Nicola Iannello

“Tutto iniziò con una telefonata di Morbelli. Lavoravo alla RAI di Trieste e quella voce profonda e modulata che avevo abitualmente ascoltato alla radio (fin da bambino, ho poi sempre perfidamente raccontato) mi invitava a tenere una lezione alla Scuola di Liberalismo di Milano, anno 2000. Entrai allora in un ‘giro’ dal quale non sono ancora uscito. Tra i miei fiori all’occhiello, tra i vanti della mia vita intellettuale e mondana, spicca anche il titolo di “condirettore” della Scuola di Liberalismo, al fianco dell’unico e inimitabile “direttorissimo”. È accaduto a Roma, tra il 2007 e il 2009, quando l’Istituto Bruno Leoni decise di coorganizzare il ciclo di lezioni degli Amici della Fondazione Einaudi.

Le mie trasferte in missione per conto di Morbelli (ma talora anche con lui) annoverano viaggi a Torino, Palermo, Sulmona, Parma, Cervinara, Catanzaro, Bologna, dove sotto le insegne einaudiane la Scuola ha aperto con successo le sue “filiali”. In anni in cui la parola “liberale” in Italia faceva pensare ad aristocratici signori in giacca di tweed o ad anacronistici difensori del bel tempo che fu, solo la Scuola di Liberalismo teneva alta una tradizione altrimenti destinata all’oblio.

Poi tutti diventarono liberali. Anche in questo frangente, la Scuola è stata punto di riferimento per chi non voleva smarrirsi nella notte in cui tutte le vacche son nere. Oggi che il liberalismo è in disgrazia – per tacere del liberismo, accusato di ogni nefandezza, debito “pubblico” incluso – l’iniziativa morbelliana continua la sua testimonianza e la sua evangelizzazione, con discrezione, misura ed equilibrio, nel nome di uno dei maggiori liberali del Novecento italiano.

Luigi Einaudi non era solo un liberale a ventiquattro carati, un economista raffinato, un politico di princìpi integri, un divulgatore efficace; era anche un piemontese pragmatico che sapeva come l’impegno concreto fosse necessario per la diffusione delle idee di libertà. La Fondazione che porta il suo nome questo fa da mezzo secolo. La Scuola di Liberalismo è solamente una delle sue attività, dalla quale sono passate generazioni di studenti, molti dei quali hanno portato nelle loro vite e professioni i valori di libertà appresi in quella sede. Lunga vita alla Fondazione Einaudi, ai suoi Amici e alla Scuola di Liberalismo!” (testo raccolto da Elvira Cerritelli)

Nicola Iannello (giornalista di RAI Televideo)

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