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	<title>accise Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>accise Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>Non scioperate</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/non-scioperate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jan 2023 09:33:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[accise]]></category>
		<category><![CDATA[benzinai]]></category>
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		<category><![CDATA[governo meloni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il governo s’è messo nei guai con le proprie mani, sul tema del prezzo dei carburanti. Ha abboccato ad informazioni inesatte, ha creduto vi fossero aumenti nel mentre il prezzo scendeva (comunque non aumentava), ha evocato la speculazione e diffuso dati sui controlli che la Guardia di Finanza aveva effettuato sui distributori di benzina, dati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il governo s’è messo nei guai con le proprie mani, sul tema del prezzo dei carburanti. Ha abboccato ad informazioni inesatte, ha creduto vi fossero aumenti nel mentre il prezzo scendeva (comunque non aumentava), ha evocato la speculazione e diffuso dati sui controlli che la Guardia di Finanza aveva effettuato sui distributori di benzina, dati che con la speculazione non c’entrano nulla. Per giunta ha preso un provvedimento inutile, l’esposizione del prezzo medio, che sembra confermare la disonestà dei benzinai.</p>
<p>I quali hanno ragione a risentirsi e protestare, ma non ne avrebbero a scioperare. Hanno annunciato la chiusura per il 25 e 26 gennaio. Solo che, in quel modo, a pagare sarebbero i cittadini e la libertà di movimento. Ci sarà la corsa al pieno il 24.</p>
<p>Il governo chiarisca in fretta che no, non ci sono stati ladrocini generalizzati alla pompa, che quei controlli sono normale routine. E i benzinai rinuncino a fermare l’Italia. Non se ne sente alcun bisogno, semmai dovremmo correre.</p>
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		<title>Spompati</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/spompati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2023 10:02:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[accise]]></category>
		<category><![CDATA[governo meloni]]></category>
		<category><![CDATA[pos]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Troppo facile e troppo inutile starsene all’opposizione dicendo che tutto va male e si deve cambiare, ma farlo stando al governo è acrobazia che finisce in disgrazia. Se la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sembra aver capito la necessità di cambiare linguaggio, diversi componenti del suo governo fanno fatica a interiorizzarlo. O, peggio, a praticarlo. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Troppo facile e troppo inutile starsene all’opposizione dicendo che tutto va male e si deve cambiare, ma farlo stando al governo è acrobazia che finisce in disgrazia. Se la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sembra aver capito la necessità di cambiare linguaggio, diversi componenti del suo governo fanno fatica a interiorizzarlo. O, peggio, a praticarlo.</p>
<p>Fare un Consiglio dei ministri per stabilire che deve essere esposto il prezzo medio nazionale dei carburanti è surreale. Sarebbe stato bastevole non abboccare all’allarme secondo cui quei prezzi erano arrivati molto oltre quella che era, anche in quel momento, la media nazionale. Sarebbe stato sufficiente avvertire gli urlatori che quelli che andavano strillazzando non erano i prezzi alle pompe, ma quelli massimi e in condizioni particolari. Invece hanno fatto quello cui erano abituati prima d’essere alla guida di un governo, unendosi allo scomposto coro: basta, fermiamoli, sia stroncata la speculazione. Poi, riunitisi in Consiglio, hanno constatato che il prezzo era sceso, anziché salito e che la differenza consisteva in una loro decisione, ovvero la reintroduzione delle accise.</p>
<p>Hanno voluto emanare un decreto legge per rimediare urgentemente all’emergenza indotta dai raduni musicali non autorizzati, che già erano reati. Il risultato è stato che il raduno in questione si è sciolto prima dell’entrata in vigore del decreto, che conteneva strafalcioni tali da indurre i redattori stessi a proporne la correzione (di quel che, nel frattempo, era legge), mentre andava in direzione opposta a quella enunciata dal ministro della Giustizia.</p>
<p>Bloccare l’immigrazione è un loro vecchio e collaudato cavallo di battaglia. Legittimo, comunque la si pensi. Pure giusto, se consiste nella volontà di far rispettare le regole. Ma lo caricarono di tanta retorica inutile, ne fecero questione di civiltà, delirarono di “sostituzione etnica”, giunti al governo, anche su questo, hanno subito emanato un decreto legge. Risultato: gli sbarchi sono aumentati enormemente. Non perché il decreto contenga (e li contiene) errori ed illogicità, ma perché il fenomeno manco li legge, quei decreti. Intanto hanno pubblicato anche i decreti flussi, ovvero gli ingressi regolari, che confermano i numeri degli anni e dei governi passati, più o meno equivalenti alla metà di<br />
quel che i governi stessi considerano necessario.</p>
<p>Taciamo del Pos e del contante, che a quella inutilissima discussione abbiamo già dedicato troppo tempo e spazio. Mentre ci ostiniamo a non credere che si possa andare a cercarsi rogne d’infrazioni europee per incaponirsi a difendere non le ragioni, ma i torti non di tutti, ma di qualche gestore di stabilimenti balneari.</p>
<p>Va bene, ci si deve ambientare. Eppure molti di loro non sono affatto dei novizi, c’è chi ha fatto più volte il ministro, chi non ha fatto altro che il parlamentare. E siamo alla vigilia di decisioni importanti, cui non si può arrivare spompati. Occorrerà prudenza e capacità di argomentazione per spiegare la prossima decisione di ratificare la riforma del Meccanismo europeo di stabilità, contro la quale l’attuale maggioranza parlamentare disse peste e corna, non azzeccando né le corna né la peste. Non dubito della parlantina, mi va benissimo che sostengano sia una cosa molto diversa da quella che osteggiarono, che le cose sono cambiate grazie a loro, falso ma va bene, però se non la fermano, la straripante parlantina, ad ogni sorgere del sole saranno costretti a una smentita, una retromarcia, una sconfessione. Non giova alla salute.</p>
<p>Gran parte dell’opposizione si sente bruco che non diventerà farfalla, ma gran parte della maggioranza sembra una farfalla che ha la nostalgia del bruco. Si stava così bene a manducare foglie, scalandole a fisarmonica, felici del sentirsi apostrofare con dileggio, così consolidando la propria identità. Che ci facciamo, ora, con queste ali? Tocca impariate a volare, che intanto gli altri si specializzano nel precipitare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://laragione.eu/tutti-i-numeri/giovedi-12-gennaio-2023/"><em><strong>La Ragione</strong></em></a></p>
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		<title>L&#8217;incidenza dei carburanti: il consumatore al distributore</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/incidenza-carburanti-consumatore-distributore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Ricolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Mar 2022 09:51:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[accise]]></category>
		<category><![CDATA[benzina]]></category>
		<category><![CDATA[carburante]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prelievi e spese Ad una crisi momentanea si può rispondere con provvedimenti tampone, come si sta facendo, per evitare che il prezzo dei carburanti porti fuori mercato intere filiere produttive. Ma, in Italia, la pressione fiscale è stabilmente più alta che altrove. Serve a nulla una classe politica che non sappia far altro che annunciare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Prelievi e spese</h3>
<p>Ad una crisi momentanea si può rispondere con provvedimenti tampone, come si sta facendo, per evitare che il prezzo dei carburanti porti fuori mercato intere filiere produttive. Ma, in Italia, la pressione fiscale è stabilmente più alta che altrove.</p>
<p>Serve a nulla una classe politica che non sappia far altro che annunciare nuove spese correnti e chiedere poi degli sgravi. È contraddittorio. Il nostro guaio è che il prelievo fiscale insegue la spesa, generata anche dai troppi debiti contratti, mentre si dovrebbe commisurare la spesa alle reali possibilità. La politica può dividersi su come prelevare e spendere, non sulla matematica.</p>
<h3>I dati</h3>
<p>Questa settimana il prezzo della benzina potrebbe toccare nuove cifre record. Il rincaro dei derivati del petrolio è molto problematico in quanto non si traduce soltanto in un aumento della spesa per le famiglie italiane, ma anche in una consistente lievitazione dei costi per il settore dei trasporti. Infatti, come mostrato dal primo grafico a fianco, nel 2019 i prodotti petroliferi costituivano il 91,4% di tutti i carburanti utilizzati nel settore dei trasporti. Al netto dei trasporti marittimi, la maggioranza di questi carburanti di derivazione petrolifera (84%) viene utilizzata per il trasporto stradale, che costituisce la principale modalità di trasporto merci in Italia.</p>
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<p>Come apprendiamo dal secondo grafico, nel 2019 il trasporto su gomma spostava l’82,3% delle merci, sbaragliando quindi la concorrenza del trasporto marittimo (14,7%), del trasporto ferroviario (2,9%) e di quello aereo (0,1%). Il traffico delle merci in Italia, dunque, risulta fortemente dipendente dai carburanti fossili. Per questo motivo, l’aumento del loro prezzo desta numerose preoccupazioni. A causa dell’insostenibilità dei costi, l’Associazione Nazionale Autotrasportatori Professionisti (Trasporto Unito – Fiap) ha già annunciato degli scioperi destinati a creare enormi disagi su tutto il territorio.</p>
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<p>Cosa si può fare, dunque, per dare ossigeno al settore? Tra le soluzioni percorribili a breve termine ne possiamo citare due: la prima consisterebbe in un intervento diretto sul mercato per calmierare i prezzi del carburante, la seconda in una riduzione delle accise. Tra i Paesi europei, l’Italia è infatti quello che impone i tributi indiretti più alti sui carburanti.</p>
<p>Come illustrato negli altri grafici, per ogni litro di benzina ci sono 73 centesimi di imposta, mentre per il diesel la quota scende a 0,62 euro. Inoltre, sul costo finale dei derivati del petrolio incide anche l’Iva, che incrementa di 0,35 euro il prezzo della “verde” e di 0,33 euro il conto per il gasolio. L’insieme delle due imposte (l’Iva si applica anche sul valore delle accise dando vita a una grottesca “tassa sulle tasse”) concorre per il 58,6% al prezzo finale della benzina e per il 55,1%a quello del diesel.</p>
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<p>Tuttavia, sebbene l’utilizzo di misure emergenziali permetta di attraversare la tempesta navigando a vista, è necessaria una pianificazione a lungo termine per non incorrere ciclicamente negli stessi problemi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-56058 aligncenter" src="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2022/03/luca-ricolfi-incidenza-carburanti-consumatore-distributore-laragione-grafico4-16032022.jpg" alt="luca-ricolfi-incidenza-carburanti-consumatore-distributore-laragione-grafico4-16032022" width="366" height="488" srcset="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2022/03/luca-ricolfi-incidenza-carburanti-consumatore-distributore-laragione-grafico4-16032022.jpg 437w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2022/03/luca-ricolfi-incidenza-carburanti-consumatore-distributore-laragione-grafico4-16032022-400x534.jpg 400w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2022/03/luca-ricolfi-incidenza-carburanti-consumatore-distributore-laragione-grafico4-16032022-250x334.jpg 250w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2022/03/luca-ricolfi-incidenza-carburanti-consumatore-distributore-laragione-grafico4-16032022-150x200.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 366px) 100vw, 366px" /></p>
<p>Potrebbe essere saggio, in particolare, diversificare le modalità di trasporto merci in modo da non dipendere solo da un canale. Per esempio, il potenziamento delle linee ferroviarie permetterebbe un risparmio in termini di combustibili (i treni sono alimentati dall’elettricità) e, al contempo, aiuterebbe a ridurre le emissioni di CO2.</p>
<p><a href="https://laragione.eu/pdfviewer/16-marzo-2022/"><strong><em>La Ragione</em></strong></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/incidenza-carburanti-consumatore-distributore/">L&#8217;incidenza dei carburanti: il consumatore al distributore</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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