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	<title>banche italiane Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>banche italiane Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>Morbo Etruria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Oct 2017 13:55:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[banche italiane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La piaga di Banca Etruria non è l’unica, non è chiusa e non si limita a quella bancarotta. Si tratta di un’infezione ancora attiva e assai pericolosa. Metterci dentro il dito non è sadomasochismo, ma il minimo che si possa e debba fare per evitare di arrecare danni ancora più gravi all’intero sistema del credito. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/morbo-etruria/">Morbo Etruria</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La piaga di Banca Etruria non è l’unica</strong>, non è chiusa e non si limita a quella bancarotta. Si tratta di un’infezione ancora attiva e assai pericolosa. Metterci dentro il dito non è sadomasochismo, ma il minimo che si possa e debba fare per evitare di arrecare danni ancora più gravi all’intero sistema del credito. Che è come dire alla nostra vita economica e civile.</p>
<p><strong>Quando il bubbone scoppiò</strong>, in modo niente affatto imprevedibile, governanti e commentatori si precipitarono a dire: bisogna tutelare i risparmiatori.</p>
<p><strong>Qui la pensavamo in modo diverso</strong>: i risparmiatori sono tutelati dalla legge, ivi compresa quella europea sulle risoluzioni bancarie (<strong>bail in</strong>); prima di distribuire soldi di altri si deve accertare se ci sono responsabilità amministrative e penali, eventualmente punendo i responsabili.</p>
<p>Più che un’eventualità era ed è una certezza, ma qui si difende il valore della legge e della civiltà giuridica, quindi non si deroga mai alla presunzione d’innocenza.</p>
<p><strong>Come era prevedibile, prevalsero i finti soccorritori</strong>. A due anni di distanza i procedimenti penali sono ancora aperti e ora è stato depositato l’atto di citazione, per conto del commissario liquidatore, quantificando, per la sola Banca Etruria, il quasi 580 milioni il danno, con i risarcimenti chiesti a carico degli amministratori.</p>
<p><strong>Il presupposto della citazione è anch’esso oggetto di giudizio</strong>, ma, prescindendo dal caso specifico e con riferimento all’andazzo generale, mi permetto di darlo come realtà: amministrazione clientelare e camarillesca del credito, concesso più per cordate e legami personali che con attenzione alla destinazione produttiva e alle garanzie.</p>
<p><strong>È appena il caso di ricordare che</strong>, in Italia, abbiamo il triplo di crediti deteriorati, quando non direttamente inesigibili, della media europea. Il triplo! E vale la pena ricordare che quando ce lo fanno osservare sembra quasi che ci si offenda. E qui arriviamo al punto.</p>
<p><a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/10/blog-3.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-10786 size-full" src="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/10/blog-3.png" alt="" width="1200" height="300" srcset="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/10/blog-3.png 1200w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/10/blog-3-250x63.png 250w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/10/blog-3-400x100.png 400w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/10/blog-3-768x192.png 768w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/10/blog-3-650x163.png 650w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/10/blog-3-150x38.png 150w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/10/blog-3-800x200.png 800w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/10/blog-3-300x75.png 300w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/10/blog-3-24x6.png 24w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/10/blog-3-36x9.png 36w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2017/10/blog-3-48x12.png 48w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><strong>Se la giustizia non funziona</strong>, se i suoi tempi da bradipo salvano i colpevoli, se i risarcimenti si chiedono dopo che si sono volatilizzati i patrimoni con cui finanziarli, <strong>il messaggio è</strong>: se volete essere onesti noi tutti vi ringraziamo, ma se sarete disonesti, passata la tempesta di carta dei primi tempi, nessuno ve la farà pagare.</p>
<p>Più che la certezza della pena, di beccariniana memoria, la certezza dell’impunità.</p>
<p>A fronte della quale, con solo apparente contraddizione, <strong>si produce un’incivile cultura giustizialista</strong>, sicché tutti gli indagati sono considerati colpevoli, e una miserabile condotta della carità, sicché si pretende di risarcire i truffati senza mai avere individuato i truffatori o anche solo accertato l’esistenza della truffa.</p>
<p><strong>Avendo il triplo degli npl</strong> (crediti deteriorati) è ragionevole che si chieda di rientrare nella normalità in modo graduale. Perché farlo immediatamente sarebbe pur giusto, ma impossibile e strozzerebbe ulteriormente il credito.</p>
<p>Ma se, contemporaneamente, si manda in mondovisione <strong>lo spettacolo dell’impunità</strong>, mettendone il costo a carico delle altre banche e del contribuente, chiunque è autorizzato a concludere che l’Italia non intende cambiare e vuole tenersi stretti i propri vizi mortali.</p>
<p><strong>Solo la viltà e l’incapacità di tanti</strong>, economisti da rimorchio e commentatori da diporto compresi, consente di nascondere ciò dietro una geremiade stracciona avverso l’azione della vigilanza europea.</p>
<p><strong>Per questo il caso Etruria</strong> è non solo un’infezione ancora attiva, ma in corso di diffusione. Il che, a due anni dalla bancarotta, è spettacolo ripugnante.</p>
<p>Davide Giacalone, 12 ottobre 2017</p>
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		<title>L&#8217;abbaglio bancario</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/labbaglio-bancario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jul 2017 08:36:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[banche italiane]]></category>
		<category><![CDATA[salvataggio banche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Davide Giacalone, dai microfoni di RTL, interviene sul decreto banche e sull&#8217;opportunità di ripianare i debiti delle banche con i soldi del contribuente. Guarda (e ascolta) l&#8217;intervento</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Davide Giacalone, dai microfoni di RTL, interviene sul decreto banche e sull&#8217;opportunità di ripianare i debiti delle banche con i soldi del contribuente.</p>
<p><a href="http://www.rtl.it/redazione/l-opinione-di-davide-giacalone/banche-l-abbaglio-antilesionista/">Guarda (e ascolta) l&#8217;intervento</a></p>
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		<title>Banche italiane, attenti al diavolo che vive nei caveau</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/banche-italiane-attenti-al-diavolo-che-vive-nei-caveau/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro De Nicola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2016 15:21:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro de nicola]]></category>
		<category><![CDATA[banche italiane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[:it]La crisi del sistema bancario è la questione più urgente che affligge l’economia italiana[:]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/banche-italiane-attenti-al-diavolo-che-vive-nei-caveau/">Banche italiane, attenti al diavolo che vive nei caveau</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La crisi del sistema bancario è la questione più urgente che affligge l’economia italiana</strong>. La crescita fiacca, la disoccupazione, l’inefficienza della pubblica amministrazione sono mali importanti, ma se non si riesce a stabilizzare il sistema del credito sono tutti destinati ad aggravarsi. Se rivisitiamo la nostra storia recente è altresì facile accorgersi che le grandi perdite delle nostre banche e il macigno di crediti deteriorati che si portano appresso derivano da fattori economici come la recessione, che ha colpito l’Italia più duramente di altri paesi, l’impossibilità per il governo di intervenire nel capitale delle banche negli anni passati per il nostro alto debito pubblico.</p>
<p><strong>E soprattutto la cattiva governance di molti istituti di credito</strong>. Se esaminiamo le 8 banche che il Financial Times aveva definito a rischio in caso di vittoria del “No” al referendum, scopriamo che i loro guai originano da un pessimo governo societario. MPS, Carige, Cari-Ferrara, CariChieti, Banca Etruria, Popolare di Vicenza, Veneto Banca e Banca Marche: tutte banche popolari o di proprietà di fondazioni bancarie, tutte vittime di frodi (nei loro confronti e degli investitori) o investimenti sballati in assenza di vigorosi controlli da parte o delle funzioni interne o del consiglio di amministrazione.</p>
[embedyt] http://www.youtube.com/watch?v=B_9iQ0yIjLM[/embedyt] [spacer height=&#8221;20px&#8221;] Già dal 2013 è in vigore una direttiva europea (n. 36, la cosiddetta CRD IV) che affronta questi problemi e ora l’Autorità Bancaria Europea (EBA l’acronimo inglese) ha emanato una bozza di Linee Guida sulla governance delle banche (e un’altra sui requisiti dei consiglieri di amministrazione). Tali proposte sono aperte ai commenti di chi è interessato e quindi è bene che pure in Italia si raccolgano suggerimenti e integrazioni, visto che i più bancocentrici siamo noi e quindi anche i più interessati a normative sensate. Bisogna dire che molto di quanto contenuto nella bozza EBA sulla governance fa già parte dell’ordinamento giuridico italiano.</p>
<p>L’impianto è molto semplice: s<strong>i distinguono all’interno del consiglio di amministrazione i consiglieri esecutivi da quelli non esecutivi</strong> (con l’ulteriore sotto categoria degli indipendenti) che esercitano una funzione di stimolo costruttivo e supervisione nei confronti dei manager. Ma non basta: le banche devono avere una struttura interna di controlli basata sulla triade della conformità normativa (compliance), gestione del rischio (risk management) e revisione interna (internal audit) che curi il rispetto della legge, delle procedure interne e del cosiddetto “appetito di rischio” deciso da ogni banca. Si tratta dei limiti di rischio che una banca stabilisce rispetto alle proprie attività e che devono essere scrupolosamente rispettati.</p>
<p><strong>Il consiglio di amministrazione è il responsabile per l’attuazione dei meccanismi di governance interna</strong> che assicurino la prudente ed effettiva gestione della banca e a questo scopo definisce anche la cultura aziendale sia da un punto di vista della condotta etica che di assunzione del rischio. Per una maggiore efficacia della sua azione il CdA si articola in comitati, presieduti da un amministratore indipendente, che si occupano di remunerazioni, controlli interni, rischio e nomine.</p>
<p>Tutto bene e, andando più nel dettaglio (le Linee Guida si compongono di ben 202 paragrafi e varie appendici), si trovano delle specificazioni di questa struttura dei controlli già grosso modo presente nelle banche italiane. Alcune osservazioni sono tuttavia utili. La prima è che, quasi di sfuggita, l’EBA sembra suggerire uno stile di management più collegiale. Parlando degli amministratori esecutivi specifica infatti che il processo decisionale “non dovrebbe essere dominato da un solo membro o da un piccolo gruppo di membri”. La frase è ambigua perché sembra presupporre che vi sia sempre un comitato esecutivo nelle banche (cosa non vera) e va un po’ in contrasto con le raccomandazioni di non avere, ad esempio, un amministratore delegato e un direttore generale se non quando necessario.</p>
<p><strong>Sarà bene chiarire cosa l’EBA intende, perché potrebbe trattarsi di una notevole inversione di approccio rispetto ad oggi.</strong> Sotto un altro profilo, gli amministratori non esecutivi hanno una quantità di funzioni tali &#8211; rapporti da esaminare, interazioni con lo staff della banca, partecipazione ai comitati che in certi casi vengono pure sovrapposti (quello remunerazioni con il comitato rischi per certe decisioni) &#8211; che si rischia di farne, soprattutto se presidenti di un comitato, dei lavoratori full-time, paradossalmente con rischi per la loro stessa indipendenza. Anche qui sarà opportuno capire bene cosa ci si aspetta da professionisti che in genere, proprio perché capaci, hanno molti altri impegni. Nel complesso i regolatori europei hanno scelto una via mediana, né troppo intrusiva né troppo rilassata: un esame rigoroso però si impone, giacché il diavolo sta sempre nei dettagli, figuriamoci se acquattati all’interno di un caveau di una banca.</p>
<p><strong>Alessandro De Nicola</strong>, <em>La Repubblica</em> 12 dicembre 2016</p>
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		<title>Banche italiane più care d’Europa</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/banche-italiane-piu-care-deuropa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Oct 2016 14:24:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Infografiche FLE]]></category>
		<category><![CDATA[banche italiane]]></category>
		<category><![CDATA[banche studio cgia]]></category>
		<category><![CDATA[costi banche italiane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[:it]Vi raccontiamo con un'infografica i dati salienti di uno studio della Cgia Mestre relativo al 2015[:]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Bonifici, prelievi, servizio di domiciliazione bancaria, carta di credito, richiesta estratto conto, operazioni allo sportello scoperto: i clienti delle banche italiane devono fare i “conti” con costi superiori al resto del Continente.</p>
<p>Con un’infografica, vi raccontiamo i dati salienti di uno studio della Cgia Mestre relativo al 2015.</p>
<p><a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/10/banche.png"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-6978 size-large" src="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/10/banche-650x1625.png" alt="banche italiane più costose d'europa" width="410" height="1024" srcset="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/10/banche-650x1625.png 650w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/10/banche-250x625.png 250w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/10/banche-400x1000.png 400w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/10/banche-768x1920.png 768w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/10/banche-150x375.png 150w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/10/banche.png 800w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/10/banche-10x24.png 10w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/10/banche-14x36.png 14w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/10/banche-19x48.png 19w" sizes="(max-width: 410px) 100vw, 410px" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/banche-italiane-piu-care-deuropa/">Banche italiane più care d’Europa</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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