La storia continua

Il 25 ottobre 2002 il Consiglio d’Amministrazione della Fondazione ha approvato all’unanimità la seguente dichiarazione:

La Fondazione Luigi Einaudi per studi di politica ed economia fu costituita nel 1962 su iniziativa di Giovanni Malagodi, segretario del Partito Liberale Italiano, e di quel partito rappresentò per decenni, pur nella propria autonomia, utile supporto culturale.

Nel 1984 lo Statuto fu riformato eliminando la presenza di diritto del segretario del PLI dal consiglio d’amministrazione della Fondazione, al fine di avviare un percorso del tutto indipendente, essenzialmente rivolto a studiare i nuovi orientamenti che in quegli anni si affacciavano anche in Italia aprendo nuovi orizzonti alla diffusione della cultura liberale. Disciolto il PLI nel 1994 nel crollo dei partiti storici, la Fondazione è rimasta a rappresentare la continuità della cultura liberale, da molti improvvisamente rivendicata come elemento essenziale di nuovi e vecchi schieramenti politici, da pochi praticata nelle coalizioni bipolari che si sono venute affermando a partire dal 1994.

Già allora appariva peraltro evidente che la transizione verso il bipolarismo tagliava trasversalmente l’appartenenza liberale; e di fatto quanti si erano (dentro e fuori dal PLI) riconosciuti in quella appartenenza, si divisero nel nuovo sistema scegliendo militanze politiche differenti, o nessuna. Nel prenderne atto, la Fondazione Einaudi di Roma ha ritenuto di mantenere a maggior ragione ed anzi di rafforzare la propria scelta, non di neutralità ma di imparzialità: non di neutralità perché la Fondazione ha il suo fondamento ed orientamento nella cultura liberale, ma di imparzialità, perché la cultura liberale, per gli stessi connotati che la distinguono, non conduce ad opzioni partitiche predeterminate.

La scelta compiuta dalla Fondazione risulta di maggiore rilevanza nel momento attuale in cui, malgrado le affermazioni verbali, appare evidente che la cultura liberale resta complessivamente minoritaria nel nuovo sistema politico, e quindi richiede iniziative e strumenti che contribuiscano a farla crescere, in ciò distinguendosi da altre fondazioni palesemente funzionali a collocazioni di parte e di coalizione. Il modo per riuscirci, o quanto meno provarci, è quello costantemente praticato dalla Fondazione Einaudi: sviluppare il confronto e la dialettica fra posizioni diverse, sottoporre ogni problema ad una analisi razionale e motivata senza schematismi preconcetti, offrire a quanti lo desiderino un luogo di libera discussione.

Le scelte di chi intende prendere parte attiva alla politica militante non coinvolgono in nessun caso la Fondazione, rientrando esse nell’esercizio della responsabilità personale di ciascuno.

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