglia di «sionista moderato», contro Shamir, Sharon e Begin, «che hanno fatto molto male a Israele culturalmente, moralmente, politicamente, materialmente», e dall’altra parte contro quella sinistra che presentava Israele come un avamposto imperialista e colonialista. Avrebbe affidato in fin di vita ad Avishai Margalit un documento per la causa liberale in Israele, per cui si rammaricava di non avere fatto di più.</p>
<p><strong>Lo stato inglese lo ha visto arruolato</strong> nei servizi di Sua Maestà, che lo impegnarono anche in Russia (il suo terzo strato), dove incontrò Pasternak, Zacharov, e fin dal ’46 Anna Achmatova mettendo peraltro nei guai sia lei sia suo figlio, Lev Gumilev, lei espulsa dall’Unione degli scrittori, lui in Siberia (sarebbe poi diventato un teorico personale, il lavoro nei servizi segreti britannici e le sue idee ritornano in una nuova biografia del nazionalismo russo oggi caro a <strong>Putin</strong>). Diceva lei scherzando con Isaiah, il quale ha sempre ricordato con struggimento quegli incontri: «Io e te abbiamo dato il via alla guerra fredda».</p>
<p><strong>Berlin ha legato il suo nome all’idea della libertà negativa</strong> (liberi da) contrapposta alla libertà positiva (liberi di), ha poi corretto, dopo l’89, l’accento esclusivo messo sulla prima in funzione della lotta contro nazismo e comunismo, ma ha rifiutato una visione hayekiana basata sul laissezfaire, nonostante l’affetto che la <strong>Thatcher</strong> ebbe per lui (rifiutò tuttavia il seggio a vita tra i Lord) e si è sempre dichiarato un liberale di sinistra, votando per i liberaldemocratici di Roy Jenkins.</p>
<p><strong>Non ha mai cambiato idea</strong> sulla importanza decisiva per ogni individuo della appartenenza nazionale. Un fattore che ha scatenato infiniti massacri, e che deve essere ben compreso, perché «qualunque cosa non compresa non può essere controllata e finisce per dominare invece di essere dominata». Chi si illude di cancellare la nazione fa una brutta fine.</p>
<p><strong>Gli piaceva l’idea di un liberalismo nazionale</strong>. Era per l’Unione europea, ma metteva in guardia sulla difesa delle diverse identità e lingue. Parlavano per lui anche i suoi eroi del pluralismo: Vico, Herder, Tagore. E, non senza sorpresa, anche Wittgenstein (belle pagine e originali di Della Casa su questo tema). Si permetteva anche di interpretare a suo modo <strong>il mito di Babele</strong>, presentando un Dio adirato non per la smisurata ambizione della torre, ma perché quegli arditi parlavano un’unica lingua: dunque punì il progetto per la sua uniformità e regalò all’umanità la benedizione della varietà linguistica. Più che un’esegesi una reinvenzione biblica: «Non ci fate caso», diceva spesso di sé, «sono un superficiale»![spacer height=&#8221;20px&#8221;]
<p><a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/12-aprile-2018-isaiah-berlin-la-vita-e-il-pensiero/">La presentazione del libro in Fondazione Einaudi</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Liberalismo del 900, da Croce a Berlin di Corrado Ocone</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/il-liberalismo-del-900-da-croce-a-berlin-di-corrado-ocone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Mar 2016 14:36:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività 2016]]></category>
		<category><![CDATA[Berlin]]></category>
		<category><![CDATA[corrado ocone]]></category>
		<category><![CDATA[croce]]></category>
		<category><![CDATA[liberalismo]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[:it]Presentazione libro Il Liberalismo del 900, da Croce a Berlin di Corrado Ocone   del 18 marzo 2016[:]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/il-liberalismo-del-900-da-croce-a-berlin-di-corrado-ocone/">Il Liberalismo del 900, da Croce a Berlin di Corrado Ocone</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Presentazione del libro <em>Il Liberalismo del 900, da Croce a Berlin</em> di Corrado Ocone</p>
<p>&#8220;Capita raramente che alla presentazione di un libro si discuta così animatamente, con il<br />
pubblico che si divide per fazioni a parteggiare per l’uno o per l’altro dei contendenti.<br />
È accaduto ieri sera nella sede della Fondazione Luigi Einaudi di Roma in occasione della<br />
presentazione del volume di Corrado Ocone “Il liberalismo nel Novecento. Da Croce a<br />
Berlin”, appena uscito per i tipi di Rubbettino.&#8221;</p>
<p><strong>Formiche.net</strong>, 19 marzo 2016</p>
<p><strong>Dove:</strong><span class="apple-converted-space"> </span>Fondazione Luigi Einaudi, Roma</p>
<p><strong>Quando:</strong><span class="apple-converted-space"><b> </b>18 marzo</span> 2016</p>
<p><strong>Ne hanno discusso con l’autore:</strong> Paolo Bonetti, Nicola Iannello, Giovanni Orsina e Luciano Pellicani</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Moderatore:</strong> Saro Freni<a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/07/2.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-5154 size-medium" src="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/07/2-400x542.jpg" alt="2" width="221" height="300" srcset="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/07/2-400x542.jpg 400w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/07/2-250x339.jpg 250w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/07/2-650x881.jpg 650w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/07/2-150x203.jpg 150w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/07/2-18x24.jpg 18w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/07/2-27x36.jpg 27w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/07/2-35x48.jpg 35w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/07/2.jpg 676w" sizes="(max-width: 221px) 100vw, 221px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/il-liberalismo-del-900-da-croce-a-berlin-di-corrado-ocone/">Il Liberalismo del 900, da Croce a Berlin di Corrado Ocone</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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