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	<title>anno einaudiano Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>anno einaudiano Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>Senza Einaudi l’Europa non sarebbe nata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Cruciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jun 2024 17:34:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[anno einaudiano]]></category>
		<category><![CDATA[Einaudi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è tenuta questa sera, presso la sede della Fondazione Luigi Einaudi, la presentazione del libro “Luigi Einaudi lo scultore dell’Europa”, del professor Angelo Santagostino (Marco Serra Tarantola Editore). Insieme all’autore hanno discusso della figura dell’illustre statista piemontese, il professore Lorenzo Infantino e il segretario generale della Fondazione Luigi Einaudi, Andrea Cangini. Una biografia selettiva [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è tenuta questa sera, presso la sede della Fondazione Luigi Einaudi, la presentazione del libro “Luigi Einaudi lo scultore dell’Europa”, del professor Angelo Santagostino (Marco Serra Tarantola Editore). Insieme all’autore hanno discusso della figura dell’illustre statista piemontese, il professore Lorenzo Infantino e il segretario generale della Fondazione Luigi Einaudi, Andrea Cangini.</p>
<p>Una biografia selettiva e innovativa, che parte dagli ultimi giorni dello statista. Il primo capitolo parla della morte dando conto delle ultime parole pronunciate alla moglie, Ida Pellegrini, con cui condivise la vita, “Fammi ancora un sorriso”. Di lui la moglie era solita dire: “Quando un ombra lo sfiora per me il mondo crolla”.</p>
<p>Dagli studi e dai documenti del professor Santagostino emerge che Einaudi non fu solo un teorico, ma un uomo d’azione, protagonista molto attivo, anche e soprattutto, nella costruzione dell’Europa unita. Einaudi influì in modo profondo sulle idee di Jean Monnet che fu il regista, dietro Schuman, del Trattato che portò, nel 1951, alla nascita della Comunità economica del carbone e dell’acciaio (CECA). L’idea era mettere in comune gli elementi indispensabili per fare la guerra. Obiettivo chiaro: evitare che Francia e Germania continuassero a combattersi militarmente come avevano fatto negli ultimi secoli. Funzionò. Se non ci fosse stato il primo e deciso passo verso la messa in comune di carbone e acciaio, secondo “logiche di mercato”, come fortemente voluto da Einaudi, difficilmente la Comunità economica europea (CEE), avrebbe potuto vedere le luce.</p>
<p>Su questo si sono trovati d’accordo sia il professor Infantino, che nel suo intervento ha raccontato i rapporti tra il pensiero di Einaudi e quello della scuola economica austriaca, e l’autore del libro.</p>
<p>Introducendo il dibattuto il segretario generale della Fondazione Luigi Einaudi, Andrea Cangini, ha rimarcato il fatto che il libro di Santagostino, pur essendo documentato come un saggio accademico, sia scritto in maniera chiara e semplice. Per farsi capire. “Questo libro – ha detto Cangini – è scritto con spirito einaudiano. In ognuna delle molteplici e autorevoli funzioni che ricoprì, il presidente Einaudi svolse una funzione pedagogica facendo il possibile, riuscendoci, per consentire a ogni singolo cittadino che entrasse in contatto con le sue idee, e i suoi scritti, di elevarsi culturalmente. In questo Einaudi e Monnet, che voleva che l’Europa nascesse «all’insaputa dei popoli», divergono profondamente”.</p>
<p>Inutile dire che il metodo einaudiano era quello giusto. Se ancora oggi un sentimento di comune appartenenza europea non si è del tutto sviluppato, è stato proprio perché i popoli sono stati scarsamente coinvolti nel processo unitario.</p>
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		<title>Attualità dei precetti einaudiani</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/attualita-dei-precetti-einaudiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Mingardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Mar 2024 18:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[anno einaudiano]]></category>
		<category><![CDATA[concorrenza]]></category>
		<category><![CDATA[luigi einaudi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Domenica cadono i 150 anni dalla nascita di Luigi Einaudi. Nei mesi scorsi, il governo è stato generoso nel celebrare ricorrenze e anniversari. Ma il primo presidente della Repubblica eletto dal Parlamento non ha bisogno di targhe. A Einaudi forse piacerebbe, e al Paese gioverebbe, che un po’ di spirito «einaudiano» permeasse invece le politica pubbliche. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica cadono i 150 anni dalla nascita di Luigi Einaudi. Nei mesi scorsi, il governo è stato generoso nel celebrare ricorrenze e anniversari. Ma il primo presidente della Repubblica eletto dal Parlamento non ha bisogno di targhe. A Einaudi forse piacerebbe, e al Paese gioverebbe, che un po’ di spirito «einaudiano» permeasse invece le politica pubbliche. Due esempi. Einaudi si batteva per togliere «qualsiasi valore legale ai certificati rilasciati da ogni ordine di scuole».</p>
<p>Il valore legale trae «in inganno i diplomati medesimi» e alimenta l’ossessione per il titolo di «dottore», uso «spagnolesco» buono per considerarsi a vicenda «cavalieri borghesi». Il privato il valore legale l’ha già abolito, sa bene che i laureati non sono tutti uguali.</p>
<p>La finzione regge solo nell’amministrazione pubblica, peggiorandone le prassi di reclutamento. Il valore legale non si supera con un tratto di penna, ma cambiando le procedure, evitando di inquadrare professioni e mestieri in schemi corporativi, riconoscendo nel modo più efficace i diplomi di altri Paesi. Al Quirinale, Einaudi riscrisse di suo pugno un bando di concorso per i dipendenti del suo segretario, per smussare come poteva il requisito della laurea.</p>
<p>Il Presidente avrebbe voluto che l’art. 41 della Costituzione stabilisse che «la legge non è strumento di formazione di monopoli economici». Norme e cultura sono strumenti alternativi: le une servono dove manca l’altra. Il centrodestra può abbracciare una cultura di governo in cui, se non altro, non si usi la legge per restringere la concorrenza? La logica è la stessa del superamento del valore dei titoli. Viva la vita «disordinata, affannosa, antidisciplinata», è l’unica che può produrre innovazione a vantaggio delle generazioni future.</p>
<p>La concorrenza risponde a domande alle quali le risposte non sono già note. Era vero nel mondo di Einaudi, lo è a maggior ragione oggi che «conoscenza» e «capitale umano» sono sulla bocca di tutti.</p>
<p><a href="https://www.corriere.it/opinioni/24_marzo_20/le-idee-di-einaudi-su-lauree-e-concorrenza-a7092052-8b7d-4c5f-83cd-c2641e6f9xlk.shtml"><em><strong>Corriere della Sera</strong></em></a></p>
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		<title>L&#8217;attualità del pensiero economico di Luigi Einaudi a 150 anni dalla nascita</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/lattualita-del-pensiero-economico-di-luigi-einaudi-a-150-anni-dalla-nascita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Cruciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Mar 2024 18:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[anno einaudiano]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></category>
		<category><![CDATA[luigi einaudi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2024 è l’anno in cui si celebrano i 150 anni di Luigi Einaudi. Economista, solido liberale e autorevole uomo delle Istituzioni. “Mai come in questa fase avremmo bisogno di un metodo einaudiano come bussola per orientare la nostra società. Conoscere, poi discutere per poi deliberare, in questa sua celebre citazione c’è tutto Luigi Einaudi, lui [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/lattualita-del-pensiero-economico-di-luigi-einaudi-a-150-anni-dalla-nascita/">L&#8217;attualità del pensiero economico di Luigi Einaudi a 150 anni dalla nascita</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2024 è l’anno in cui si celebrano i 150 anni di Luigi Einaudi. Economista, solido liberale e autorevole uomo delle Istituzioni. “Mai come in questa fase avremmo bisogno di un metodo einaudiano come bussola per orientare la nostra società. Conoscere, poi discutere per poi deliberare, in questa sua celebre citazione c’è tutto Luigi Einaudi, lui che poneva lo studio e il dialogo come presupposti della decisione politica”, ha detto il presidente della Fondazione Einaudi, Giuseppe Benedetto, aprendo il convegno Buon compleanno Presidente, attualità del pensiero economico di Luigi Einaudi, promosso dalla Fondazione per celebrare la ricorrenza.</p>
<p>L’illustre statista è stato il primo presidente della Repubblica italiana eletto dal Parlamento. Da governatore della Banca d’Italia prima e da Ministro delle Finanze poi, ha piantato i semi di quello che sarà il miracolo economico italiano, facendo fare un passo indietro allo Stato e liberando le energie della società italiana. “Fu un autentico liberista”, ha sottolineato Benedetto, “troppo spesso male interpretato. È importante ricordare oggi, e riproporre, il suo pensiero, in un tempo in cui in Italia tanto si parla del trionfo di un liberalismo che non si sa bene cosa sia, senza alcuna attinenza con la realtà”.</p>
<p>Per celebrarne la figura, durante l’incontro – che si è tenuto questa mattina nella Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto – sono state presentate tre relazioni elaborate e illustrate dal professor Lorenzo Infantino (Einaudi e l’Europa), dalla professoressa Emma Galli (Einaudi e conti pubblici) e dal professor Paolo Silvestri (Einaudi e l’umanesimo liberale), che hanno approfondito i diversi ambiti nei quali lo statista si è misurato nel corso della sua vita.</p>
<p>“Negli scritti di Einaudi è spiegata in modo chiaro l’importanza dello Stato nel garantire la concorrenza e che la concorrenza è motore di democrazia economica, distribuzione di opportunità e benessere sociale. Oggi nei principali schieramenti politici non esiste alcuna adesione al pensiero einaudiano”, ha detto l’onorevole Luigi Marattin. “A sinistra la concorrenza viene identificata come lo “sterco del diavolo”, espressione di un presunto pensiero tecnocratico a vantaggio dei poteri forti. Nel centrodestra vi è stata la scelta politica di schierarsi a difesa delle corporazioni (tassisti, professioni e servizi pubblici, concessioni demaniali) piuttosto che garantire la democrazia economica”.</p>
<p>Nel pensiero e nell’azione di Einaudi, ha concluso Andrea Cangini, segretario generale della Fondazione Luigi Einaudi, “troviamo tutto ciò di cui gli italiani e le loro classi dirigenti hanno bisogno oggi più che mai”. Rendergli onore, ha aggiunto, “significa riaffermare i principi fondanti la democrazia liberale in un’epoca in cui questa viene aggredita da rinascenti imperi, vilipesa dai demagoghi politici e non più riconosciuta da una quota crescente di cittadini come modello ideale animato da valori imprescindibili”.</p>
<p><a href="https://formiche.net/2024/03/ecco-lattualita-del-pensiero-economico-di-einaudi-a-150-anni-dalla-nascita/#content"><em><strong>Formiche.net</strong></em></a></p>
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