Archivio Fondazione Luigi Einaudi: Fondo Antonio Scialoja

Composizione: 51 buste

Storia

Antonio Scialoja nasce il 1° agosto 1817 a San Giovanni a Teduccio (Napoli) , fu economista e politico, allievo di Domenico Simeone Oliva. Si laureò in giovane età a Napoli in giurisprudenza nel 1841 e divenne professore di Economia politica presso l’Università di Torino nel 1846.  Nel 1844 si era recato per alcuni mesi a Parigi e a Londra incaricato da alcune case commerciali napoletane, entrando in rapporto, in particolare con l’ambiente culturale parigino. Ritornò nel Regno delle Due Sicilie nel 1848 per diventare Ministro dell’Agricoltura e del Commercio durante il Governo liberale di Carlo Troja. Arrestato dopo la repressione del 1849, fu condannato all’esilio “perpetuo” e quindi costretto a rifugiarsi nel Regno di Sardegna.

A Torino continuò con gli studi di economia, approvando in pieno l’indirizzo liberistico di Cavour e ne sono testimonianza le sue opere più note: “Carestia e Governo” (1853) e “Note e confronti dei bilanci del Regno di Napoli e Stati Sardi” (1857).

Ritornò nuovamente a Napoli nel 1860, dopo la spedizione dei Mille, per diventare Ministro delle Finanze nel governo provvisorio di Garibaldi. Appoggiò, inoltre, la fusione delle economie dell’ex Regno delle Due Sicilie con gli Stati Sardi. Gli stessi principi liberisti li applicò ad un trattato commerciale tra Italia e Francia che provocò numerose proteste nell’industria italiana, inferiore a quella francese e perciò incapace di vincere la concorrenza.

In seguito fu Segretario generale al Ministero dell’agricoltura nel primo Governo Ricasoli nel Regno d’Italia, consigliere della Corte dei Conti e Senatore dal 1862, Ministro delle Finanze  (31 dicembre-17 febbraio 1867) nel secondo Governo La Marmora e poi nel secondo Governo Ricasoli, infine Ministro della Pubblica Istruzione nel Governo Lanza e nel secondo Governo Minghetti: si dimetterà dall’incarico per la mancata approvazione del suo progetto sull’istruzione elementare obbligatoria.

Nel 1876 ebbe l’incarico di razionalizzare le finanze dell’Egitto.

Il 2 maggio 1866 in seguito alla crisi finanziaria, ove l’andamento del consolidamento italiano presso la Borsa di Parigi crollava, il Ministro delle Finanze, Antonio Scialoja, proclamava il corso forzoso con l’inconvertibilità in oro ed in argento della moneta circolante.

La Banca Nazionale, inoltre, era obbligata a fornire al Tesoro un mutuo di 250 milioni di lire, che si sarebbe poi decretato con l’emissione di un prestito redimibile forzoso (l’antenato del BOT).

Onorificenze attribuite a Antonio Scialoja:

  • Cavaliere dell’Ordine civile di Savoia
  • Grande Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
  • Grande Ufficiale dell’Ordine della Legion d’Onore (Francia)

Morì a Procida (Napoli) il 13 ottobre 1877.

 

Modalità di acquisizione

Le carte sono state donate alla Fondazione Luigi Einaudi di Roma il 31 luglio 2012 dalla nipote Therese Marie Guaresi.