Sweet Home Chicago. Sulle tracce di Friedman

Sweet Home Chicago. Sulle tracce di Friedman

Sweet Home Chicago, recita una celebre canzone blues scritta da Robert Johnson e in seguito interpretata da innumerevoli artisti. E un po’ a casa dev’essersi sentito il presidente della Fondazione Luigi Einaudi Giuseppe Benedetto quando, in occasione di un recente viaggio privato negli States, ha visitato la University of Chicago, dove l’economista Milton Friedman insegnò e sviluppò il suo pensiero.

“Sono a Chicago, dove mi sono recato all’Università per visitare i luoghi nei quali insegnò il premio Nobel Milton Friedman e per vedere quanto rimane dello spirito della Scuola di Chicago”, dice entusiasta al telefono dall’altra parte dell’oceano.

Continui…

“Appena giunto sono stato intercettato da una gentile signora, la quale aveva evidentemente intuito che eravamo italiani. Si è presentata come una docente di quella Università e ha aggiunto di aver lavorato per anni a Milano, alla Olivetti.”

Immagino abbia suscitato in lei curiosità.

“Sì, è rimasta felicemente sorpresa nel vedermi così rapito da quel posto. Alla domanda sul motivo della visita, ho spiegato che ero curioso di vedere quali tracce resistessero di Friedman. Con un meraviglioso sorriso mi ha chiesto di seguirla…”

Avrà detto che è il presidente di una importante fondazione liberale…

“Certo che sì. Lei conosceva molto bene la Fondazione Luigi Einaudi.”

Torniamo alla visita guidata…

“La docente mi ha mostrato la galleria di premi Nobel dell’università. Un numero impressionante. Ero senza fiato e al tempo orgoglioso di essere in un posto che ha fatto la storia del pensiero liberale e non solo. Lì ho potuto vedere la foto di Friedman e poco vicino quella di Joseph Stigler, altra figura di rilievo della scuola economica di Chicago e della stessa università.”

A chi o a cosa ha pensato in quei momenti?

“A quel punto, un pensiero affettuoso è andato ad Antonio Martino, altro illustre studente della University of Chicago (e allievo proprio di Milton Friedman). Avevo letto molti suoi articoli nei quali parlava di quei luoghi e ora potevo vederli, viverli in prima persona. Sarebbe bello avere il professor Martino come ospite in fondazione proprio per parlare della scuola di Chicago e della sua esperienza personale.”

Ottima idea.

“Proveremo a realizzarla. A presto. Un saluto da Chicago”

Clic. Il presidente passa e chiude. Ha trovato e colto lo spirito dei Chicago boys. Speriamo lo conservi e ne riporti un po’ in Italia. Ci serve.

In esclusiva, Antonio Martino ricorda quella volta che conobbe Milton Friedman

 

 

 

 

 

 

 

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