Ripetizioni in nero, evasione da 800 milioni – Lo Studio della Fondazione Einaudi su Il Tempo

Ripetizioni in nero, evasione da 800 milioni – Lo Studio della Fondazione Einaudi su Il Tempo

Tratto da Il Tempo, 11 maggio 2015 – “Milleseicento euro l’anno di ripetizioni a pagamento. Tanto investe una famiglia italiana per far recuperare al proprio figlio, che frequenti il liceo od altri istituti superiori, le carenze in una materia. Se a prendere insufficienze che si traducono in debiti da recuperare, dunque in materie scolastiche non di scarso valore per un determinato corso di studi, sono almeno uno studente su due delle superiori, allora bisognerebbe interrogarsi sulla validità dei metodi didattici e un dubbio sorge spontaneo, manifestando il fallimento della scuola italiana. La metà degli studenti delle scuole superiori dichiara infatti di avvalersi di ripetizioni private oltre l’orario scolastico. Un esercito di 500mila ragazzi che spende 27 euro a lezione. Numeri che non si registrano nel resto d’Europa e del mondo. Se contiamo che per recuperare la sufficienza uno studente necessita mediamente tra le 50 e le 70 ore di lezioni private, tradotte in due ore a settimana per 25-30 settimane (6 mesi), arriva a sborsare 1620 euro all’anno ed il giro d’affari per gli operatori diventa allettante. Numeri estratti da un sondaggio effettuato dalla Fondazione Einaudi sul mercato delle ripetizioni private, peraltro sommerso, e molto fruttuoso, con un giro d’affari che si aggira intorno agli 810 milioni circa di euro, ma che va a pesare sul bilancio di una famiglia italiana per 1620 euro all’anno. Infatti il 90% delle lezioni private non sono dichiarate al fisco. Calcolando dunque la media di 3 ore di ripetizioni a settimana, si tratta di un esborso mensile pari a circa 324 euro, cifra che sale nei mesi di agosto e settembre, quando le ore di lezione si moltiplicano per recuperare debiti in vista degli esami di riparazione, che attendono gli studenti a settembre. Un mercato sommerso, quello delle lezioni private, in quanto il 90% delle famiglie interpellate, ha dichiarato di non ricevere alcuna ricevuta fiscale dal che ha impartito la ripetizione privata.”

Lo studio, a cura di Pietro Paganini, è stato realizzato da Lorenzo Castellani e Giacomo Bandini.

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