Nasce Liberalib, il nuovo movimento liberale

Nasce Liberalib, il nuovo movimento liberale

Giuseppe Benedetto, presidente della Fondazione Einaudi, annuncia un nuovo movimento liberale in un’intervista rilasciata a Cinzia Cordesco per Il Centro d’Abruzzo

Nasce a Pescara il nuovo movimento liberale che correrà anche alle prossime Regionali. II nuovo contenitore politico, sostituirà il vecchio Partito Liberale (Pli) che chiuse la sua epoca nei primi anni Novanta e presenterà un candidato presidente alle prossime elezioni regionali, con ogni probabilità anticipate a ottobre se in tempi brevi verranno formalizzate le dimissioni del presidente Luciano D’Alfonso, di fresca nomina al Senato.

Libro di Giacalone

L’annuncio ufficiale del nuovo organismo politico sarà lanciato oggi alle ore 17 all’Aurum, nel corso della presentazione del volume Ricostituente: la potenza commerciale e l’impotenza istituzionale scritto da Davide Giacalone, giornalista e opinionista di RtL.

L’evento a organizzato dalla Fondazione Luigi Einaudi presieduta da Giuseppe Benedetto e da Liberalib. Parteciperanno, tra gli altri, Ricardo Chiavaroli, moderatore del dibattito e Jacopo D’Andreamatteo, figlio dello scomparso Piero.

Un movimento liberale

Il convegno sarà l’occasione per esaminare «la situazione economica, gli scenari politici e che ne sarà dell’Italia alla luce del voto del 4 marzo». Un movimento liberale che riparte da Pescara, si irradia in tutta la regione con un occhio proteso verso l’Europa: a questo, in sintesi, l’obiettivo a cui stanno lavorando i fautori del progetto spiegato nei dettagli da Giuseppe Benedetto, siciliano di Capo d’Orlando, classe 1954, che vive a Roma dove esercita la professione di avvocato, ma ama l’Abruzzo anche in virtù dei suoi trascorsi istituzionali. Per due legislature, tra il 1985 e il 1990 e tra il 1990 e il 1995 ha ricoperto l’incarico di consigliere regionale e assessore alla Promozione culturale della Regione Abruzzo in forza al Partito Liberale Italiano.

Il progetto politico

«Partendo da un’analisi politica che Giacalone fa attraverso il suo libro», commenta Benedetto, «ripartiremo da Pescara e dall’Abruzzo per lanciare, non un partito, ma un contenitore di area liberal democratica laica, allo scopo di ricostruire un progetto politico che guarderà all’Europa come un’opportunità e non come una stringente camicia di forza. Ai giovani, che sono il nostro futuro e che ci chiedono un punto di riferimento, vogliamo consegnare un movimento in cui possono avvertire appartenenza, che oggi in Abruzzo e in Italia manca.»

Il candidato presidente

Un movimento che va dritto verso le prossime Regionali. «È presto per avere il nome del candidato presidente, anticipa il presidente della Fondazione Einaudi (“la levatrice che darà alla luce il progetto”) in carica da due anni, «il presidente D’Alfonso ha fatto una scelta politica, se si vuole bene alla regione, in Abruzzo bisogna tornare subito al voto e ridare la parola agli elettori. Il futuro dell’Abruzzo è liberale con uno sguardo rivolto all’Europa dove non dobbiamo andare a piangere col cappello in mano ma sfruttarne le opportunità in sintonia con Francia, Germania e Spagna. Pescara non ha più la vivacità economica degli anni Ottanta e Novanta e l’Abruzzo è una regione che deve fare i conti con disoccupazione e difficoltà di ripresa legate ai terremoti.»

Il cittadino al centro

Sul piano della bilancia, il futuro movimento andrà «controcorrente» e getterà le basi per una politica che torni a rimettere il cittadino al centro: «Il cittadino», argomenta Benedetto, «è espropriato del potere di votare chi vuole e deve subire i prescelti del partito, nel salotto di casa del leader di riferimento. Il 4 marzo non e stato l’inizio della Terza Repubblica, come sostiene Di Maio, ma l’ultima elezione seconda Repubblica. Ci siamo fermati al 1992 con la caduta di tanti vecchi partiti e abbiamo dovuto affrontare l’anomalia del berlusconismo che arriverà poco dopo. Come sostiene Giacalone, la nostra nazione non è una povera Italia, è l’Italia che si piange addosso ma che avrebbe tutte le potenzialità per essere prima: nelle esportazioni siamo secondi in Europa. L’Italia però sperpera molto e la politica è lo specchio fedele della società che la esprime. Noi punteremo ai tagli degli sperperi (penso alle Province e alla ingiusta riconversione del personale verso altri enti), della burocrazia improduttiva. La legge Fornero va rivista ma non abolita, il reddito di cittadinanza disincentiva il lavoro».

Il futuro del Paese

Che governo avrà l’Italia? «A Roma la situazione è molto intricata, ho sempre creduto che le legislature debbano nascere per durare. Con la scadenza delle prossime europee, anche il futuro Parlamento rischia di tornare al voto se non riuscirà ad avere una maggioranza solida» è l’analisi di Benedetto.

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