Dunkirk, il film che loda il patriottismo liberale

Dunkirk, il film che loda il patriottismo liberale

Se avete ancora qualche dubbio sul fatto che possa esistere un patriottismo liberaleil film Dunkirk di Christopher Nolan dovrebbe farvi cambiare idea.

Il film, delle cui qualità cinematografiche (a mio avviso eccelse) qui non è questione, è un’accorata lode alla Gran Bretagna: al suo popolo, alle sue istituzioni, ai suoi leader politici.

In particolare a quel Winston Churchill che ne prese in mano il destino e la portò insperabilmente al successo in quella che fu probabilmente la più grande guerra di civiltà mai combattuta nella storia umana.

Questa impronta nazionalistica nel senso positivo della parola, cioè appunto patriottica, è già nella scelta dell’episodio ricordato dal film.

La ritirata di Dunkirk avvenne nel momento preciso in cui, all’inizio della Seconda guerra mondiale, la Gran Bretagna si trovò ad affrontare da sola la potenza di ferro e fuoco della Germania nazista.

Senza retorica, si può dire che essa si trovò a rappresentare, in quel tornante, isolatissima, il mondo libero e la civiltà contro la barbarie. Questo aspetto, nel film di Nolan è presupposto, implicito, solo accennato. Le opere artistiche hanno infatti il pregio di alludere, non insistere a ogni passo sul “messaggio”.

Il patriottismo, nel film, non è mai calcato: emerge quasi con naturalezza e nel modo più soft possibile. E gli stessi passaggi essenziali del magistrale discorso che Churchill tenne in quella occasione sono fatti rivivere nel modo più semplice e meno retorico possibile, attraverso le parole lette da un giovanissimo soldato di ritorno in patria, sopravvissuto alla ritirata.

Quanta differenza rispetto a certi film di “impegno” di casa nostra! Quanta finezza nel raccontare una tragedia e nell’imbastire quello che pure è un drammatico film di guerra! A orecchie nostrane, abituate cioè al mainstream culturale, la lotta contro il male nazista e per la libertà potrà anche piacere, ma, sono certo che così non sarà per l’impronta patriottica del film.

L’idea di patria urta ancora la nostra sensibilità che si vorrebbe emancipata e moderna. Che ben vengano gli “scandali”, però, se essi servono, come in questo caso, ad aiutarci a sfatare una volta per tutte il mito che il liberalismo possa vivere e prospere in dimensione astratta, proceduralistica, neutrale, cosmopolitica.

Il liberalismo s’incarna e prospera, invece, nei valori vissuti e concreti di una società e di una comunità politica: nella forza di volontà che anche di fronte alla disfatta, quale fu sicuramente quella di Dunkirk, sappia unirsi e far corpo in vista del fine superiore che è la libertà.

Vista in quest’ottica, patriottica e non biecamente nazionalista, anche la cosiddetta “Brexit” assume forse ai nostri occhi un senso meno semplicistico di quello che vien fuori dalle analisi partigiane di certa stampa. 

Corrado Ocone, Huffingtonpost 12 settembre 2017

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