#laFLEacasatua – Le tre fasi con l’UE




#laFLEacasatua – Pillola #11, Ipazia d’Alessandria e Sant’Agostino d’Ippona

FLE consiglia: Ipazia d’Alessandria e Sant’Agostino d’Ippona, da Il medioevo in Italia e in Europa – di Andrea Babini, podcast

 

“Il Medioevo è il periodo che, iniziando mentre l’Impero romano si dissolve, fondendo la cultura latina con quella dei popoli che hanno gradatamente invaso l’impero, con il Cristianesimo come collante, dà vita a quella che chiamiamo oggi Europa, con le sue nazioni, le lingue che ancora parliamo e le istituzioni che, sia pure attraverso cambiamenti e rivoluzioni, sono ancora nostre.””E questo è il vero motivo per cui io, da sempre innamorato della civiltà occidentale e del liberalismo, ho deciso di scrivere questo libro. Perché per avere coscienza della grandezza della nostra cultura e dell’Occidente è importante comprenderne le origini e l’unicità”

 

L’amico Andrea Babini racconta due figure iconiche e straordinarie, la grande intellettuale ellenistica morta tragicamente per mano di fanatici cristiani e il grande filosofo cristiano, protagonisti del libero pensiero tra la fine dell’impero Romano e l’avanzata araba.

Pillola a cura di Lorena Villa




#weareitalians #weareeuropeans




#laFLEacasatua – Diretta con il Prof. Andrea Crisanti sul tema: “Veneto-Italia: una ricetta #perRipartire” – Venerdì 10 Aprile 2020 – ore 15:30

Alle 16:45 su questa pagina saranno disponibili i link per visionare la diretta
Stay tuned!




#laFLEacasatua – Diretta con Giorgio Gori, #perRipartire

Visualizza su YouTube:
https://youtu.be/6Kp_35gFrLE?t=980




#laFLEacasatua – Pane, frutta e Carabinieri




#laFLEacasatua – Pillola #10, Via il Prefetto!

FLE consiglia: Via il prefetto!

“Si potrà discutere sui compiti da attribuire a questo o quell’altro ente sovrano; ed adopero a bella posta la parola sovranità e non autonomia, ad indicare che non solo nel campo internazionale, con la creazione di vincoli federativi, ma anche nel campo nazionale, con la creazione di corpi locali vivi di vita propria originaria non derivata dall’alto, urge distruggere l’idea funesta della sovranità assoluta dello stato. Non temasi dalla distruzione alcun danno per l’unità nazionale.”

«L’Italia e il secondo Risorgimento», 17 luglio 1944 – Archivio della Fondazione Luigi Einaudi Onlus

 

Un articolo da cui è veramente difficile selezionare una sola citazione.

Pillola a cura di Lorena Villa




#laFLEacasatua – Diretta con Nicola Galati, tema “Carceri, prescrizione, intercettazioni: la giustizia va nel dimenticatoio”

 

Visualizza su YouTube
https://youtu.be/suj5CnKqfbA?t=1475

 




Garanzia contro il virus delle nazionalizzazioni

Si deve agire subito, perché dopo avere chiuso per evitare i contagi ci si deve preparare a riaprire. Non basterà che sia cessato il pericolo, occorre che non s’incorra in quello, gravissimo, che quel giorno molti soggetti non siano più esistenti.

Molte attività produttive hanno già chiuso, si pensi alla filiera del turismo e della ristorazione, altre restano aperte riducendo drasticamente o azzerando il fatturato. Nel primo caso i costi fissi continuano a correre, nel secondo a quei costi si sommano anche quelli di gestione, ivi compreso il pagamento dei collaboratori. Senza un immediato intervento tutte queste attività finiranno con il non riaprire o per chiudere.

Ciò provocherà il non pagamento dei fornitori, avviando così una catena di fallimenti. Quando questa emergenza finirà, pertanto, non solo non è scontato che tutti riaprano, ma è sicuro che molti produttori si troveranno già fuori dal mercato.

 

Rimedi possibili e convenienti:

  1. Prevedere un ben più ampio ed esteso rinvio dei pagamenti all’erario e alla previdenza. Valga per tutti, come per tutti valgono le restrizioni.
  2. Il rinvio non è una cancellazione, mentre la pretesa a fronte di una impossibilità farebbe divenire inesigibili le somme, cancellandole.
  3. Ciò eliminerebbe un aggravio, ma non risolverebbe il problema: occorre intercettare l’enorme liquidità creata dalle decisioni della Banca centrale europea (a parte gli 870 miliardi per acquisto titoli ve ne sono 3mila messi a disposizione delle banche, a tasso negativo).
  4. Il rischio che corriamo è che quella liquidità scorra potente nei tubi, ma non siano in funzione i rubinetti per portarla ai soggetti produttivi. Il che indebolirebbe l’intero sistema Paese.
  5. Occorre che lo Stato offra direttamente garanzia per i prestiti bancari necessari a coprire i costi di gestione e le obbligazioni verso fornitori, così come esistenti già nei primi due mesi dell’anno, o maturati a fronte di contratti o costi successivi. Almeno fino a giugno. Meglio se per l’intero 2020.
  6. Le garanzie dovrebbero consentire l’attivazione di finanziamenti a lunga scadenza. Toccherà a ciascun operatore economico onorare quei debiti. La garanzia non è un costo immediato e facilita l’apertura dei rubinetti. Anche per i casi che, nel tempo, evidenzieranno incapacità di onorare gli impegni presi il costo per la collettività sarebbe imparagonabilmente minore di quello che altrimenti nascerebbe dalle chiusure che certamente ci sarebbero, perché non solo farebbero venire meno la produzione di ricchezza, ma azzererebbero (non solo rinvierebbero) il gettito fiscale.
  7. Questo approccio cancella l’ipotesi delle nazionalizzazioni, che oltre a lacerare l’intero tessuto connettivo della libera impresa porterebbe a sommare i costi di acquisizioni a quelli delle croniche perdite di gestione. Il caso Alitalia, purtroppo, ne è il fin troppo evidente esempio.
  8. La ripartenza sarà una stagione di crescita, se si sarà capaci ora, subito, di non perdere il patrimonio di imprenditori e lavoratori, mai come oggi non solo sulla stessa barca, ma anche sulla sola che possa portare l’Italia a navigare con forza nel futuro.

 

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#laFLEacasatua – Pillola #9, Safe and Sound

La FLE consiglia: Safe and Sound, episodio della serie tv Electric Dreams, ispirata ai racconti di Philip Dik

 

Molto criticato per aver attualizzato le paure dello scrittore esposte nel racconto del 1955, l’episodio ha comunque una sua struttura forte e credibile che sviluppa in modo esemplare una critica del controllo del “potere” sui singoli. Il Dex, un braccialetto hi-tech allacciato ad ogni elmento informatico di una progredita società che monitora costantemente i cittadini in nome di una pretesa protezione da un fantomatico terrorismo, diventa uno strumento desiderabile e necessario per l’integrazione sociale. La protagonista si trasforma in un perfetto esempio di come l’omologazione possa divenire un’esigenza vitale e la nostra individualità un accessorio sgradito e bandito.

Pillola a cura di Lorena Villa