L’attività della Fondazione Einaudi nell’ambito dei moderni sviluppi della teoria economica

L’attività della Fondazione, a partire dalla metà degli anni Settanta, si è caratterizzata per una forte apertura verso i più moderni indirizzi della teoria economica post-keynesiana.

Questo interesse per la moderna teorizzazione economica si è tradotto in due tipi di attività: da un lato, una profonda riflessione sulle moderne impostazioni della teoria economica, dopo i fallimenti delle teorie interventiste di stampo keynesiano; dall’altro l’approfondimento di specifiche tematiche oggetto del contemporaneo dibattito politico-economico, alla luce delle suddette impostazioni.

A questo fine, la Fondazione ha promosso e organizzato convegni, incontri e conferenze, e pubblicato volumi. Ciò che ha accomunato tutte queste iniziative è stato l’approccio mirante a un confronto diretto con gli alfieri delle più importanti novità del settore.

Nell’ambito della riflessione sulla teoria economica, come in molti altri settori della scienza e della cultura, le principali novità dei decenni post-bellici sono venute soprattutto dagli Stati Uniti, o attraverso studiosi americani, come James M. Buchanan (premio Nobel per l’Economia), Gordon Tullock, Mancur Olson, Robert Nozick, o attraverso studiosi europei che negli Stati Uniti hanno trovato accoglienza, come Friedrich von Hayek e Ludwig von Mises. Tutti questi studiosi (con esclusione di Mises, deceduto negli anni Sessanta), sono stati ospiti della Fondazione in più occasioni per convegni, conferenze, o presentazione di loro opere.
Ha fatto epoca, in particolare, il grande convegno organizzato nel 1978, Le vie della libertà, che ha visto la partecipazione di una folta schiera di studiosi, sia stranieri che italiani, da Max Kohnstamm a Francesco Barone, da Henri Lapage a Piero Ostellino, da Gaston Thorn a Giuliano Urbani.

Il principio ispiratore delle teorie degli studiosi citati è rappresentato dallo stretto collegamento tra libertà economica e libertà individuale, un principio che Luigi Einaudi ha sempre sostenuto con vigore (anche nella sua famosa polemica con Benedetto Croce) e del quale gli studi recenti hanno confermato il fondamento.

In seguito all’interesse per le nuove teorie dimostrato in quegli anni dall’opinione pubblica italiana, sia negli ambienti politici che in quelli accademici, la Fondazione ha pubblicato nel 1979 il volume Scelte pubbliche. Costi della politica e controllo democratico (curato da Salvatore Carrubba e da Domenico da Empoli), che ha raccolto contributi di alcuni dei principali economisti americani. Questo volume, pur in forma mimeografata, ha avuto ampio successo e nel 1984 è stato ristampato nella collana che la Fondazione Einaudi aveva nel frattempo organizzato con le Edizioni Le Monnier. In questa collana sono state pubblicate diverse opere molto rappresentative del pensiero liberale, dal volumetto di Luigi Einaudi sull’Europa, La guerra e l’unità europea (1984), al volume di Robert Nozik, Anarchia, Stato e Utopia (1981).

Le nuove teorie di cui si è detto rientrano tutte, pur con loro specifiche caratteristiche, nella scuola di pensiero denominata Public Choice e, per rafforzarne la penetrazione in Italia, nel 1983, per iniziativa di Domenico da Empoli e sotto la sua responsabilità, ha iniziato le pubblicazioni la rivista Economia delle scelte pubbliche (con sottotitolo: Journal of Public Finance and Public Choice), presentata a gennaio di quello stesso anno a Roma presso la Luiss dal prof. Buchanan, che tre anni dopo avrebbe conseguito il premio Nobel. Pur non appartenendo alla Fondazione, la rivista le è stata molto vicina, tanto che per diversi anni la sua direzione è stata domiciliata presso la Fondazione Einaudi.

Questi temi sono stati di nuovo approfonditi in diverse occasioni: nel 1983 con un convegno su Le ragioni della libertà e poi ancora nel 1991 con il convegno intitolato, come quello del 1978, Le vie della libertà. Il liberalismo come teoria e come politica negli anni Novanta. Convegno, quest’ultimo, al quale hanno partecipato, fra gli altri, il premio nobel James M. Buchanan, come keynote speaker, i noti studiosi inglesi John Curtice, Emil J. Kirchner, e poi Antonio Martino, Angelo Maria Petroni e anch’io. Successivamente (2001) questo e altri temi sono stati ripresi in un convegno su Le culture sociali del liberalismo italiano, con la partecipazione di Emmanuele F.M. Emanuele, Corrado Malandrino, Zeffiro Ciuffoletti e Piero Craveri.

Ad ulteriore conferma del ruolo di primo piano rivestito dalla Fondazione Einaudi di Roma per la diffusione in Italia della scuola delle scelte pubbliche, occorre ricordare ancora l’impegno per far conoscere al pubblico della Penisola la teoria del rent seeking ed il suo ideatore, Gordon Tullock; così come occorre ricordare la presentazione di almeno tre volumi fondamentali: La giustizia sociale nello Stato liberale di Bruce Ackerman (1980); il già citato Anarchia, Stato e Utopia di Robert Nozick; The Rise and Decline of Nations di Mancur Olson (1982). Da ultimo nel maggio del 2012, la Fondazione, in collaborazione con l’Istituto Bruno Leoni, ha organizzato a Milano la presentazione del volume di Francesco Pulitini Tra Stato e mercato, con la partecipazione di Mario Lupo, Piero Ostellino, Carlo Lottieri, oltre alla mia.

Per quanto riguarda, poi, le iniziative della Fondazione su altre specifiche tematiche, particolare attenzione è stata dedicata alla sanità, con due importanti convegni. Il primo ha avuto luogo nel 1980 – ossia poco dopo l’introduzione in Italia del Servizio sanitario nazionale -, con la partecipazione, tra gli stranieri, di Arthur Seldon e di Anthony Culyer. Il secondo si è svolto nel 1986 ed anche in questo caso la Fondazione ha aperto le sue porte a specialisti di fama internazionale quali Mark V. Pauly and Alan Williams, oltre che ai principali studiosi italiani del settore.

Anche al tema dell’istruzione la Fondazione ha dedicato costante attenzione. Nel 1979, in collaborazione con la Friedrich Naumann Stiftung è stato realizzato il convegno I costi dell’istruzione: spesa pubblica e libertà del cittadino, presieduto dall’allora Ministro della Pubblica Istruzione, Salvatore Valitutti, al quale hanno partecipato studiosi di alto livello, come Mark Blang, Edwin West, Jurgen Schramm e Giancarlo Mazzocchi. Dalla seconda metà degli anni Ottanta la Fondazione ha confermato il proprio interesse per queste problematiche con la presentazione di due ricerche su Il diritto e l’economia nella riforma della scuola secondaria con le relazioni di Salvatore Valitutti, nella qualità di Presidente della Commissione istruzione del Senato, e di Antonio Augenti, alto funzionario del Ministero della Pubblica Istruzione (1986); con il convegno Il processo di riforma della scuola oggi in Italia, presieduto da Salvatore Valitutti e con la partecipazione del sottosegretario alla Pubblica Istruzione on. Savino Melillo, di Romano Cammarata e mia (1988); con la presentazione del volume di Savino Melillo Riflessioni sulla scuola, con interventi dell’autore, dell’on. Valerio Zanone, dell’on. Gerardo Bianco e di Giuseppe De Rita (1992).

Nel 1997, infine, la Fondazione è tornata ad occuparsi di scuola rilanciando il tema, caro ad Einaudi e Valitutti, della abolizione del valore legale del titolo di studio, in un convegno di alto livello organizzato a Roma con relazioni mia, di Stefano Zamagni, Savino Melillo e con la partecipazione di rappresentanti del mondo scolastico, del governo (sottosegretario Luciano Guerzoni), delle scuole cattoliche, del sindacato e del mondo politico.

Un altro argomento al centro degli interessi della Fondazione è stato quello del contenimento della spesa pubblica, sia con il convegno del 1983 Spesa pubblica: è possibile governarla?, sia con un convegno sulle privatizzazioni come strumento per ridurre il debito pubblico, un tema purtroppo sempre più attuale. Il convegno ebbe luogo nel 1992, subito dopo la pubblicazione del primo Rapporto, a cura di un comitato presieduto da Carlo Scognamiglio, che fu uno dei principali relatori. Il tema è stato sempre presente nei programmi della Fondazione, ed è stato oggetto tra l’altro, nel gennaio 2005, di un seminario su Privatizzazioni e ruolo dell’impresa pubblica.

In epoca più recente sono stati affrontati temi attinenti alla concorrenza e all’attività antitrust in cinque convegni della Fondazione: dal convegno del 1988, svoltosi a Napoli, quando ancora la legge sulla tutela della concorrenza non era stata approvata, ai convegni del 2003, del 2007, del 2009 e a quello del 2010, per il ventesimo anniversario della legge sulla tutela della concorrenza, durato un’intera giornata, con la partecipazione dei più autorevoli esperti in materia, tra cui l’attuale presidente del consiglio Mario Monti.

La Fondazione ha inoltre diretto la sua attenzione alle problematiche del decentramento e del federalismo, sia a livello nazionale che per quanto riguarda il ruolo di Roma Capitale. A quest’ultimo riguardo, in occasione delle discussioni che hanno preceduto e seguito la modifica del Titolo V della Costituzione, sono stati organizzati ben tre convegni sull’argomento (Lazio senza Roma e Il federalismo possibile in Italia, ambedue nel 2000, e inoltre Lazio e ambiente: l’innovazione delle politiche ambientali nella prospettiva del decentramento istituzionale nel 2002). I problemi della finanza decentrata sono stati sempre all’attenzione della Fondazione, che già nel 1990 aveva promosso in collaborazione con il Centro di ricerca e documentazione Luigi Einaudi di Torino un convegno su L’azienda Comune.

Della sensibilità della Fondazione per le tematiche ambientali si dà conto in questo volume nelle pagine di Marcello Inghilesi sull’OPEF. Qui pertanto ci si limita a ricordare il seminario del 2007 su La tutela ambientale venti anni dopo l’istituzione del Ministero dell’ambiente, cui hanno partecipato Sabino Cassese, Francesco Fonderico, Paolo Maddalena, Yves Gaudemet, Lorenzo Casini, Gian Maria Flick, Paolo Caretti.

Last but not least, la Fondazione ha dedicato importanti momenti di riflessione all’attuale crisi finanziaria ed economica. Di particolare rilievo è stato il ciclo di conferenze coordinato da Pierluigi Ciocca nel maggio-giugno 2009, con interventi di Gianni Toniolo su Le crisi finanziarie: eguali ma diverse, di Marcello De Cecco su La crisi attuale: oltre metà percorso?, di Mario Sarcinelli su La crisi economica: natura, cause, rimedi.

L’impegno che la Fondazione Einaudi di Roma ha profuso nel campo dell’economia e della teoria economica è stato costante e di altro profilo, caratterizzato da una spiccata apertura internazionale.

Purtroppo, molte delle nuove idee economiche che la Fondazione Einaudi ha presentato e diffuso non hanno influito sul modo nel quale i Paesi industrialmente avanzati e, in particolare, l’Italia, avrebbero dovuto affrontare le questioni economiche e di questo ha dato autorevole testimonianza il prof. Buchanan in una conferenza organizzata nel 2004 sempre dalla Fondazione Einaudi dal titolo significativo: Has the West lost its spirit?

Domenico da Empoli

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