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	<title>Mattia Feltri, Autore presso Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>Mattia Feltri, Autore presso Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>La chiarezza che manca sull’immunità parlamentare</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/tutti-come-salis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Feltri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jun 2024 15:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[ilaria salis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ilaria Salis è stata eletta e presto verrà scarcerata, e la ritengo un’ottima notizia. Vedere una detenuta in catene – a prescindere dall’accusa e dalle idee politiche – dovrebbe ripugnare chiunque, specialmente se accade in un paese europeo e ripetutamente condannato per violazione dei diritti umani (mai quanto l’Italia, comunque). Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ilaria Salis è stata eletta e presto verrà scarcerata, e la ritengo un’ottima notizia. Vedere una detenuta in catene – a prescindere dall’accusa e dalle idee politiche – dovrebbe ripugnare chiunque, specialmente se accade in un paese europeo e ripetutamente condannato per violazione dei diritti umani (mai quanto l’Italia, comunque). Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni sono stati bravi e coraggiosi: avessero fallito il quorum, per Salis sarebbe stata una tragedia. Temo però molti ignorino che l’immunità europea è più forte di quella italiana: per l’europarlamentare Salis il processo sarà sospeso e riprenderà soltanto quando non sarà più in carica; per un parlamentare italiano andrebbe avanti, con ritorno in carcere in caso di condanna definitiva. E qui c’è un problema non da poco.</p>
<p>Sia Bonelli sia Fratoianni sono sempre stati fieri avversari dell’immunità parlamentare, o perlomeno dei tentativi di renderla piena com’era prima della riforma del ’93, in pieno giacobinismo da Mani pulite. Ricordo quando un indignato Bonelli minacciò il referendum contro l’ipotesi – avanzata da Silvio Berlusconi e giudicata un odioso maneggio da casta – di un’immunità che portasse alla sospensione dei processi, proprio quello che succede nell’Europarlamento e di cui godrà Salis, grazie a Bonelli.</p>
<p>Però o una legge è buona e vale sempre e per tutti, oppure non è buona e non vale mai per nessuno. E siccome considero Bonelli una persona seria, sono sicuro (quasi sicuro) che domattina, insieme a Fratoianni, depositerà una proposta di legge per reintrodurre in Italia un’immunità piena come quella europea, come quella per Salis.</p>
<p><a href="https://www.lastampa.it/rubriche/buongiorno/2024/06/13/news/tutti_come_salis-14387385/"><em><strong> La Stampa</strong></em></a></p>
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		<title>Le lobby esistono, regolamentiamole come negli USA</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/le-lobby-esistono-regolamentiamole-come-negli-usa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Feltri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2024 16:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto di interessi]]></category>
		<category><![CDATA[lobby]]></category>
		<category><![CDATA[toti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non so se Donald Trump possegga uno yacht e sia uso portarci i soci in affari, ma qualche tempo fa ha radunato a Mar-a-Lago, in Florida, gli amministratori delegati delle venti più importanti compagnie petrolifere degli Stati Uniti, e gli ha detto: se mi aiutate a tornare alla Casa Bianca, una volta rieletto cancellerò l’Agenda [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non so se Donald Trump possegga uno yacht e sia uso portarci i soci in affari, ma qualche tempo fa ha radunato a Mar-a-Lago, in Florida, gli amministratori delegati delle venti più importanti compagnie petrolifere degli Stati Uniti, e gli ha detto: se mi aiutate a tornare alla Casa Bianca, una volta rieletto cancellerò l’Agenda verde di Joe Biden.</p>
<p>Gli amministratori delegati gli hanno risposto: certamente Donald. E gli hanno promesso un miliardo di dollari (non è un refuso: un miliardo). Così, se Donald sarà rieletto, la guerra ai combustibili fossili sarà rinviata e loro di miliardi continueranno a farne. Non è che Biden resti a guardare. Anche lui punta al miliardo e ce la farà senz’altro.</p>
<p>Qualche mese fa ha organizzato una due giorni coi colossi di Wall Street nella speranza di convincere sessanta di loro a investire nella sua campagna elettorale: ne ha trovati il doppio, soprattutto le aziende del big tech, storicamente dalla sua parte anche perché, per esempio, la scorsa primavera ha stanziato venti miliardi di dollari in sovvenzioni e prestiti per Intel, il gigante dei chip incaricato di fare concorrenza alla Cina e rendere più autonoma la Silicon Valley, dove hanno sede Meta, Google eccetera.</p>
<p>Se anziché sostenere il candidato si sostiene un obiettivo – tipo più pozzi di petrolio – le donazioni possono essere illimitate. L’idea americana è che le lobby devono muoversi allo scoperto, in concerto con la politica, ed è esattamente il conflitto fra dichiarati interessi a rendere la democrazia, per quanto si possa, più pluralista e trasparente. Noi invece abbiamo le procure, la questione morale e la lagna.</p>
<p><a href="https://www.lastampa.it/rubriche/buongiorno/2024/05/15/news/conflitti_fra_interessi-14303672/"><em><strong>La Stampa </strong></em></a></p>
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		<title>Il nostro solito antisemitismo</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/il-nostro-solito-antisemitismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Feltri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Oct 2023 18:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[antisemitismo]]></category>
		<category><![CDATA[ebraismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perché a Chicago, durante una manifestazione pro palestinese, sono stati aggrediti degli ebrei? Perché sugli usci delle case abitate da ebrei a Varsavia si disegna la stella di David? Perché nei cortei pacifisti romani si dichiara Israele stato nazista e terrorista? Perché i partecipanti agli stessi cortei strappano la bandiera di Israele dalla Fao? Perché [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Perché a Chicago, durante una manifestazione pro palestinese, sono stati aggrediti degli ebrei? Perché sugli usci delle case abitate da ebrei a Varsavia si disegna la stella di David? Perché nei cortei pacifisti romani si dichiara Israele stato nazista e terrorista? Perché i partecipanti agli stessi cortei strappano la bandiera di Israele dalla Fao? Perché nei cortei pacifisti milanesi si chiede di aprire i confini per andare ad ammazzare gli ebrei?</p>
<p>Perché nell&#8217;aeroporto di Makhachkala, Dagestan, si organizza una caccia all&#8217;ebreo? Perché fuori dallo stesso aeroporto un bambino dice di essere andato lì per veder uccidere gli ebrei? Perché una ragazza esibisce un cartello con la stella di David infilata nella spazzatura per far pulizia nel mondo? Perché nelle università americane si inneggia al pogrom di Hamas come igiene mediorientale? Perché a Tunisi si assalta la sinagoga e si dà fuoco ai testi sacri? Perché a Lione la sinagoga viene vandalizzata?</p>
<p>Perché a Berlino una sinagoga è colpita da una bomba molotov? Perché i ragazzi di Sydney chiedono la riapertura delle camere a gas? Perché nella metropolitana di New York si scrive di uccidere gli ebrei? Perché in Circassa si sollecita di espellere tutti gli ebrei? Perché a Stanford un professore mette gli studenti ebrei in un angolo? Perché a Seul si inneggia alla soluzione finale contro gli ebrei? Perché nessuno si sogna né si sognerebbe mai (e ci mancherebbe) di dire o fare altrettanto con i palestinesi? Perché con gli ebrei sì e coi palestinesi (e ci mancherebbe) no? Perché, se non è precisamente antisemitismo? Il nostro solito, vecchio, mai scomparso antisemitismo?</p>
<p><em><strong>La Stampa</strong></em></p>
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		<title>Ad Hamas non importa nulla della gente di Gaza</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/ad-hamas-non-importa-nulla-della-gente-di-gaza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Feltri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Oct 2023 17:08:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[albert camus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 1957, dopo aver preso il premio Nobel, Albert Camus disse di credere nella giustizia ma che prima della giustizia avrebbe difeso sua madre. È un episodio molto noto e nel suo ultimo libro, I miei eroi, Pierluigi Battista l&#8217;ha ripercorso nel dettaglio. Camus era nato e cresciuto in Algeria e aveva sempre sostenuto la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1957, dopo aver preso il premio Nobel, Albert Camus disse di credere nella giustizia ma che prima della giustizia avrebbe difeso sua madre. È un episodio molto noto e nel suo ultimo libro, I miei eroi, Pierluigi Battista l&#8217;ha ripercorso nel dettaglio. Camus era nato e cresciuto in Algeria e aveva sempre sostenuto la causa dell&#8217;indipendenza algerina, anche in tempi in cui a Parigi non era tanto di moda.</p>
<p>Ma quando gli indipendentisti algerini cominciarono a colpire civili a casaccio, Camus si sfilò. Fu molto criticato e peggio, irriso per la fiacchezza morale di un filosofo capace di anteporre le ragioni piccole del suo tinello a quelle grandi della storia. Ma Camus parlava invece dell&#8217;enormità di sacrificare le vite di chi non c&#8217;entra niente in nome di un&#8217;istanza più alta: nessuna istanza, diceva, è così alta da giustificare la mattanza indiscriminata, nessuna è così alta da permetterci di disporre della vita della madre altrui.</p>
<p>Non si può non pensare a Camus guardando le immagini di Gaza. Con una complicazione in più: Hamas e i suoi amici non aspettano altro che la mattanza per additare al mondo il nazismo sionista e trovare alleati per la soluzione finale. Nulla gli importa, da decenni, della gente di Gaza. Non ripetete gli errori che abbiamo commesso noi dopo l&#8217;11 settembre, ha detto ieri Joe Biden a Bibi Netanyahu. Quindi? È cecità, ha scritto giustamente Giuliano Ferrara, dire a Israele che cosa non fare, e quanto a che cosa fare aggiungere &#8220;non lo so&#8221;. Se chiedete a qualcuno che dovrebbe fare ora Israele, più spesso risponderà &#8220;non lo so&#8221;. Se lo chiedessero a me, direi &#8220;non lo so&#8221;.</p>
<p><em><strong><a href="https://www.lastampa.it/rubriche/buongiorno/2023/10/19/news/non_lo_so-13793633/">La Stampa</a></strong></em></p>
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		<item>
		<title>Il vero “abuso d’ufficio” è quello dei pm</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/il-vero-abuso-dufficio-e-quello-dei-pm/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Feltri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jun 2023 16:50:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[abuso d'ufficio]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Santalucia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Santalucia, una delle ragioni per cui il governo sbaglia ad abolire il reato di abuso d’ufficio – lo abolirà oggi in Consiglio dei ministri – è il trascurabile numero di condanne. Nel 2021, ventisette. E a me, al contrario, è subito sembrata la ragione più solida per abolirlo. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Santalucia, una delle ragioni per cui il governo sbaglia ad abolire il reato di abuso d’ufficio – lo abolirà oggi in Consiglio dei ministri – è il trascurabile numero di condanne. Nel 2021, ventisette. E a me, al contrario, è subito sembrata la ragione più solida per abolirlo. Perché a fare spavento non è il numero di condanne, ma il numero di indagini avviate dalle procure: nello stesso anno, 5 mila e 418. Cioè in Italia, compresi weekend, Pasqua e Natale, vengono aperti quasi quindici fascicoli al giorno, e siccome i pm in Italia sono poco più di duemila, ognuno di loro, ogni anno, deve lavorarsene due e mezzo. Di questi 5 mila e 418 procedimenti, 4 mila e 622 si sono chiusi nell’ufficio del Giudice delle indagini preliminari: nove condanne e 4 mila 613 archiviazioni. E così, già l’ottantacinque per cento delle indagini finisce in nulla. Le restanti, che raggiungono il rango di dibattimento in tribunale, si sono concluse con diciotto condanne. Se aggiungiamo i trentacinque patteggiamenti, arriviamo a sessantadue colpevoli su 5 mila e 418. Ed eccoci alla sintesi: 1.1 per cento di condanne e 98.9 di assoluzioni o archiviazioni. Bisogna aggiungere un altro paio di dettagli. Primo, anche quelle sessantadue condanne saranno lievi, perché lieve è il reato, e mai tali da mandare il condannato in carcere. Secondo, tutti quei bei numerini sono persone che per un bel po’ resteranno nell’angoscia delle grinfie della giustizia (senza contare il tempo e il denaro buttati dalla finestra). E tutto questo a me pare l’unico vero grande abuso.</p>
<p><a href="https://www.lastampa.it/rubriche/buongiorno/2023/06/15/news/il_grande_abuso-12859107/"><strong><em>La Stampa</em></strong></a></p>
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		<item>
		<title>Se la bandiera dell’Europa sventola a Tblisi</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/se-la-bandiera-delleuropa-sventola-a-tblisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Feltri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Mar 2023 17:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[Georgia]]></category>
		<category><![CDATA[proteste]]></category>
		<category><![CDATA[Tblisi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri è girato molto il video di una donna nel fuoco delle proteste di Tblisi, Georgia, mentre sventolala bandiera d&#8217;Europa. I georgiani stanno manifestando contro una legge in discussione al Parlamento e ricalcata su quella russa che ha consentito a Vladimir Putin di chiudere i giornali e mandare in galera giornalisti e blogger a lui [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri è girato molto il video di una donna nel fuoco delle proteste di Tblisi, Georgia, mentre sventolala bandiera d&#8217;Europa. I georgiani stanno manifestando contro una legge in discussione al Parlamento e ricalcata su quella russa che ha consentito a Vladimir Putin di chiudere i giornali e mandare in galera giornalisti e blogger a lui ostili. Putin, nel nostro disinteresse, ha invaso la Georgia nel 2008, quattordici anni prima di invadere l&#8217;Ucraina, s&#8217;è preso l&#8217;Ossezia del Sud e l&#8217;Abkhazia, ne ha riconosciuto l&#8217;indipendenza e ne ha fatto roba sua.</p>
<p>Da allora, l&#8217;Unione europea valuta l&#8217;ammissione della Georgia, con le sue classiche infinite cautele, e il terrore della gente in piazza è di finire nelle grinfie russe. Non voglio rifare qui la storia della Georgia, voglio soltanto ricordare rapidamente Mikheil Saakashvili, il più celebre e discusso leader europeista georgiano, uno che Putin disse di volere vedere &#8220;appeso per le palle&#8221;. Ora è in carcere, dove pochi mesi fa un avvocato lo trovò coperto di lividi e con tracce di avvelenamento nel sangue. Così va il mondo, non soltanto dove s&#8217;allunga l&#8217;ombra di Putin, ma dove s&#8217;allunga va così, sempre.</p>
<p>Le Georgia è ancora più lontana dell&#8217;Ucraina, è al di là del Mar Nero, sopra le estremità orientali della Turchia e sopra l&#8217;Azerbaijan. E da così lontano, abbiamo visto quella donna sventolare la bandiera d&#8217;Europa, mentre la polizia cercava di respingerla con gli idranti. Lei è riuscita a evitare il getto, e poi un gruppo di uomini l&#8217;ha accerchiata per proteggerla e permetterle di tenere alta la bandiera. E io pensavo che così, da noi, non l&#8217;ho vista sventolare mai.</p>
<p><a class="" href="https://www.lastampa.it/rubriche/buongiorno/2023/03/09/news/qui_mai-12683487/"><strong><em>La Stampa</em></strong></a></p>
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		<item>
		<title>Ruby ter e la differenza tra Stato etico e Stato di diritto</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/ruby-ter-e-la-differenza-tra-stato-etico-e-stato-di-diritto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Feltri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2023 14:14:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[processo]]></category>
		<category><![CDATA[Ruby]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mi incarico, a beneficio del povero lettore perduto fra Ruby, Ruby bis e Ruby ter, nemmeno fosse una delle saghe tribunalizie attorno alle molte stragi della nostra storia, di offrire una sintesi ruvida ed estrema: l&#8217;amore mercenario non è reato. E processare un uomo perché paga per il proprio soddisfacimento, è iniziativa da giustizia di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mi incarico, a beneficio del povero lettore perduto fra Ruby, Ruby bis e Ruby ter, nemmeno fosse una delle saghe tribunalizie attorno alle molte stragi della nostra storia, di offrire una sintesi ruvida ed estrema: l&#8217;amore mercenario non è reato. E processare un uomo perché paga per il proprio soddisfacimento, è iniziativa da giustizia di ispirazione iraniana, dove il peccato si confonde col delitto. Ne è seguita una decina abbondante di anni saturi di ridicolo, fra nipoti di Mubarak, cene eleganti, sicurezza nazionale, scandalo internazionale, in cui tutti, a destra e a sinistra, hanno trasformato un affare di Stato in un cinepanettone. O un cinepanettone in un affare di Stato, vedete voi.</p>
<p>Ma c&#8217;è un punto sul quale tocca soffermarsi: il cavillo. Molti ieri hanno parlato e scritto di un&#8217;assoluzione per vizio di forma, dimenticando una volta di più che la forma è sostanza, e soprattutto se si parla d&#8217;amministrazione della giustizia. E cioè, Silvio Berlusconi è stato assolto poiché non si sono potuti utilizzare i verbali delle ragazze, sentite da testimoni anziché da indagate, come invece era necessario. Ora questo viene chiamato cavillo. Ma un testimone se mente rende falsa testimonianza, un indagato invece no, gli è permesso mentire (i codici non sono moralisti, a differenza di chi spesso li governa). Inoltre un testimone è considerato pubblico ufficiale, e la corruzione c&#8217;è se c&#8217;è un pubblico ufficiale. Se non è testimone ma indagato, niente pubblico ufficiale, niente corruzione. Un cavillo che non cambierà in nessuno di noi il giudizio su Berlusconi, ma stabilisce la differenza fra Stato etico e Stato di diritto.</p>
<p><a href="https://www.lastampa.it/rubriche/buongiorno/2023/02/16/news/febbre_da_cavillo-12646033/"><em><strong>La Stampa</strong></em></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/ruby-ter-e-la-differenza-tra-stato-etico-e-stato-di-diritto/">Ruby ter e la differenza tra Stato etico e Stato di diritto</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Da Enzo Tortora a Enzo Carra, l’esibizione dell’imputato in ceppi</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/da-enzo-tortora-a-enzo-carra-lesibizione-dellimputato-in-ceppi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Feltri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2023 11:45:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[Enzo Carra]]></category>
		<category><![CDATA[Enzo Tortora]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La morte di Enzo Carra mi ha imposto di andare a rivedere le immagini in cui, portavoce dell&#8217;ex segretario democristiano Arnaldo Forlani, nel marzo del &#8217;93 fu condotto in schiavettoni nell&#8217;aula del tribunale di Milano. Rivista trent&#8217;anni dopo, è una foto spaventosa. Non fosse per i carabinieri, sembra un sequestrato sull&#8217;Aspromonte. A me la raccontò [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/da-enzo-tortora-a-enzo-carra-lesibizione-dellimputato-in-ceppi/">Da Enzo Tortora a Enzo Carra, l’esibizione dell’imputato in ceppi</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La morte di Enzo Carra mi ha imposto di andare a rivedere le immagini in cui, portavoce dell&#8217;ex segretario democristiano Arnaldo Forlani, nel marzo del &#8217;93 fu condotto in schiavettoni nell&#8217;aula del tribunale di Milano. Rivista trent&#8217;anni dopo, è una foto spaventosa. Non fosse per i carabinieri, sembra un sequestrato sull&#8217;Aspromonte. A me la raccontò così: gli infilarono gli schiavettoni prima di accompagnarlo alla sfilata fra giornalisti, fotografi, cameraman in attesa lungo un corridoio. Ero l&#8217;immagine della Dc trascinata in catene e processata, mi disse. C&#8217;entra un po&#8217; con un altro Enzo, Enzo Tortora, che dieci anni prima era stato ammanettato e offerto alle telecamere convocate per la grande occasione. Ma mentre Carra è un uomo umiliato e sgomento, Tortora stende le braccia perché le manette si vedano bene, perché si veda bene l&#8217;enormità, perché quelle manette non siano l&#8217;atto d&#8217;accusa contro di lui ma contro il potere che porta l&#8217;innocente in ceppi.</p>
<p>Mercoledì, l&#8217;amministrazione guidata da Giorgio Gori ha deciso di intitolare a Tortora i giardini davanti al tribunale di Bergamo, dove appena più che ventenne esordì da cronista giudiziario, ragazzetto sventato convinto che, per farne un posto migliore, il mondo andasse sgominato. La notizia mi ha un po&#8217; commosso. Magari la targa – giardini Enzo Tortora – aiuterà qualche mio giovane erede della stampa bergamasca a<br />
comprendere presto, prima di quanto ci sia voluto a me, che la sacralità della giustizia risiede nel dovere di impedire che si faccia ingiusta. E forse alla memoria di Carra basterebbe gli fosse intitolato anche solo un alberello.</p>
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<p><a href="https://www.lastampa.it/rubriche/buongiorno/2023/02/03/news/enzo_e_enzo-12620085/amp/"><em><strong>La Stampa</strong></em></a></p>
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		<title>Il dilemma tra libertà e sicurezza</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/dilemma-liberta-sicurezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Feltri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2023 14:12:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[intercettazioni]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Temo che la disputa attorno alle intercettazioni sia molto male impostata. Perché se mi vogliono convincere dell&#8217;utilità delle intercettazioni nel combattere la criminalità, è uno sforzo vano: sono già convinto. Se mi vogliono convincere che intercettare sempre di più permetterebbe di combattere sempre meglio la criminalità, né più né meno, non obietto un solo istante. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/dilemma-liberta-sicurezza/">Il dilemma tra libertà e sicurezza</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Temo che la disputa attorno alle intercettazioni sia molto male impostata. Perché se mi vogliono convincere dell&#8217;utilità delle intercettazioni nel combattere la criminalità, è uno sforzo vano: sono già convinto. Se mi vogliono convincere che intercettare sempre di più permetterebbe di combattere sempre meglio la criminalità, né più né meno, non obietto un solo istante.</p>
<p>Se mi vogliono convincere delle nuove opportunità offerte dalla tecnologia per mettere in scacco i criminali, per esempio il famoso trojan, il malware attraverso il quale si intercetta anche se l&#8217;intercettato non parla al telefono e anche se il suo telefono è spento, credetemi: fatica sprecata. Tutto vero, tutto incontrovertibile.</p>
<p>Se, per esempio, si trovasse il modo di intercettare ognuno di noi, fino all&#8217;ultimo, per ventiquattro ore su ventiquattro, magari con il supporto dell&#8217;intelligenza artificiale, la questione sarebbe chiusa: diventeremmo una società perfettamente onesta, e i pochi imprudenti andrebbero a far compagnia a Messina Denaro in un quarto d&#8217;ora.</p>
<p>Avremmo perduto la libertà, ma avremmo guadagnato la sicurezza. Ed è questa la vera grande domanda: abbiamo costruito le società liberali e democratiche per garantire il massimo della libertà a ogni individuo o le abbiamo costruite per garantirgli il massimo della sicurezza?</p>
<p>Le abbiamo costruite per la libertà sapendo che la libertà è un rischio o le abbiamo costruite per non correre rischi? Perché se pensiamo di averle costruite per blindarci dentro un fortino inespugnabile, vuol dire che abbiamo dimenticato le ragioni dei nostri valori fondanti, ma almeno dobbiamo dircelo.</p>
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<p><a href="https://www.lastampa.it/rubriche/buongiorno/2023/01/20/news/dentro_il_fortino-12593596/"><em><strong>La Stampa</strong></em></a></p>
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		<title>Bacio di Giuda</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/bacio-di-giuda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Feltri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Oct 2021 12:09:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.fondazioneluigieinaudi.it/?p=52097</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/bacio-di-giuda/">Bacio di Giuda</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="su-button-center"><a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2021/10/bacio-giuda-feltri-07102021.pdf" class="su-button su-button-style-flat su-button-wide" style="color:#ffffff;background-color:#003c71;border-color:#00305b;border-radius:5px" target="_self"><span style="color:#ffffff;padding:9px 30px;font-size:22px;line-height:33px;border-color:#4d779c;border-radius:5px;text-shadow:0px 0px 0px #ffffff"><i class="sui sui-newspaper-o" style="font-size:22px;color:#ffffff"></i> VISUALIZZA PDF ARTICOLO</span></a></div>
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